fabiani91 ha scritto:
Sulla questione 'moto cinesi' non ho pregiudizi ideologici, ma vorrei portare un’esperienza diretta che mi rende tuttora piuttosto scettico.
Nel 2020 ho lavorato per un importatore di un marchio cinese minore (segmento 125-300cc) e quello che ho visto a livello tecnico mi ha lasciato molto perplesso. I difetti non erano solo estetici, ma strutturali: cablaggi disordinati, bulloneria di qualità imbarazzante, plastiche croccanti e verniciature scadenti. A peggiorare le cose c'erano assemblaggi posticci, schemi elettrici incomprensibili e un’assistenza post-vendita praticamente inesistente.
So che dal 2020 a oggi il mercato è corso veloce e marchi come Benelli, CFMOTO o Kove sembrano giocare un altro campionato. Tuttavia, ad essere onesto, non mi sento ancora pronto a scendere dalla mia moto giapponese per passare a una cinese.
Molti di quei dettagli che non mi convincevano all'epoca continuano a lasciarmi dubbioso anche oggi, specialmente quelli nascosti ad un primo sguardo. Non parlo tanto di affidabilità meccanica pura, che forse ormai c'è ed è equiparabile,quanto di tutto ciò che sta 'sotto le carene. Ho l'impressione che, grattando la superficie di un design accattivante, si rischi di ritrovare quella scarsa cura nei dettagli tecnici e nei materiali che vedevo qualche anno fa.
Qualcuno di voi che ha smontato o fatto manutenzione seria su questi nuovi modelli ha notato un reale salto di qualità nella componentistica 'invisibile' (cablaggi, viteria, connettori) o siamo ancora lontani dagli standard giapponesi?
su certi marchi cinesi ancora la situazione è imbarazzante,come quella riscontrata da te,ma sono quelli poco conosciuti e con vendite scarse in occidente,ma su quelli da te menzionati ed altri ,la componentistica e gli assemblaggi è pari o migliore di certe moto giapponesi che hanno delocalizzato la produzione dal Giappone in altri paesi asiatici.