Riparto dal titolo: una moto su cinque, in Italia, è cinese, per offrire il contributo della mia vecchiaia (la saggezza la sto ancora aspettando... specie in campo moto!).
Quando ho comprato la mia prima moto, nel '79, la SEIMM Moto Guzzi non navigava in buone acque, ma sapevo che chi produceva pistoni, cilindri, carburatori era a meno di 300 km da casa mia. Se anche la Guzzi fosse scomparsa, avrei potuto continuare a godermi il mio V35 disponendo di ricambi per ancora molti anni. E le straniere (europee comprese) avevano dazi da pagare.
Ai tempi le jap stavano passando dal ruolo di "terzo incomodo a basso prezzo" (come le cinesi di oggi) a prodotti ad alte prestazioni, per lo meno motoristiche. Dovevano ancora lavorare un po' su freni ed assetti (telaio e sospensioni), ma nel complesso cominciavano ad avere motori potenti, affidabili, perfetti nella realizzazione ("non trasuda olio!" sembrano commenti di un secolo fa, invece... è solo mezzo!

).
BMW aveva appena completato la transizione da produttore di residuati bellici (questo erano i boxer nel primo dopoguerra...) a produttore tradizionale e conservativo di moto comode, ma a cui mancava sempre qualcosa. Con la serie K100 rischiò grosso, poi aggiustarono il tiro con le K75.
Perché parlare di storia? Perché si ripete!
Con i cinesi nel ruolo dei giapponesi degli anni '70. Come allora, intercettano fasce di mercato che gli altri non sono interessati a coprire. Non mi scandalizza. Anzi: c'è posto per tutti, secondo me. Spero sempre che più concorrenza porti a prodotti migliori.
Guardo alla Guzzi di oggi e mi chiedo: negli anni '80 si cristallizzarono sul motore a "V" raffreddato ad aria per mancanza di risorse economico/finanziarie (e forse di "teste pensanti") , mentre oggi hanno un'offerta più diversificata, investono in una nuova fabbrica, insomma: credono al loro futuro. Credo che l'incrocio di competenze e visione sia ciò che serve, in un'azienda. Allora mancava. Oggi, in condizioni decisamente più difficili e competitive, ci sono. Grazie Aprilia!
Quelle cinesi, mah, si, da quel poco che si sa dai giornali, hanno visione e capacità. Dovranno capire i mercati europei, ma non sono le capacità che gli mancano.
Le riviste a volte mettono le cose in modo un po' ... truffaldino, sia detto in senso buono. Un esempio: ricordo di aver visto una prova a confronto fra la mia Honda CB500X ed una cinese (che non ricordo quale fosse...): la Honda è meglio perché è più leggera!
Si.
Ok.
D'accordo.
I numeri quello dicono.
MA: se alla CB500X aggiungiamo il PESO DEGLI ACCESSORI DI SERIE SULLA CINESE la differenza di peso diventa zero o giù di lì. Ma questo mica l'hanno scritto! Che fai? Parli male di Honda? NOOOOO!
Tiro una conclusione, dal basso della mia vecchiaia:
1. scegliete usando la testa, la VOSTRA testa. Le riviste sono un bel passatempo... e basta.
2. non scegliete in base alla nazionalità, ma a quello che vi serve. Cinese, giapponese (o tailandese, come la mia finta jappa...) non significa molto, per non dire nulla. Se proprio volete guardare alla nazionalità, prima le italiane, possibilmente quelle vere, non le straniere ri-brand-izzate. Ma non lo prescive il medico.
3. scegliete in base ai modelli che fanno al caso vostro. Anche Honda, che gode fama ineccepibile, ha prodotto autentici bidoni.
4. cercate di capire che cosa v'interessa davvero in una moto: durata nel tempo? affidabilità? look? ognuno ha un mix di queste cose in testa, tutto suo. E poi fate confronti fra prodotti comparabili fra loro, parlando con chi ce li ha. Anche qui nel forum, certo.
Vedo spesso chiedere: è meglio la moto A o la B? E non ha senso! O hai la fortuna di trovare uno che le ha avute tutte e due, oppure puoi chiedere se va forte, frena forte, gira forte, è affidabile ecc. a secondo di ciò che sta a cuore A TE.
Chi ha la moto "A" ti risponderà per quella e chi ha la "B" a sua volta ti parlerà della sua, magari entrambi spiegando da dove viene, come esperienze precedenti.
Ultimo punto e poi mi taccio: le cinesi hanno insito nell'acquisto un potenziale rischio geopolitico? Vallo a sapere! Ma in linea di principio non si può escludere ed è già successo in passato che i prezzi dei ricambi di veicoli stranieri si impennassero per problemi valutari/di relazioni fra le nazioni. Ma vale per tutte le moto non italiane (purosangue).