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Inviato: 29 Mag 2026 14:11
Oggetto: Alzare un po’ i limiti: come si fa:
Carissimi,
Ho visto che questo forum ha una sezione di consigli di guida piuttosto partecipata e due chiacchiere con qualcuno di esperto è proprio quello che mi serve in questo periodo della mia vita.
Ho 24 anni e da quasi 8 possiedo una Honda CBF125. E’ il mio unico mezzo di trasporto, abito in centro a Bologna e la uso quotidianamente in tutte le condizioni, salvo neve o diluvio universale. Per un po’ sarà anche l’unica moto (e patente) che posso permettermi, ma ne sono comunque entusiasta: è affidabilissima, meno ferma di quello che si può pensare (marce corte e peso a secco di 115 kg) e consuma come un Clipper.
Ora, io tendo a essere fin troppo prudente, per non dire pauroso, in un po’ tutti gli aspetti della mia vita, per esempio ho fatto tanti anni di corsi di alpinismo ma non sono mai diventato un grande arrampicatore, nonostante non soffra di vertigini. Questa cosa si riflette un po’ anche sulla guida, mi sento un po’ vulnerabile - e lo sono, a ben vedere. In auto non ho nessun problema, ne ho guidate anche di molto potenti, anche d’epoca senza controlli e per lunghe distanze, ma in moto ho dei limiti.
Negli anni ho corretto i principali difetti dei principianti - inchiodare col freno davanti in curva e/o sul bagnato, stringere il manubrio, guardare troppo la strumentazione, tenere giù i piedi sopra gli 0,5 km/h - e a detta di un mio amico molto più navigato di me ho anche una postura abbastanza corretta.
In città non me la cavo niente male, giro intorno ad autobus e SUV senza problemi, sempre con la testa ed evitando per esempio di scavalcare a 60 km/h due file di macchine vicino alla stazione col rischio di travolgere qualche portiera come vedo fare a qualcuno. Il problema nasce dopo il cartello di fine centro abitato e specialmente in montagna.
Tendo ad andare piano e spesso ad allargare le curve più grandi, che si potrebbero fare a velocità più alta anche con la mia moto. Esco poco in gruppo appunto perché arrivo a destinazione che gli altri hanno già bevuto il caffè. Su strade extraurbane invece faccio fatica a superare la soglia dei 75-80 km/h (la moto non va molto di più, fa i 95, complice il bauletto che la frena) perché appena vedo una zona di asfalto in ombra, delle buche, un’auto che sporge di 10 cm da uno stop, un puntolino arancione all’orizzonte tolgo il gas (e perdo velocità all’istante).
Ragionandoci, credo che il mio problema sia che i 15mila km che ci ho fatto (ok, non sono molti, ma uno dovrebbe sapersi divertire un po’) li abbia percorsi tutti in condizioni non ideali e quasi mai nel tempo libero che non ho, in cui è oggettivamente bene essere prudenti. Ho fatto l’esame con un chopper Kawasaki Eliminator 125 con le gomme di marmo, una pioggia tipo Spa 2021, il circuito a 40 km dall’autoscuola, un bel tappeto di foglie marce sul circuito e tanta esperienza di vita in meno (e l’ho passato senza problemi… quindi forse non sono io impedito); da allora ho sempre girato tra scuola e lavoro ma il più delle volte sempre con freddo, nebbia e a volte acqua, non sono mai caduto (tranne un ruzzolone causa inchiodata sul bagnato ancora quando avevo lo scooter, ma ho imparato la lezione), però quando mi trovo in condizioni “ideali” dove posso spingere non lo faccio, e ad esempio non ho mai sentito il bisogno di comprare una moto più grossa della mia (per la quale forse il termine “spingere” è il più adatto) come chiunque guidi un 125 4 tempi, 2 valvole raffreddato ad aria per 7 anni.
Osserverete forse che non è una moto fatta per correre, complice il freno posteriore a tamburo, che da smontato fa una certa tenerezza, e le gomme strette, che comunque ho sempre tenute fresche: ho montato giusto il mese scorso delle Pirelli Angel City, che sono le più decenti che si trovano di questa misura balorda (l’alternativa sono quelle o le Mitas). Ho anche sempre curato religiosamente (e in proprio) la manutenzione (unica CBF125 mai prodotta che giri col Castrol, in India per me girano con l’olio esausto delle friggitrici); registrate le valvole da poco, è molto più regolare come funzionamento. Però la vorrei sfruttare meglio, poco da fare: se negli anni sono molto migliorato come tecnica, non sono neanche più il ragazzino che qualche cretinata in giro coi compagni di classe la faceva. Subito dopo i lavori, col mio amico navigato di cui sopra abbiamo fatto un giro in montagna bello lungo (160 km), lei non ha dato il minimo segno di cedimento, ma sono arrivato a casa in condizioni pietose, lo stress e la stanchezza equivalevano ad averne fatti 1500 in macchina.
Quindi a questo punto questo messaggio si riassume (scusate la lunghezza) in due domande: cosa mi consigliate per alzare un po’ il ritmo, visto che l’esperienza sembra più frenarmi invece del contrario? E’ normale uscire così sfiancati da un giro in moto del genere e quanto può essere imputabile al sottoscritto piuttosto che al bolide? Vorrei farci qualche piccolo viaggetto del genere, andarci al mare, non ho alcun dubbio che lei ce la faccia, ma ho paura di metterci una vita, e all’arrivo di aver esaurito le mie energie.
Grazie a tutti, scusate ancora se mi sono dilungato