wyoming ha scritto:
Oddio però io direi che l'industria europea ha fatto esattamente le stesse cose. I costruttori automobilistici si sono presi soldi pubblici a palate negli ultimi 30 anni mascherandoli come sussidi all'occupazione, alla ricerca ecc... oppure direttamente versati ai consumatori.
Le tasse raccolte dal tuo sudato reddito finiscono continuamente in tasca alle aziende, alla faccia delle belle parole contro gli aiuti di stato.
Nella mia famiglia penso che il 90% delle automobili acquistate nuove lo siano state grazie a qualche incentivo (quindi pagate anche da te).
Le tasse raccolte dal tuo sudato reddito finiscono continuamente in tasca alle aziende, alla faccia delle belle parole contro gli aiuti di stato.
Nella mia famiglia penso che il 90% delle automobili acquistate nuove lo siano state grazie a qualche incentivo (quindi pagate anche da te).
Senza offesa, ma confondi mele con le pere.
Non è affatto la stessa cosa, perché l'incentivo valeva per qualsiasi casa automobilistica e serviva a favorire sia i cittadini, sia i concessionari, quindi non solo le industrie. Peraltro rientrava parzialmente sotto maggiore gettito d'iva (magari senza incentivo le auto non sarebbero state vendute), mentre qui non abbiamo niente di tutto questo, se non sano dumping per danneggiare i produttori delle altre nazioni. Non mi risulta che l'Italia abbia sovvenzionato industrie perché potessero vendere sottocosto le loro auto all'estero. Poi possiamo discutere di quando Alfa Romeo era statale e perdeva un milione di denaro pubblico per ogni auto venduta, ma è un'altra storia.
wyoming ha scritto:
I manager son andati in China a portargli dei bidoni come la fiat uno o la Volkswagen passat del 1988 perchè speravano di conquistare il mercato più grande del mondo rifilandogli gli avanzi. Fino a una decina di anni fa fior di esperti raccontava di quanto fosse arretrata la ricerca e lo sviluppo in Cina e dei prodotti a basso costo con gli operai chiusi in cantina.
Quando un mercato di 1,5 miliardi di persone si muove inevitabilmente le conseguenze si sentono in tutto il mondo e ben pochi in Europa si sarebbero aspettati un progresso tecnologico come quello che è avvenuto.
Io o sentito dire che i cinesi non avrebbero mai potuto costruire chip, centrali nucleari moderne, missili per lo spazio ecc...
Il progresso avviene grazie alla competizione ed è naturale che una buona parte delle aziende fallisca. D'altra parte 100 anni fa in Europa c'erano decine di marchi automobilistici e quasi tutti sono scomparsi
Sarà da vedere piuttosto se qualche marchio cinese decidesse di offrire prodotti raffinati ma fuori dai nostri mercati. Ormai in tutto il mondo aumenta il numero di persone benestanti e non è detto che il mercato europeo rimanga così fondamentale in futuro...
Quando un mercato di 1,5 miliardi di persone si muove inevitabilmente le conseguenze si sentono in tutto il mondo e ben pochi in Europa si sarebbero aspettati un progresso tecnologico come quello che è avvenuto.
Io o sentito dire che i cinesi non avrebbero mai potuto costruire chip, centrali nucleari moderne, missili per lo spazio ecc...
Il progresso avviene grazie alla competizione ed è naturale che una buona parte delle aziende fallisca. D'altra parte 100 anni fa in Europa c'erano decine di marchi automobilistici e quasi tutti sono scomparsi
Sarà da vedere piuttosto se qualche marchio cinese decidesse di offrire prodotti raffinati ma fuori dai nostri mercati. Ormai in tutto il mondo aumenta il numero di persone benestanti e non è detto che il mercato europeo rimanga così fondamentale in futuro...
Diciamo che in una nazione che era agli albori della propria motorizzazione di massa, vendi prodotti adeguati. Da noi l'abbiamo fatta con la Fiat 600, mica con la Lancia Aurelia. Peraltro ci siamo andati alle loro condizioni, costretti a fare joint venture, ed alla fine la cosa ci si è rivoltata contro.
Per il discorso invece della presunta arretratezza, quelli in molti casi sono bias, pregiudizi e perfino razzismo, da parte nostra: chiaramente occorrono capitali ed investimenti e, come capita, c'è chi ne ha fatti (da noi come da loro, ma forse più da loro) e chi ha pensato che la R&D fosse un costo (come i dipendenti) e la produttività ed i prodotti sono fermi al palo.
Però, anche per loro, non sono rose e fiori. Vanno nello spazio, costruiscono aerei militari moderni (una volta li avrebbero comperati dalla Russia) e portaerei e stanno costruendo chip progettati internamente (ancora arretrati rispetto alla migliore produzione occidentale, ma molto più avanti rispetto alla stessa Russia). Tuttavia la crescita non è quella irruenta di un tempo, la corruzione è ancora forte per stessa ammissione di Xi Jinping (nonostante sulla carta gli faccia guerra) e ci sono grossi problemi di sovrapproduzione e di diritti dei lavoratori.
La realtà non ha una faccia sola, è perlomeno come un cubo, che di facce ne ha sei, e l'importante è guardare senza preconcetti a noi stessi ed agli altri, ammettendo pregi e difetti di ogni nazione, persona, politica, prodotto e via dicendo.
Io parto però sempre dal presupposto che nessuno regala nulla.








