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Cx delle moto [aereodinamicità di una sportiva]
756430
756430 Inviato: 19 Ott 2006 0:27
 



alla fine si ha sempre a che fare con un oggetto che, a grandi linee, assomiglia ad un pesce irritato che abbia mangiato troppo... con tutte le sue imperfezioni, pinne, scaglie e...sacche di turbolenza!



penso sia la più simpatica descirzione di una moto che abbia mai letto... icon_wink.gif icon_wink.gif icon_wink.gif icon_wink.gif icon_wink.gif icon_wink.gif icon_wink.gif icon_wink.gif icon_wink.gif però ai ragione..... vedi mai che se jack si mette il pallino si fa costruire una carena stile supposta magari pure riscaldata così al "treffen" ci arriva in maglietta e pantaloncini icon_wink.gif icon_wink.gif
 
756559
756559 Inviato: 19 Ott 2006 8:18
 

teniamo sempre presente che "teoricamente" si potrebbe ottenere la "carena perfetta" ma poi c'è sempre il pilota che tra casco gomiti ginocchia e piedi ci mette del suo per rompere eventuali equilibri aerodinamici... no? magari quei due cunei sulla carena della ninja servono semplicemente per deviare l'aria che altrimenti sarebbe diretta sulle gambe del pilota... icon_question.gif
 
756651
756651 Inviato: 19 Ott 2006 9:17
 

vi mando il link di un articolo in cui si spiega come viene
effettuata la progettazione aerodinamica delle motogp,
in particolare in questo caso ducati.

ci si affida quasi completamente ai test in galleria del vento.
(idem è per le F1, ogni scuderia ha la sua bella galleria del vento
dove fanno le prove aerodinamiche sulle monoposto)

sulle motogp l'aerodinamica viene ottimizzata non solo per migliorare la velocità di punta e diminuire i consumi, ma per agevolare la percorrenza in curva.
tutto ciò porta ad un compromesso.

in fondo quindi nella motogp l'aerodinamica viene studiata per rendere al massimo su tutti i 18 circuiti (che sono molto diversi tra di loro).
l'aerodinamica ottimale porta ad una migliore guidabilità della moto.


Link a pagina di Ducati.com
 
756654
756654 Inviato: 19 Ott 2006 9:18
 

andreaspr ha scritto:
prendo come esempio la moto di JT.


allora, per semplicità parto dal presupposto che essa sia in grado di viaggiare stabilmente a 300km/h precisi,


A questo punto, per essere precisini...il problema sarebbero le gomme, nessuna mescola a quanto mi è stato (ufficiosamente) confidato, regge i 300km/h per più di qualche minuto... icon_lol.gif icon_lol.gif

Comunque continuate così che raccolgo le idee per il mio tentativo dir record! icon_wink.gif

Mi faccio fare una carenatura a mo' di quella della Guzzi che chiamerò chiaramente P.I.C.H.M.T. (Pesce Irritato Che Ha Mangiato Troppo) in onore di De_Corsa icon_lol.gif

Poi spiegatemi: faccio più fatica a fare il record a livello del mare o in quota? Il motore ritengo risponda meglio SLM ma l'aerodinamicità?

icon_wink.gif
 
757024
757024 Inviato: 19 Ott 2006 11:11
 

Beh in quota il fluido è più rarefatto quindi minore resistenza aerodinamica...

interessantissimi i discosi di de_corsa e andrespr (comprensibilissimo, anche per un profano quasi totale di aerodinamica - ma non di fisica - come il sottoscritto).

Il fatto che (come sottolineava de_corsa) la moto sia di fatto "ad assetto variabile" ovvero cambia inclinazione e quindi la direzionalità delle forze in gioco puo' cambiare l'analisi? Ovvero: nel periodo in cui si sta cambiando l'assetto (piegando), come "reagiscono" i filetti famosi?
 
758566
758566 Inviato: 19 Ott 2006 17:08
 

Sì ma in quota c'è meno ossigeno anche e quindi dovresti ricarburare la moto che comunque perderebbe qualche cavallino (a meno che JT non ci monti una bella turbina icon_lol.gif )
 
758630
758630 Inviato: 19 Ott 2006 17:22
 

boh non saprei valutare quale dei due fattori sarebbe più determinante... ma la potenza la puoi aumentare più facilmente di quanto puoi ridurre la pressione aerodinamica... come dimostrano le motogp =)
 
758657
758657 Inviato: 19 Ott 2006 17:28
 

andboy78 ha scritto:
vi mando il link di un articolo in cui si spiega come viene
effettuata la progettazione aerodinamica delle motogp,
in particolare in questo caso ducati.

ci si affida quasi completamente ai test in galleria del vento.
(idem è per le F1, ogni scuderia ha la sua bella galleria del vento
dove fanno le prove aerodinamiche sulle monoposto)

sulle motogp l'aerodinamica viene ottimizzata non solo per migliorare la velocità di punta e diminuire i consumi, ma per agevolare la percorrenza in curva.
tutto ciò porta ad un compromesso.

in fondo quindi nella motogp l'aerodinamica viene studiata per rendere al massimo su tutti i 18 circuiti (che sono molto diversi tra di loro).
l'aerodinamica ottimale porta ad una migliore guidabilità della moto.


Link a pagina di Ducati.com


Da qualche parte (forse su motociclismo) avevo letto che si studia anche la portanza che può dare il fianco della carena nei curvoni veloci.
In pratica la parte di carena interna alla curva, si "appoggia" all'aria che c'è tra carena e asfalto e tiene sù la moto.....fantascienza!
 
759255
759255 Inviato: 19 Ott 2006 19:36
 

icon_arrow.gif de corsa: scusa ma ho mio padre in ospedale e in questi giorni non avro molto tempo per stare con voi purtroppo, va be comunque iniziamo da qui: la rotondeggianza della moto nella foto crea una pessima turbolenza, quindi penetrazione nel fluido, quindi aria; i filetti che dovrebbero formarsi verso la coda della moto in realtà si formano (piu o meno) a metà carena, quindi ne vade tutto l'effetto!
Questa rotondità crea inoltre una pessima penetrazione aerodinamica anche a basse velocità, senza parlare di velocità ben superiori dove un profilo così sarebbe impensabile. Anche a basse velocita un qualsiasi oggatto tondeggiante crea un pessimo effetto aerodinamico, infatti se fai caso agli aerei (escluso quelli di linea) non troverai vere e proprie parti tonde, ma bensi delle curve che raccordano i vari elementi!
Questa negatività nel caso della moto in esame, è amplificata dalla sua larghezza, infatti se fai caso le moto di adesso sono sempre piu snelle, come mai? Si punta tutto sulla penetrazione, e anche in piega, moto piu snella minor massa interessata allo spostamento, minor resistenza, facilita di guida; é tutto mirato a creare moto sottili e a punta!
Iniziamo a discutere di questo!
Rinnovo le mie scuse ma non avro tanto tempo in questi giorni per rispondere!!
 
759290
759290 Inviato: 19 Ott 2006 19:42
 

jimmyv ha scritto:
icon_arrow.gif de corsa: scusa ma ho mio padre in ospedale e in questi giorni non avro molto tempo per stare con voi purtroppo, va be comunque iniziamo da qui: la rotondeggianza della moto nella foto crea una pessima turbolenza, quindi penetrazione nel fluido, quindi aria; i filetti che dovrebbero formarsi verso la coda della moto in realtà si formano (piu o meno) a metà carena, quindi ne vade tutto l'effetto!
Questa rotondità crea inoltre una pessima penetrazione aerodinamica anche a basse velocità, senza parlare di velocità ben superiori dove un profilo così sarebbe impensabile. Anche a basse velocita un qualsiasi oggatto tondeggiante crea un pessimo effetto aerodinamico, infatti se fai caso agli aerei (escluso quelli di linea) non troverai vere e proprie parti tonde, ma bensi delle curve che raccordano i vari elementi!
Questa negatività nel caso della moto in esame, è amplificata dalla sua larghezza, infatti se fai caso le moto di adesso sono sempre piu snelle, come mai? Si punta tutto sulla penetrazione, e anche in piega, moto piu snella minor massa interessata allo spostamento, minor resistenza, facilita di guida; é tutto mirato a creare moto sottili e a punta!
Iniziamo a discutere di questo!
Rinnovo le mie scuse ma non avro tanto tempo in questi giorni per rispondere!!


Pensa al babbo! Che qui si disquisisce per il piacere di farlo..senza nessuno che ci corra dietro! Anzi..sperando non sia niente di grave porgigli i miei migliori auguri! icon_wink.gif
 
760688
760688 Inviato: 20 Ott 2006 10:41
 

Quoto JT, famiglia prima icon_smile.gif

Cmq... non posso che quotare il decorsa e ci aggiungo una cosetta mia: se le parti "appuntite" fossero la migliore forma per la penetrazione aerodinamica (subsonica, visto che ho scoperto che è differente icon_biggrin.gif), una goccia d'acqua che cade sarebbe appuntita: infatti deve seguire le linee di minor resistenza, e minor resistenza = maggiore penetrazione aerodinamica.

Pero', guarda caso, una goccia assume la forma... di una goccia icon_smile.gif cioé "tonda" davanti e appuntita dietro, non troppo dissimile dalla guzzi famosa della foto.

Come sempre, per capire cos'è meglio fare basta guardare il mondo icon_wink.gif
 
760737
760737 Inviato: 20 Ott 2006 11:03
 

Calimar ha scritto:
Quoto JT, famiglia prima icon_smile.gif

Cmq... non posso che quotare il decorsa e ci aggiungo una cosetta mia: se le parti "appuntite" fossero la migliore forma per la penetrazione aerodinamica (subsonica, visto che ho scoperto che è differente icon_biggrin.gif), una goccia d'acqua che cade sarebbe appuntita: infatti deve seguire le linee di minor resistenza, e minor resistenza = maggiore penetrazione aerodinamica.

Pero', guarda caso, una goccia assume la forma... di una goccia icon_smile.gif cioé "tonda" davanti e appuntita dietro, non troppo dissimile dalla guzzi famosa della foto.

Come sempre, per capire cos'è meglio fare basta guardare il mondo icon_wink.gif

Non capisco una cosa (in un contesto in cui non capisco proprio niente... icon_redface.gif)... la faccenda della goccia: in quel caso ci sono in gioco forze che deformano la goccia stessa (che non è un solido)... in sostanza la forma che assume deriva da un insieme di fattori che le impediscono di essere appuntita...
 
761716
761716 Inviato: 20 Ott 2006 15:00
 

Fondamentalmente la natura è una scansafatiche...... icon_biggrin.gif
L'acqua (essendo "plasmabile") assume la forma che le permette di cadere con meno sforzo all'avanzamento possibile.
 
761740
761740 Inviato: 20 Ott 2006 15:04
 

shoulderinside ha scritto:
Fondamentalmente la natura è una scansafatiche...... icon_biggrin.gif
L'acqua (essendo "plasmabile") assume la forma che le permette di cadere con meno sforzo all'avanzamento possibile.

Ehhh.... appunto!!! icon_wink.gif
 
761895
761895 Inviato: 20 Ott 2006 15:33
 

shoulderinside ha scritto:
Fondamentalmente la natura è una scansafatiche...... icon_biggrin.gif
L'acqua (essendo "plasmabile") assume la forma che le permette di cadere con meno sforzo all'avanzamento possibile.


Voglio la tua capacità di sintesi. icon_wink.gif

Visto che la goccia assume la forma che la fa cadere "a costo minore", la forma della goccia è quella che penetra l'aria nella aniera migliore, ergo copiandola (come nella guzzi famosa) si ottiene il CX migliore, minor resistenza icon_smile.gif
 
761985
761985 Inviato: 20 Ott 2006 15:50
 

Si solo che devi copiare la forma della goccia che cade alla velocità massima della moto in questione!

Perchè ad ogni velocità corrisponderà una determinata forma ideale, quindi bisogna ottimizzare la velocità massima che si riesce a raggiungere.
 
762696
762696 Inviato: 20 Ott 2006 18:03
 

semi Ot , dato che e' stato accennato.
ieri ho visto il film " indian " , bello..un po' lento , ma le scene motociclistiche mi son piaciute.
praticamente quella indian , con la carena , era in tutto e per tutto simile ad un missile icon_biggrin.gif.

De_Corsa , che so che lo ha visto , mi potrebbe spiegare come mai dopo una certa velocita' , la moto diventava instabile e scodava?
E come mai Munroe era costretto ad alzare la testa sopra il cupolino , e la moto si ristabilizzava ( pur senza perdere velocita' ).
Infine , come mai ha scartato l'idea del mattone di piombo sull'avantreno , dopo averla provata nella statale? ( soluzione che doveva eliminare il problema dello scodamento ).


grassie icon_biggrin.gif


Ciaozoaiza
 
766561
766561 Inviato: 21 Ott 2006 21:17
 

Ciao a tutti

sono un appassionato di aerodinamica , se vi puo' interessare qualche anno fa hanno testato la guzzi 350 con carenatura a campana (secondo me , una delle moto piu' belle sia esteticamente che come tecnica di tutti i tempi ) nella galleria del vento del politecnico di torino ed ha tirato fuori un cx 0,24 (era anche presente Todero )
La forma appuntita e' vantagiosa a velocita' supersonica ,quando deve " forare " le onde di pressione
Ad alta quota la densita e qiundi la resistenza aerodinamica diminuisce, ma automaticamente riduce anche la potenza erogata ,si puo' ridurre questa perdita con una bella presa d'aria dinamica
Comunque ci sono molti fattori che incidono sul CX e bisogna considerarli tutti nella progettazione della carenatura

ciao ciao
 
12070062
12070062 Inviato: 2 Lug 2011 8:15
 

Link a pagina di 2shared.com
forse è un pochino tardi ,vista la data dell'ultimo messaggio...forse no, comunque spero possa essere utile a comprendere il segreto dell'aerodinamica.
l'oggetto in questione è del 1946 e tutt'oggi e ancora la base
non troverete il cx ma il cd (coeff. di resistenza, in campo aeronautico e nel sistema internazionale )ed è questo il riferimento da cui prendere esempi e spunti anche per il campo motociclistico.
bellissimo forum comunque ,complimenti !!

un doppio doppio_lamp.gif

mario
 
12072342
12072342 Inviato: 2 Lug 2011 19:36
 

Una relazione tecnica bellissima,
ma dove l'hai trovata?
 
12072760
12072760 Inviato: 2 Lug 2011 21:15
 

snowstorm ha scritto:
Una relazione tecnica bellissima,
ma dove l'hai trovata?


mi fa molto piacere che sia gradita
la relazione come si vede è targata 1997 ed è un semplice ma efficace sistema di calcolo ingegneristico
gli aeroplani ,come le moto si muovono nello stesso elemento :l'aria
uno, annulla il suo peso per potersi librare nel cielo ; l'altro per incrementare le proprie prestazioni a vantaggio di consumi e sicurezza anche se purtroppo non si librerà mai nel cielo
c'è molta verità e molte domande in questo forum e spero che il mio intervento possa dare molte risposte
come si vede dalla relazione si parla di EFFICENZA aerodinamica di un semplice velivolo datato
1946: oggi con i moderni profili si arriva facilmente a 50 , vuol dire che da mille metri di quota si percorrono in volo planato circa 50 km , a velocità nell'ordine dei 140-160 km/h.
questo svela molte cose

un doppio doppio_lamp.gif

mario
 
12082753
12082753 Inviato: 4 Lug 2011 22:44
 

dimenticavo
molto tempo è passato da quando ho visto la moto guzzi da record e il canto del suo meraviglioso 8v ...roba da leccarsi le orecchie..
l' ingegnere che ha progettato questa autentica opera d'arte aveva la polvere da sparo anche nella matita da disegno oltre che nel cuore..
e i meccanici che l' hanno saputa costruire e mettere a punto avevano il turbo nelle mani e i piloti che l'hanno saputa sfruttare al meglio per i record avevano il protossido d'azoto nel cuore .
non si può dimenticare una straordinaria macchina come la moto guzzi v8.
dovrebbe essere d'esempio da poter prendere come riferimento per i moderni costruttori di motociclette e di motori.

un grande doppio doppio_lamp.gif a tutti voi

mario i. c.
 
12089666
12089666 Inviato: 6 Lug 2011 8:03
 

fvcr56 ha scritto:
dimenticavo
molto tempo è passato da quando ho visto la moto guzzi da record e il canto del suo meraviglioso 8v ...roba da leccarsi le orecchie..
l' ingegnere che ha progettato questa autentica opera d'arte aveva la polvere da sparo anche nella matita da disegno oltre che nel cuore..
e i meccanici che l' hanno saputa costruire e mettere a punto avevano il turbo nelle mani e i piloti che l'hanno saputa sfruttare al meglio per i record avevano il protossido d'azoto nel cuore .
non si può dimenticare una straordinaria macchina come la moto guzzi v8.
dovrebbe essere d'esempio da poter prendere come riferimento per i moderni costruttori di motociclette e di motori.

un grande doppio doppio_lamp.gif a tutti voi

mario i. c.


trovi una citazione riguardante la Guzzi da record nel mio primo post di questo topic, il 3° di pag 1
avevo anche inserito un'immagine che è inopinatamente scomparsa...
 
12097415
12097415 Inviato: 7 Lug 2011 14:49
 

Caspita che bella discussione, peccato l'abbia trovata solo ora...
Avendo la fortuna di studiare con l'MDRG posto i miei 2cents sull'argomento. Ho alcuni dati ed un paio di tecniche per misurare la resistenza aerodinamica, tratti dal libro di Cossalter -Motorcycle Dynamics-, che mi piacerebbe condividere... dato che li ho personalmente sperimentati.

icon_arrow.gif Premessa: la forza di resistenza arodinamica o Drag Force (Fd)
La possiamo descrivere con la formula Fd = ro/2 * Cd*A * V^2 dove:
ro è la densità del fluido (aria)
Cd è il Coefficiente di Drag (Cx)
A è l'area frontale del veicolo
V la velocità relativa tra fluido e veicolo
In galleria del vento si misura Fd, poi si ricava l'area resistente Cd*A che caratterizza il veicolo.
Nota A si può calcolare Cd (o Cx) ma in pratica è il loro prodotto che conta.


icon_arrow.gif Alcuni valori indicativi (espressi in m^2) sull'area resistente Cd*A dei motocicli
0.18 per veicoli da record di velocità completamente carenati
0.22 o meno lo raggiungono motociclette da Gran Premio
0.32 è un tipico valore per una motocicletta da superbike
0.45 motociclette sportive e/o da turismo con una piccola carenatura frontale
0.70 per motocicli senza carena e pilota in posizione eretta

Miglioramenti dati dalle appendici (m^2):
5-20% da una posizione eretta ad una sdraiata, a seconda di motociclo e pilota
0.02-0.08 le carenature anteriori
0.15 le carenature laterali
0.015 codino
0.02 bauletti laterali, se progettati in maniera appropriata
0.01-0.02 spoiler inferiore
0.012-0.025 peggioramento da specchietti laterali

Area frontale A (m^2), fortemente influenzata da corpo e posizione del pilota:
0.6-0.9 per motociclette da turismo di grossa cilindrata
0.4-0.6 per modelli sportivi
0.4-0.5 per motociclette da Gran Premio.
0.32 lo raggiungono motociclette da gran premio di piccola cilindrata (125 cc)

0.4-0.5 è il valore di Cd che di solito si ricava una volta nota l'area frontale.


icon_arrow.gif Un metodo per determinare Cd*A senza galleria del vento
Occorre sapere che la potenza che fa avanzare il nostro mezzo è esprimibile come P = Fs * V dove:
P potenza erogata/assorbita
Fs forza che spinge/frena il mezzo
V velocità di avanzamento
Ponendo Fs = Fd si ricava Cd*A = 2 * P / (ro*V^3).
Spingendo il motociclo alla velocità massima si utilizza tutta la potenza P che il propulsore può erogare, e dalle curve ricavate al banco sappiamo quant'è.

icon_arrow.gif Un altro metodo per determinare Cd*A senza galleria del vento
Il mezzo può essere portato a velocità sostenuta su un tracciato piano e poi messo in folle. Si misura il tempo Dt che impiega a rallentare dalla vlocità Vi a Vf, cioè la sua de-celerazione. Ricorriamo alla nota F = m * a = m * dV/dt, ed ancora poniamo questa forza uguale a Fd.
Ne risulta (salto i passaggi) che Cd*A = 2*m/(ro*Dt)*(1/Vf - 1/Vi) dove m è la massa totale (con pilota e tutto) del mezzo.


Entrambi i metodi sono approssimativi, trascurano molti fattori come la resistenza al rotolamento delle ruote -su cui ora non mi dilungo- (e presuppongono che non vi sia vento icon_mrgreen.gif ) ma forniscono un'indicazione di massima al curioso oppure a chi sa leggere una telemetria.



Ho scritto un trattato... ma non so esser più conciso di così senza lasciare questioni aperte icon_wink.gif
 
12098182
12098182 Inviato: 7 Lug 2011 16:33
 

fvcr56 ha scritto:
come si vede dalla relazione si parla di EFFICENZA aerodinamica di un semplice velivolo datato
1946: oggi con i moderni profili si arriva facilmente a 50 , vuol dire che da mille metri di quota si percorrono in volo planato circa 50 km , a velocità nell'ordine dei 140-160 km/h.

a lezione è saltato fuori che addirittura una moderna ala da aliante (quindi con un lambda enorme) può arrivare a 90...

comunque non pensavo che anche le auto avessero dei coefficienti di resistenza così alti... sono abituato a vedere polari di velivoli dove è normale trovare Cr dell'ordine di 0,05 icon_asd.gif
 
12109609
12109609 Inviato: 9 Lug 2011 20:19
 

riguardo l'aerodinamica complessiva della moto ( valori di CL-CM-CR per tutta la gamma delle velocità da essa raggiungibile, per ogni grado di assetto ,superfici e aree, forme, tutte le interferenze (contributo di CL-CM-CR ) specchietti ,leve freno e qualsiasi oggetto che sia lambito dal flusso d'aria ( si tenga presente quel fruscio che scompare non appena ci si appiattisce in carena ),compreso il pilota ,le sue scarpe e le spalle e il casco , senza tener presente che la moto si muove in 2 sole dimensioni ( inclinazione-velocità ) o se volete spazio -tempo ,perchè ogni cosa fin qui presa in esame assumerebbe una rivoluzione ben diversa dai semplici calcoli di base .
detto questo ,abbiamo 4 opzioni diverse :
1) diventiamo quasi pazzi per i lunghi e complessi calcoli senza giungere a mete lontane

2)ci limitiamo a piccolissime ma efficaci migliorie che riguardano specchi ,borse e cupolino

3)lasciamo il mondo com'è e ci limitiamo a goderci la nostra moto e rivediamo se occorre solo il nostro assetto quando guidiamo

ma se proprio ci vogliamo divertire possiamo chiuderci in garage e muniti di compressore,polvere colorata e un piccolo anemometro di precisione ( tipo quello usato nel campo degli aquiloni ) e vedere con gli occhi speranzosi cosa combina effettivamente l'aria quando incontra il corpo della nostra moto

un grande doppio doppio_lamp.gif a tutti

mario i.c.
 
12109837
12109837 Inviato: 9 Lug 2011 21:11
 

bande ha scritto:
comunque non pensavo che anche le auto avessero dei coefficienti di resistenza così alti... sono abituato a vedere polari di velivoli dove è normale trovare Cr dell'ordine di 0,05 icon_asd.gif


Beh, non è infatti un caso che un profilo alare, ma anche un velicolo stesso sia definitoi corpo aerodinamico, ovvero affusolato e quindi con bassa resistenza di pressione (trascurando parecchia altra roba).

Un'auto, una moto, alla fine della fiera sono dei "sassi", non è che si possa pretendere... icon_asd.gif
 
12110995
12110995 Inviato: 10 Lug 2011 9:55
 

fvcr56 ha scritto:
[...] detto questo ,abbiamo 4 opzioni diverse :
1) diventiamo quasi pazzi per i lunghi e complessi calcoli senza giungere a mete lontane

2)ci limitiamo a piccolissime ma efficaci migliorie che riguardano specchi ,borse e cupolino

3)lasciamo il mondo com'è e ci limitiamo a goderci la nostra moto e rivediamo se occorre solo il nostro assetto quando guidiamo

ma se proprio ci vogliamo divertire possiamo chiuderci in garage e muniti di compressore,polvere colorata e un piccolo anemometro di precisione ( tipo quello usato nel campo degli aquiloni ) e vedere con gli occhi speranzosi cosa combina effettivamente l'aria quando incontra il corpo della nostra moto [...]


Beh... c'è anche l'opzione siccome son curioso come una bertuccia voglio semplicemente saperne il più possibile, poi l'occasione per meter in pratica si presenterà... icon_wink.gif

Un altro metodo per evidenziare i filetti fluidi è il buon vecchio filo di lana, molto rispettoso delle condizioni ambientali perché utilizzabile direttamente per strada!


Un problema connesso all'aerodinamica che ci tocca più da vicino sono le turbolenze generate dalle appendici. Ogni oggetto che si muove con noi e non chiude bene l'aria che ha aperto(*) genera distacco di vena ed una scia di vortici. Se questo frena la moto poco ci importa, ma al contempo genera rumore che può diventare molto fastidioso. Nel mio caso sono perseguitato dalla scia turbolenta del cupolino che investe in pieno il casco, e dagli spigoli della visiera che se lasciata aperta fischia come un fuoco d'artificio. Piccoli particolari (specie nel caso dei caschi) che possono far la differenza tra tornare a casa vigili o rintronati eusa_wall.gif

(*) Il fluido non ha grandi problemi a seguir le superficie mentre aumenta la pressione, è importantissimo invece che il fluido venga accompagnato mentre cala la pressione per evitare il distacco dello strato limite. In questo senso non serve a molto una buona forma del muso se poi la coda è tagliata con l'accetta,viceversa una buona coda porta allo stesso risultato anche col muso piatto (a grandi linee s'intende, poi scendendo nei particolari si complica il giuoco).
 
12119090
12119090 Inviato: 11 Lug 2011 22:18
 

Un altro metodo per evidenziare i filetti fluidi è il buon vecchio filo di lana, molto rispettoso delle condizioni ambientali perché utilizzabile direttamente per strada!

è un metodo molto usato nello sport del volo a vela, nel parapendio, con i deltaplani e gli ulm in genere. serve per tenere sotto controllo il vento relativo e comunque funziona molto bene ma nel nostro caso ,le moto che si muovono in 2 dimensioni, non ha particolare funzione se non quella di mostrare solo ed esclusivamente il vento ,appunto relativo sulla sola piccola superfice frontale del parabrezza ( o cupolino che dir si voglia ) che in ogni caso sarà in un unica direzione
non dimentichiamo che la nostra moto è completamente avvolta dall'aria e così anche noi ( come l'acqua anche se molteplici volte piu densa dell'aria avvolge qualsiasi corpo immerso in essa )
quindi con tutto il resto come la mettiamo ?
un piccolo appunto sui fantomatici vuoti d'aria : in natura non esistono e tantomeno in acqua . se così non fosse qualcuno potrebbe inavvertitamente metterci la testa dentro e morire asfissiato. lo preciso poichè qualcuno a parlato di questo
in ogni caso lo spruzzare l'aria colorata a velocità non elevate servendosi di una cannuccia da mm 10 per 100cm sulla nostra moto non comporta nessuna infrazione alle regole ambientali perchè non sporca, non puzza e si lava con facilità.
se lo hanno fatto il tim di ingegneri per mettere bene a punto l'aerodinamica della moto guzzi 500v8 da record possiamo farlo senzaltro anche noi
voi direte " ma come ? spesso in tv fanno vedere una moto oppure una f1 all'interno di una galleria aerodinamica dove gli soffiano un getto di fumo che sembra seguire perfettamente il profilo del corpo in esame...."
credo che la risposta la conosciate senza aggiungere alcunchè

un doppio doppio_lamp.gif a tutti

mario i.c.
 
12119530
12119530 Inviato: 11 Lug 2011 23:43
 

fvcr56 ha scritto:
in ogni caso lo spruzzare l'aria colorata a velocità non elevate servendosi di una cannuccia da mm 10 per 100cm sulla nostra moto non comporta nessuna infrazione alle regole ambientali perchè non sporca, non puzza e si lava con facilità.

Ops... icon_redface.gif temo d'essermi spiegato molto male icon_redface.gif !
Alludevo alla riproducibilità in ambiente controllato delle condizioni ambientali esterne, si sa che per la scienza qualche vita è sacrificabile (spero non legga la mia metà)!

Mi sento di obiettare che:
- ai fini fluidodinamici il moto della la moto è approssimabile in 1 dimensione, ottimamente in 2 ma ne servono 3 per esser del tutto rigorosi;
- con qualsiasi tracciante si evidenzia il moto relativo tra fluido e corpo, per via di quella storia dei sistemi inerziali... ;
- i fili di lana li puoi appiccicare persino al pilota, non solo al cupolino... se hai un amico che ti filma (io ne ho uno abbastanza mattacchione icon_biggrin.gif ) è semplice veder i risultati; il limite del filo è la distanza dalle superficie;

Chissà se i team di ingegneri si preoccupano di fischi e turbolenze quando progettano?! Io sono pronto a scommettere che son davvero mooolto pochi a pensarci!
 
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