Tecnica
Guida all'Highside: Dinamica e Conseguenze
Scritto da Maurizio60 - Pubblicato 04/06/2026 16:49
L'highside è una delle cadute più violente e temute nel motociclismo. Si verifica quando il pneumatico posteriore perde temporaneamente aderenza in curva e poi la ritrova all'improvviso: questo repentino ritorno di grip genera un violento ''effetto catapulta'' che scaraventa il pilota oltre il lato alto della moto...

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A differenza del comune lowside (la classica scivolata), l'highside lancia pilota e mezzo in aria, causando spesso dinamiche spettacolari quanto pericolose.


La violenza di un highside in gara.

Nel mondo del motociclismo ci sono termini che fanno venire i brividi anche ai piloti più esperti. Uno di questi è, senza dubbio, l'highside.
Se il lowside (la classica scivolata in cui la moto perde aderenza e cade sul lato interno della curva) è l'incidente più comune e generalmente meno pericoloso, l'highside rappresenta lo scenario opposto e decisamente più temuto. Si tratta di una dinamica violenta, improvvisa e spettacolare nel senso più drammatico del termine, che spesso catapulta il pilota in aria.
Ma come avviene esattamente, e perché la fisica si ribella in modo così violento?

La Dinamica di un Highside: Questione di Grip
L'highside si verifica quasi esclusivamente in fase di percorrenza o uscita da una curva, quando il pilota riapre il gas. La sequenza di eventi dura una frazione di secondo e segue una logica fisica ben precisa:
1. Perdita di aderenza iniziale: Mentre la moto è inclinata in curva, il pneumatico posteriore perde aderenza (per eccesso di gas, asfalto sporco o bagnato) e inizia a slittare verso l'esterno della curva. La moto si traversa.
2. Il recupero improvviso del grip: Questo è il momento critico. Per una reazione d'istinto del pilota (che chiude bruscamente il gas) o perché la gomma ritrova una zona di asfalto più pulita, lo slittamento si interrompe di colpo. Il pneumatico posteriore riprende aderenza istantaneamente.
3. L'effetto catapulta: Poiché la moto era intraversata, il fulmineo ritorno di grip crea un violento effetto perno. L'energia cinetica accumulata durante lo scivolamento non si dissipa, ma si trasforma in una spinta verso l'alto. La sospensione posteriore si comprime e si estende come una molla impazzita, scaraventando il pilota oltre il "lato alto" della moto (da cui il nome highside).

Il paradosso dell'highside: Non è la perdita di aderenza a causare il disastro, ma l'improvviso e violento ripristino del contatto con l'asfalto.

Le Conseguenze per Pilota e Moto
A causa dell'altezza raggiungibile durante il volo e dell'impatto con l'asfalto (spesso davanti alla traiettoria della moto stessa), l'highside è storicamente la causa degli infortuni più gravi in pista e su strada.
Il rischio principale per il pilota è legato alla caduta da alta quota e al successivo rotolamento. Le lesioni tipiche includono fratture alle clavicole, ai polsi, ai femori e traumi cranici o toracici. C'è inoltre l'altissimo rischio di rimanere sulla traiettoria della propria moto e venire travolti dal mezzo mentre rimbalza a terra.
Anche la moto subisce danni devastanti. Quando il pneumatico posteriore riprende grip e la ciclistica si raddrizza in modo incontrollabile, il veicolo inizia a cappottarsi e a rimbalzare ripetutamente sull'asfalto o nella via di fuga, distruggendo carenature, telaietti, cerchi e componenti meccaniche vitali.

L'Elettronica Moderna: L'Angelo Custode dei Piloti
Se fino agli anni '90 e ai primi anni 2000 (l'epoca d'oro e brutale delle vecchie 500 a due tempi) gli highside erano all'ordine del giorno, oggi la situazione è profondamente cambiata grazie alla tecnologia.
Nelle competizioni moderne e sempre più spesso sulle moto stradali di grossa cilindrata, la centralina elettronica agisce come un vero e proprio salvavita tramite il Traction Control (Controllo di Trazione). Sfruttando i dati della piattaforma inerziale, i sensori leggono in tempo reale la differenza di velocità tra la ruota anteriore e quella posteriore in base all'angolo di piega.
Se il posteriore inizia a pattinare in modo anomalo, l'elettronica taglia la potenza del motore in modo millimetrico e progressivo. Questo evita che la moto si intraversi eccessivamente e garantisce un ritorno di grip dolce, scongiurando sul nascere il terribile effetto catapulta.
Tuttavia, l'elettronica non può annullare del tutto le leggi della fisica: se l'errore umano o le condizioni del fondo stradale sono macroscopici, l'highside resta il pericolo numero uno da monitorare con la massima attenzione e la giusta sensibilità sul polso destro.



Fonte:
Arrow Effetto Moto: Dinamica e tecnica della motocicletta - Recensione libro


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