Tecnica
I forcelloni, piccola e semplicissima guida
Scritto da Giola - Pubblicato 30/09/2010 08:21
Belli ed affascinanti come opere d'arte, ma come funzionano quando usiamo la nostra moto in strada o in pista?

La funzione principale del forcellone è quella di collegare la ruota posteriore col telaio, permettendo così l'alloggiamento del monoarmotizzatore posteriore al telaio stesso. Esistono principalmente due tipi di forcellone, ognuno dei quali ha pregi e difetti: tipo tradizionale (a due braccia) oppure monobraccio (con un braccio unico laterale).

Il forcellone tradizionale è quello maggiormente presente sul mercato e nelle competizioni, strutturalmente è realizzabile più semplicemente perché simmetrico, solitamente composto da tubi di acciaio di sezione rotonda, rettangolare oppure ovale nel caso si parli di moto più semplici; col tempo e la costante evoluzione nelle tecniche di progettazione di motore (più potenza da gestire e scaricare a terra) e telaio, il forcellone bibraccio si è evoluto in forme più complesse e in materiali più pregiati, come l'alluminio; inoltre la forma delle braccia è divenuta di forma triangolare per favorire anche la rigidezza torsionale e per venire incontro alle esigenze motoristiche come il passaggio dei tubi di scarico.

Per poter irrigidire ulteriormente il forcellone, si possono utilizzare vari accorgimenti come la capriata di rinforzo che può essere sia superiore sia inferiore, che tuttavia non fa lievitare eccessivamente il peso oppure nervature interne (nel caso di forcelloni pressofusi).

Il forcellone monobraccio tanto in voga su Ducati, MV e Triumph conta una struttura asimmetrica che per avere le stesse capacità torsionali del bibraccio deve essere particolarmente rigido. Il perno ruota è fissato con un mozzo di derivazione automobilistica, entrambi decisamente sovradimensionati per risolvere i problemi che derivano dalla mancanza del secondo braccio. Il disco freno inoltre trovandosi all'interno del cerchio e non lateralmente come nel bibraccio, fa fatica a raffreddarsi, indi per cui il cerchio deve essere opportunamente campanato e il disco non può avere delle dimensioni comparabili alle altre moto con forcellone tradizionale. L'unico elemento che collega la ruota al forcellone è realizzato in acciaio oppure in fusione di alluminio.

Le differenze tra i due schemi non si fermano a livello estetico-funzionale, difatti le due soluzioni si comportano diversamente in curva. Il forcellone monobraccio si deforma più facilmente a livello trasversale rispetto a quello bibraccio, comportamento che induce la moto con monobraccio a fare una traiettoria più larga, che però risulta più stabile.
 

Commenti degli Utenti (totali: 7)
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Commento di: Paguro il 03-10-2010 13:21
Bell'articolo, semplice da leggere e anche da comprendere :D
Magari sarebbe bello vedere il seguito, chess˛ con tecniche di costruzione e materiali!
Commento di: Giola il 03-10-2010 13:37
Ŕ in w.i.p. sarÓ un filino pi¨ lungo per˛
Commento di: Paguro il 03-10-2010 16:21
Non vedo l'ora di leggerlo, mi raccomando metti anche qualche foto!
Commento di: pokerdidonne il 07-10-2010 13:03
corredare da foto, please! :-)
Commento di: birbo il 05-10-2010 10:23
che il monobraccio dia pi¨ stabilitÓ Ŕ tutto da dimostrare.
E' vero che Ŕ ineguagliabile per praticitÓ e velocitÓ di smontaggio, ma trovo che il forcellone (a proposito, solo il bi-braccio ha il diritto di essere chiamato tale) Ŕ meccanicamente superiore, fermo restando che l'evoluzione tecnologica permette anche al monobraccio eccellenze torsionali, seppure al prezzo di sofisticazioni di forma, di materiali e di processo produttivo.
Fuori dalle competizioni, nell'uso stradale anche spinto, la sicurezza di un forcellone Ŕ una garanzia insuperabile!
Commento di: topo il 07-10-2010 22:08
nell'utilizzo strada sono due ottime soluzione ma a livello estetico il monobraccio Ŕ una cosa unica
per il riscaldamento del disco che si trova nel cerchio si risolve mettendo un disco autoventilato in particolare questo accorgimento si vede nelle ducati vecchie tipo 748 o 998
adesso ,mi sa che montano tranquillamente un disco normle come quello del bibraccio solo con attacchi diversi
Commento di: ER-6Fenix il 08-10-2010 12:05
Il bibraccio non Ŕ simmetrico, in buona parte dei casi.... si "allarga" di pi¨ da un lato per consentire il montaggio della corona ed il passaggio della catena.

E non Ŕ detto che sia pi¨ rigido, anche torsionalmente, del monobraccio, dipende dalla progettazione... di certo Ŕ pi¨ semplice progettare un bibraccio e quindi facilmente quest'ultimo avrÓ buone caratteristiche di rigidezza.

Ciao!