basta googlare un pò per trovare questa informazione
Citazione:
Le matite copiative sono utilizzate in tutte le elezioni italiane degli ultimi 60 anni, a partire dal referendum fra monarchia e repubblica del 1946.
La modalità di votazione con la matita copiativa venne in seguito stabilita con il Testo Unico del 5 febbraio 1948, n. 26. Le disposizioni in merito al loro utilizzo non sono state modificate dalle leggi elettorali approvate dal dopoguerra ad oggi.
In passato, non essendo allora diffusa la penna biro, ed essendo poco agevole votare con penna e calamaio, il legislatore individuò nella matita copiativa un mezzo uniforme e difficilmente cancellabile per esprimere il voto. Le matite copiative erano comunemente utilizzate per firmare contratti e atti pubblici, prima dell'invenzione della penna a sfera.
La matita copiativa lascia un segno blu indelebile, se bagnata ad esempio con saliva o con una spugna per francobolli, quest'ultima normalmente fornita nel materiale elettorale in dotazione dei seggi, anche se nei manuali per i membri del seggio non è esplicitamente fatto obbligo di usarla in questo senso. La mina della matita deve essere inumidita al seggio, o direttamente dall'elettore, prima di segnare ogni nuova scheda elettorale.
La matita copiativa serve ad impedire cancellature e manomissioni dei segni che gli elettori appongono sulle schede. Se cancellata per abrasione, rimane sulla scheda elettorale un evidente segno di manipolazione; viceversa, il tratto di matita copiativa non può essere cancellato tramite solvente, se non lasciando evidenti tracce che rivelerebbero la manomissione. Per il voto è più idonea della penna biro perché quest'ultima lascia una traccia che può essere visibile sul lato opposto della scheda.
Non lascia trasparire segni sulla scheda elettorale una volta piegata prima di metterla nell'urna. Infine, se il tratto lasciato dall'elettore è poco marcato oppure è apposto su un simbolo scuro, è comunque visibile in controluce un segno della matita copiativa con riflessi violacei, senza il quale la scheda sembrerebbe bianca.
La modalità di votazione con la matita copiativa venne in seguito stabilita con il Testo Unico del 5 febbraio 1948, n. 26. Le disposizioni in merito al loro utilizzo non sono state modificate dalle leggi elettorali approvate dal dopoguerra ad oggi.
In passato, non essendo allora diffusa la penna biro, ed essendo poco agevole votare con penna e calamaio, il legislatore individuò nella matita copiativa un mezzo uniforme e difficilmente cancellabile per esprimere il voto. Le matite copiative erano comunemente utilizzate per firmare contratti e atti pubblici, prima dell'invenzione della penna a sfera.
La matita copiativa lascia un segno blu indelebile, se bagnata ad esempio con saliva o con una spugna per francobolli, quest'ultima normalmente fornita nel materiale elettorale in dotazione dei seggi, anche se nei manuali per i membri del seggio non è esplicitamente fatto obbligo di usarla in questo senso. La mina della matita deve essere inumidita al seggio, o direttamente dall'elettore, prima di segnare ogni nuova scheda elettorale.
La matita copiativa serve ad impedire cancellature e manomissioni dei segni che gli elettori appongono sulle schede. Se cancellata per abrasione, rimane sulla scheda elettorale un evidente segno di manipolazione; viceversa, il tratto di matita copiativa non può essere cancellato tramite solvente, se non lasciando evidenti tracce che rivelerebbero la manomissione. Per il voto è più idonea della penna biro perché quest'ultima lascia una traccia che può essere visibile sul lato opposto della scheda.
Non lascia trasparire segni sulla scheda elettorale una volta piegata prima di metterla nell'urna. Infine, se il tratto lasciato dall'elettore è poco marcato oppure è apposto su un simbolo scuro, è comunque visibile in controluce un segno della matita copiativa con riflessi violacei, senza il quale la scheda sembrerebbe bianca.












