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Ducati ST3 - La mia recensione
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4980241 Inviato: 2 Lug 2008 23:05
Oggetto: Ducati ST3 - La mia recensione
 



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Ducati ST3



Questa moto rientra di diritto nell'annovero delle grandi realizzazioni riuscite a passare quasi inosservate nel panorama a due ruote del nostro paese. Nel 1996 la casa bolognese sorprese il mercato con una realizzazione capace di unire doti dinamiche eccellenti, decisamente caratteristiche della sportività del marchio, con la possibilità di viaggiare assistiti da una buona comodità di guida. La nuova esperienza motociclistica targata Ducati si chiamava ST2 ed inaugurava un filone lungo 10 anni, quello delle sport-tourer all’italiana.

Lungo il percorso evolutivo di questa divoratrice di chilometri si sono alternate diverse versioni, le quali hanno fatto sfoggio in alcuni casi addirittura di motori derivati dal mondo delle corse, quali il 916cc ed il 996cc della serie a quattro valvole. Correva l’anno 2003 quando, nell’ottica di un restyling del modello, venne realizzata la prima ST3.

L’estetica era stata rivisitata in alcuni particolari, tra cui il protettivo e moderno cupolino, ma fu sicuramente il propulsore ad attirare maggiormente l’attenzione degli esperti. Il blocco prescelto fu l’unità di 992 centimetri cubici, munito di doppia accensione, che equipaggiava in quel momento la Multistrada, ma le modifiche ad esso apportato furono tali da renderlo praticamente irriconoscibile.

Alesaggio e corsa dei pistoni vennero lasciati invariati, ma comparirono invasi per il raffreddamento a liquido ed una terza valvola per ognuno dei due cilindri. La potenza venne incrementata solo leggermente, sino a 102CV nella versione iniziale Euro 2, al fine di dotare questa moto di una dolcezza d’erogazione decisamente migliorata ed un’affidabilità a prova di vacanze in giro per il mondo. Dolcezza e carattere furono l'obbiettivo principale della casa.

Il tentativo di conquistare una fetta di mercato superiore nel settore delle sport-tourer ebbe il suo sfogo in alcuni particolari di pregio quali il faro regolabile elettricamente, la sella maggiormente imbottita (dotata anche di rilievo per evitare al passeggero di scivolare in avanti), la presa di corrente a 12V, la retro-illuminazione azzurra per la strumentazione ad attivazione automatica, l’immobilizer ed il computer di bordo dalle incrementate funzioni.

Giriamo la chiave ed attendiamo che il check automatico sia terminato. Tiriamo la frizione e
spingiamo il pulsante d’avviamento solo un attimo, come descritto da libretto, scoprendo che anche questa fase è diventata territorio dell’elettronica. Il tentativo di accensione risulta essere automatico (soluzione adottata anche da Moto Morini con la Corsaro 1200) con la centralina che insiste, per un massimo di alcuni secondi, fino all’accensione del mezzo.
Il motore si accende prontamente ed è possibile riconoscere il rombo Ducati fare coppia con il tintinnio tipico della frizione a secco, non più presente su questo modello dopo il 2005, dotata in questo caso di carter forato.

Si innesta (rumorosamente) la prima e la partenza per un lungo viaggio è servita. Il peso, discreto a moto ferma, si annulla già a velocità ridicole rendendo la guida rilassata e naturale. La notevole coppia fornita dal propulsore è disponibile a regimi degni solo di un monocilindrico e rende veramente difficile rispettare gli stretti limiti di velocità imposti dal territorio urbano, nostro iniziale terreno di prova.

Il traffico non rende giustizia agli ingombri leggermente abbondanti della ST3, la quale deve fare i conti con un progetto improntato a ben altri orizzonti rispetto ai palazzi della città. Alla guida si capisce immediatamente come lungo le linee della filante carenatura debba scorrere un vento carico di sogni e libertà, che mal si coniuga con le costrizioni di tutti questi semafori.
L’erogazione risulta piuttosto regolare per essere una rossa bolognese, ma la frizione a comando idraulico, dura e troppo pronta, non aiuta a gestire la potenza rilassatamente.

Finalmente lasciamo la città con destinazione le sinuose curve romagnole (quelle d’asfalto). La prima strada si snoda tra Faenza e Modigliana lungo 15Km di curve veloci, fondo stradale discreto e traffico contenuto. D’un tratto gli scarichi, piacevoli anche nella civile configurazione originale, tornano ad essere la colonna di questo viaggio. Scaliamo un paio di marce dopo tanto sonnecchiare nelle zone basse del contagiri e ruotando l’acceleratore, ad onor del vero senza ritegno alcuno, ci si sente improvvisamente parte dell’apertura di Enter Sandman dei Metallica.

La velocità sale senza particolari picchi, ma con una sostanza che lascia intuire come il DNA di famiglia non sia stato tradito. Le vibrazioni, odiose su molti mezzi a due ruote, diventano parte delle sensazioni corporee di cui si può godere, donando sempre l’esatta cognizione del regime tenuto dal propulsore senza risultare fastidiose. Le prime pieghe mostrano una ciclistica sana e dal marcato piglio sportivo, tuttavia al contempo è facile notare come Ducati abbia decisamente privilegiatola stabilità di guida alla velocità d’impostazione.

Un occhio al tachimetro suggerisce di dare un pochino di riposo al polso destro per godersi fluidità di guida e paesaggio perché, se da un lato questa sportiva in incognito risulta ancora essere infinitamente sotto i propri limiti fisici, d’altro canto è vero che gli utenti della strada potrebbero non essere pronti a vederci sbucare mentre grattiamo gli stivali in piega.

Senza tensione, senza fretta e con la voglia di respirare un pochino d’aria fresca sulle cime che dividono Toscana e Romagna da tempo immemorabile… si scopre lo spirito segreta della ST3.
Il propulsore corposo ci lascia liberi dalla schiavitù del cambio mentre le sospensioni, perfettamente tarate per questo tipo di utilizzo, ci cullano in una danza fatta di mille dolcissimi cambi di direzione. Ogni movimento del corpo avviene in maniera estremamente naturale e credo si possa dire che l’essenza del turismo sportivo riesca a pervadere persino l’anima, spazzando lontani lontani tutti i pensieri che ci affliggevano prima di partire.

La sella imbottita, il cupolino estremamente protettivo ed il borbottare pacioso del motore ai medi regimi non ci fanno accorgere assolutamente del tempo che passa. Qualche moto parcheggiata davanti ad un bar ci invita a fermarci per un una birra sotto l’ombra degli alberi, possibilmente chiacchierando amabilmente con la compagnia motorizzata.

Nuovi arrivati sfoggiano potenti sportive di nuova generazione con silenziatori talmente liberi da poter essere tranquillamente sostituiti dal tubo della stufa. Il loro suono è d’un tratto quasi fastidioso e contrasta con il profumo emesso da alcuni cespugli di lavanda posti vicino all’ingresso del locale. Un vecchio motociclista, al quale spero di somigliare tra vent’anni, mi mostra con orgoglio la sua V11 e mi confida come sia felice di vedermi con la mia sport-tourer all’italiana.

Parliamo di gioia di guida e strade dolci come le forme di una bella donna, mentre qualche altro ragazzo si unisce a noi. Ci sentiamo simili. Non siamo agitati, non abbiamo rischiato multe, non sappiamo quanto siano consumate le nostre gomme ai bordi e non abbiamo fatto gara con nessuno. Abbiamo goduto della nostra cavalcatura ed abbiamo condiviso queste magnifiche sensazioni con amici improvvisati. Questo credo sia lo spirito della ST3.

Volgo uno sguardo al suo faro, il quale sembra sorridermi felice. Decidiamo di ripartire perché la cima è ancora lontana e ci aspetta un lungo serpente fatto di tornanti.

Le mie preoccupazioni riguardanti il misto stretto si rivelano presto fondate. Il motore a tre valvole leva sempre d’impaccio grazie alla poderosa “schiena” di cui è dotato, ma lo svantaggio rispetto a moto maggiormente agili (nude e supermotard in testa) è palese. Questo non deve intimorire perché i freni perfetti e l’equilibrio generale permettono di avere un buon passo senza troppa fatica. Notevole il lavoro svolto in accelerazione al posteriore dalla coppia composta dal cinematismo progressivo e dall’ammortizzatore Sachs completamente regolabile, la quale dona una sensibilità invidiabile permettendo, se ve la sentite, anche qualche “garbata” derapata di potenza.

Una nota di merito deve essere spesa per lo strettissimo serbatoio ed i semi-manubri larghi nonché leggermente rialzati. L’insieme di questi fattori dona un controllo veramente ottimale in ogni condizione, traducendosi in puro piacere di stare in sella (morbida) e scarso affaticamento psico-fisico.

Si torna a casa, ma decidiamo di farlo per una strada diversa e maggiormente improntata alla velocità media. Lunghi rettilinei ci offrono la possibilità di provare la protezione aerodinamica in condizioni non troppo dissimili da quelle autostradali e senza allontanarci troppo dai limiti imposti dal codice. Il risultato non è nulla di diverso da ciò che ci si sarebbe aspettati, ovvero un ottimo comfort di guida ed un’assenza quasi totale di turbolenze.

Siamo arrivati. Il percorso previsto è stato anche troppo breve e questi 350Km sono sembrati semplicemente volare. Parcheggiamo in garage sul cavalletto centrale (utile su terreni instabili e per la manutenzione) utilizzando la leva d’ausilio e mettiamo il lucchetto fornito di serie dalla casa. Salutando gli amici non è difficile scrutare nei loro occhi stanchi una punta d’invidia per la nostra freschezza e la voglia di provare questa moto strana ed ibrida. Forse la prossima volta.

La Ducati ST3 non è solo un buon prodotto, largamente incompreso dal mercato, bensì un inno a tutta la categoria a cui appartiene ed alla semplicità di godere del viaggio prima ancora della destinazione. Non si può giudicare vedendola ferma da un concessionario e non è possibile capirla senza averle dato il tempo, nonché i chilometri, per permetterle di farci dimenticare i nostri problemi.




Pregi

Piacere di guida
Stabilità granitica
Consumi reali (mediamente da 18Km/ ai 21Km/l)
Coppia ed erogazione
Velocità cambio
Effetti sonori allo scarico ed alla frizione
Vibrazioni
Dotazione di serie
Sospensioni perfette per la guida sport-tourer
Frenata
Protezione aerodinamica
Comfort, abitabilità e posizione di guida
Visibilità specchietti
Illuminazione faro anteriore


Difetti

Peso
Estetica (frontale poco raccordato col posteriore)
Cambio rumoroso e saltuariamente poco preciso
Frizione dura e poco modulabile
Scarsa precisione indicatore consumi e serbatoio
Assemblaggi non sempre precisi (plastiche)
Forcella regolabile solo nel precarico
Sospensioni morbide nella guida marcatamente sportiva
Agilità scarsa (necessita guida di corpo)


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Ultima modifica di DueRuote il 3 Lug 2008 12:04, modificato 4 volte in totale
 
4980976
4980976 Inviato: 3 Lug 2008 0:10
 

Complimenti DueRuote,
da quanto si legge hai trovato una moto che ti piace davvero tanto.
Una recensione molto completa e oggettiva.
Veramente un gusto da leggere.....
Spero un giorno di entrare a far parte della family ducati.
Saluti
 
4994390
4994390 Inviato: 4 Lug 2008 9:11
 

Sarai sicuramente il benvenuto !!!!!!!!

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4994431
4994431 Inviato: 4 Lug 2008 9:15
 

mi fai un riassunto in max 20 righe? icon_mrgreen.gif
 
5005587
5005587 Inviato: 5 Lug 2008 9:26
 

Recensione per Messia :

Dunque... ho preso la ST3.... che già è Ducati quindi è figosa e mi garba molto... è rossa e questo la rende ancora più bella... anche se non ha quel bel motore di 900cc a carburatori con le valvole grandi come funghi porcini.

Pazienza. La moto è comoda, è una figata da guidare ed è potente. Porca pupazza... potevano fare delle sospensioni che vanno meglio quando tiro a bestia... però questa moto è fatta per altro e ti spatacchi la faccia quando vai del tuo passo bello tranquillo.

Pollice in alto per lei.... ma... me la fate con il vecchio motore del Monster bello ignorante signori della Ducati ?

Così scazzotta come un toro meccanico e mi diverto di più !

Magari fatela pure uscire senza marmitte che poi ci penso io !

Fine recensione per Messia.

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13392967
13392967 Inviato: 26 Mag 2012 0:57
 

Complimenti per la recensione, veramente tutto vero!
Ho sempre cambiato moto ogni 2 anni (prima moto a 28 anni,22 anni fa..)provando un po' di tutto,con preferenza per sport-tourer.
Mi stavo perà abbastanza annoiando, ho dato via la gs1200 bmw quasi con contentezza...
Finalmente ho trovato per caso, visto che avevo sempre ignorato ducati,una "vecchia" ST3 del 2004 in un garage con 5000km ed è stata la mia salvezza!Un vero colpo di fulmine!
Tutti i giorni mi chiedo com'è possibile che si possa eliminare di produzione una moto simile, un equilibrio perfetto fra comfort e sensazioni sportive,pure emozioni solo da provare.
Ho provato la multistrada 1200 e la diavel ma a livello di sensazione niente a che vedere con il "rumore" e l'emozione della ST3!
Me ne devo prendere un'altra per fare la coppia!
 
13398750
13398750 Inviato: 28 Mag 2012 9:58
 

Grazie. Adesso non ho più la ST3... ma la ricordo con grande affetto.
 
14924451
14924451 Inviato: 9 Apr 2014 8:46
Oggetto: ST3S
 

Ho avuto molte moto anch'io, dal 1968 (purtroppo) ad oggi. Tralasciandone alcune: Bmw R100S, Aprilia Rsv mille, Kawa ZX12, Bmw K1200R sport. Da un anno mi diverto con la ST3S abs acquistata da mio cugino, che la trovava troppo sportiva per andarci in giro con consorte e relativo ingombrante bagaglio.
Per prima cosa ho smontato l'impalcature di borse e bauletto, imballandoli e mettendoli nell'armadio, poi ho irrigidito un pochino la Showa speciale e il magnifico mono Ohlins, ho controllato i db killer degli scarichi Performance, lucidato i rossi cerchi Marchesini, e poi via, verso passi alpini e appenninici. Che moto, ragazzi. E' sportiva ma comoda, precisa in curva, stabile nei curvoni veloci, protettiva e non affaticante. Nessun problema, nessun trafilaggio, nessun consumo di olio. Ai bar dei passi non è certo la più ammirata, ma il mio sorriso quando scendo da lei è stato spesso notato dai presenti. Anche la mia amica, che ogni tanto trasporto sul comodo sellino, è entusiasta di questa moto. Credo che Ducati dovrebbe rifare qualcosa di simile, non è possibile che al posto di questa vera granturismo sportiva ci siano solo la Hyperstrada o la Diavel strada.
Ciao a tutti,
Luca
 
14925798
14925798 Inviato: 9 Apr 2014 22:47
Oggetto: Re: ST3S
 

lucaberg ha scritto:
Ho avuto molte moto anch'io, dal 1968 (purtroppo) ad oggi. Tralasciandone alcune: Bmw R100S, Aprilia Rsv mille, Kawa ZX12, Bmw K1200R sport. Da un anno mi diverto con la ST3S abs acquistata da mio cugino, che la trovava troppo sportiva per andarci in giro con consorte e relativo ingombrante bagaglio.
Per prima cosa ho smontato l'impalcature di borse e bauletto, imballandoli e mettendoli nell'armadio, poi ho irrigidito un pochino la Showa speciale e il magnifico mono Ohlins, ho controllato i db killer degli scarichi Performance, lucidato i rossi cerchi Marchesini, e poi via, verso passi alpini e appenninici. Che moto, ragazzi. E' sportiva ma comoda, precisa in curva, stabile nei curvoni veloci, protettiva e non affaticante. Nessun problema, nessun trafilaggio, nessun consumo di olio. Ai bar dei passi non è certo la più ammirata, ma il mio sorriso quando scendo da lei è stato spesso notato dai presenti. Anche la mia amica, che ogni tanto trasporto sul comodo sellino, è entusiasta di questa moto. Credo che Ducati dovrebbe rifare qualcosa di simile, non è possibile che al posto di questa vera granturismo sportiva ci siano solo la Hyperstrada o la Diavel strada.
Ciao a tutti,
Luca


se non ammirata dai passanti quando è ferma al bar chissenefrega. sono ben altre le cose che sono importanti. Se la moto ti appaga e ti fa divertire direi che basta ed avanza. Purtroppo la Ducati ha un po snobbato questo genere di moto perchè probailmente non riscuotevano il consengo dei ducatisti
 
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