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Fango, Ghiaccio e Gloria: Il Racconto dell’Elefantentreffen 2026
Scritto da Maurizio60 - Pubblicato 02/02/2026 16:35
Bentornati nel cuore pulsante dell’adrenalina su due ruote. Quest’oggi non parliamo di semplici gite domenicali o di lucidi passi appenninici sotto il sole d’agosto...

Oggi parliamo di sopravvivenza, di metallo che sfida il gelo e di uomini che chiamano "casa" una tenda piantata nella neve.

Il tempo di lettura stimato per questo articolo è di circa 3 minuti.

Ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con il mio amico Mimmo (Domenico Guidi), fresco di rientro da un’impresa che definire "epica" è quasi riduttivo. Mimmo è appena tornato in sella al suo "Mostroooo", una mastodontica KTM 1290 Super Adventure R, direttamente dall’Elefantentreffen 2026. Come è noto a chiunque mastichi un po' di cultura motociclistica, questo non è un raduno per tutti: è l'incontro più estremo di sempre, una prova di forza che si consuma ogni anno nella "fossa" di Loh, nel cuore della foresta bavarese. 



L'Essenza della "Fossa"
L'Elefantentreffen non è cambiato molto dal 1956, e il 2026 non ha fatto eccezione. Mimmo mi racconta che quest'anno la Baviera ha deciso di non fare sconti: un fondo che ha messo a dura prova i 160 cavalli della sua KTM. Domare il "Mostroooo" tra ghiaccio vivo e fango profondo richiede una sensibilità che va ben oltre la tecnica di guida; richiede cuore e una dose infinita di pazienza.

La Nota Dolente: Un’Organizzazione che Scricchiola
Tuttavia, nonostante l'aura leggendaria che avvolge l'evento, Mimmo non ha potuto fare a meno di sottolineare un aspetto che, anno dopo anno, sta diventando un nervo scoperto per i partecipanti. Parliamo della logistica e, nello specifico, dei servizi.
Nonostante l'afflusso di migliaia di motociclisti da tutta Europa e una quota di iscrizione di 40 euro, l'organizzazione ha mostrato ancora una volta il fianco su aspetti basilari. Anche in questa edizione 2026, i servizi igienici si sono rivelati del tutto inadeguati rispetto alla massa di persone presente. La mancanza cronica di acqua è stata la lamentela principale: un disagio inaccettabile quando ti trovi a gestire giornate intere tra fango e gelo. È un peccato constatare che, a fronte di un incasso considerevole, l'impegno nel garantire standard minimi di igiene non sia all'altezza del blasone dell'evento.



Il Cuore della Notte: -15°C di Pura Adrenalina
Ma è dopo il calar del sole che l'Elefantentreffen rivela la sua vera anima, fatta di contrasti estremi. Mimmo mi descrive quei momenti come i più difficili, ma contemporaneamente i più belli dell'intera esperienza. Quando il buio avvolge la fossa, la temperatura crolla bruscamente, toccando quest'anno punte di -15°C.
In quel deserto di ghiaccio, l'unica salvezza è il fuoco. Ogni gruppo si stringe attorno al proprio braciere, che diventa il centro gravitazionale del campo. Quelle fiamme non servono solo a tenere lontano il gelo che morde le ossa, ma diventano vere e proprie cucine da campo dove si prepara il pasto serale. In questo clima di convivialità primordiale, il tempo sembra fermarsi. Si tira avanti tra chiacchiere, risate e racconti di viaggio fino all'alba, immersi in un'atmosfera che fonde fatica e gioia. E mentre il fuoco scoppietta, tra un brindisi e l'altro, c'è anche chi, stremato, riesce miracolosamente ad addormentarsi nel sacco a pelo, cullato dal calore residuo delle braci e dal mormorio dei motori in lontananza.



Il Viaggio: 1290 Centimetri Cubici Contro il Generale Inverno
Tornando alla guida, il viaggio di avvicinamento è stato la solita sfida contro gli elementi. La KTM 1290 Super Adventure R si è rivelata la compagna ideale, ma quando la strada diventa una pista di pattinaggio a pochi chilometri da Thurmansbang, sono le braccia e i riflessi a fare la differenza, non l'elettronica.
Mimmo descrive l'ingresso nella "fossa" come un rito di passaggio. Una distesa di tende, falò e il fumo della paglia bagnata. Qui il "Mostroooo" ha trovato il suo habitat naturale, sporco di sale e terra, mostrando con orgoglio i segni della battaglia.

Perché lo facciamo?
Alla fine della nostra chiacchierata, ho chiesto a Mimmo cosa lo spinga a tornare ogni volta, nonostante i disagi logistici e il freddo disumano. La risposta è stata semplice: "Per sentirmi vivo."
L'Elefantentreffen non è per chi cerca il comfort, ma per chi cerca sé stesso nel riflesso di una visiera appannata. Mimmo e il suo "Mostroooo" hanno vinto anche quest'anno, portando a casa non solo un adesivo sul serbatoio, ma un bagaglio di ricordi che bruciano più forte del gelo bavarese.

Grazie Mimmo per aver condiviso il tuo Elefantentreffen 2026 Up 

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Come sempre faccio, ho cercato di portarvi a conoscenza delle novità nel mondo motociclistico a 360 °. Spero che abbiate apprezzato, fatemelo sapere nei commenti Up 



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