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Ogni anno, la fiera di Verona diventa l’ombelico del mondo per chi vive su due ruote. Non avete avuto modo di andarci o volete rivivere l'atmosfera? Mettetivi comodi. Ecco il racconto di cosa significa immergersi nell'universo MBE, concentrato in una lettura di pochi minuti.
1. L’Impatto: Benvenuti nel Tempio del Custom
varcare i cancelli di Veronafiere durante l'MBE non è come entrare in un salone motociclistico tradizionale. Qui non si respira solo aria di "prodotto", si respira cultura.
La prima cosa che ti colpisce è il suono: un mix costante di motori che ruggiscono nelle aree esterne e il brusio di migliaia di persone che affollano i padiglioni. L'MBE è il regno del custom, dove la motocicletta smette di essere un mezzo di trasporto e diventa un'opera d'arte semovente.
2. I Padiglioni: Tra cromo e avanguardia
Se dovessimo dividere l'esperienza in tappe, ecco come si presenta il viaggio tra i padiglioni:
• L’Anima Custom (Pad. 1, 2, 3): Qui trovi i grandi nomi internazionali. Luccicanti chopper, bobber minimalisti e bagger dalle verniciature impossibili. È il luogo dove i preparatori (i "customizer") presentano le loro creature dopo mesi di lavoro in officina.
• Il Mondo racing e serie (Pad. 4, 5, 6): Qui il focus si sposta sulle prestazioni. Le case madri espongono le novità dell'anno, dalle naked cattive alle adventure per i grandi viaggi. Non mancano i team della MotoGP e della Superbike.
• Lifestyle e abbigliamento: Un intero settore è dedicato a chi vuole "vestire" la propria passione. Giacche in pelle vintage, caschi aerografati a mano e accessori che non troveresti in nessun normale negozio di ricambi.
3. Il Cuore pulsante: Le aree esterne
Se l'interno è esposizione, l'esterno è azione. L'MBE è famoso per i suoi show dinamici:
• Stuntmen professionisti che sfidano le leggi della fisica su una ruota sola.
• Gare di drifting dove l'odore di gomma bruciata diventa il profumo ufficiale della giornata.
• Scuole guida per i più piccoli, perché la passione va coltivata fin da subito.
Nota di colore: Non meravigliatevi se tra il pubblico riconoscerete alcuni personaggi famosi, leggende del motociclismo o artisti del tatuaggio li vedi camminare tranquillamente tra la folla. All'MBE le barriere tra "star" e pubblico si annullano.

4. I Maestri del Custom: Chi ha illuminato l'MBE quest'anno
Il vero spettacolo dell'MBE risiede nella genialità dei preparatori, artigiani e artisti che trasformano il metallo in sogni. Quest'anno, diversi nomi hanno brillato, ognuno con il proprio stile inconfondibile:
Immaginate di camminare tra i padiglioni e imbattervi nelle creazioni di Radical Chopper, veri e propri scultori del metallo che ogni anno superano se stessi con moto futuristiche eppure intrise di un'anima classica. Le loro linee sono audaci, i dettagli maniacali e le verniciature spesso sfidano la percezione.
Poco più avanti, potreste ammirare il lavoro di Mr. Martini, un'istituzione nel panorama custom italiano e non solo. La sua visione è un ponte tra il vintage e il moderno, tra l'eleganza raffinata e la funzionalità. Le sue moto, spesso basate su Triumph o BMW, raccontano storie di caffè racer e scrambler con un tocco di classe senza tempo. Non è solo un preparatore, ma un vero e proprio curatore di tendenze.
Non si può parlare di custom senza menzionare l'influenza americana. Preparatori come Fred Kodlin Motorcycles dall'Europa e giganti come Thunderbike dalla Germania portano una ventata di innovazione nel mondo Harley-Davidson. Le loro bagger estreme e chopper allungati sono un inno alla potenza e allo spettacolo, con carrozzerie scolpite, ruote gigantesche e impianti stereo che potrebbero competere con una discoteca.
L'MBE è anche il palcoscenico per i talenti emergenti e gli stili più di nicchia. Quest'anno abbiamo visto brillare Officine RossoPuro con le interpretazioni aggressive e muscolose di Moto Guzzi, create da Filippo Barbacane capace di esaltare il motore a V trasversale con telai su misura e finiture impeccabili.
E poi ci sono i maghi dell'aerografia e della verniciatura, come Max Cappelletti di Kaos Design, che trasformano ogni superficie in una tela. Le loro opere non sono solo colori, ma vere e proprie narrazioni grafiche che rendono unica ogni moto.
Questi sono solo alcuni esempi, ma la bellezza dell'MBE è proprio la sua capacità di raccogliere un tale ventaglio di creatività, dalle café racer più minimaliste ai bobber essenziali, passando per i chopper esagerati e le scrambler pronte all'avventura. Ogni angolo riserva una sorpresa, una moto che ti fa fermare e ammirare la cura, la passione e l'ingegno che ci sono dietro.
5. Perché è diverso da EICMA?
È la domanda che si pongono tutti. Se EICMA (a Milano) è la fiera dell'industria e del futuro, MBE è la fiera della passione e della personalizzazione. A Verona non vai solo per vedere "cosa uscirà", ci vai per vedere "cosa puoi creare". È un evento molto più viscerale, sporco di grasso e pieno di stile.
6. Il Verdetto: Vale la pena?
In pochi minuti abbiamo scalfito solo la superficie. L'MBE è un'esperienza sensoriale completa. È stancante? Sì. È rumoroso? Decisamente. Ma è l'unico posto dove puoi vedere una moto da 100.000 euro parcheggiata accanto a un vecchio vespino truccato, uniti dalla stessa identica dignità.
In sintesi: Se ami le moto, l'MBE di Verona non è un evento, è un pellegrinaggio laico che almeno una volta nella vita va fatto.

Fonte:
https://www.motorbikeexpo.it/mbe-news/
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Come sempre faccio, ho cercato di portarvi a conoscenza delle novità sul mercato, dei pregi e difetti delle varie moto che di volta in volta provo a mettere a nudo, almeno sulla carta, senza compromessi. Spero che abbiate apprezzato, fatemelo sapere nei commenti
Buona strada sempre
