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Incidenti in pista: chi paga?
Scritto da CICIARAMPA - Pubblicato 15/09/2011 12:10
I problemi nei risarcimenti e le possibili strade da seguire per ottenere un risarcimento nel caso di un incidente in pista causato da altri

Non avete mai girato in pista? Male! Fatelo. Se andate consci dei vostri limiti, senza strafare e con i giusti accorgimenti potrebbe essere la giornata più bella ed emozionante della vostra vita.

O almeno dovrebbe, a meno che non si incappi in una bella scivolata o high side alla prima curva (o non si cada ai 20 km/h nel paddock rompendo la leva del freno, senza averne una di scorta).
Ma, vabbè, finché sono cadute e danni autoinflitti, poco male: i più onesti rimproverano sé stessi, altri danno la colpa alle gomme (capro espiatorio preferito), ma tutto sommato basta un po’ di fortuna e un pizzico di mestiere per rialzarsi e piangere i danni alla moto (con visioni apocalittiche per il proprio conto in banca).
Ma se a causare la vostra caduta fossero altri?

Per fugare ogni dubbio dico subito che in pista ognuno paga il suo, a meno che non abbiate prove fotografiche e testimoniali da portare in tribunale assistiti da un avvocato al quale corrisponderete svariate migliaia di euro.
E’ una norma non scritta, ma non è nemmeno un accordo tacito tra i pistaioli. E’ così… una cosa che nasce dalla necessità, quasi un’evoluzione naturale del germe vampirico assicurativo.

Già, le assicurazioni. Parlo di quelle “normali”, non le promosport o le RR Card specifiche per i possessori di BMW S1000RR (delle quali parlerò più avanti): nonostante i regolamenti per gli accessi in pista, vietino l’accesso ai circuiti a mezzi non coperti da assicurazione, le assicurazioni non coprono i danni, sia fisici che materiali, provocati o subiti in ambito pistaiolo.

La clausola cui si riferiscono è di solito la seguente: “la compagnia non copre danni o infortuni derivanti da partecipazione a corse e gare (e ai relativi allenamenti), con qualsiasi veicolo o natante a motore…”
La clausola ha delle ovvie falle legali (le prove libere effettuate da dilettanti non possono essere considerate né gare né allenamenti ad esse finalizzate) ed infatti le compagnie assicuratrici si stanno adeguando inserendone una variante: “- partecipazione, con qualsiasi veicolo o natante a motore, a competizioni ed alle relative prove;
- guida di veicoli in circuiti, pur in assenza di competizione, salvo i corsi di guida sicura.”

Anche in presenza della vecchia clausola, tuttavia, spuntarla col le assicurazioni sarebbe lungo e dispendioso per il fatto che nei circuiti vigono le norme del CdS solo per ciò che riguarda i tamponamenti.
Alcuni autodromi hanno un regolamento più preciso in cui si parla richiami al CdS per quanto riguarda limiti di velocità, divieti di sosta e manovre pericolose nell’ambito delle “strade interne della struttura” che escludono, però, la pista vera a propria.

Ci sono, come accennato sopra, assicurazioni specifiche per piloti tesserati che però coprono solo danni fisici alla persona e solo se subiti in impianti omologati FMI.
O assicurazioni ideate dalle case costruttrici come la BMW che per qualche centinaio di euro copre i danni subiti in pista anche a seguito di impatto con altre moto. Ovviamente copre i danni fisici a sé stessi e materiali alla propria moto. Cioè non copre i danni a terzi che un eventuale BMWista potrebbe causare centrando un'altra moto.
Avendo un po’ di pazienza e tempo per guardarsi in giro ci sono diverse assicurazioni che coprono, a premi diversi, con massimali e franchigie variabili, danni propri subiti in pista purché non si verifichino durante competizioni. Tuttavia:
  • supponendo che un assicurato si scontri con un non assicurato, ciascuno paga il suo: l’assicurato avrà il rimborso dalla propria assicurazione e il non assicurato sborsa i propri soldi;
     
  • supponendo che due assicurati si scontrino ciascuno avrà la propria assicurazione, ovvero: ognuno paga il suo.

In soldoni non c’è modo, in pista, di far pagare tutto a chi, eventualmente abbia causato il danno ad altri. (sempre che sia possibile trovare documentazioni video adeguate e testimonianze attendibili tali da poter riconoscere in via deterministica la reale responsabilità dei coinvolti nell’incidente).

L’appiglio cui qualcuno potrebbe pensare di rivalersi sulla società gestore dell’impianto è nullo: per accedere alle piste di firmano specifici moduli di manleva che sollevano l’impianto da qualsiasi responsabilità.

Alla fine rimane il vecchio adagio pistaiolo: “Ognuno paga il suo.” A meno che la gravità del danno fisico alla persona non giustifichi il costo del ricorso a vie legali contro il terzo responsabile della propria caduta il quale, al termine dell’infinita, e alquanto incerta, trafila legale italiana risponderà con il proprio patrimonio al risarcimento del danno.

L'aternativa più economica è il giudice di pace per il quale però servono prove concrete per confutare oltre ogni dubbio eventuali dichiarazioni di difesa della controparte e che i moduli sullo scarico di responsabilità sia chiari per quanto riguarda i punti riguardanti le concause dell’incidente.

Ovviamente nulla toglie che ci possano essere persone oneste che in base alla propria coscienza e al proprio portafoglio abbiano la dignità di ammettere i propri errori e rimediare ad essi.
 

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Commento di: BlackIce il 15-09-2011 13:08
Bell'articolo, che a quanto sembra, ci dice che non esiste modo per essere risarciti in pista in nessuna occasione possibile. Per quanto riguarda l'onestà delle persone, credo che, quando ci sia da mettere mano al portafoglio, questa diventi un optional di lusso.
Quindi forse vale la pena di spendere qualche euro per montare una telecamera "on board", magari 2 ( una davanti e una dietro ) così oltre ad avere le proprie registrazioni, ci potrebbe salvare il patrimonio.
Commento di: paolino85 il 15-09-2011 14:19
Purtoppo è proprio così! quando si va in pista si deve mettere in conto il contatto, anche nelle prove libere dove non si vince la bambolina al traguardo la gente tira alla morte e basta davvero poco perchè succeda il patatrac!
Commento di: brusca il 15-09-2011 15:59
puoi anche avere tutte le telecamere e i testimoni del mondo ma più o meno finisce come per strada quando entrambe le parti fanno qualcosa di fuorilegge (io supero con riga continua e tu non rispetti la precedenza) e cioè con concorso di colpa.

ricorda che sei in pista quindi metti conto che io ti centro perchè scivolo... non è colpa mia.
ti centro perchè arrivo lungo ad una staccata? ok ma tu perchè andavi così piano che ci hai messo tre quarti d'ora a girare? anzi ti faccio specchio riflesso e ti cito in giudizio per guida inadeguata alla situazione.

insomma non te la cavi.

ah ciciarampa, è solo monza che ti chiede di essere in ordine con l'assicurazione (e tutto il cds) se non hai la licenza.



Commento di: gio25 il 16-09-2011 12:48
personalmente 2.700 euro di danni per un contatto (ovviamente non voluto) con un altro motociclista. Ragione si o ragione no, si paga e si tace. Andare in pista comporta dei rischi che bisogna metter in conto. L'unico motivo per cui mi metterei in discussione potrebbe essere il comportamento "folle" di chi ti crea il danno, ma la bandiera nera dei commissari serve proprio a evitare che il "folle" possa farli i danni.

ciao
Commento di: metallarofolk il 17-09-2011 14:59
Ecco altri buoni e validissimi motivi per:
1- Andare piano in moto
2- Comprare una seconda moto per andare in pista....così in caso di caduta non si resta senza giocattolone!

Buona strada
Commento di: paolo674 il 24-09-2011 01:33
Io ho provato la pista,è stato bellissimo,concordo che la regola base è di conoscere i propi limiti perchè in pista è facile farsi prendere la mano e quindi finire a terra.
Premetto che non sono esperto di assicurazioni e cause civili,avevo sentito la questione dei risarcimenti e,dopo una piccola indagine mi sono iscritto alla FMI con tessera SPORT che offre copertura assicurativa per giri liberi in pista,per poterla fare mi sono iscritto ad un motoclub CTBK che tralaltro si dedica molto ai giri in pista e a detta loro non corrisponde al vero che ogniuno paga il suo certo,non è facile dimostrare la colpa.
L'articolo ben scritto devo dire,tralascia un caso,quello di danneggiamento alla pista e alle sue strutture,in quel caso la direzzione troverà sicuramente le prove per incolpare

Complimenti ancora per l'articolo e saluti