Progetto prevenzione Ting'Alive
Sicurezza e prevenzione nel motocross
Scritto da ludo237 - Pubblicato 08/02/2008 11:04
Iniziamo col parlare della sicurezza in generale che occorre garantirsi per poter affrontare nella massima tranquillità una pratica così tecnica e complessa come l'Off-Road.

Le protezioni principali in questo campo sono ovviamente il casco che dev'essere conforme alle norme europee; come tutti i caschi deve essere dotato di un'omologazione CEE.
È molto saggio non comprare caschi di provenienza ignota dato che, essendo il basso costo quasi sempre sinonimo di pessima qualità, una scelta sbagliata può gravemente compromettere la sicurezza del pilota.

Casco tipico da Off-Road:
Casco per offroad

Un'altra protezione fondamentale nel motocross è la tuta: di per se può sembrare una scelta semplice e scontata ma non è affatto così! Le tute e, sopratutto, i pantaloni sono dotati di molte protezione posti all'interno coscia e sulle ginocchia, le zone più sottoposte a urti. Anche in questo caso bisogna verificare la provenienza del manufatto e l'efficienza dei dispositivi di protezione che devono risultare conformi alle vigenti normative d sicurezza.

Foto tuta:
Tuta per offroad

Bisogna poi procurarsi delle ginocchiere, anche queste costruite secondo le normative CEE ed approvate dalla FMI per l'uso specifico in Off-Road. Le ginocchiere fungono da paracolpi in tutta la zona del ginocchio e spesso comprendono anche una piccola parte dello stinco: sono essenziali per proteggere dai violenti urti tipici della specialità del motocross, le delicate parti esterne ed interne dell'articolazione. Queste protezioni sono indispensabili sia per il pilota alle prime armi (quindi consigliamo sempre d'indossarle) che per il pilota professionista che, evidentemente, non ne può fare assolutamente a meno.

Altro presidio di sicurezza (non obbligatorio ma vivamente consigliato!) sono le gomitiere che svolgono la medesima funzione protettiva delle ginocchiere. La loro funzione è assolutamente necessaria per evitare gravi danni all'articolazione del gomito e come protezione dell'avambraccio inferiore.
Consigliamo, ci si volesse cimentare per la prima volta nella pratica dell'Off-Road, di non risparmiare su questi presidi di prevenzione e sicurezza.

Foto ginocchiere:
Ginocchiere per cross

Gli stivali, ovviamente, sono elementi FONDAMENTALI per la pratica motocrossistica; essi devono vantare tutte le certificazioni di sicurezza a tutela e garanzia della loro costruzione secondo le vigenti normative. Lo stivale è il capo di vestiario e di protezione più costoso tra i vari presidi di sicurezza sin qui esaminati. Esso deve essere composto da una "scarpetta" interna che renda comodo indossarlo e dallo stivale esterno, vero e proprio, in plastica sul quale sono assemblati: una placca metallica a protezione della punta del piede, una cavigliera resistente, un sottopiede che ottimizza il grip con le varie pedane e gli agganci di sicurezza (che variano da un minimo di 3 ad un massimo di 6). Tra queste due estremità vi è, in mezzo, il materiale protettivo che fa da involucro a tutta la gamba (dal ginocchio in giù) ed a tutto il piede.

Foto stivale
Stivale da cross

Ultimo elemento di protezione che viene usato nel motocross è la fascia elastica lombare che protegge tutta la zona dei reni e delle vertebre finali della schiena, essa è composta da uno spesso strato protettivo da posizionare sulla schiena e da una fascia elastica che serve da "aggancio" e sostiene la zona renale

Foto fascia elastica
Fascia elastica

Ultimo elemento di protezione di cui vogliamo parlare è la pettorina: essa è composta da due parti una anteriore e una posteriore.
La parte anteriore è stata creata per proteggere tutti gli organi interni alla cassa toracica, ed alle costole stesse, da eventuali urti violenti sul terreno o provocati dai sassi che colpiscono il pilota impegnato nella guida.
La parte posteriore protegge tutte le vertebre della schiena e offre una protezione anche nella zona lombare. La pettorina viene assicurata tramite due lacci elastici che la rendono saldamente aderente al corpo.
Molte pettorine includono delle protezioni, removibili, per il braccio che, però, risultano scomode e, pertanto, spesso rimosse dai piloti stessi.

Foto pettorina:
Pettorina per fuoristrada

Oltre ai descritti presidi di sicurezza, recentemente è stato introdotto, nella pratica del motocross, un nuovo strumento che offre la possibilità di una maggiore protezione contro gli urti accidentali del casco contro ostacoli fissi e terreno. Questo innovativo sistema, progettato dal dott. Leatt, è stato, originariamente studiato per l'uso automobilistico agonistico ad altissimo livello e sperimentato in F1 fino a farlo diventare obbligatorio per i suoi ottimi risultati in termine di protezione.

Dopo il drammatico evento accaduto ad Asti, dove un amico che condivideva la nostra passione ci ha tragicamente lasciato, ho voluto scrivere questo articolo sia per quelli che praticano l’off-road come me, che per chi non lo pratica ancora, per capire meglio come funziona il nuovissimo e rivoluzionario sistema di protezione: il LeattBrace® (http://www.leatt-brace.it/).
Iniziamo col dire che, per entrare in pista, ora vorrebbero rendere obbligatorio il LeattBrace® una speciale struttura di sostenimento delle vertebre del collo in caso di caduta; esso è prodotto dalla Leatt con il supporto tecnologico e sperimentale della BMW Motorrad.

Ecco un’immagine:

LeattBrace

S’indossa cosi:



Come s’allaccia dietro la schiena:



Il LeattBrace® è uno dei più innovativi sistemi di sicurezza passivi per la prevenzione di gravi lesioni alla spina dorsale ed alla fuoriuscita delle vertebre cervicali in caso di caduta con conseguente urto violento del casco sul terreno: il suo prezzo indicativo, nella versione in plastica, è di 350 euro.
Viene prodotto anche in carbonio per i più esigenti; i LeattBrace® meno costosi sono composti da materiali plastici rinforzati da inserti di carbonio.
Il LeattBrace® entra in funzione tutte le volte che si cade dalla moto aiutando il collo a sopportare le forti sollecitazioni dell’urto ed impedendo alle vertebre d’uscire dalle proprie sedi o, addirittura, di danneggiarsi provocando paralisi o morte.
Un altro prototipo di LeattBrace® è quello della Dainese, un vero e proprio airbag che entra in funzione appena si tocca l'asfalto e fornisce lo stesso sostengo cervicale del LeattBrace® della Lett/BMW.
Il sostegno avviene solo nel momento in cui il sofisticato sistema entra in funzione, ovvero quando il pilota sta per toccare il terreno; il sistema, brevetto dalla Dainese, funziona senza necessità di cavetti d’azionamento collegati solidalmente alla moto stessa e troverà posto all’interno della “gobba” nelle tute in pelle da competizione. Verrà sperimentato nel MotoGp, nella Superstock e nella Superbike; appena finiscono i test (anche se nella MotoGp 125cc qualcuno già lo usa) verrà sicuramente reso disponibile per la commercializzazione.

Ecco una foto :



Un altro tipo di LeattBrace® è questo :



Quello illustrato sopra è un LeattBrace® sicuramente meno pratico ma che fornisce una buona protezione sia alle vertebre che al collo; esso è dotato di una robusta pettorina che fornisce una protezione in più per l’uso dell'off-road. S’indossa esattamente come il precedente e s’aggancia dietro la schiena in 4 punti anziché 3.

Esiste un altro tipo di LeattBrace®, sicuramente più economico prodotto da molte case come l'Alpinestar, la UFO la EVS

E’ questo:



La protezione che offre è contro le distorsioni causate da cadute ed evita che il collo subisca strattoni dai lati ma, ovviamente, non è efficiente come i modelli sopra illustrati.
Per chi è agli inizi è molto pratico dato che il suo prezzo s’aggira intorno ai 20 euro.
Questo "collarino" è molto utile perché leggero, poco ingombrante, facile da indossare ed adatto ai piloti meno esperti che non superano velocità eccessive.

In definitiva questo mio articolo vuole testimoniare come la moderna tecnologia sia oggi in grado di mettere a disposizione soluzioni sempre più efficienti e pratiche (a costi via via sempre più accessibili) per consentirci di praticare il nostro sport (e la nostra passione) nel modo più sicuro possibile.



[il presente articolo fa parte del progetto Ting'Alive]
 

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Commento di: ropons il 08-02-2008 13:24
Bravo Ludo! Spero che tanti ragazzi leggano il tuo articolo e comprendano quanto la tecnologia sta facendo a favore della prevenzione nella nostra passione motociclistica (...di qualsiasi tipo essa sia!). Questa è una "buona" tecnologia: impariamo ad approfittarne per noi stessi e per i nostri cari!
Commento di: super1200 il 09-02-2008 11:12
bell'articolo, soprattutto complimenti per le immagini
Commento di: v-beppe il 09-06-2013 20:14
Grazie! Info utilissime