atreoing ha scritto:
Mi è già capitato di avere dei confronti con 42, e non andrò fuori tema. Se non ho capito male sei deciamente più grande di me che ho 39 anni, e conosci molto bene il settore, vito che ci hai lavorato e forse ancora ci lavori.
Io ritengo che il canone, vera e propria tassa di posseso, sia indebita per una moltitudine di motivi, elencati in parte prima di me. Ma su una cosa che ho scherzosamente detto, mi hai controbattuto e pertanto io affondo il colpo. Quindi apetto che tu descriva come stanno le cose, non a torino o a venezia mestre ma a ROMA, a saxa rubra o viale mazzini. Io ho asserito che vi è una manica di gente che non fa una cippa, e aggiungo che le assunzioni sono state per una moltitudine di anni clientelari e che mi auguro non lo siano più, e che la rai era un carrozzone strapieno di gente che ne arebbe bastata la metà e che spero non lo sia più.
Ma quello che ho visto con i miei occhi, tu non lo puoi negare. E non ho detto che in rai ci sia gente senza profesionalità o dei cretini, bada bene. Ho detto che c'era una motta di gente, un mucchio di persone a farsi , come dicono a Roma, "li cacchi sua". Ma magari oggi le cose sono cambiate. (non credo)
Per il servizio pubblico, la Rai potrebbe avere tre canali, qualcosa tipo Rai uno, rai yoyo, e un canale tipo rai storia/educational e fine. Invece ha una montagna di canali che fanno audience da ridere, ma che danno da lavorare in perdita a un pacco di gente.
Che ne pensi?
Andiamo per ordine...
Si', ho 52 anni ed ho ancora delle attivita' professionali in RAI, come ne ho avute in Mediaset, RTI, VideoTime, Arte', RTSI (svizzera in lingua italiana) ed altre realta' del broadcasting italiano.
Tu ritieni il canone sia indebito, ma non c'e' altro modo di sostenere una radiotelevisione
pubblica, come dimostra il fatto che tutti i paesi dell'area europea utilizzano questo tipo di approccio.
Fa eccezione, come dicevo, la spagna, ma solo nel senso che non c'e' una "quota" fissa che ogni cittadino o famiglia versa, ma lo stato prende "un tot dalle sue casse" e lo gira a TVE.
Poi, ovviamente, tu puoi essere del parere che non debba esistere una azienda radiotelevisiva sostenuta dal canone, ma che sia "indebito" il canone no.
Sul "come stanno le cose"... vedi, tu mi dici di dirti come stanno le cose... ma vuoi che ti dica solo come sono a Roma...
RAI non e' (per fortuna) solo Roma, ma anche Torino, Napoli, Venezia, Bari, Cagliari, etc...
Se vuoi che ti dica che a Roma si sbraca piu' che a Torino o Venezia lo posso anche dire, ma questo non fa di TUTTA la RAI:
Citazione:
una manica di gente che non fa una cippa dalla mattina alla sera
Peraltro, se vogliamo parlare di Saxa Rubra (o di Teluada, prima che nascesse Saxa), occorrerebbe conoscere i meccanismi, i tempi e le modalita' con cui funziona un centro di produzione TV per capire se quella persona si sta facendo "li cacchi sua" per pigrizia o paraculaggine o perche' "non e' il suo turno"...
Discorso diverso per Mazzini (sede amministrativa) dove in teoria uno pensa ad una attivita' frenetica e rimane deluso quando vede che in realta' non c'e' alcuna frenesia.
Pero' vorrei portarvi ai piani alti di Viale Europa o negli studi di Milano 2 e farvi vedere come i la "concorrenza" viva l'attivita' amministrativa e produttiva con gli stessi ritmi.
Ripeto, e' un mondo in cui bisogna viverci un po'.
Assunzioni clientelari... beh, ti posso assicurare che io in RAI ci sono entrato nel 1986 per concorso, con prova scritta e colloquio orale... senza aver mai avuto tessere di partito (e ad oggi posso orgogliosamente dire di non aver MAI preso tessere) o conoscenze particolari.
Giusto per chiarire... non sono piu' dipendente... me ne sono andato per motivi professionali (mi sentivo "stretto" in un lavoro che non mi dava piu' soddisfazione).
Non nego che ci siano, ci siano state e ci saranno... esattamente come in tutte le aziende.. specie in quelle in cui si e' lasciato (voluto...) che la politica instaurasse dei bacini di voto.
Sul "basterebbero meta' delle persone"... Ni, non basterebbero meta' delle persone... il numero di persone (intesi come operai/tecnici/impiegati) e' proporzionato alla dimensione dell'azienda; il problema di RAI e' quello di molte aziende in cui, ad essere troppi, sono i profili di alto livello (dirigenti...) e nel caso specifico, giornalisti; avere troppi dirigenti (ai quali ovviamente devi assegnare risorse) significa frammentare la produttivita' e diluire le responsabilita'.
Alcune figure, poi, sono multiple per forza di cose, RAI ha l'obbligo di avere una sede giornalistica ed amministrativa in ogni capoluogo di regione... cosa che (giustamente) le altre non hanno
Pensa che risparmio, se RAI potesse chiudere Palazzo Labia e le altre 15 sedi minori... rimanendo come Mediaset con sedi solo a Roma, Milano e Torino...
3000 persone in meno... piu' o meno come Mediaset...
Il fatto e' che non puo'... ed addirittura in Val d'Aosta, Trentino, Friuli e veneto deve tenere in piedi due redazioni, per le minoranze linguistiche (francese, tedesca, ladina e slovena) ed in sicilia e sardegna deve tenere aperte due microredazioni a Catania e Sassari
Come vedi i quasi 10000 dipendenti sono in linea con le necessita'... ad essere fuori linea sono i dirigenti e (in parte i giornalisti)... alcune centinaia... cia'... esageriamo... 1000.
La Rai potrebbe avere 3 canali in tutto... vero, ma come hai detto "potrebbe", non e' obbligatorio.
La frase "Invece ha una montagna di canali che fanno audience da ridere, ma che danno da lavorare in perdita a un pacco di gente" ha un fondamento economico reale o e' solo una boutade?
Perche' a me risulta esattamente il contrario... reti con ricavi dignitosi e costi di esercizio irrisori.