tms78 ha scritto:
- perchè è una tassa che "presuppone" uno veda la RAI , quando basterebbe semplicemente "dotare" di un decoder il televisore ( venduto vergine ) e farla vedere solo a chi abbia voglia di pagare il canone ...
No, non funziona cosi'.
Lo stato italiano non ha una TV, ma ha bisogno di una TV per erogare il servizio di informazione radiotelevisiva pubblica (esattamente come di ospedali per erogare il servizio sanitario).
La RAI e' una azienda (SPA) a partecipazione maggioritaria (98%) del ministero del tesoro, ma a tutti gli effetti e' una azienda privata. Alla RAI lo stato commissiona le funzioni di servizio pubblico pagandone i servizi tramite il canone.
La funzione di servizio pubblico implica un contratto (appunto detto di concessione) che stabilisce tutta una serie di criteri che RAI deve rispettare:
- numero minimo di ore di informazione giornalistica (nazionale e regionale)
- numero minimo di ore di informazione scientifica
- numero minimo di produzioni nazionali (fiction, cinematografiche)
- numero minimo di ore di trasmissioni per ragazzi
- obbligo (OBBLIGO) di avere una sede giornalistica e istituzionale (uffici) in ogni capoluogo di regione
etc. etc. etc.
Di fatto, nessuno puo' impedire a Mediaset, Sky o chicchessia di partecipare alla gara che si tiene alla scadenza del periodo di concessione (triennale) ed aggiudicarsi il canone.
Il problema e' che nessuna azienda privata ha il benche' minimo interesse a farlo.
Troppo costoso creare da zero una struttura capillare come quella richiesta dalla concessione.
Ho lavorato per due anni tra Cologno e Milano2 (che ci vuoi fare, lavoro nell'informatica applicata al broadcasting dal 1986... qualcosa ho visto ed imparato) e i dirigenti che conobbi all'epoca (fossero Videotime, RTI, Mediaset) mi confermarono tutti che l'ultima cosa a cui pensava il loro presidente era quella di provare ad aggiudicarsi la concessione di servizio pubblico.... ora, del signor B si puo' dire tutto, ma che sia un incompetente dal punto di vista imprenditoriale proprio no...
Tornando al "voler vedere" RAI o meno, da punto di vista della normativa e' assolutamente ininfluente... e' come se io chiedessi di non pagare il SSN solo perche' invece di andare dal medico della mutua vado gratis da mio fratello che e' primario...
tms78 ha scritto:
- perchè il palinsesto è quantitativamente e qualitativamente ridicolo rispetto alle pay tv
Questo e' un parere, non oggettivo ma soggettivo. Ti assicuro che i conti sulle produzioni si fanno con i dati auditel alla mano e finche' RAI non sara' sostenuta dal solo canone (come in UK, ad esempio) ma avra' necessita' di introiti pubblicitari... vedrai anche cio' che piace alla "ggggente"
tms78 ha scritto:
- perchè pagare tanto alcuni "eventi" ( ormai ridicoli ) , non è gestire bene un'azienda ( finanziata anche dal canone )
Tieni conto che gli introiti dal canone non possono essere usati per produrre trasmissioni che non rientrino in quelle specificate dal contratto di concessione.
Vogliamo parlare dei tanto esecrati quiz che "elargiscono centinaia di migliaia di Euro del canone"? Ecco... e' una balla. I soldi elargiti dai quiz sono quelli che arrivano dalla pubblicita' e dagli sponsor delle trasmissioni stesse.
Idem per i varieta'.... scandalosi i 300.000 Euro per la comparsata di XXXX? Forse, ma se dalla vendita' dei 5/6 spot che hanno preceduto e seguito la comparsata ho incassato 400.000 Euro... why not? I varieta' devono autofinanziarsi, esattamente come i quiz.
I soldi del canone possono essere usati per la produzione dei TG, delle trasmissioni di informazioni, culturali e (parzialmente) per le fiction.
Siccome (causa evasione dello stesso, importo piu' basso di tutta la zona Euro) non bastano, si ricorre a quei 100.000 avanzati di cui sopra... ecco perche' RAI ha bisogno di pubblicita'.
tms78 ha scritto:
- perchè ha un "ricircolo" di nuovi volti ( come la politica ) pari a zero , di conseguenza ci sono sempre i "soliti" privilegiati che paghiamo ( noi ) ..... , in altre parole , è un' azienda che non favorisce di certo la crescita e lo sviluppo lavorativo/ televisivo dei giovani .... ma tiene le cariatidi da pagare a "priori" sia se vuoi , sia se no ..
Vero su questo hai ragione, ma e' (purtroppo) una legge di mercato.... sono piu' quelli che guardano Vespa e Clerici di quelli che li schifano... e quindi fanno piu' audience (e soldi) Vespa e la Clerici.
Come dicevo sopra, se vuoi una RAI libera da vincoli commerciali, devi slegarla dalla logica della pubblicita'.
In diversi Paesi e' stato fatto, ma aumentando il canone e mettendo in galera chi non lo paga.
tms78 ha scritto:
- perchè in assenza di stipendi assicurati dal canone , si avrebbe una più oculata scelta delle trasmissioni e dei costi del personale , con relativo incremento della qualità che è ( attualmente ) inversamente proporzionale all'importo del canone in aumento ..
[/quote]
A parte che l'aumento massimo consentito del canone e' per legge quello dell'inflazione calcolata dall'ISTAT (ovvero ben sotto a quella reale)... il concetto di qualita' non puo' essere associato ad una azienda che vive su cio' che piace guardare alla gente.
tms78 ha scritto:
- perchè se bisogna pagare qualcosa per forza , dovrebbero essere almeno i cittadini ( ormai col web o con schede ) , a "votare" i volti che vogliono vedere ( ed a cui pagheranno lo stipendio ) ..
Scommettiamo che vincerebbero gli stessi che gia' oggi vedi ogni giorno?