oettam ha scritto:
Ero stra-sicuro che uscissero notizie di questo tipo....
Ma la crisi non era finita??????? Anzi alcuni dicevano che non è mai esistita, mah?!
D'altra parte se il capo del personale proviene dalla FIAT....allora facevo bene e citare l'esempio della FIAT nei miei post precedenti!!!!
Ora vi metto lì un'altra riflessione: lo Stato Italiano dovrebbe prima di tutto essere come una specie di "mamma" verso le persone piu' in difficoltà che stazionano sul territorio nazionale. SE la Ducati mettesse tanta gente in cassa solo per il motivo di mettere aziende all'estero e avere piu' profitti; non farebbe bene lo Stato a sequestrare tutti i macchinari e le moto prima che se li portano nelle nuove fabbriche o giungano ai concessionari.
Quando c'è da prendere gli aiuti (che siano stati aiuti di stato o incentivi) sono tutti bravi, quando c'è da fare un favore agli italiani e cercare di tenere botta... tutti a cercare piu' profitto. Questa è la classe industriale in Italia, stanno a parlare di operai e produttività, quando sono loro i primi parassiti.
L'ho scritto e lo ripeto: la storia dei 10 minuti era solo un'esca per vedere in quanti abboccavano, per tastare l'unità degli operai.
Ma la crisi non era finita??????? Anzi alcuni dicevano che non è mai esistita, mah?!
D'altra parte se il capo del personale proviene dalla FIAT....allora facevo bene e citare l'esempio della FIAT nei miei post precedenti!!!!
Ora vi metto lì un'altra riflessione: lo Stato Italiano dovrebbe prima di tutto essere come una specie di "mamma" verso le persone piu' in difficoltà che stazionano sul territorio nazionale. SE la Ducati mettesse tanta gente in cassa solo per il motivo di mettere aziende all'estero e avere piu' profitti; non farebbe bene lo Stato a sequestrare tutti i macchinari e le moto prima che se li portano nelle nuove fabbriche o giungano ai concessionari.
Quando c'è da prendere gli aiuti (che siano stati aiuti di stato o incentivi) sono tutti bravi, quando c'è da fare un favore agli italiani e cercare di tenere botta... tutti a cercare piu' profitto. Questa è la classe industriale in Italia, stanno a parlare di operai e produttività, quando sono loro i primi parassiti.
L'ho scritto e lo ripeto: la storia dei 10 minuti era solo un'esca per vedere in quanti abboccavano, per tastare l'unità degli operai.
Quando in 5 impianti italiani messi insieme si ha la produttività di un impianto all'estero vuol dire che c'è qualcosa che non va. Sicuramente un aumento della produttività togliendo tempo alle pause non è il metodo più giusto e ortodosso per ottenerlo ma anche fare subito le barricate è una risposta alquanto frettolosa e non ragionata e purtroppo siamo dei maestri in questo. Bisogna capire che anche le aziende non sono in un momento particolarmente felice e probabilmente bisognerebbe cercare dei compromessi invece di fare muro contro muro, soprattutto guardando la situazione del nostro paese in particolare, mentre nel resto dell' Europa l'economia sta ripartendo noi perdiamo strada a causa di una politica sragionata e di un eccessivo conservatorismo dei sindacati che ormai da tanto tempo non fanno più il loro lavoro. Abbiamo imprese che si trasferiscono all'estero per cercare condizioni migliori di produzione, e non parlo di Cina ecc.. ma di paesi confinanti a noi, ad esempio la Svizzera, che garantiscono alle nuove imprese che impiantano la loro produzione nel loro paese sgravi fiscali maggiori al 30% per un minimo di 5 anni. Detto questo se un'azienda, giustamente, vuole rimanere in Italia dobbiamo anche un attimo capire le sue motivazioni che portano a certe scelte e invece di alzare subito le barricate dovremmo cercare di trovare accordi che possano essere condivisi da entrambe le parti.
Comunque la crisi non è finita, soprattutto da noi poichè non è stata la crisi finanziaria ad "affondarci", in effetti in Italia è stata anche relativa a causa di un sistema finanziario "antiquato" che ci ha salvato, ma è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sono diversi anni che le cose non vanno bene da noi anche a causa del troppo attrito tra sindacati e imprese, di politiche che invece di dare nuova competitività al paese hanno mascherato i veri problemi.





