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Sciopero della saponetta alla Ducati
10835074
10835074 Inviato: 26 Ott 2010 9:19
 

oettam ha scritto:
Ero stra-sicuro che uscissero notizie di questo tipo....
Ma la crisi non era finita??????? Anzi alcuni dicevano che non è mai esistita, mah?!
D'altra parte se il capo del personale proviene dalla FIAT....allora facevo bene e citare l'esempio della FIAT nei miei post precedenti!!!!
Ora vi metto lì un'altra riflessione: lo Stato Italiano dovrebbe prima di tutto essere come una specie di "mamma" verso le persone piu' in difficoltà che stazionano sul territorio nazionale. SE la Ducati mettesse tanta gente in cassa solo per il motivo di mettere aziende all'estero e avere piu' profitti; non farebbe bene lo Stato a sequestrare tutti i macchinari e le moto prima che se li portano nelle nuove fabbriche o giungano ai concessionari.
Quando c'è da prendere gli aiuti (che siano stati aiuti di stato o incentivi) sono tutti bravi, quando c'è da fare un favore agli italiani e cercare di tenere botta... tutti a cercare piu' profitto. Questa è la classe industriale in Italia, stanno a parlare di operai e produttività, quando sono loro i primi parassiti.
L'ho scritto e lo ripeto: la storia dei 10 minuti era solo un'esca per vedere in quanti abboccavano, per tastare l'unità degli operai.


Quando in 5 impianti italiani messi insieme si ha la produttività di un impianto all'estero vuol dire che c'è qualcosa che non va. Sicuramente un aumento della produttività togliendo tempo alle pause non è il metodo più giusto e ortodosso per ottenerlo ma anche fare subito le barricate è una risposta alquanto frettolosa e non ragionata e purtroppo siamo dei maestri in questo. Bisogna capire che anche le aziende non sono in un momento particolarmente felice e probabilmente bisognerebbe cercare dei compromessi invece di fare muro contro muro, soprattutto guardando la situazione del nostro paese in particolare, mentre nel resto dell' Europa l'economia sta ripartendo noi perdiamo strada a causa di una politica sragionata e di un eccessivo conservatorismo dei sindacati che ormai da tanto tempo non fanno più il loro lavoro. Abbiamo imprese che si trasferiscono all'estero per cercare condizioni migliori di produzione, e non parlo di Cina ecc.. ma di paesi confinanti a noi, ad esempio la Svizzera, che garantiscono alle nuove imprese che impiantano la loro produzione nel loro paese sgravi fiscali maggiori al 30% per un minimo di 5 anni. Detto questo se un'azienda, giustamente, vuole rimanere in Italia dobbiamo anche un attimo capire le sue motivazioni che portano a certe scelte e invece di alzare subito le barricate dovremmo cercare di trovare accordi che possano essere condivisi da entrambe le parti.

Comunque la crisi non è finita, soprattutto da noi poichè non è stata la crisi finanziaria ad "affondarci", in effetti in Italia è stata anche relativa a causa di un sistema finanziario "antiquato" che ci ha salvato, ma è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sono diversi anni che le cose non vanno bene da noi anche a causa del troppo attrito tra sindacati e imprese, di politiche che invece di dare nuova competitività al paese hanno mascherato i veri problemi.
 
10836244
10836244 Inviato: 26 Ott 2010 13:32
 

Oggi leggevo sul giornale la differenza evidente che si rileva nell'azienda FIAT: negli stabilimenti Italiani ci sono circa 20.000 dipendenti, stipendio lordo medio di 1.200 €/mese, totale auto prodotte: 700.000 (al mese?), produttività per dipendente 29 auto (non so se fosse al giorno, mese o settimana, ma poco importa).

Stabilimento in Polonia: 4.000 dipendenti, stipendio lordo medio di 600 €/mese, totale auto prodotte: 600.000, produttivià per dipendente 100.

Mi sembra quindi ovvio che c'è qualcosa che non va... O in Polonia i dipendenti lavorano il doppio delle ore di quelli italiani... Oppure sono veramente più veloci... icon_rolleyes.gif
 
10836688
10836688 Inviato: 26 Ott 2010 14:34
 

oettam ha scritto:
Ero stra-sicuro che uscissero notizie di questo tipo....
Ma la crisi non era finita??????? Anzi alcuni dicevano che non è mai esistita, mah?!
D'altra parte se il capo del personale proviene dalla FIAT....allora facevo bene e citare l'esempio della FIAT nei miei post precedenti!!!!
Ora vi metto lì un'altra riflessione: lo Stato Italiano dovrebbe prima di tutto essere come una specie di "mamma" verso le persone piu' in difficoltà che stazionano sul territorio nazionale. SE la Ducati mettesse tanta gente in cassa solo per il motivo di mettere aziende all'estero e avere piu' profitti; non farebbe bene lo Stato a sequestrare tutti i macchinari e le moto prima che se li portano nelle nuove fabbriche o giungano ai concessionari.
Quando c'è da prendere gli aiuti (che siano stati aiuti di stato o incentivi) sono tutti bravi, quando c'è da fare un favore agli italiani e cercare di tenere botta... tutti a cercare piu' profitto. Questa è la classe industriale in Italia, stanno a parlare di operai e produttività, quando sono loro i primi parassiti.
L'ho scritto e lo ripeto: la storia dei 10 minuti era solo un'esca per vedere in quanti abboccavano, per tastare l'unità degli operai.

Non sono sicuro, ma penso che non ci sia una legge che impedisce ad una azienda di spostare la produzione all'estero, quindi credo che lo stato non possa sequestrare proprio niente.
Poi bisognerebbe ricordarsi che lo scopo di qualsiasi propietario di azienda, dalla più piccola alla più grande è fare utili, guadagnare e non dare lavoro.
Personalmente penso che i sindacati e sopratutto i dipendenti prima di fare muro contro muro dovrebbero chiedersi come mai all'estero la produttività degli stabilimenti è maggiore di quella degli stabilimenti italiani.
Penso che sia quanto meno strano criticare un'azienda che decide di spostare la produzione da uno stabilimento meno produttivo ad uno più produttivo.
Se per assurdo ci fossero due aziende attigue, una italiana e una straniera, e se in quella italiana ci offrissero 1200 euro al mese, mentre in quella straniera per la medesima mansione ci offrissero 1500 euro al mese, decideremmo di lavorare in quella italiana o andremmo a lavorare in quella straniera???
Non sò voi, ma io andrei di corsa a lavorare in quella straniera, senza pensarci tanto.
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10839110
10839110 Inviato: 26 Ott 2010 20:37
 

biondob ha scritto:

Non sono sicuro, ma penso che non ci sia una legge che impedisce ad una azienda di spostare la produzione all'estero, quindi credo che lo stato non possa sequestrare proprio niente.


Ma infatti il mio ragionamento era sull'aria fritta, so bene che nessuno può confiscare beni a un'azienda solo perchè licenzia dei dipendenti (purtroppo...).
 
10839256
10839256 Inviato: 26 Ott 2010 20:52
 

wolwarin ha scritto:


Quando in 5 impianti italiani messi insieme si ha la produttività di un impianto all'estero vuol dire che c'è qualcosa che non va. Sicuramente un aumento della produttività togliendo tempo alle pause non è il metodo più giusto....


Facendo un discorso a piu' ampio respiro, credo che in Italia i problemi che abbiamo derivino sia da una classe imprenditoriale che non è piu' dinamica come la "vecchia scuola", sia da una classe politica che ha ormai definitivamente perso qualsiasi collegamento col mondo reale, che tiene in piedi carrozzoni e burocrazie solo per fare i propri interessi e scaricare barili, associazioni malavitose che nello sguazzare tra imprenditori improvvisati a caccia di facili guadagni e politici che tutto fanno tranne l'interesse del paese hanno trovato il loro habitat naturale...
Logicamente gli stati che rigano dritto, dove ci sono meno clientelismi (mazzette, favori...), e quindi viene favorito chi veramente è piu' virtuoso, e dove c'è meno spreco di denaro, e dunque si può ragionare meglio sul favorire nuove imprese anche mediante sgravi fiscali, possono avere un'"appeal" migliore rispetto a una nazione industrialmente allo sbando, dove o paghi le mazzette o non fai niente, o paghi il pizzo o non fai niente.
Ora: lasciando stare discorsi di classe ecc.: voi se foste un'imprenditore investireste anzi in un paese dove devi aspettare anni (per un'investitore aspettare vuol dire perdere soldi...) per permessi, burocrazia, scartoffie ecc., dove dovete pagare mazzette per sveltire le pratiche, dove dovete magari pagare anche il "signorotto" locale che sennò vi fa saltare l'azienda; oppure investireste in uno stato dove lo stato è efficiente?
Quando si parla della crisi industriale italiana si parla sempre di produttività, operai che sembrano nullafacenti ecc...ma quelli sopra elencati, secondo voi, sono problemi che potrebbero frenare eventuali investitori?
 
10839739
10839739 Inviato: 26 Ott 2010 21:39
 

oettam ha scritto:


Facendo un discorso a piu' ampio respiro, credo che in Italia i problemi che abbiamo derivino sia da una classe imprenditoriale che non è piu' dinamica come la "vecchia scuola", sia da una classe politica che ha ormai definitivamente perso qualsiasi collegamento col mondo reale, che tiene in piedi carrozzoni e burocrazie solo per fare i propri interessi e scaricare barili, associazioni malavitose che nello sguazzare tra imprenditori improvvisati a caccia di facili guadagni e politici che tutto fanno tranne l'interesse del paese hanno trovato il loro habitat naturale...
Logicamente gli stati che rigano dritto, dove ci sono meno clientelismi (mazzette, favori...), e quindi viene favorito chi veramente è piu' virtuoso, e dove c'è meno spreco di denaro, e dunque si può ragionare meglio sul favorire nuove imprese anche mediante sgravi fiscali, possono avere un'"appeal" migliore rispetto a una nazione industrialmente allo sbando, dove o paghi le mazzette o non fai niente, o paghi il pizzo o non fai niente.
Ora: lasciando stare discorsi di classe ecc.: voi se foste un'imprenditore investireste anzi in un paese dove devi aspettare anni (per un'investitore aspettare vuol dire perdere soldi...) per permessi, burocrazia, scartoffie ecc., dove dovete pagare mazzette per sveltire le pratiche, dove dovete magari pagare anche il "signorotto" locale che sennò vi fa saltare l'azienda; oppure investireste in uno stato dove lo stato è efficiente?
Quando si parla della crisi industriale italiana si parla sempre di produttività, operai che sembrano nullafacenti ecc...ma quelli sopra elencati, secondo voi, sono problemi che potrebbero frenare eventuali investitori?


Sono assolutamente d'accordo con te, infatti ho scritto cose simili alle tue quando parlavo del nostro paese. Per quanto riguarda la tua quotatura, il paese in questione è la serbia, la quale non credo sia un paese come la svizzera, e compagnia, ed inoltre i dirigenti, almeno i top, sono gli stessi visto che si parla di fiat. Per cui il problema da questo punto di vista sono, anche, da ricercarsi nei rapporti con i sindacati, ad esempio, ed il loro comportamento.
Fatto sta che avendo da poco messo su una ditta, ma sono anche studente di economia e management, ho pensato comunque che in futuro, se le cose andranno bene, valuterò di spostare il tutto fuori, non in paesi del terzo mondo, ma rimanendo comunque in Europa, inteso come continente. Fermo restando un insperato cambiamento nel nostro paese che ho paura non ci sarà. Ci vorrebbe una rivoluzione delle menti, ma visto il livello di ignoranza, non intendo nozionistica, del nostro paese sono piuttosto pessimista.
 
10839764
10839764 Inviato: 26 Ott 2010 21:42
 

biondob ha scritto:
Penso che sia quanto meno strano criticare un'azienda che decide di spostare la produzione da uno stabilimento meno produttivo ad uno più produttivo.

E' strano, si'... e' pero' altrettanto strano che un'intero settore (metalmeccanico, nello specifico, ma vale anche per il tessile, etc. etc.) che sposta la produzione in un paese straniero lasciando a casa 10, 100 o mille dipendenti, venga poi a piangere che in Italia non vende piu' moto/auto (metalmeccanico) ed abbigliamento (tessile).

Mettiamola cosi':
Se 1000 operai (ma anche impiegati, commessi, bidelli, etc.) guadagnassero 100 Euro in piu' al mese, il fatturato delle aziende aumenterebbe di quasi 100.000 Euro (dico quasi perche' magari non tutti spenderebbero tutto), ed allo stato ne arriverebbe una bella fetta tra IVA ed IRPEF.
Ma se io-stato regalo 100.000 alle aziende che minacciano di licenziare gente ed andare in Cina non perche' siano in perdita ma perche' hanno guadagnato di meno, ottengo solo di perdere 100.000 Euro e non aver smosso di un ette l'economia, tanto che quei 100.000 li dovro' probabilmente tirare fuori anche l'anno prossimo
 
10839998
10839998 Inviato: 26 Ott 2010 22:28
 

42 ha scritto:

E' strano, si'... e' pero' altrettanto strano che un'intero settore (metalmeccanico, nello specifico, ma vale anche per il tessile, etc. etc.) che sposta la produzione in un paese straniero lasciando a casa 10, 100 o mille dipendenti, venga poi a piangere che in Italia non vende piu' moto/auto (metalmeccanico) ed abbigliamento (tessile).

Mettiamola cosi':
Se 1000 operai (ma anche impiegati, commessi, bidelli, etc.) guadagnassero 100 Euro in piu' al mese, il fatturato delle aziende aumenterebbe di quasi 100.000 Euro (dico quasi perche' magari non tutti spenderebbero tutto), ed allo stato ne arriverebbe una bella fetta tra IVA ed IRPEF.


Diciamo che purtroppo non è così semplice, in primis per via dell'inflazione che ci sarebbe, e non meno importante per il fatto che siamo in un economia globale ergo molto di quel denaro non rimarrebbe in Italia.
 
10840198
10840198 Inviato: 26 Ott 2010 23:08
 

wizz ha scritto:
Oggi leggevo sul giornale la differenza evidente che si rileva nell'azienda FIAT: negli stabilimenti Italiani ci sono circa 20.000 dipendenti, stipendio lordo medio di 1.200 €/mese, totale auto prodotte: 700.000 (al mese?), produttività per dipendente 29 auto (non so se fosse al giorno, mese o settimana, ma poco importa).

Stabilimento in Polonia: 4.000 dipendenti, stipendio lordo medio di 600 €/mese, totale auto prodotte: 600.000, produttivià per dipendente 100.

Mi sembra quindi ovvio che c'è qualcosa che non va... O in Polonia i dipendenti lavorano il doppio delle ore di quelli italiani... Oppure sono veramente più veloci... icon_rolleyes.gif


Aggiungo anche un'altra statistica.
Il prodotto Polacco ha il 70% in meno di difetti di assemblaggio. Questo di per se è già un dato notevole. A questo bisogna aggiungere che il prodotto polacco è quello di gamma esclusiva (500...) quindi quello dove i difetti di assemblaggio sono meno tollerati.
Produrre in Polonia costa meno nel pre vendita e nel post vendita.

Ne fanno di più e meno. Gli orari di lavoro sono molto simili ai nostri...
 
10842057
10842057 Inviato: 27 Ott 2010 13:41
 

42 ha scritto:

E' strano, si'... e' pero' altrettanto strano che un'intero settore (metalmeccanico, nello specifico, ma vale anche per il tessile, etc. etc.) che sposta la produzione in un paese straniero lasciando a casa 10, 100 o mille dipendenti, venga poi a piangere che in Italia non vende piu' moto/auto (metalmeccanico) ed abbigliamento (tessile).

Mettiamola cosi':
Se 1000 operai (ma anche impiegati, commessi, bidelli, etc.) guadagnassero 100 Euro in piu' al mese, il fatturato delle aziende aumenterebbe di quasi 100.000 Euro (dico quasi perche' magari non tutti spenderebbero tutto), ed allo stato ne arriverebbe una bella fetta tra IVA ed IRPEF.
Ma se io-stato regalo 100.000 alle aziende che minacciano di licenziare gente ed andare in Cina non perche' siano in perdita ma perche' hanno guadagnato di meno, ottengo solo di perdere 100.000 Euro e non aver smosso di un ette l'economia, tanto che quei 100.000 li dovro' probabilmente tirare fuori anche l'anno prossimo

Penso che sia sbagliatissimo da parte dello stato dare 100.000 ad un azienda perchè minaccia di licenziare gli operai e spostare la produzione all'estero.
Perchè se all'interno dello stabilimento non cambia nulla, finiti i 100.000 si ricomincia d'accapo e non si risolve nulla. Lo stato dovrebbe fare da mediatore/garante tra le parti, non è mai servito tirare fuori soldi a fondo perduto.
L'azienda dovrebbe garantire il mantenimento della produzione in italia e i dipendenti dovrebbero garantire produttività almeno simili a quelle che ci sono all'estero.
E per fare produttività, la prima cosa è la coscienza ed il senso di responsabilità sul posto di lavoro e per il posto di lavoro.
Chissa perchè nelle aziende italiane il giorno di maggior assenza per malattia è il lunedì????

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10845862
10845862 Inviato: 27 Ott 2010 22:46
 

wolwarin ha scritto:
42 ha scritto:

Mettiamola cosi':
Se 1000 operai (ma anche impiegati, commessi, bidelli, etc.) guadagnassero 100 Euro in piu' al mese, il fatturato delle aziende aumenterebbe di quasi 100.000 Euro (dico quasi perche' magari non tutti spenderebbero tutto), ed allo stato ne arriverebbe una bella fetta tra IVA ed IRPEF.


Diciamo che purtroppo non è così semplice, in primis per via dell'inflazione che ci sarebbe, e non meno importante per il fatto che siamo in un economia globale ergo molto di quel denaro non rimarrebbe in Italia.

Lo capisco, che la mia "proposta" non sia un'equazione esatta... ma sono mesi (anni?) che sento parlare di "rilanciare i consumi"
Ora, se nonriporti il potere d'acquisto dei "clienti" a quello che era prima, come li rilanci 'sti cacchio di consumi?
E' anche vero che siamo in una economia globale, ma:
1) L'IVA e' una tassa che praticamente esce dalle sole tasche del compratore finale (italiano)
2) Magari non tutta, ma almeno l'IRPEF di commerciante, grossista ed importatore imane in Italia, mentre i 100.000 Euro regalati (@biondob: per "regalati" intendo anche le varie agevolazioni fiscali, concesse alle aziende) vanno MOLTO PIU'facilmente a finire alle Cayman icon_wink.gif
 
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