News dal mondo delle Moto
Dove sta andando il motociclismo?
Scritto da Maurizio60 - Pubblicato 05/03/2024 10:18
Un'analisi possibile delle scelte progettuali di alcuni modelli di moto è che siano influenzate dalle dinamiche del mercato globale...



Se in Europa si vende una certa quantità di un prodotto (moto), nei paesi emergenti si può vendere molto di più. Poi la produzione, va dove c'è mercato. Venti anni fa, le supersportive facevano numeri altissimi, oggi fanno numeri bassi, questo implica che i produttori debbano adattare i loro prodotti alle esigenze e ai gusti dei mercati, che possono essere diversi da quelli europei. Ad esempio, la rinuncia al cavalletto centrale, salvo trovarlo disponibile come optional, la rinuncia all'uso di materiali pregiati come l'alluminio, per ridurre i costi e il peso della moto.

L'adozione del motore bicilindrico, più economico, più semplice e affidabile rispetto al quattro cilindri. Designers di moto con il gusto per i Manga, visto l'orientamento stilistico con moto che sembrano uscite da un fumetto Giapponese, che inutile negarcelo, trova il favore del mercato, visto che sempre più case motociclistiche hanno in listino modelli di questo tipo dove l'estetica prevale sulla praticità.

Moto sempre più sofisticate con tanta elettronica, forse troppa! Un tempo bastava portarsi dietro un cacciavite e una chiave inglese per porre rimedio a un problema di tipo meccanico, con le moto odierne non basta più, se si brucia un sensore si deve chiamare il carro attrezzi. Ma è pur vero che ci si deve rendere conto che l'innovazione non è il male assoluto, anzi... anche se personalmente preferisco una moto di 15/20 anni fa, senza fronzoli, anche se per molti erano dei tubi di ferro con due ruote. Ma non si può restare ancorati al concetto delle moto anni '60/'70/'80 dove la moto, per alcuni, era un mezzo utilitario, oggi giorno in gran parte la moto è visto come mezzo di puro svago, spesso viene dopo l'automobile, pertanto non più come prima scelta, che va ad incidere con un' altra spesa da mettere in bilancio.

Oggigiorno si acquista una moto per coronare un sogno e una passione, tanto più è forte e grande la passione tanto più si è disposti a fare un sacrificio economico nel mettere a bilancio una spesa extra non proprio trascurabile visto che per poter acquistare una moto entry level occorrono non meno di 6/7 mila euro per una moto nuova, di piccola o media cilindrata e qualcosa meno per una moto di seconda mano. Peccato solo che dagli anni 70'/80' gli stipendi medi non hanno subito un aumento esponenziale come l'aumento del costo di acquisto delle moto. Mettiamoci poi il cambio della lira in euro, l'aumento del costo della Vita, una produzione motociclistica sempre più tecnologicamente avanzata, non aiutano a calmeriare i costi all'acquirente finale.


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Commento di: Mamadou88 il 11-03-2024 20:49
Complimenti per l'articolo. Up
Effettivamente i nuovi emergenti hanno quote di vendita molto superiori ad eurolandia. E spesso utilizzano questi mezzi per necessità.
Qualche sito internette indica questi dati : 1° - India 221,000,000 motocicli, 2°- Indonesia 112,000,000, 3°- China 85,000,000, 4°- Vietnam 58,000,000. Ed inoltre costi e obblighi ecologici sono molto più equilibrati.
In India la moto più venduta al secondo posto sembra la Royal E. Hunter 350 al costo equivalente di 2000 € Mentre nel bel paese viene non meno di 4300€ + ipt + tasse + soprattasse e cazzebbubboli da pagare a parte. ASD
Commento di: Mamadou88 il 12-03-2024 16:59
Venti anni fa, le supersportive facevano numeri altissimi, oggi fanno numeri bassi, questo implica che i produttori debbano adattare i loro prodotti alle esigenze e ai gusti dei mercati, che possono essere diversi da quelli europei. Ad esempio, la rinuncia al cavalletto centrale, salvo trovarlo disponibile come optional, la rinuncia all'uso di materiali pregiati come l'alluminio, per ridurre i costi e il peso della moto.
Sicuramente per le moto di fascia consumer o rimarcate dall' oriente il guadagno è notevole. Nel paese di origine costano quasi la metà. Penso che non è solo questione di mano d'opera a basso costo (Una mustang V8 costa 50K $ in USA dove gli operai si fanno pagare bene), ma anche di indotto di produzione (molto più ampio) e spesso senza pagare i brevetti occidentali. Ovviamente la qualità è quella del sito locale. Si rinuncia all' alluminio e ai materiali pregiati per compensare tanta elettronica e l'impianto di catalizzazione. Sembra quasi che in eurolandia c'è una forte tendenza a raddoppiare i costi di listino dei paesi di origine.
Commento di: Maurizio60 il 13-03-2024 21:51
Grazie Mamadou88 per il tuo feedback Up Purtroppo la direzione che sta prendendo il mercato, non solo quello motociclistico ma in generale, non mi entusiasma più di tanto. Forse è per questo che rimpiango i tempi in cui le moto erano costruite con un semplice tubo di ferro e due ruote, proprio come quelle degli anni 70'/80'. C'era una certa autenticità in quelle moto, una sensazione di libertà e semplicità che sembra essersi persa nel tempo.


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Commento di: Mamadou88 il 16-03-2024 19:34
Effettivamente eurolandia imponte leggi sempre più proibizioniste per frenare l'importazione dai nuovi paesi emergenti o comunque renderla troppo costosa. Ovviamente non saranno 300 milioni di europei a fermare la CO2 quando oltre 3 miliardi sono ben al disotto delle euro 3 equivalenti.