Tecnica
La candela nei motori a 2 tempi (principalmente ad alte prestazioni)
Scritto da case7 - Pubblicato 09/09/2010 22:36
A cosa serve la candela scelta e lettura degli elettrodi

La candela è un elemento fondamentale nel motore a 2 tempi: influenza il suo rendimento, la combustione e anche le emissioni inquinanti, inoltre può fornirci alcune interessanti informazioni sulla carburazione dello stesso e anche sull'anticipo corretto o no dell'accensione.

Viene da pensare alla candela come un apparato relativamente semplice, in fondo ''serve solo per far scoccare una scintilla al momento giusto...'' , in un certo senso è vero, ma è una visione molto restrittiva della cosa: basti pensare che può arrivare a far scoccare più di 200 scintille ad altissima tensione ogni secondo, in un 2 tempi ad alte prestazioni questo avviene nella camera di scoppio dove le temperature degli elettrodi sono superiori agli 800°, con grandi picchi di pressione, tanto per far capire quanto studio c'è dietro questo apparentemente semplice componente.

Partiamo con una descrizione di come e di cosa è composta la nostra candela: questa ha il corpo in acciaio dove è stata ricavata la filettatura alla base (quella che si avvita alla testata del nostro gt..) e l'esagono che viene preso dalla nostra chiave per montarla e smontarla; all'interno di questo corpo vi è una parte isolante in ceramica. Questa, attraversa tutta la candela dal beccuccio fino alla base e all'interno di questa è contenuto l'elettrodo centrale in metallo, che è isolato dalla parte in acciaio della candela che costituisce l'elettrodo di massa. L'elettrodo centrale è una lega ad altissima conducibilità, con spesso riporti di 'materiali nobili' come il platino o l'iridio, utilizzati per migliorarne l'efficienza e la durata nel tempo; ha forme diverse a seconda dell'impiego della stessa e alcune volte può essere costituito dall'estremità della radice filettata (la comune filettatura). Questa, tra l'altro, può avere diversi diametri da 14 fino a 8 mm, sempre a seconda del tipo di impiego e dello spazio nella camera di scoppio.
Comunque sia, nei 2 tempi vengono usate di solito candele col filetto grande, dato che problemi di spazio nella camera di scoppio non ce ne sono, vista l'assenza delle valvole.

Come sappiamo, le candele sono contraddistinte da una sigla di lettere e numeri: in questa sono indicati il passo, la sezione della radice filettata, il materiale e il tipo di elettrodi utilizzati e il grado termico della stessa.
Il problema è che ogni costruttore ha i suoi codici di riferimento, diversi da tutti gli altri, e quindi esistono apposite tabelle di comparazione per trovare una candela uguale tra diversi costruttori confrontando le diverse scale. Queste nozioni comunque sia interessano poco a noi materialmente, entriamo invece nel succo della questione, per capire cosa davvero a noi interessa di una candela.



Scelta della candela

Nella scelta della candela, un fattore importantissimo è la presenza del resistore: è una ulteriore schermatura oltre alla ceramica, in modo da evitare del tutto disturbi elettrici che potrebbero mandare in tilt l'elettronica dei nostri motori. Per elettronica intendiamo le centraline: queste infatti sono molto sensibili a questo genere di disturbi, spesso non basta montare una pipetta schermata (è il caso della ormai comune ngk racing rossa) per avere una protezione perfetta, quindi evitare problemi come il misfire ( mancate accensioni), combustioni non idonee o perdite di potenza.

Passiamo ora a un altro fattore di assoluta rilevanza: il grado termico. Come è stato detto all'inizio dell'articolo il range della nostra candela nella camera di scoppio è compreso tra i 350° e gli 850°: sotto la soglia minima la candela tenderà ad imbrattarsi perché non riesce ad autopuirsi, è il caso di perdite di colpi del motore, fino allo spegnimento dello stesso in alcuni casi; se invece superiamo quella massima, questa si surriscalderà a tal modo da generare fenomeni di autoaccensone, determinata dall'alta temperatura degli elettrodi e che avviene prima dello scoccare della scintilla.

Ora che siamo a conoscenza delle conseguenze che potremmo avere, capiamo quanto sia importante utilizzare una candela di un grado termico che ci assicuri un ottimo equilibrio tra il rischio dell'imbrattamento e quello dell'autoaccensione (quest'ultima, inoltre, puo provocare come massima addirittura la foratura del cielo del pistone..).

Come ho accennato prima, questo grado termico è individuato attraverso le scale dei vari costruttori e serve ad individuare la capacità della candela di smaltire il calore accumulato, ed è legato alla lunghezza del piede dell'isolante. In una candela fredda, abbiamo una parte dell'elettrodo di massa più lunga in grado di scambiare calore con la testata del nostro motore; al contrario di quella calda che invece ha ovviamente una parte minore dell'elettrodo a contatto con la testa, in questo modo lo scambio termico è minore e lavora ad una temperatura più alta.

La regola di base è semplice: su motori lenti, o con temperature basse, è meglio usare una candela calda che raggiunge presto la temperatura di autopulimento ma che però tenderà a surriscaldarsi; al contrario su motori ad alte prestazioni (e a noi interessa questo...) e col caldo si una un grado termico più freddo in modo che smaltisca meglio il calore accumulato, evitando così preaccensioni ma che impiegherà più tempo per raggiungere la temperatura di autopulimento, questa è l'ideale per i motori ad altissime prestazioni utilizzati al massimo delle loro potenzialità.

** Nota bene **: vanno sempre ( e ripeto sempre...) utilizzate le candele di grado termico consigliate dalla casa produttrice del vostro gruppo termico, e non cambiarla a caso con una più fredda solo perché è in platino o perché ha il nome più racing, né per gusti personali ecc. ecc.; solamente se il gruppo termico viene stravolto può essere necessario cambiarla con una di grado termico più freddo.




Lettura della candela

A molti di noi sarà capitato spesso di smontare la candela per vederne il colore degli elettrodi ( ma anche l'usura), e su questo farci un'idea della nostra carburazione. Comincio col precisare che attraverso questa lettura si possono verificare anche altre condizioni del funzionamento del nostro motore come può essere ad esempio l'anticipo corretto o no dell'accensione.

La lettura della candela va effettuata subito dopo una bella tirata, senza (!) dare tempo al motore di raffreddarsi: il colore dell'elettrodo di massa può fornirci delle indicazioni abbastanza attendibili sulla carburazione e come regola di base stavolta possiamo dire che un colore nocciola indica una carburazione ideale, mentre tendente al nero o al bianco indicano rispettivamente una carburazione grassa o magra.

** Nota bene **: il risultato di questa semplice lettura è molto influenzato dell'esattezza del grado termico della candela che stiamo utilizzando, se non è quello giusto infatti la nostra lettura è sbagliata, non c'è 'ma' che tenga. Infatti, una candela troppo fredda potrebbe risultare nera anche con una carburazione tendente al magro, viceversa una troppo calda con l'elettrodo bianco una falsamente magra; è per questo motivo che ribadisco ancora l'importanza del grado termico della candela da utilizzare, ovvero sempre quello consigliato dalla casa, a meno di stravolgimento del motore stesso.

Possiamo subito dedurre dalle righe sopra che questa lettura della candela è idonea solo nel caso di un rado termico corretto e anche quando l'anticipo di accensione è tarato correttamente... questo secondo fattore ovviamente influisce in modo minore rispetto al primo, ma è comunque presente, infatti con un eccesso di anticipo (o sempre per il grado termico sbagliato) glie elettrodi si possono trovare in condizioni pessime, e in alcuni casi il motore è sicuramente danneggiato.

Finisco con il dire che una candela speciale non significa più potenza come molti pensano: prendiamo questa candela speciale con gli elettrodi in metallo nobile e confrontiamo le prestazioni su un test al banco rispetto a una standard di buona qualità; alcuni preparatori lo hanno fatto e la differenza fra le prime e le seconde è risultata minima, tuttavia questo divario aumenta se facciamo la prova con la prima e una vecchia logora come seconda, ovviamente.

Spero che questa guida vi sia di aiuto e sani qualche vostro dubbio sull'argomento.

un saluto,
case7
 

Commenti degli Utenti (totali: 5)
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Commento di: anto_sp il 10-09-2010 01:09
Grande case!!! bella guida!! sarÓ molto utile!!!!
Lamps
Commento di: topo il 10-09-2010 19:23
bella guida

io sul mio tm uso quella senza resistenza da una vita oramai mai un problema
ma non ho una vera e propia centralina XD
Commento di: Giumba il 12-09-2010 15:19
case solo perchŔ Ŕ tua mi fa schifo... no scherzo... molto buona anche se alcune cose non le condivido
Commento di: case7 il 12-09-2010 18:31
e dimmele leo..=)
che vedo di dirti perchŔ le ho scritte..
Commento di: bobus il 13-09-2010 18:43
ottima guida.....complimenti