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Piccola riflessione sul mondo del lavoro.
12907608
12907608 Inviato: 18 Gen 2012 20:30
Oggetto: Piccola riflessione sul mondo del lavoro.
 

Prendo spunto da questo intervento di MforMatteo e scrivo una riflessione personale su un fatto che mi preoccupa sempre sempre di più.

MforMatteo ha scritto:
e invece è preoccupante tutta sta storia...molto.

come analizziamo i fatti indica secondo me la percezione della nostra realtà..e al momento ecco il quadro che ne esce:


-a ricoprire un incarico così importante e di responsabilità c'è un inetto (perchè è palesemente un inetto), e quasi pare normale, alla fine si sa, le raccomandazioni, i magheggi, questo e quell'altro..

-L'idea che una persona addestrata ad affrontare specifiche situazioni (come può essere un comandante di nave in una situazione d'emergenza) possa..affrontarla, sembra quasi un'utopia.. "voi cos'avreste fatto?" "è normale, chiunque avrebbe reagito come schettino!".. insomma, il concetto di professionalità è un po' scemato ultimamente.. ragazzi NON CI POSSIAMO PERMETTERE UNO STATO IN CUI CI SIANO "UOMINI COMUNI" A SVOLGERE OGNI MANSIONE! mettetevelo bene in testa cacchio! perchè fare tutta la trafila di addestramento per diventare comandante di una nave, se poi non ci si può aspettare semplicemente che faccia il suo DOVERE per cui è stato ISTRUITO, in specifiche situazioni che appunto NON SONO DA UOMINI COMUNI e quindi devono essere affrontate con professionalità?
Non mi aspetto che mio fratello in caso io abbia un malora sappia mantenere l'autocontrollo..ma esigo che un medico lo faccia. Non mi aspetto che mia nonna davanti a 2 rumeni che le intimano di consegnare la borsa li arresti, ma mi aspetto che un carabiniere sappia agire.. e così via. Sennò smettiamo di istituire accademie militari, scuole apposite, università etc etc, tanto si deve giudicare tutto sul metro dell'"uomo comune", giusto? eusa_think.gif

-Il professionista che compie con determinazione e correttezza il proprio incarico è considerato un eroe. Ecco, questo è sintomatico. De Falco ha agito come ci si aspetterebbe da uno del suo rango. Ha fatto esattamente quello per cui è stato addestrato. Eroe? no. Professionista in gamba? sì. L'idea che qualcuno svolga il proprio compito (seppur difficile) in maniera corretta e senza macchia per noi ormai è diventata miracolosa..un eroe!

-Per molte persone, il concetto di responsabilità è del tutto opinabile.. hai una nave ai tuoi comandi, 4000vite, e ti metti a fare inchini e balle varie.. disgustoso, davvero disgustoso. eppure pare la prassi.


uno scenario desolante, sinceramente.. gli eroi sono quelli che fanno semplicemente il proprio mestiere.. e gli inetti alla fine diventano piccole macchiette della serie "poteva andare peggio"..

detto questo, spero di non andare OT, ma diavolo, gli uomini si sono debosciati parecchio eh... un comandante di una nave non avrebbe MAI, MAI abbandonato la nave.. s'è perso il concetto di onore, di responsabilità, di orgoglio.

gente che mette in pericolo la vita altrui per fare scherzi e gare, e poi una volta fatto il pasticcio, scappare via cavalcando l'onda della codardia..

ai tempi di Roma, Schettino sarebbe finito giù da una rupe legato dentro ad un sacco.


E' una mia idea, o il mondo del lavoro in tutti i suoi campi si sta riempiendo di incompetenti? Voglio dire, purtroppo sempre più spesso mi si parano davanti episodi di incompetenza, che mi danno da pensare. Figure in teoria professionali che di professionale hanno poco e spesso e volentieri svolgono il loro lavoro per tirar sera.

Vi è mai capitato di parlare con un meccanico che dovrebbe sapere il fatto suo, e ad una minima domanda tecnica lo mettete in difficoltà e magari voi conoscete l'argomento meglio pur solo leggendo qualche voce su wikipedia o cercando su internet?

A me si, e purtroppo non poche volte..

Un esempio lampo di incompetenza lo abbiamo nella figura del capitan Schettino, ma non voglio toccare quel discorso li..
Non è che si sta facendo del professionista un "eroe" come diceva MforMatteo e il fatto di non saper svolgere bene un compito passa come normale?

Non mi aspetto che un passante mi configuri correttamente la linea adsl come non mi aspetto che un salumiere mi sappia spiegare come si implementa una funzione nel linguaggio c++, mi aspetto semplicemente che persone pagate per fare il loro lavoro lo facciano.
Chiedo troppo?
 
12907860
12907860 Inviato: 18 Gen 2012 21:29
Oggetto: Re: Piccola riflessione sul mondo del lavoro.
 

ale_rx ha scritto:
E' una mia idea, o il mondo del lavoro in tutti i suoi campi si sta riempiendo di incompetenti?

No, non e' solo una tua idea... e' una teoria formulata oltre 50 anni fa da uno psicologo canadese, Laurence Peter, nel suo saggio "Il principio di Peter".

Il saggio e' imperniato su un concetto fondamentale, noto proprio come "Il principio di Peter", ovvero:

In una gerarchia ogni membro tende a raggiungere il proprio livello di incompetenza.

Per chi vuole approfondire:
Link a pagina di It.wikipedia.org
Link a pagina di Gandalf.it (verso fine pagina)
Link a pagina di Mondoalbino.wordpress.com

Ultima modifica di 42 il 18 Gen 2012 22:07, modificato 2 volte in totale
 
12908035
12908035 Inviato: 18 Gen 2012 22:00
 

icon_eek.gif 42 Lei mi sorprende sempre!

penso che alla fine sta ad ognuno di noi decidere ( nel proprio lavoro) quanto essere competente o meno....c'è chi si accontenta, chi non gliene frega una cippa , chi anche nelle più piccole cose ci mette tutto il suo sapere....e la sua passione
come disse qualcuno un giorno ....sta a te decidere se ne vale la pena , alla fine
quanto voglio fare il mio mestiere bene, senza per questo passare per un eroe ?
ma solo perchè ci tengo a fare il mio mestiere bene, prima di tutto e ( parlo nel mio ambito) fidelizzare la cliente?
non c'è scuola che tenga ......è una forma mentis che hai o non hai
ho visto gente mettere tanta professionalità nel fare le cose e essere davvero umile
ho visto gente con mille titoli comportarsi molto superficialmente.e fare danni
.....tutto sta a noi e basta , come in tutte le cose, del resto ..... icon_wink.gif
 
12908039
12908039 Inviato: 18 Gen 2012 22:01
 

ho letto, è molto interessante questo principio ed effetivamente sembra descrivere esattamente quello che succede. proprio ieri discutevo di questo argomento, e dicevamo che c'è il medico che non sa dove mettere le mani, l'avvocato incompetente, l'impegato pigro,...
 
12908384
12908384 Inviato: 18 Gen 2012 23:02
 

purtroppo (o per fortuna, scegliete voi) il mondo del lavoro si basa sul concetto personale di senso di responsabilità, dalla prima all'ultima persona coinvolta nella produzione di un bene o un servizio.

troppo spesso il nostro giardino che curiamo tanto ha piante e radici che vanno oltre la nostra proprietà icon_neutral.gif
 
12908493
12908493 Inviato: 18 Gen 2012 23:31
 

motociclet10hp ha scritto:
icon_eek.gif 42 Lei mi sorprende sempre!

penso che alla fine sta ad ognuno di noi decidere ( nel proprio lavoro) quanto essere competente o meno....c'è chi si accontenta, chi non gliene frega una cippa , chi anche nelle più piccole cose ci mette tutto il suo sapere....e la sua passione
come disse qualcuno un giorno ....sta a te decidere se ne vale la pena , alla fine
quanto voglio fare il mio mestiere bene, senza per questo passare per un eroe ?
ma solo perchè ci tengo a fare il mio mestiere bene, prima di tutto e ( parlo nel mio ambito) fidelizzare la cliente?
non c'è scuola che tenga ......è una forma mentis che hai o non hai
ho visto gente mettere tanta professionalità nel fare le cose e essere davvero umile
ho visto gente con mille titoli comportarsi molto superficialmente.e fare danni
.....tutto sta a noi e basta , come in tutte le cose, del resto ..... icon_wink.gif


come non quotare ! 0509_up.gif
 
12908733
12908733 Inviato: 19 Gen 2012 1:32
 

motociclet10hp ha scritto:
icon_eek.gif 42 Lei mi sorprende sempre!

No, semplicemente stavo spiegando perche' sono diventato admin2... icon_asd.gif icon_asd.gif icon_asd.gif
 
12908766
12908766 Inviato: 19 Gen 2012 7:02
 

Purtroppo la professionalià in certi campi sta facendo la fine del titanic. Ti faccio un esempio: come mai quando si tratta di mettere le mani su un circuito a valvole (ampli e simili) bisogna rivolgersi a gente "d'epoca" come il sottoscritto e altri. Che NON lo fanno per lavoro e l'esperienza risale a quando in testa i capelli c'erano tutti ed ero obbligato a tenerli corti. e riparavo ...ricetrasmittenti.
Il discorso ( e mi secca dirlo) è che l'insegnamento va SEMPRE peggio. Quando facevo le medie (tanti anni fa) a volte mi era più comodo studiare le stesse cose,espresse molto meglio sui libri di mia madre (classe 1945) che ho ancora in cantina. Idem per certi argomenti alle superiori.
Ho dato una sbirciata ai libri della figlia di una mia amica,classe 1992, mi sono venuti i capelli dritti...spiegati malissimo,con un sacco di parole inglesi che non servono a nulla (non voglio accendere un flamm linguistico) e dispersivi...
Mi sa che c'è un salto generazionale bestiale. Vogliono essere tutti ingenieri nucleari e poi per cambiare un tubo al neon o una guarnizione al rubinetto chiedono al vicino come si fa...
Stendiamo un velo penoso su certi datori di lavoro che cercano i primi impeghi "con esperienza" icon_asd.gif
 
12908968
12908968 Inviato: 19 Gen 2012 9:27
Oggetto: Re: Piccola riflessione sul mondo del lavoro.
 

42 ha scritto:

No, non e' solo una tua idea... e' una teoria formulata oltre 50 anni fa da uno psicologo canadese, Laurence Peter, nel suo saggio "Il principio di Peter".

Il saggio e' imperniato su un concetto fondamentale, noto proprio come "Il principio di Peter", ovvero:

In una gerarchia ogni membro tende a raggiungere il proprio livello di incompetenza.

Per chi vuole approfondire:
Link a pagina di It.wikipedia.org
Link a pagina di Gandalf.it (verso fine pagina)
Link a pagina di Mondoalbino.wordpress.com


L'avevo letta anch'io questa, formulata con altre parole, ma il concetto è lo stesso:
in ogni caso è una grande verità.
Certo, ci vuole una grande dose di umiltà per ammettere che forse salendo nella scala gerarchica si rischia di fare danni.
Forse Schettino sarebbe stato un ottimo lavoratore in un altro contesto, con un'altra mansione.
 
12908981
12908981 Inviato: 19 Gen 2012 9:29
 

questo è il secondo topic nato sulla base di un mio post, sono onorato icon_eek.gif icon_lol.gif

per come la vedo io, si sta scadendo sempre di più nel pressapochismo.

nella mia esperienza (per carità corta, ma estesa su più campi, dalla scuola ai negozi più disparati ai meccanici, agli impiegati di banca etc etc) ho notato come nella stragrande maggioranza dei casi, quando ad un professionista (di qualsiasi genere) viene chiesta una prestazione, la sua spinta motivazionale è:

"cerco di fare il meno possibile perchè non ho voglia di sbattimenti"

ovviamente però pretendendo tariffe da professionisti estremi.

non vedo molto attaccamento al lavoro, nè tantomeno vedo quella motivazione che fa dire "questo è il mio lavoro e voglio farlo sempre al massimo delle mie capacità!"..

a tutti interessa solo la parte del guadagno, poi il lavoro in sè è una pratica noiosa e fastidiosa da sbrigare con il minor sforzo possibile.

ho notato come se per ottenere un risultato ci sono due strade, che entrambe fanno raggiungere il risultato ma in modi diversi (una più professionale, il cosiddetto lavoro ad arte, l'altra molto più sbrigativa), nel 90% scelgono SEMPRE la soluzione più rapida, anche se decisamente perfettibile nei modi, ovviamente però facendosi pagare come lavoro ad arte.

quando ci troviamo di fronte ad un onesto lavoratore, che lavora bene e chiede il giusto (penso alla figura leggendaria del meccanico competente, che non ti spenna vivo, ti risolve i problemi e magari nel farlo non ti riga le carene/spana le viti/si dimentica di riassemblare la moto in maniera perfetta), sembra quasi un miracolo, la terra promessa..quando invece dovrebbe essere la regola O___O

molto più spesso invece ci accontentiamo della mediocrità, o meglio, guardiamo il bicchiere mezzo pieno perchè purtroppo l'esperienza ci ha insegnato che "può sempre andare peggio".. e quindi se il meccanico che deve sistemarci un guaio nel farlo ci fa due righe sulla carena, alla fine mugugnamo ma ci accontentiamo perchè comunque il guaio l'ha sistemato..
o se ci mette 5 ore di manodopera in più, vabbeh, l'importante è che la moto sia a posto..


Purtroppo molti lavoratori si sono abituati a fare il minimo indispensabile, a non curare i dettagli, a fare le cose "alla carlona", a cercare sempre la via di fuga per fare il meno possibile.

fortunatamente c'è ancora gente che ama il proprio lavoro o, casomai non fosse così, ha la responsabilità per dire "questo è il mio lavoro e devo farlo alla perfezione", ma ho notato come siano sempre di meno.

La cosa che mi fa imbestialire è che molti di quelli che lavorano male, poi si lamentano che c'è poco lavoro, si lamentano della crisi, si lamentano che possono perdere il posto etc etc..ecco, per me è atroce.

Io ho un'etica del lavoro "normale", nel senso, il mio lavoro dev'essere fatto al meglio delle mie capacità, sempre. Vedere che nel mio campo sono circondato da gente che invece se ne frega, lavora malissimo, ma viene ugualmente pagata (spesso più di me), mi deprime abbastanza.
 
12909320
12909320 Inviato: 19 Gen 2012 11:00
 

MforMatteo ha scritto:

La cosa che mi fa imbestialire è che molti di quelli che lavorano male, poi si lamentano che c'è poco lavoro, si lamentano della crisi, si lamentano che possono perdere il posto etc etc..ecco, per me è atroce.
Premesso che sono il larga parte d'accordo con te, non è che il menefreghismo della gente per il proprio lavoro è anche un riflesso della sua precarietà e ridotto valore aggiunto?

Provo a spiegarmi: una persona che faccia bene il proprio lavoro secondo me DEVE assolutamente sentirsi parte di qualcosa e avere una visione d'insieme di quello che fa a lungo termine, ad es. un tizio che viene assunto a tempo indeterminato e per cui viene addestrato nel tempo come si deve concentrerà i propri sforzi nell'imparare al meglio il proprio mestiere perché in esso ci vede una fetta importante della propria esistenza in cui investire.
Prendiamo invece la normalità quotidiana per i giovani d'oggi: lo stage o il contrattino a tempo determinato interinale di 6 mesi massimo 1 anno, periodo durante il quale non vengono quasi mai svolte mansioni di un certo livello e non si viene quasi mai affiancati come si dovrebbe, diciamo pure le classiche fotocopie o poco più. La gente come si comporterà a questo punto? Investirà tutte le proprie risorse nel diventare il meglio in quel campo? O si concentrerà più sull'idea che "per 6 mesi campo, ma dopo? Devo pensare a cosa fare dopo". Il sentirsi un microingranaggio di un maxi meccanismo non aiuta certo perché non si ha la visione di insieme di quello che si fa, di quello per cui tu servi (in teoria), così il lavoro non diventa un'occasione di realizzare se stessi, ma solo una noiosa seccatura da far passare per incamerare lo stipendio, senza alcun valore aggiunto che non sia, appunto, il soldo.
 
12909399
12909399 Inviato: 19 Gen 2012 11:35
 

beh quello è un discorso a parte, e posso capire..io parlo proprio dei tanti liberi professionisti o lavoratori in pianta stabile, con un lavoro quindi "saldo", continuativo..

se io ho un lavoro, comunque devo farlo al meglio.. non vuol dire che devo ammazzarmi per un tozzo di pane, sia chiaro, però se anche io fossi, che ne so, uno stagista che come mansione ha il rapporto con il pubblico (che ne so, sono un segretario che deve prendere gli appuntamenti) cerco di fare il mio lavoro!

non è che prendo due appuntamenti su tre, scrivo male gli orari o altro..

idem se sei, che ne so, un aiuto meccanico.. non è che perchè non sei in una posizione di lavoro eccelsa se mi devo stringere i bulloni della moto me li devi fare a spanne o a occhio, o se devi pulirmi la moto, me la fai in 4 e 4 8 perchè sei precario..

diciamolo chiaramente, perchè c'è gente (tanta) che si lamenta in continuazione, ma poi ha molti scheletri nell'armadio..

tipo i tassisti in rivolta..bla bla bla, noi non ce la facciamo più, ci stanno distruggendo etc etc.. poi vai a vedere e in media i tassisti dichiarano di guadagnare meno di un impiegato..

ste cose mi fanno imbestialire.
 
12909402
12909402 Inviato: 19 Gen 2012 11:36
 

Blueyes ha scritto:
Premesso che sono il larga parte d'accordo con te, non è che il menefreghismo della gente per il proprio lavoro è anche un riflesso della sua precarietà e ridotto valore aggiunto?


Io sono certissima che il problema di base sia questo.
Perché dovrei sbattermi per un'azienda, se questa pensa solo a sfruttarmi?
Se loro mi pagano il minimo sindacale, io FACCIO il minimo sindacale, perché l'azienda non si merita altro.
Un'azienda che non si sa vendere ai propri dipendenti è un'azienda che avrà sempre problemi di inefficienza. Se le stesse persone le stimoli e le fai sentire parte di un gruppo, e non una manica di poveri imbecilli sfruttati, ti renderanno molto, molto di più.
 
12909411
12909411 Inviato: 19 Gen 2012 11:38
 

MforMatteo ha scritto:

tipo i tassisti in rivolta..bla bla bla, noi non ce la facciamo più, ci stanno distruggendo etc etc.. poi vai a vedere e in media i tassisti dichiarano di guadagnare meno di un impiegato..

ste cose mi fanno imbestialire.


Guarda, io parlavo con un NCC l'altro giorno (lavoro in albergo).
Dopo aver sentito la sua versione, io non reputo assurdo che uno di loro guadagni meno di un impiegato, visto che lui al giorno guadagnava meno di me (che, appunto, sono un'impiegata).
 
12909581
12909581 Inviato: 19 Gen 2012 12:22
 

purtroppo questa cosa la vedo anch'io..
ognuno di noi presto o tardi capisce cosa vorrà fare "da grande" e studia e si prepara ogni giorno senza peso a farlo.. poi va a vedere la realtà e non trova riscontro. Vede che chi ha quel lavoro da lui tanto desiderato dato in pasto a porci.

Ad esempio : io sono un venditore di auto e/o moto, o meglio, lo sarei, ho avuto modo di farlo un anno e mezzo e ho ottenuto risultati ottimi sorprendendo me stesso.
A quel punto cominci a dirti : ma allora posso farcela!

invece sono stato lasciato a casa causa "crisi" in quanto avevo il contratto da "apprendista" mentre gente ben p'iù incapace (dati alla mano) è stata lasciata al suo posto grazie al vecchio impossibiloe oggigiorno "contratto indeterminato".

Ad oggi quando entro nelle varie concessionarie mi accolgono (sempre se ti cagano - vedi Volkswagen a Verona) venditori inetti che inanzitutto non sanno nulla o quasi del prodotto ma sopratutto che non hanno passione, che non hanno rispetto dei soldi del cliente e che non sanno dargli importanza.

Quando li incontro puntualment allora li distruggo facendogli fare palesi figure di m***a e mandando mail di insoddisfazione alla direzione.

Faccio parte della cerchia di gente che si è rotta le palle di vedere incompetenti a posti non consoni a loro. punto.

Scusate lo sfogo di un 25enne con i maroni girati.
 
12909724
12909724 Inviato: 19 Gen 2012 13:08
 

MforMatteo ha scritto:
questo è il secondo topic nato sulla base di un mio post, sono onorato icon_eek.gif icon_lol.gif

per come la vedo io, si sta scadendo sempre di più nel pressapochismo.

nella mia esperienza (per carità corta, ma estesa su più campi, dalla scuola ai negozi più disparati ai meccanici, agli impiegati di banca etc etc) ho notato come nella stragrande maggioranza dei casi, quando ad un professionista (di qualsiasi genere) viene chiesta una prestazione, la sua spinta motivazionale è:

"cerco di fare il meno possibile perchè non ho voglia di sbattimenti"

ovviamente però pretendendo tariffe da professionisti estremi.

non vedo molto attaccamento al lavoro, nè tantomeno vedo quella motivazione che fa dire "questo è il mio lavoro e voglio farlo sempre al massimo delle mie capacità!"..

a tutti interessa solo la parte del guadagno, poi il lavoro in sè è una pratica noiosa e fastidiosa da sbrigare con il minor sforzo possibile.

ho notato come se per ottenere un risultato ci sono due strade, che entrambe fanno raggiungere il risultato ma in modi diversi (una più professionale, il cosiddetto lavoro ad arte, l'altra molto più sbrigativa), nel 90% scelgono SEMPRE la soluzione più rapida, anche se decisamente perfettibile nei modi, ovviamente però facendosi pagare come lavoro ad arte.


quando ci troviamo di fronte ad un onesto lavoratore, che lavora bene e chiede il giusto (penso alla figura leggendaria del meccanico competente, che non ti spenna vivo, ti risolve i problemi e magari nel farlo non ti riga le carene/spana le viti/si dimentica di riassemblare la moto in maniera perfetta), sembra quasi un miracolo, la terra promessa..quando invece dovrebbe essere la regola O___O

molto più spesso invece ci accontentiamo della mediocrità, o meglio, guardiamo il bicchiere mezzo pieno perchè purtroppo l'esperienza ci ha insegnato che "può sempre andare peggio".. e quindi se il meccanico che deve sistemarci un guaio nel farlo ci fa due righe sulla carena, alla fine mugugnamo ma ci accontentiamo perchè comunque il guaio l'ha sistemato..
o se ci mette 5 ore di manodopera in più, vabbeh, l'importante è che la moto sia a posto..


Purtroppo molti lavoratori si sono abituati a fare il minimo indispensabile, a non curare i dettagli, a fare le cose "alla carlona", a cercare sempre la via di fuga per fare il meno possibile.

fortunatamente c'è ancora gente che ama il proprio lavoro o, casomai non fosse così, ha la responsabilità per dire "questo è il mio lavoro e devo farlo alla perfezione", ma ho notato come siano sempre di meno.

La cosa che mi fa imbestialire è che molti di quelli che lavorano male, poi si lamentano che c'è poco lavoro, si lamentano della crisi, si lamentano che possono perdere il posto etc etc..ecco, per me è atroce.

Io ho un'etica del lavoro "normale", nel senso, il mio lavoro dev'essere fatto al meglio delle mie capacità, sempre. Vedere che nel mio campo sono circondato da gente che invece se ne frega, lavora malissimo, ma viene ugualmente pagata (spesso più di me), mi deprime abbastanza.


sono daccordo con quello che dite tutti... io nel mio genere poi sono uno pignolo che rompe le palle... ma mi dispiace affermare.. che la sitazione che ti ho sottolineato in grossetto... la maggiorparte delle volte ci viene in generale imposta da un mercato decisamente sporco nella forma e nella sostanza... l'imposizione di ritmi di lavoro e moli enormi... non ti lasciano scampo... prova a rispettare il tempario di riparazione di un mezzo poi mi dici eusa_wall.gif eusa_wall.gif eusa_wall.gif ti faccio un esempio... in officina mi danno a tempario un totale di 5 ore per stacco\riattacco e apertura cambio con sostituzione parti difettose... penso in vita mia di non aver mai visto un cambio fatto a regola d'arte in 5ore... di solito ti bastano a malapena per lo stacco e riattacco. fatta una cosa come si deve almeno 10 non ne bastano... 0510_sad.gif 0510_sad.gif chi è che mantiene gli operatori nelle altre 5 ore di lavoro buttate...!? è questo il problema.. il mercato è il primo ad imporre una modalità di lavoro vergognosa... vuoi un lavoro come deve... il mercato ti risponde... fattelo perchè non abbiamo tempo da regalare... 0510_sad.gif 0510_sad.gif 0510_sad.gif se non cambia il modo di pensare del mercato.. ciòè nostro... e soprattutto gli enti pubblici... difficile che la situazione migliori.. i cinesi che per 3 euro vendono una maglietta.... dove potrà mai essere un guadagno su un prodotto fatto da noi!? eusa_wall.gif eusa_wall.gif eusa_wall.gif siamo all'interno di un circolo vizioso che ci porta solo più in basso... vuoi un lavoro fatto a dovere... cerchi persone di cui ti puoi fidare.. e certamente non puoi andare a battergli il prezzo del lavoro eseguito se lo vuoi a Regola D'arte! 0509_up.gif 0509_up.gif 0509_up.gif ci sto male pure io ad affidare un lavoro a persone che non conosco e di cui non mi fido! 0510_sad.gif 0510_sad.gif
 
12909766
12909766 Inviato: 19 Gen 2012 13:20
 

sì ma il problema è che raramente chi offre un servizio trascurato viene "punito"..

il capo che ti costringe a fare un lavoro da, che ne so, 7 ore in 5, è conscio che non verrà fuori un servizio a regola d'arte, ma evidentemente è conscio che alla fine, alla gente, va bene così.

se iniziassimo a rompere le palle come si deve OGNI VOLTA che ci troviamo di fronte ad una prestazione da incompetente (o comunque fatta male), secondo me qualcosa cambierebbe.

ho notato sta cosa all'estero, nel settore della ristorazione.. i clienti stranieri sono pignolissimi (a volte rompipalle eh), e non si fanno scrupoli a mandare un piatto indietro se non soddisfa quasi alla perfezione i loro gusti.

da noi invece c'è molta più tolleranza, anche per le cose palesemente mal fatte.. ma lo vedo anche su di me eh.. molte volte m'è arrivata la pasta insipida e pur di non avere discussioni o mettere a disagio gli altri commensali, ho detto "vabbeh, me la faccio andare bene"..

in genere uno straniero se ne sbatte e rimanda i piatti indietro.. pasta scotta? indietro. riso ancora un po' duro? indietro. troppo olio? indietro. carne poco cotta? indietro, e così via.

insomma, secondo me bisognerebbe avere più rigore anche "noi" che paghiamo per una prestazione..

ad esempio, se io sapessi che il ragazzo che ha dovuto farmi il tagliando della moto è stato costretto a fare il lavoro nella metà del tempo che il manuale prevede, andrei a lamentarmi con il proprietario della baracca..

molto spesso si chiude un occhio, si paga uguale, si fa finta di nulla e via..

e poi ci troviamo gente come schettino in posti importanti, che non competono per nulla alla loro abilità concreta..

ad esempio, trovo ridicolo che il mio ex docente di informatica fosse ancora fermo a windows 95..

dovevano fare tutto gli assistenti perchè lui palesemente non sapeva nemmeno far partire un file in power point!!!

noto che più sono incompetenti, più sono ai piani alti :\
 
12909996
12909996 Inviato: 19 Gen 2012 14:21
Oggetto: Re: Piccola riflessione sul mondo del lavoro.
 

42 ha scritto:

No, non e' solo una tua idea... e' una teoria formulata oltre 50 anni fa da uno psicologo canadese, Laurence Peter, nel suo saggio "Il principio di Peter".

Il saggio e' imperniato su un concetto fondamentale, noto proprio come "Il principio di Peter", ovvero:

In una gerarchia ogni membro tende a raggiungere il proprio livello di incompetenza.

Per chi vuole approfondire:
Link a pagina di It.wikipedia.org
Link a pagina di Gandalf.it (verso fine pagina)
Link a pagina di Mondoalbino.wordpress.com






Quest'uomo 42 è un mito! 0509_up.gif 0509_up.gif 0509_up.gif 0509_up.gif 0509_up.gif 0509_up.gif 0509_up.gif
 
12910062
12910062 Inviato: 19 Gen 2012 14:34
 

tizifaso ha scritto:


invece sono stato lasciato a casa causa "crisi" in quanto avevo il contratto da "apprendista" mentre gente ben p'iù incapace (dati alla mano) è stata lasciata al suo posto grazie al vecchio impossibiloe oggigiorno "contratto indeterminato".



i contratti a tempo indeterminato devono esistere.

Chi si azzarderebbe più ad aprire un mutuo per una macchina o una casa sapendo che ogni 3 mesi deve sperare che il contratto gli venga rinnovato?
 
12910095
12910095 Inviato: 19 Gen 2012 14:40
 

su questo sono assolutamente d'accordo.. purtroppo ora fa così tanto figo parlare di dinamismo del mondo del lavoro, di mobilità, come se fosse una cosa trendy e à la page..

ma uno non può vivere con l'angoscia che tempo 6 mesi e deve cercarsi un nuovo lavoro eusa_think.gif

secondo me anche i contratti a tempo determinato dovrebbero avere un congruo termine, in modo che uno possa comunque avere una certa stabilità lavorativa per un tempo idoneo..


anche perchè ormai per avere un mutuo o finanziamento devi già essere ricco di tuo, nel senso :\ siam capaci tutti di fare finanza in sto modo :\
 
12910132
12910132 Inviato: 19 Gen 2012 14:48
 

Doc_express ha scritto:
bisogna rivolgersi a gente "d'epoca"


è vero.. dove lavora il mio papino chiamano sempre quelli con esperienza e addirittura vanno a romper le balle a quelli in pensione perchè i laureati non sanno cosa devon fare!
 
12910205
12910205 Inviato: 19 Gen 2012 15:00
 

chicca_di_mais ha scritto:


è vero.. dove lavora il mio papino chiamano sempre quelli con esperienza e addirittura vanno a romper le balle a quelli in pensione perchè i laureati non sanno cosa devon fare!
Ed è questo uno dei problemi dell'Italia! I giovani sono lasciati alla deriva, senza nessuno che insegni loro qualcosa...visti e trattati come un onere e non come un investimento sul futuro..."che palle, bisogna insegnare tutto a 'sti giovani!" E già perché tu sei nato "imparato" vero? Non è che al riparo del tuo indeterminato a 20 anni e coi ritmi lavorativi blandi di un tempo hai imparato il tuo mestiere come si deve...
Abbiamo pensionati bavosi che fanno ancora consulenze a destra e a manca ingrassandosi ancora più le tasche e noi che dobbiamo implorare per un c***o di stage nella speranza di strappare al termine un interinale o a progetto.

P.S. Le bestialità che ho sentito nelle concessionarie credo di non averle sentite da nessuna parte. "Quanto costa questa moto?" "Aspetti che vado a vedere sul listino..." icon_eek.gif Non a caso era il figlio del proprietario. 0509_mitra.gif
 
12910799
12910799 Inviato: 19 Gen 2012 17:05
 

chicca_di_mais ha scritto:


è vero.. dove lavora il mio papino chiamano sempre quelli con esperienza e addirittura vanno a romper le balle a quelli in pensione perchè i laureati non sanno cosa devon fare!


sai perchè accade questo?

perchè tuo padre, e i suoi coetanei, molto spesso apprendevano il mestiere direttamente sul campo (la cosa migliore) e sono cresciuti con la crescita stesso (passo-passo) del loro settore..

mi spiego meglio..

io ho fatto giurisprudenza..studi studi studi, tutto a memoria, devi diventare una banca dati vivente.. sai cosa mi dicevano TUTTI gli avvocati con cui parlavo? "quando lavorerai il 90% di quello che studi non ti servirà affatto"..

e non fatico a crederci visto che due miei esami erano sul diritto longobardo e dell'età comunale (non proprio leggi attualissime XD)..

capisci? i giovani di oggi al posto di poter iniziare sporcandosi le mani, imparando il mestiere FACENDO, devono fare mille anni di studio, master etc etc..tutta teoria, milioni di nozioni inutili.. poi cosa succede? che hai una laurea, devi essere pagato di conseguenza, ma stringi stringi non sai fare nulla di concreto.

io ci metto una mano sul fuoco che se al posto di farmi 5 anni di giurisprudenza, mi fossi fatto 5 anni a stretto contatto con un avvocato, avrei imparato il mestiere in una maniera incredibilmente superiore.


discorso diverso è che molti settori (tecnologie, economia, design) sono cresciuti da relativamente breve tempo, o meglio, chi già era nel ramo negli anni 80, si è aggiornato piano piano ai piccoli passi avanti del settore, lavorando e quindi imparandoli nella vita reale..

guardo mia madre..lei ha iniziato a lavorare nel ramo finanziario ad inizio anni 90, quando la figura del promotore finanziario era ancora diciamo embrionale.. non ha una laurea, ha dovuto solo fare l'esame di abilitazione all'epoca e via.. piano piano il suo settore è cresciuto con lei, e ora lei si ritrova a padroneggiare ogni aspetto del suo lavoro, anche il più complesso, come se fosse la normalità!

un giovane che vuole fare il suo lavoro invece non solo deve assolutamente farsi 5 anni di economia, senza se e senza ma, ma deve imparare da 0 tutto, una mole di roba che quando ha iniziato mia madre manco esisteva ^^"

per questo molto spesso i giovani non sono capaci e hanno bisogno dei "vecchi"..

ai "vecchi", per molti casi, è andata bene ^^

ad esempio prova a pensare come avrebbe potuto diventare, che ne so, designer, un giovane negli anni 70, e un giovane oggi..

negli anni 70 dovevi solo trovarti un "mentore", una figura professionale già avviata, e via, cominciavi ad imparare così, sul campo.

ora invece devi fare studi lunghi e complessissimi e avere fin da subito delle competenze che un giovane degli anni 70 si sognava di avere! devi sapere destreggiarti tra programmi di grafica, concetti grafici, strumenti grafici, un miliardo di imput e nozioni diverse, tutto senza poi una vera preparazione sul campo..

spero di essermi spiegato..

secondo me oggi come oggi si studia troppo e ci si sporca le mani troppo poco. normale che poi ci si trova davanti "giovani" di trent'anni che sono ancora lì a dover fare gavetta..
 
12910850
12910850 Inviato: 19 Gen 2012 17:16
 

Ariadne ha scritto:


Io sono certissima che il problema di base sia questo.
Perché dovrei sbattermi per un'azienda, se questa pensa solo a sfruttarmi?
Se loro mi pagano il minimo sindacale, io FACCIO il minimo sindacale, perché l'azienda non si merita altro.
Un'azienda che non si sa vendere ai propri dipendenti è un'azienda che avrà sempre problemi di inefficienza. Se le stesse persone le stimoli e le fai sentire parte di un gruppo, e non una manica di poveri imbecilli sfruttati, ti renderanno molto, molto di più.


Credo che il problema principale sia che nel nostro sistema viene garantito il posto di lavoro e non il lavoratore.


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12910907
12910907 Inviato: 19 Gen 2012 17:35
 

Ariadne ha scritto:

Io sono certissima che il problema di base sia questo.
Perché dovrei sbattermi per un'azienda, se questa pensa solo a sfruttarmi?
Se loro mi pagano il minimo sindacale, io FACCIO il minimo sindacale, perché l'azienda non si merita altro.
Un'azienda che non si sa vendere ai propri dipendenti è un'azienda che avrà sempre problemi di inefficienza. Se le stesse persone le stimoli e le fai sentire parte di un gruppo, e non una manica di poveri imbecilli sfruttati, ti renderanno molto, molto di più.


si , si .... il problema è propio questo ...... icon_confused.gif

mai nessuno che si ponga dall'altra parte e valuti realmente l'evolversi del mercato globale .......
 
12910961
12910961 Inviato: 19 Gen 2012 17:50
 

Ariadne ha scritto:


Io sono certissima che il problema di base sia questo.
Perché dovrei sbattermi per un'azienda, se questa pensa solo a sfruttarmi?
Se loro mi pagano il minimo sindacale, io FACCIO il minimo sindacale, perché l'azienda non si merita altro.
Un'azienda che non si sa vendere ai propri dipendenti è un'azienda che avrà sempre problemi di inefficienza. Se le stesse persone le stimoli e le fai sentire parte di un gruppo, e non una manica di poveri imbecilli sfruttati, ti renderanno molto, molto di più.


premetto che io son dipendente esattamente come te..

però a mio avviso devo essere io per primo a dimostrare all'azienda che non valgo il minimo sindacale! poi se il datore di lavoro sa fare il suo mestiere non temere che la retribuzione salirà.. vedo molti che dicono "ho fatto le mie 8 ore son a posto".. scusatemi ma questo è un ragionamento del ciufolo..
mettiamoci nei panni dell'azienda.. perchè devo incentivare uno che se gli chiedo di fare 30,1 anzichè 30 (non chiedo nemmeno 31, ma 30,1) non me lo fa o me lo fa male??
fateci caso.. più il lavoro è sicuro più l'impegno tende a esser il minimo indispensabile.. esempio eclatante molti casi di dipendente statali che san già che lo stato non ti licenzierà mai e passan la giornata a grattarsi la pancia o poco più..
per i giovani la situazione è oggettivamente difficile.. ma perchè le imprese si son trovate molto spesso negli anni ad assumere persone che son solo ed esclusivamente un costo.. un'azienda che assume una persona è peggio che se la sposasse.. diventa praticamente impossibile liberarsene.. è anche comprensibile (soprattutto in un paese di piccole realtà) che adesso abbian paura ad assumere e spesso esagerano nel verso opposto..
comunque a mio avviso è il lavoratore che prima deve dimostrare di meritare.. poi io son stato abbastanza fortunato da quel punto di vista perchè ho degli ottimi datori di lavoro, altri non lo sono..
ma in generale c'è la tendenza a volere prima di dare..
(non dico che tu sia così, ti ho quotato per esprimere quello che penso)
 
12911018
12911018 Inviato: 19 Gen 2012 18:05
 

Quello che dici è giusto Aaron, ma se il datore di lavoro non ti dà la possibilità di fare di più? Se passi la giornata lavorativa lettalmente seduto dietro la scrivania e basta senza che ti vengano assegnati dei progetti, senza che nessuno ti coinvolga o ti dia la possibilità di fare più che fotocopie e qualche foglio di excel? Fai 8 ore e te ne vai a casa.
 
12911094
12911094 Inviato: 19 Gen 2012 18:24
 

Blueyes ha scritto:
Quello che dici è giusto Aaron, ma se il datore di lavoro non ti dà la possibilità di fare di più?


vuol dire semplicemente che " adesso" naviga in un settore (di clientela ) ancora " non saturo"



Aaron111 ha scritto:

premetto che io son dipendente esattamente come te..

però a mio avviso devo essere io per primo a dimostrare all'azienda che non valgo il minimo sindacale! poi se il datore di lavoro sa fare il suo mestiere non temere che la retribuzione salirà.. vedo molti che dicono "ho fatto le mie 8 ore son a posto".. scusatemi ma questo è un ragionamento del ciufolo..
mettiamoci nei panni dell'azienda.. perchè devo incentivare uno che se gli chiedo di fare 30,1 anzichè 30 (non chiedo nemmeno 31, ma 30,1) non me lo fa o me lo fa male??
fateci caso.. più il lavoro è sicuro più l'impegno tende a esser il minimo indispensabile.. esempio eclatante molti casi di dipendente statali che san già che lo stato non ti licenzierà mai e passan la giornata a grattarsi la pancia o poco più..
per i giovani la situazione è oggettivamente difficile.. ma perchè le imprese si son trovate molto spesso negli anni ad assumere persone che son solo ed esclusivamente un costo.. un'azienda che assume una persona è peggio che se la sposasse.. diventa praticamente impossibile liberarsene.. è anche comprensibile (soprattutto in un paese di piccole realtà) che adesso abbian paura ad assumere e spesso esagerano nel verso opposto..
comunque a mio avviso è il lavoratore che prima deve dimostrare di meritare.. poi io son stato abbastanza fortunato da quel punto di vista perchè ho degli ottimi datori di lavoro, altri non lo sono..
ma in generale c'è la tendenza a volere prima di dare..
(non dico che tu sia così, ti ho quotato per esprimere quello che penso)


esatto , molti non hanno capito che la vera anomalia ........ non è il non fare un tubo per quello che ti danno ......

ma il perchè quel non fare un tubo ti tenga ancora nel mercato .......


tutti vogliono prima di dare ......

sarei curioso di vedere questi stessi personaggi , nell'aprire e gestire un' azienda attuale con tutte le attuali imposizioni , carichi fiscali , ecc..... e restare a galla nel sistema per più di tre mesi ......

sarei propio curioso nel vederli alle prese con dipendenti che non danno il massimo per la quantità di retribuzione erogata .....

Ultima modifica di tms78 il 19 Gen 2012 18:35, modificato 2 volte in totale
 
12911119
12911119 Inviato: 19 Gen 2012 18:30
 

Blueyes ha scritto:
Ed è questo uno dei problemi dell'Italia! I giovani sono lasciati alla deriva, senza nessuno che insegni loro qualcosa...visti e trattati come un onere e non come un investimento sul futuro..."che palle, bisogna insegnare tutto a 'sti giovani!" E già perché tu sei nato "imparato" vero? Non è che al riparo del tuo indeterminato a 20 anni e coi ritmi lavorativi blandi di un tempo hai imparato il tuo mestiere come si deve...
Abbiamo pensionati bavosi che fanno ancora consulenze a destra e a manca ingrassandosi ancora più le tasche e noi che dobbiamo implorare per un c***o di stage nella speranza di strappare al termine un interinale o a progetto.

P.S. Le bestialità che ho sentito nelle concessionarie credo di non averle sentite da nessuna parte. "Quanto costa questa moto?" "Aspetti che vado a vedere sul listino..." icon_eek.gif Non a caso era il figlio del proprietario. 0509_mitra.gif



Quotone gigante.
Molto spesso ho visto figure lavorative che si lamentano dei giovani, e la frase più ricorrente era "Ma dobbiamo proprio insegnarvi tutto?"
Ora proprio perchè uno è giovane e sta facendo uno stage e magari non ha ancora finito di studiare gli devi insegnare se vuoi che quella persona si formi in modo perlomeno decente. Se poi uno è furbo i trucchetti del mestiere li impara da solo però certe cose se non te le dicono non ci arrivi più.

Parlando con il mio meccanico, mi disse che si dispiace molto per la scomparsa degli apprendisti.
In poche parole un ragazzino veniva affidato ad un operaio che volta dopo volta gli insegnava il mestiere.. e a me pare cosa più che giusta, un pò come i mestieri che si tramandano di padre in figlio.

Ora è facile pretendere da uno poco più che 18enne che va a lavorare fammi questo fammi quell'altro se il ragazzo in vita sua non ha mai eseguito un compito del genere.
Un pò come ditte di oggi che vogliono gente giovane e con esperienza lavorativa di qualche anno almeno. Ma se non mi prende nessuno come c***o faccio io a farmi l'esperienza?
 
12911226
12911226 Inviato: 19 Gen 2012 18:49
 

tms78 ha scritto:


si , si .... il problema è propio questo ...... icon_confused.gif

mai nessuno che si ponga dall'altra parte e valuti realmente l'evolversi del mercato globale .......


E se l'avesse fatto?
Esempio.
Mi faccio 8 ore al giorno anche se ho un contratto che dice che dovrei farne 4.
Non mi paghi gli straordinari.
Non mi dai i riposi.
Ehym frena...
Un momento...
Non è che c'è qualcosa che non va? 0509_up.gif 0509_up.gif 0509_up.gif 0509_up.gif 0509_up.gif
Poi ci si stupisce se le persone coinvolte non lavorano davvero...
E l'evolversi del mercato globale a casa mia non dovrebbe essere "mettiamola nel posteriore del lavoratore, yeeeeehhhh!!! 0509_banana.gif 0509_banana.gif 0509_banana.gif ", perché poi c'è, a livello economico, tutta una serie di ricadute non indifferenti:
- io non spendo
- io non lavoro da standard
- io non pago le tasse perché tanto guadagno troppo poco
- lo stato quindi non ha le mie tasse che potrebbe benissimo avere se il mio datore di lavoro effettivamente mi pagasse quanto mi spetta.

Ora.
Secondo me la verità sta nel mezzo.

Io ho lavorato come sfruttato.
Inizialmente rendevo per bene.
Poi mi son chiesta "wè, 'n'attimo... e perché dovrei?" ed infatti, perché avrei dovuto? Tu non mi dai niente, perché io dovrei darti qualche cosa?

Poi ho lavorato con persone che ti danno quello che ti devono dare e coinvolgono. Ho lavorato quanto mi spettava e anche di più, con amore per quella squadra. E spero di tornarci.

Poi ho lavorato con un terzo gruppo e quando hanno provato a sfruttarmi come nel primo caso ho fatto "ahahah, sì', stoca..." e ho continuato a fare il mio lavoro pagata per quello che dovevo fare, sempre con amore e attenzione per il cliente.

Se il datore di lavoro si mettesse nei panni del lavoratore, sicuramente ne verrebbe qualcosa di buono... si è andati troppo avanti sfruttando un botto di persone e dicendo "è per il bene dell'aziendaaa". Ma se l'azienda, ribadisco, non dà niente, perché all'impiegato dovrebbe importare qualcosa?
Deve esserci un movimento da ambo le parti.

Perché io spesso ho visto casi di persone che potevano dare 100 all'azienda che ne chiedeva 10 e son state buttate fuori a calci. Non si tratta di casi isolati, eh.
 
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