davidsnow ha scritto:
Tibbs mi spiace ma la tassazione "effettiva" è invece proprio attorno al 40% e passa di media. L'errore sta proprio nel fatto che hai ipotizzato un reddito di impresa nullo e quindi nel tuo calcolo non figura la tassazione dell'impresa. Cioè: quando noi compriamo qualche cosa, abbiamo una imposta diretta (l'IVA) che è il 20%. Il soggetto che te la vende pagherà delle tasse che variano con il reddito imponibile annuo, da un minimo del 24% ad un massimo del 46% (più o meno).
Non è vero che lui le tasse le pagherebbe comunque: incasserebbe di meno e quindi avrebbe un imponibile più basso.
Sei tu a sbagliarti. La tassazione del 40% per l'impresa è sugli utili che sono il reddito di impresa. Se il soggetto non ha utili, non paga tasse (non è vero neppure questo, l'Irap la si paga pure se si è in perdita) e quindi non puoi sommare le sue tasse sugli utili a quelle indirette sui consumi. Viceversa per un lavoratore dipendente la tassazione c'è a priori, sul reddito, a prescindere che consumi o meno (le tasse le paghi anche se metti tutti i tuoi denari sotto il mattone). Il problema è che le aziende normalmente non pagano la tassazione sui consumi, quella grava sul cittadino e la tassazione del consumatore finale non può gravare sul costo di un prodotto. E se lo fa non lo fa come tassazione, ma solo come maggior costo del lavoro.
Citazione:
Provo aspiegarmi con un esempio, anche se con parecchie parecchie semplificazioni:
Una moto costa al concessionario 2000€, il concessionario la rivende a 6000€.
Ecco come se ne vanno i soldi:
iva 20%: 1000€.
secondo il tuo ragionamento il ricavo del concessionario dovrebbe essere: 6000-1000-2000=3000€.
Quello è il margine lordo su ogni moto: il calcolo è comunque sbagliato perché non tiene di conto dell'iva che il concessionario ha a credito in acquisto. Facendo comunque finta che non ci sia, sul margine lordo devi però togliere le spese generali della concessionaria che pur non gravando sul singolo mezzo si devono detrarre (vedi luce, acqua, gas, spese di pulizia, cancelleria, canoni software, ammortamento immobili, trick-track e bombe a mano
) in proporzione per ogni mezzo venduto.. A questo punto ottieni l'utile al lordo delle tasse: i concessionari di automobili si ritengono fortunati se è pari al 2% del prezzo di vendita, forse per le moto si arriva al 5%.. Diciamo che il margine netto è 250 euro?
Citazione:
Su questa cifra viene però calcolata la tassazione a carico del concessionario (tassazione indiretta), che varia in base al reddito. Prendiamo una aliquota del 40% (redditi attorno ai 60000€LORDI/annui): sono 1200€.
Ma anche no. Intanto il 40% sono nello scaglione più alto di reddito, quindi la cifra sarebbe inferiore. Poi, come detto, il conto non lo devi fare sul margine lordo ma sull'utile che è drammaticamente più basso. Il 40% di tasse su 250 euro sono 100, vedi un po' te...
Citazione:
Siamo già a2200€ ti tasse, tra dirette ed indirette. Ovvero il 36%.
Direi proprio di no, ma continuiamo con il ragionamento. Considera che dovresti calcolare, allora, anche le tasse che paga il produttore della moto, i produttori di componenti, il trasportatore...
E' un discorso che non sta né in cielo né in terra...
Citazione:
C'è però anche un costo dovuto alla tassazione contributiva dei dipendenti, ecc ecc.[/i] Arrivi al 42% (dato medio, che comprende anche prodotti con iva al 4% e redditi bassi; così non avviene per auto/moto)
Direi proprio di no: il costo del lavoro dipendente del concessionario viene scaricato come costo e non ci si calcola il 40% di cui sopra, per cui non si somma. E' un COSTO, non una TASSA per l'azienda: contribuisce ad abbassare l'utile su cui si calcolano le tasse, non ad andarci in somma.
Citazione:
L'iva e' vero che viene pagata ad ogni operazione di compravendita, ma il costo viene "scaricato" al passaggio successivo tramite detrazione dal reddito imponibile.
No, manco per idea. L'iva la paga tutta il consumatore finale, il concessionario è solo un sostituto di imposta che versa al 15 del mese successivo la differenza tra l'iva incassata sulle vendite e quella pagata negli acquisti (qualunque acquisto, anche la bolletta della luce o la carta per le stampanti). L'iva è un credito o un debito che l'azienda ha nei confronti dello stato ed è neutra rispetto al suo reddito: se la incassa la deve versare pari pari. Cerchiamo di parlare delle cose a ragion veduta.
Citazione:
Se hai un lavoro prendi la tua busta paga... guarda quanto ti prendono di tasse: tu all'azienda costi esattamente il doppio..... Il modo di calcolo è completamente diverso, però ti dà un'idea di quanti soldi partano in tasse....
Se vogliamo essere precisi sono due volte e mezza, ma il peso più grosso non ce l'hanno le tasse ma i contributi, quelli che servono per pagare la tua pensione (sempre che te la diano) e il SSN. Se poi sei un disgraziato a progetto o, peggio ancora, uno stagista non hai di questi problemi. Ma non c'entra nulla con il discorso della tassazione: se confondiamo contributi e tassazione è evidente che non si sta parlando di aria fritta perché non s'è capito il meccanismo delle cose.
Il fatto che tu, sul tuo reddito, finisca per avere una tassazione di circa il 40% (dovuta alle imposte dirette o indirette, alle tasse sui servizi, a balzelli vari come l'equo compenso sui supporti di memorizzazione, ecc), non vuol dire che le cose in genere costino un 40% in più. Tu sei partito dal presupposto che negli Usa la tassazione sia del 10% contro i 40% dell'Italia...
Ritieni veramente che uno stato avanzato possa avere una tassazione così risibile. Le tasse sul reddito ce le hanno pure loro. Cero, pagano sanità e pensioni di propria tasca, ma le loro retribuzioni non sono neanche lontanamente paragonabili alle nostre, quindi i costi del lavoro sono equiparabili.
Insisto, non è la tassazione a far costare di più certe cose da noi, sennò tutte le cose dovrebbero costare di più in Italia che negli Usa (dove la vita non è proprio a buon mercato). Le dinamiche sono altre
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