Salve a tutti. Sono Davide, della provincia di Bergamo.
Inizio col dire che è da un paio d'anni che vi seguo e nei vostri racconti motociclistici mi ci perdo.
Finalmente ho raggiunto i 18 anni e mi è stata data l'opportunità di fare la patente A2. Il sogno di guidare una moto finalmente si è avverato.
A breve mi verrà consegnata la mia XJ6 depo e FINALMENTE inizierò a far parte della grande famiglia dei motociclisti che ho sempre invidiato.
Vi auguro una buona giornata e vi lascio con questo pensiero "poetico", trovato su un blog in giro per la rete ed a mio modesto parere, molto significativo.
<< Immersi in quelle loro tute di pelle con i loro caschi sgargianti, tutti dei veri duri!
Gente che su strada non abbassa mai lo sguardo.
Ma provate ad alzare loro quelle visiere scure da marziano e troverete occhi splendidi, puliti, gonfi di quelle lacrime vere in cui puoi annegare ed arrivare fino in fondo alla loro anima per vedere com’è candida. Provate poi a togliergli quelle tute e troverete al loro interno bambini innamorati della vita, dei week-end, bistecche e salsicce, ma ancora tanto bisognosi di un padre o una madre che li prenda per mano quando la sorte inizia a giocare duro.
Si dice che ogni volta che saliamo in sella ai nostri destrieri insieme a noi salgano pure Angeli e Diavoli…
E’ vero, rappresenta quel dualismo che rende questo modo di vivere così denso di emozioni che a volte il cuore pare voler saltar via dal petto e mettersi a correre, a urlare.
Diavoli che girano quel polso in maniera a volte così irrazionale e violenta che lo schizzo di adrenalina ti arriva diritto al cervello senza passare dal via, lasciandoti i tremori per lunghissimi interminabili minuti, e Angeli che portano il volto e la voce di chi non è più con noi, dei nostri affetti, delle nostre paure ed esperienze costruite sulle nostre ossa rotte.
Si, è vero, in moto si muore, capita… può capitare ad ognuno di noi e ci si fa male, tanto male, ma quanta vita si trasforma in ricordi bellissimi, in attimi eterni, in risate così fragorose da far tornare il sole anche in una fredda e piovosa giornata di Novembre?
Parlate con ognuno di noi e fatevi raccontare in giro, un aneddoto, una curva e perdetevi in quello sguardo che comincia a scintillare, nelle risate, nel sorriso che, spontaneo, stira gli angoli di viso e distende la fronte. Parlate con ognuno di noi e chiedetegli cosa sarebbe di lui se un giorno dovesse rinunciare a questa passione e preparatevi a sentire l’urlo del silenzio, a vedere quello sguardo di bimbo diventare lo sguardo di un marinaio costretto a vivere a terra con il mare in vista o di un pilota che guarda il cielo ancora a terra…
In moto si muore, è vero ma non esiste modo migliore per vivere il tempo che ci è concesso…
E se ancora non lo avete capito lasciate perdere, non lo capirete mai…
Ma se un domani andando al mare con la vostra famiglia automobilisticamente corretta, dovesse sopraggiungere uno di noi e vedrete vostro figlio girarsi di scatto e salutare sbracciando come un pazzo rinunciate a capire anche lui… Lui che nella sua incoscienza vede in noi quella scintilla che voi non siete stati capaci di scorgere. E se vedrete il motociclista ricambiare il saluto, beh, non c’è nulla di strano sapete? Tra angeli in terra ci si saluta sempre…
Ma questo, chi ha perso le ali, non lo ricorda… >>
p.s.: nessuno che mi saluta? Probabilmente vi ho fatto addormentare a metà dal mio post causa lunghezza.







