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Variazione nel tempo della "cultura delle protezioni"
7864052
7864052 Inviato: 17 Giu 2009 9:42
Oggetto: Variazione nel tempo della "cultura delle protezioni"
 



Al giorno d'oggi e negli ultimi anni si fa un gran parlare di sicurezza stradale, di caschi omologati, di superprotezioni di ogni tipo ecc... Mi domando (magari stupidamente), com'era il mondo motociclistico negli anni 60/70 (ma anche 80) sotto questo aspetto?

Voglio dire, è vero che le moto erano molto meno prestanti e di conseguenza meno veloci e pericolose, però non si fa che ripetere che anche a velocità relativamente basse ci si può ammazzare per strada, rimanere in sedia a rotelle ecc.. Io vedo nei filmati di repertorio, film, documentari dell'epoca sempre gente che guidava la moto vestita in molto "easy", magari con caschetti, giubbotti jeans, maniche corte ecc.. Come se si vivesse tutto con meno paura, meno timore di farli male davvero. Però magari è solo una mia impressione..

Gli incidenti (mortali e non) erano molti di più rispetto ad oggi? Cosa dicono le statistiche? L'aumento della cultura della protezione che si sta sviluppando negli ultimi anni sta portando effettivi benefici in termini di riduzione di lesioni lievi/gravi/gravissime, oppure no? eusa_think.gif
 
7864708
7864708 Inviato: 17 Giu 2009 10:46
 

Sai che me lo son chiesto anche io?

Ho una tuta dainese Replica eddie lawson, avrà 10 anni...ha solo protezioni su spalle, gomiti e ginocchia, sul sedere niente, e la pelle non è spessissima come le attuali che si trovano in giro, non ha parastinchi, nè cocige...

cadendo con questa, alle basse velocità, chissà se protegge meno di una con quelle imbottiture su fianchi e sedere..
 
7864891
7864891 Inviato: 17 Giu 2009 11:04
 

Le imbottiture, se non sono protettori veri e propri, servono a poco niente...

il discorso è che è cambiato il traffico, il numero di veicoli, le prestazioni... 30 anni fa incidentarsi con un'utilitaria (automobile) voleva dire morire. Ora ci sono airbag, deformazione controllata, crash test.

La sicurezza in moto è ancora molto indietro rispetto ai passi avanti fatti per le auto nello stesso periodo.
 
7865027
7865027 Inviato: 17 Giu 2009 11:17
 

una volta le protezioni per il motociclista erano molto più blande di adesso, è vero. d'altra parte anche la cultura della moto era diversa. una volta era difficile che un aspirante motociclista si prendesse come prima moto una 600 da 100 cavalli, o addirittura una supersportiva, come oggi frequentemente accade. la prassi voleva che si iniziasse dalle clindrate inferiori, per poi salire gradualmente di livello. mentre oggi 125 e 250 sono scomparse o quasi dalla produzione delle Case, e anche il 500 sta diventando una specie rara. quando ho acquistato la mia Hondina sono stati in molti a prendermi in giro perchè la consideravano una moto da "imbranati", mentre loro "veri motociclisti" di un mezzo così limitato si sarebbero stancati subito. l'apprendimento per gradi non c'è più, bisogna dimostrare tutto subito.
io la guido secondo le mie possibilità, mi interessa più imparare una tecnica di guida corretta che andare veloce.e poco male se ancora non so sfruttare fino in fondo i miei 58 cavalli... sfrutterò man mano quelli che riesco.
invece al raduno di Casina ho visto ai motogiri ragazzi principianti su moto potenti che guidavano nettamente al di sopra delle loro possibilità: acceleravano molto per far vedere che avevano il manico... però le traiettorie erano tutte sbagliate.
a tutti questi un corso di guida sicura gioverebbe molto di più che una tuta omologata.
 
7865170
7865170 Inviato: 17 Giu 2009 11:30
 

Nella metà degli anni settanta c'erano molte meno auto di oggi che circolavano... e quindi molti meno rischi per le moto. D'estate si girava in camicia, jeans, occhiali e scarpe da tennis (il casco non era obbligatorio). Di sera al limite ci si metteva un giubbetto in jeans.
A metà anni 80 le tute in pelle "al top" erano già fatte con inserti elasticizzati ma senza protezioni, solo in alcune zone la pelle era doppia e di spessore generoso (1,4/1,6).
Le prime "protezioni" spalle/gomiti/ginocchia furono fatte credo inizio anni 70 dalla Halvarssons e il primo concetto di protezione per la schiena fu fatto dalla Speedmode nel '72 usato inizialmente nel cross (conservo gelosamente uno di questi "antenati" dei moderni back icon_asd.gif )
Erano altri anni... con altre moto e pure in numero minore.... impossibile credo fare una casistica se non per il solo utilizzo obbligatorio del casco e dei benefici apportati.
 
7865217
7865217 Inviato: 17 Giu 2009 11:34
 

certo... ma per le automobili l'aumento delle prestazioni è corrisposto ad un aumento della sicurezza passiva. Per le moto non altrettanto.

Per quanto riguarda i deficienti, quelli ci sono sempre stati e ci saranno sempre. E' però vero che fare il deficiente 30, 40 anni fa voleva dire farlo su strade molto più sgombre, il traffico era minore, le strade di collina non erano delle piste, non c'erano suv ovunque.

non si può più pensare al motociclismo con gli ideali di un tempo che fu... la strada è una giungla... e anzi... se i primi 5 minuti di strada con la mia hondina è piacere e soddisfazione, dopo questi 5 minuti idilliaci la gente inizia a tentare di abbattermi.

Guidare di giorno mi fa venire il nervoso. Ci son troppe teste di bigolo in giro per poter prendere alla leggera la sicurezza.

Per il resto sono sostanzialmente d'accordo con Lilit, e mi preme sottolineare che tanti motociclisti smanettoni sono dei pirla.
 
7866106
7866106 Inviato: 17 Giu 2009 12:55
 

lilit ha scritto:
una volta le protezioni per il motociclista erano molto più blande di adesso, è vero. d'altra parte anche la cultura della moto era diversa. una volta era difficile che un aspirante motociclista si prendesse come prima moto una 600 da 100 cavalli, o addirittura una supersportiva, come oggi frequentemente accade. la prassi voleva che si iniziasse dalle clindrate inferiori, per poi salire gradualmente di livello. mentre oggi 125 e 250 sono scomparse o quasi dalla produzione delle Case, e anche il 500 sta diventando una specie rara. quando ho acquistato la mia Hondina sono stati in molti a prendermi in giro perchè la consideravano una moto da "imbranati", mentre loro "veri motociclisti" di un mezzo così limitato si sarebbero stancati subito. l'apprendimento per gradi non c'è più, bisogna dimostrare tutto subito.
io la guido secondo le mie possibilità, mi interessa più imparare una tecnica di guida corretta che andare veloce.e poco male se ancora non so sfruttare fino in fondo i miei 58 cavalli... sfrutterò man mano quelli che riesco.
invece al raduno di Casina ho visto ai motogiri ragazzi principianti su moto potenti che guidavano nettamente al di sopra delle loro possibilità: acceleravano molto per far vedere che avevano il manico... però le traiettorie erano tutte sbagliate.
a tutti questi un corso di guida sicura gioverebbe molto di più che una tuta omologata.


Lilit, hai il mio plauso. E hai anche una delle moto piu' equilibrate, eleganti e belle di sempre, a mio personalissimo parere. Anche io ho inziato con una CB 500, che conservo in garage in buona forma, pronta per essere usata dalla mia ragazza.
E' stata lei a regalarmi, anni addietro, un corso di guida sicura, e da allora ho apprezzato andare in moto molto piu' di prima. icon_smile.gif
 
7866533
7866533 Inviato: 17 Giu 2009 13:27
 

io non ho esperienza diretta di come fossero le cose in passato... non ero ancora nato...

però vi posso portare la testimonianza dei miei genitori che hanno girato l'Europa in moto in lungo e in largo. Protezioni praticamente assenti, eccetto un casco e una tuta impermeabile 0509_lucarelli.gif

quando ho parlato a mio padre di paraschiena ha fatto una faccia stralunata e ha detto che "ai sui tempi" non si usavano tutte queste cose e si andava in giro tranquillamente....

vabbè un po' incoscente lo era, però penso anche che all'epoca probabilmente le strade erano meno trafficate e soprattutto penso che abbia evitato buona parte degli incidenti con un po' di buon senso....

inoltre come ha giustamente detto Lilit, una volta si faceva veramente la gavetta! ora non esistono praticamente più le cilindrate intermedie (eccetto motard/enduro/cross) e si passa dal 125 al 600, tranne pochissime eccezioni.
 
7866779
7866779 Inviato: 17 Giu 2009 13:49
 

Discussione molto interessante.
E' un ragionamento che ho fatto anch'io, parecchie volte e le risposte che ne sono scaturite avevano spesso un'aura del tipo "le regole si scrivono col sangue" o giù di lì.
Tanto per fare un escursus analogo, mi è capitato più volte di vedere filmati storici di competizioni del passato, dalla F1, alle gare di moto, per non parlare dei Rally. A quei tempi (anni '70 per esempio) era del tutto normale sfrecciare a gran velocità in piste che ora non sarebbero omologate nemmeno per una gara di minimoto. Spesso il concetto di via di fuga era un assunto totalmente estraneo, credo a tutti; se in un pista morivano troppo piloti, ci si smetteva di correre e basta. Erano tutti deficienti? Non credo. Semplicemente credo non ci si ponesse il problema. Ed anzi, ricollegandomi alla frase di cui sopra, si ipotizzava che qualche modifica andava fatta solo in occasione di incidenti particolarmente gravi, che colpivano magari personaggi/piloti molto in vista del momento.

L'evoluzione delle auto, sottolinea giustamente Conny, è stata analoga, nel senso che prendere un paracarro con un "cinquino" (ma anche con la Mini o la 850 o la Bianchina...) 30/40 anni fa, significava rischiare concretamente la vita. E se non ci si spappolava, era facilissimo andare a fuoco. Le auto di una volta andavano secondo me in media quanto quelle di adesso, con la differenza che per circa i 2/3 dei CV a parità di cilindrata, c'erano pesi molto inferiori, perchè le vetture erano delle "lattine" ed appunto si disintegravano in caso di impatti. Ricordo una prova di accelerazione di tutte le Golf GTI prodotte in ogni serie e la più rapida allo spunto fu la Golf I, un misero 1600 con circa 100 CV!

Le moto di oggi sono evolute anch'esse, nella direzione di renderle sicure ed affidabili su quasi ogni fronte, di renderle sempre più facili ed alla portata di tutti. Le medie e maxi-moto di una volta occorreva "averci il pelo" per portarle non tanto per i CV (che in fondo già c'erano, un FZR1000 od un Gixxer 1100 facevano 130 CV già alla fine degli anni '80), quanto per le ciclistiche semplicemente ridicole se rapportate a ciò che si trova oggi ad equipaggiare anche un'economica naked. Proprio per questo l'idea che suggerisce Lilit mi trova molto daccordo, perchè se è vero che quando andavo al liceo, guardavamo con notevoli fiotti di bava "quelli grandi" del 5° anno che se ne venivano a scuola con CBR600, GSX-R750 e FZR1000, prese dopo 2 anni scarsi di 125, è anche vero che il percorso ideale passava quasi sempre per il 125 appunto, passando magari per l'enduro mono di turno, a salire poi verso mezzi più "seri" col passare degli anni e dell'esperienza. Credo che nessuno dei miei amici si sarebbe sognato di prendersi un CBR600 come prima moto, senza aver avuto nulla di nulla prima. Sarebbe stato considerato un pazzo psicopatico credo da tutti.
Riguardo l'abbigliamento, credo che se è vero che si possa e si debba (considerando le possibilità della tecnologia) fare di più, penso anche che l'idea di coprirsi per andare in giro anche solo con lo scooterone si stia facendo largo sempre più. 30 anni fa, come qualcuno diceva, le condizioni del traffico erano incredibilmente meno critiche rispetto ad ora. Le moto erano una cosa da puri appassionati, quasi da "scalmanati" e chi ci si dedicava aveva credo sicuramente più consapevolezza di ciò cui andava incontro. Ma anche l'offerta dell'abbigliamento era quella che era, proprio in virtù del fatto che anche le cose più banali (come, esempio, cucire dei pezzi di PC preformati sulle nocche dei guanti), finchè nessuno ci pensava, non c'erano...
La moto, negli ultimi 10/15 anni, è diventata spesso un fenomeno di moda, i possessori di moto sono aumentati molto (e ci metto anche gli scooteroni) rispetto a prima, sia per la crescita di tipoligie di moto sempre più alla portata di molti e moltissimi, sia per i notevoli impatti mediatici di alcuni personaggi dello sport.
L'abbigliamento cui possiamo disporre oggi è anni luce da quanto era mediamente considerato un buon compromesso per i viaggi in moto di 20 anni fa. Certo, il proliferare dei possessori di moto ha fatto sì che numerosissimi marchi di abbigliamento nascessero per cercare di conquistare fettine di mercato, chi con proposte di qualità, chi con proposte molto modaiole, chi con proposte aggressivamente economiche. In generale penso che ne abbiamo guadagnato, perchè la scelta ora è ampia; il grosso scotto da pagare, però, è che occorre imparare a divincolarsi all'interno di questa scelta, che il più delle volte risulta essere poco chiara ed a volte ai confini dell'ingannevole.

Ciò che abbiamo guadagnato , infine oggi, pensi sia una maggiore consapevolezza dei rischi e dei compromessi che è giusto o meno accettare quando inforchiamo la sella. Una volta, appunto, jeans, Rayban, clark, magari un chiodo e via!
 
7867239
7867239 Inviato: 17 Giu 2009 14:32
 

Cioe` perche` per te e` aumentata in modo apprezzabile la concezione di sicurezza? eusa_think.gif

Ma vedi che per strada, sono tutti a mezze maniche e pantoloncini corti ?
Chi ha i guanti tecnici, li ha perche` fanno figo...

Prima di fare statistiche, dobbiamo avere dei campioni.

Oltre tutto come dice Coniglione, il traffico e` diverso da quello di un tempo,
la gente piu` stressata, e gente stressata in alta concentrazione di traffico= INCIDENTI.
Oggi tutti hanno la macchina o la moto, le strade sono trafficate e veloci.
La gente ancora non sa guidare, e si pensa che guidare sia diritto di tutti, cosa falsissima.

Inoltre, i sistemi di sicurezza, NON sono assolutamente cresciuti in modo soddisfacente.
Ho appena scritto un post in merito in altra discussione.
Il conflitto di interesse delle note marche (tutte), ha impedito una crescita rapida
della ricerca tecnologica in merito. La concorrenza e` fatta su basi diverse.

Cosa abbiamo di piu` NOI? dimmi....
Una bella giacca di pelle super resistente e con protezioni in carbonio?
(che poi questa protezione e` sempre esistita, il carbonio fa solo scena)
Si`, ma quella non ti salva la vita se cadi contro qualcosa di duro.
Gli stivali tecnici? ok invece di fracassarci un piede, torneremo a piedi, ottimo!
L`unica cosa degna di NOTA, e` il paraschiena!
Ok, ma quanti conosci (dico fuori dal forum) che lo indossano? quanti ne vedi?
appena 3 anni fa, quanti ne vedevi ?

Poi che altro.....
Per sviluppare in modo decente l`airbag jacket, sono passati piu` di 10 anni, e ancora
non se ne viene a capo...

Indietro, e` dir poco.
Il fatto e` che noi abbiamo tanto fumo, ma stringi stringi, le cose che ti evitano di morire (non di non farti male) quali sono? Cosa abbiamo in piu` noi? poco e nulla.
Noi abbiamo piu` possibilita` di non farci male, ma non di non morire in incidenti mortali,
unica eccezione, ripeto, il paraschiena.
Tutto il buono, sta venendo fuori proprio adesso negli ultimi anni....
ma 1) non e` sviluppato a dovere 2) non e`ancora per niente diffuso fra la gente.


P.s
Il casco lo indossavano anche prima, c`e` chi non lo indossava, e infatti c`e` chi e` morto esclusivamente per questo. Su questo ci sono gia` le statistiche (purtroppo).

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7867451
7867451 Inviato: 17 Giu 2009 14:56
 

siamo ancora scandalosamente indietro... sia come cultura della strada che come tecnologia.
 
7867512
7867512 Inviato: 17 Giu 2009 15:02
 

Ti posso parlare per la mia esperienza. Ho cominciato con le due ruote all'inizi degli anni '70 per poi arrivare alla mia prima moto nel 1979 e da allora l'ho sempre avuta. Il mondo motociclistico in quegli anni era esattamente quello fotografato dai film dell'epoca, fatto di abbigliamento molto approssimativo e nessuna e ripeto nessuna concenzione della sicurezza. In effetti la moto era veramente un elemento di svago e come tale era vissuta con pochissima (o nessuna) paura e con tanta spensieratezza. Non esistevano tutte quelle limitazioni che oggi in un certo qual modo castrano (sia pure necessariamente) il modo di vivere la moto (e l'intrinseco senso di libertà che ad essa è legato). Noi andavamo in giro con moto che ancora erano lontane dal raggiungere il traguardo dei 100 CV, pesavano circa il doppio delle attuali ed erano inversamente proporzionali in quanto a capacità di fermarsi e per maneggevolezza, ma da qui a dire che fossero meno veloci e pericolose ce ne corre (provate ad andare a 200 e più Kmh con sotto il culo un aggeggio del peso intorno ai 300 Kg e poi magari ne riparliamo). Eppure il numero delle morti era veramente limitato, inutile dire che questo era dovuto principalmente all'assai basso numero di veicoli circolanti (ed i motoveicoli costituivano una percentuale irrisoria) tant'è che le morti erano perlopiù dovute all'incoscienza di chi guidava quei "ferri" ben al di là delle proprie capacità fisiche ed al limite di quelle dei mezzi (quanti amici e conoscenti ho perso...). Erano veramente pochi quelli che si dotavano almeno di un giubbotto di pelle, di guanti (di pelle anch'essi, non esistevano in tessuto) e di un casco (si trovavano solo quelli di derivazione automobilistica che in confronto a quelli attuali erano paragonabili in quanto a livello di protezione a quelli di plastica da ciclismo; io possiedo ancora il mio primo casco: un Jeb's Helmets mod. Clay Regazzoni ed è totalmente in materiale plastico, le fibre non si sapeva nemmeno cosa fossero).
Non mi vergogno di confessare che andavo spesso e volentieri in giro, a seconda delle stagioni, ad esempio semplicemente con un giubbottino, delle scarpe da tennis ai piedi e inforcati sul naso dei RayBan (importati dall'America grazie ad un pilota dell'Alitalia, visto che in Italia erano introvabili - ah! Tom Cruise in TopGun è arrivato ultimo in questo...!). Insomma l'abbigliamento spaziava dal "convenzionale" (giacca e cravatta) al casual (pelle, jeans); tutto era fuorchè tecnico (quello era lasciato ai piloti di motomondiale). Abbigliati così anche i miei amici, si andava, magari col casco infilato al braccio perchè faceva fico (quei pochi che già lo possedevano), anche a 200 KmH sui vari lungomare del litorale Romano (con i RayBan schiacciati sulla faccia...). Inutile dire che oggi non farei una cosa del genere nemmeno dietro congruo compenso... ma allora, come dicevo, era tutto più facile, le auto erano poche, le moto ancor meno, le strade erano sgombre (e pulite) e forse (dico forse) tutta questa voglia di velocità non si sentiva nemmeno e di conseguenza la concenzione del pericolo era, molto fatalisticamente parlando, lontana.
Io ho vissuto così, crescendo con essa, l'evoluzione "della strada", dell'aumento del parco circolante, del traffico e dei rischi a questo connessi. Per me, e quelli come me, questo processo è stato naturale e (quasi) indolore (a differenza di coloro che si avvicinano ora al mondo della moto o vi si sono avvicinati in tempi recenti e si trovano loro malgrado catapultati in un mondo complesso, complicato e disorientante), tant'è che il mio primo incidente in moto l'ho avuto dopo ben 20 anni di carriera senza macchia. Assieme a questo processo evolutivo è cresciuto inevitabilmente (spronato dal sentire comune) il senso di inadeguatezza: della sicurezza delle strade, delle infrastrutture, dell'abbigliamento e delle protezioni ed è cresciuto e migliorato il modo di porvi rimedio (con l'acquisto e l'utilizzo di accessori sempre più sofisticati). Lo sviluppo tecnologico e la sua naturale evoluzione (spinta dal mondo delle corse) hanno fatto il resto ed è sotto gli occhi di tutti: moto sempre più potenti e performanti, circuiti più veloci e così via. Va da se' che tutto il "contorno" abbia necessariamente subìto una spinta che ha indotto a cercare sempre maggiori protezioni, ma inizialmente non per questioni di sicurezza, bensì per questioni prettamente fisiche (avete idea di quanto sia fastidiosa la spinta dell'aria a 200 KmH sulla faccia?). Sono venute poi le protezioni, i piloti (ed anche i comuni utenti) dovevano comunque confrontarsi o prima o dopo, con le cadute che lasciavano segni indelebili sui corpi degli sfortunati. In più le conoscenze mediche (ed i relativi rimedi) erano ancora acerbe e non adeguate ad affrontare tutte le problematiche connesse ad incidenti in moto.
Non voglio dilungarmi troppo (ci sarebbero pagine e pagine di cose da scrivere e di aneddoti illuminanti da raccontare). A mio modesto avviso l'aumento della consapevolezza della necessità di proteggersi a cui stiamo assistendo attualmente non è ancora in grado di portare numericamente e statisticamente i benefici che ci si aspetterebbero per quel che riguarda la riduzione della percentuale delle lesioni/morti derivate da eventi incidentali. Anzi, paradossalmente, sempre secondo me, c'è una sorta di inversione di tendenza (ma questo è dovuto purtroppo anche ad una cattiva cultura e ad una ancor peggiore educazione civica e stradale). Questo avviene perchè si innesca il (nefasto) meccanismo (psicologicamente perverso) di invincibilità che l'utilizzo di sistemi di protezione sempre più sofisticati induce nelle "menti più deboli" (che sono ahimè una grossa percentuale di utenti delle due ruote).
 
7867806
7867806 Inviato: 17 Giu 2009 15:42
 

quando leggo le cronache delle gare del tempo che fu, non c'è campionato che non fisisse con un certo numero di caduti...

Ho letto con piacere la testimonianza di fronzen, che va in moto da quando io ero in fasce... e appunto ci racconta che purtroppo ha perso un sacco di amici negli anni ruggenti.

Che dire?

Forse un tempo c'era più fatalismo, c'era meno traffico e la moto era una cosa elitaria. Ormai si tratta non più di piacere di guida quanto più di sopravvivenza urbana. Muoversi in moto è una sfida alla sorte. Poniamo di guidare prudentemente e sotto i limiti. Il problema è che a me la gente tenta di abbattermi. Automobilisti, signore rincoglionite al cellulare, raggazzine... per non parlare di scooteristi. Guidare in città è stressante e mette il nervoso.

Se fossimo soli sulle strade, il rischio maggiore sarebbe dato dalla nostra imprudenza. Ma siccome il rischio maggiore sulle strade è quello di venir centrati, la sicurezza è cercare di evitare gli altri e proteggersi il più possibile contro l'imprevisto.

Se non ci fosse questo disastro di gente in giro che guida come se avessero bevuto una tonnellata di amaro averna, potremmo davvero muoverci in bermuda e infradito.
 
7868089
7868089 Inviato: 17 Giu 2009 16:18
 

PAROLE SANTE CONIGLIò!
MAremma ladra se non passa giorno che tiro strali contro il rincoglionito di turno.
Qua il problema è grosso e soprattutto perchè la gente in giro non guida +, va in auto, è diverso -.-

F
 
7868392
7868392 Inviato: 17 Giu 2009 16:58
 

Io la moto per andre turistico non la uso, anche perchè tra tuta intera, guanti, stivali, paraschiena, casco integrale sotto 30/40 gradi...è quasi impossibile, impazzisci.
 
7868481
7868481 Inviato: 17 Giu 2009 17:13
 

Virgo ha scritto:
Io la moto per andre turistico non la uso, anche perchè tra tuta intera, guanti, stivali, paraschiena, casco integrale sotto 30/40 gradi...è quasi impossibile, impazzisci.

ma tu hai una moto che non ti permette di andare piano icon_lol.gif
 
7868549
7868549 Inviato: 17 Giu 2009 17:23
 

molto bella la testimoniaza di Frozenfrog, grazie! 0509_up.gif
 
7870269
7870269 Inviato: 17 Giu 2009 20:49
 

Eeeh, lo sapevo che a prenderla larga, scrivendo di getto, rischiavo di non farmi capire...

frabiker ha scritto:
Cioe` perche` per te e` aumentata in modo apprezzabile la concezione di sicurezza? eusa_think.gif

...

Cosa abbiamo di piu` NOI? dimmi....

...

Tutto il buono, sta venendo fuori proprio adesso negli ultimi anni....

...


Paolo558 ha scritto:
Riguardo l'abbigliamento, credo che se è vero che si possa e si debba (considerando le possibilità della tecnologia) fare di più, penso anche che l'idea di coprirsi per andare in giro anche solo con lo scooterone si stia facendo largo sempre più.

Come vedi, sono daccordo che si è indietro, che la tecnologia ormai offre possibilità che ancora non vengono recepite dai produttori. Ma è un discorso ripetuto più volte: finchè la spinta principale sarà quella del profitto, evoluzione vene sarà poca; solo imponendo obiettivi minimi (leggasi omologazioni) si avrà un miglioramento globale.
La mia seconda frase è riferita al fatto che nei tempi con cui si faceva il confronto (non 10 anni fa, ma 30...), non ci si poneva nemmeno il problema di potersi far male cadendo col vespino. Oggi, anche solo le riviste quando provano un 50-ino abbigliano il giornalista con il minimo sindacale. Poi siamo daccordo sull'effettiva validità della maggiorparte dei prodotti in commercio, omologazioni, qualità delle protezioni dei materiali, ecc ecc, tutto già più volte detto e spesso condiviso. Ma sempre rispetto a 30 anni fa, ora l'utente ha la possibilità di porsi almeno il dubbio. Che poi dopo giri in canottiera è un altro paio di maniche...

Meglio, si può sempre fare meglio... Ma credo sia giusto anche valutare obbiettivamente dove si è arrivati ora. Gruppi di motociclisti intutati 15 o 20 anni fa non credo fossero così diffusi: erano giusto gli smanettoni che andavano a metter giù il ginocchio in Serravalle. Ora anche il fermone che va a passeggio con la morosa, non è così raro che sia intutato, magari pure lei. 20 anni fa era difficile.
Che poi in 10 non sia cambiato nulla o poco, possiamo essere daccordo (anche se 10 anni fa l'Halva non c'era, i paraschiena probabilmentel i facevano in 3 e non erano omologati).

Infine, non credo potrà mai esistere qualcosa che ci salvi la vita. La vita te le salva il c.lo e la tua capacità di affrontare l'imprevisto. Forse i motoairbag, appunto, potranno contro le lesioni interne per impatti, uno dei peggiori danni che può subire un corpo e contro cui è davvero difficile porvi rimedio in un ambiente così difficile da analizzare come un motociclista su una strada normale. Ma dovranon diventare pratici ed economici, senò rimarranno sempre e solo begli esercizi tecnologici.

Interessanti le parole di Frozen! Sarebbe bello che qualche altro... motociclista di lungo corso dicesse la sua.
 
7870662
7870662 Inviato: 17 Giu 2009 21:49
 

purtroppo la tecnologia porta con se anche un verso della medaglia che non mi piace...
mi ricordo che guidare una volta voleva dire essere attenti alla guida,non c'erano tutte le distrazioni di adesso una su tutti i cellulari...
per non parlare dei navigatori e tutto il resto che fa passare la guida come una cosa secondaria... si va in macchina per spostarsi da un capo all'altro e non si fa la dovuta attenzione alla guida anche per la facilità di guida che ormai le macchine di oggi , anche la più scarsa delle utilitarie, hanno raggiunto...
qualcuno ha mai guidato la prima cinquecento? era una scommessa solo accenderla icon_asd.gif icon_asd.gif e le doppiette? e lo sterzo a crimagliera ?... icon_asd.gif icon_asd.gif oggi è tutto dannatamente facile da guidare e questo invece di aiutarci ci distrae e col traffico che è decuplicato non va bene eusa_think.gif
un'ultima trovata che non capisco è l'obbligatorietà di tenere le luci accese macchine e moto icon_evil.gif
prima almeno potevamo avere una migliore visibilità da parte dell'automobilista visto che con le luci accese eravamo una cosa "diversa"ora invece non ci vede più nessuno icon_evil.gif
 
7870746
7870746 Inviato: 17 Giu 2009 22:01
 

gsrteo ha scritto:

un'ultima trovata che non capisco è l'obbligatorietà di tenere le luci accese macchine e moto icon_evil.gif
prima almeno potevamo avere una migliore visibilità da parte dell'automobilista visto che con le luci accese eravamo una cosa "diversa"ora invece non ci vede più nessuno icon_evil.gif


Non ci vedono a prescindere dei fari... la risposta per tappare un minimo questa falla si chiama hi-vis e normativa EN 471...
 
7871197
7871197 Inviato: 17 Giu 2009 22:55
 

Citazione:
Infine, non credo potrà mai esistere qualcosa che ci salvi la vita


Io credo, al contrario, che tutto puo' salvarci la vita. Prodotti migliori hanno piu' probabilita' di farlo. La questione e' piuttosto scientifica e poco soggettiva.
Senza dubbio puo' accadere che alcuni incidenti siano mortali nonostante le migliori protezioni. Pero' puo' accadere anche che alcuni incidenti possano invece risultare semplici seccature piuttosto che lutti grazie a questa o quella tecnologia.
La sicurezza, sia attiva che passiva, e' semplicemente una questione statistica e di calcolo probabilistico. Abbassare le probabilita' di morte o di danno, quanto possibile, e' auspicabile e saggio, a mio avviso.
Naturalmente ciascuno e' libero di rischiare nella misura che preferisce, e personalmente non amo l'etica della propria sicurezza. Ciascuno e' responsabile delle sue scelte.
Certamente amo l'etica della sicurezza altrui: chi assume comportamenti rischiosi per il prossimo merita tutte le punizioni del mondo, ma questo e' un altro discorso.

Detto questo, io sono ben felice di premiare chi mi aiuta a restare in vita o a farmi meno male: aziende, amici, riviste, clubs icon_wink.gif , perche', personalmente, io preferisco non farmi male e ridurre il rischio (=probabilita') che qualcosa di negativo mi accada.

E devo dire che non sono nemmeno d'accordo sulla critica alla logica del profitto. Il profitto e' null'altro che il guadagno, e tutti vi abbiamo diritto a fronte del lavoro che svolgiamo.
La chiave, piuttosto, e' l'informazione e l'inganno che discende dalla sua assenza. Se io posso trarre profitto ingannando (ovvero, ad esempio, dicendo che la mia giacca resiste a tutto quando non e' vero), chiaramente i disonesti ne trarranno vantaggio a discapito degli onesti. Se invece non posso trarre profitto dall'inganno perche' l'informazione accurata (test, certificazioni, ecc) mi smentisce, allora la spinta al profitto sara' virtuosa (ricerca, nuove tecnologie, ecc).
 
7871667
7871667 Inviato: 17 Giu 2009 23:56
 

Comunque piu` gente come noi c`e` in strada e meglio e`.
La cultura dell`automobilista o del motociclista boss prepotente, o strafottente, e` ridicola.
Non funziona, per nessuno, credo che sia solo un`eredita` che ci siamo portati dietro
e che ora noi stiamo provando a cambiare.

In passato e`vero, spesso si era soliti dire: se succede qualcosa e` destino....
Vero, ma e` un deresponsabilizzarsi.

Rispondo:
Se succede qualcosa, e sono protetto, allora e` destino che io sia una persona saggia.
E questo vale per tutti voi.

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7874054
7874054 Inviato: 18 Giu 2009 10:39
 

una discussione molto interressante e come sempre il buon "vecchio" Frozen icon_biggrin.gif ci mostra con una sua testimonianza l'evoluzione di questo ambiente!!!

io sono troppo giovane per raccontare di aneddoti di quei tempi, ma mio padre che ne ha 70 di anni, ed è motociclista da quando ne aveva 18 me ne ha raccontata qualcuna...
e ancora oggi abbiamo uno dei tanti cimeli di famiglia...
un casco Laverda a scodella...in sughero...
con legacci in cuoio a cinghia e bottoni!!!
il solo pensiero di usare quel trabiccolo come protezione per la testa e ancor più avere il coraggio di chiamarlo casco, mi fa rabbrividire!! icon_rolleyes.gif icon_asd.gif

eppure 30 anni fa e più mio papà lo usava tranquillamente mentre guidava la sua moto, una Laverda 750 appunto...
usava perfino i giubotti in pelle mio papà...ma non immaginatevi i giubbotti di adesso, con pelle spessa e protezioni...niente di tutto ciò..

come han detto tutti il traffico veicolare è cambiato, le macchine e le moto si sono evolute e se le macchine hanno portato ad un incremento delle potenze ma anche della sicurezza (è innegabile che le automobili d'oggi siano moolto più sicure rispetto a quelle di 30 anni fa) , le moto si sono evolute, sempre più potenti...ma la sicurezzza è peggiorata!!!
nonostante l'evoluzione dei materiali per le protezioni ecc.
questo proprio per la natura instabile della moto!!!

dobbiamo ricordarci che mentre andiamo in moto siamo come moscerini... icon_rolleyes.gif icon_rolleyes.gif
l'effetto di un muro o di una macchina o un camion sul nostro corpo è lo stesso effetto del cupolino, del faro o della visiera del casco per un moscerino!!

possiamo corazzarci finchè vogliamo, ma un motociclista da un impatto ne esce sempre sconfitto... icon_rolleyes.gif icon_rolleyes.gif

quello che possiamo fare è continuare a spingere per avere protezioni sempre più efficienti nel loro campo d'azione, promuovere corsi di formazione alla guida e di sensibilizzazione (non solo per motociclisti)...
proprio per evitare e cercare di diminuire quanto più possibile quelle situazioni di rischio per i motociclisti!!



Saluti Desmo icon_biggrin.gif
 
7876907
7876907 Inviato: 18 Giu 2009 14:28
 

parlavo a pranzo con mio nonno di moto e motori e curiosamente è venuto fuori un argomento simile a quello trattato in questa discussione.

i sui racconti mi hanno fatto un po' rabbrividire riguardo l'aspetto della sicurezza nel passato: per esempio mi ha raccontato che girava per Roma con la sua vecchia lambretta 150 con sua moglie (mia nonna) dietro e sua figlia (mia madre) di pochi anni davanti dove si poggiano i piedi... il casco manco a parlarne!

però i tempi erano ben diversi! mi ha anche raccontato di un giro con la sua prima macchina nelle colline attorno a Potenza.... nessuna, ma nessuna macchina e in cima a un monterozzo un carabiniere lo fermò perchè aveva invaso di pochissimo la carreggiata opposta in una curva...

penso che una volta girare in moto non fosse solo per puro piacere personale (o per fare il figo) ma proprio per necessità! per mancaza di soldi a volte e non potersi permettere una macchina... difatti è proprio così che aveva fatto mio nonno... per questo immagino che si arrivasse ad un approccio con la moto diverso: visto proprio come mezzo di trasporto sostitutivo all'automobile e non solo per il proprio divertimento e per questo motivo forse trascurando il fattore sicurezza, visto come un fastidio.... oppure proprio non ci pensavano! ma come molti anche al giorno d'oggi purtroppo... icon_sad.gif
 
7877352
7877352 Inviato: 18 Giu 2009 15:13
 

Anch'io ho cominciato negli anni '70, e più precisamente nel '71.

Io e i miei amici eravamo casi a parte perchè usavamo il jet quando il casco non lo usava nessuno ed anzi era malvisto dalle FdO (un paio di anni dopo sono stato fermato dai carabinieri mentre uscivo di casa, portato in caserma e interrogato, solo perchè avevo il casco. Suppongo che da allora nella mia scheda ci sia scritto "uso ad aggirarsi su motociclo di tipo Gilera indossando un sedicente casco da motociclista di colore arancione").

Ah, e anche le frecce sulle moto erano vietate. Per indicare la direzione bisognava fare segno con la mano...

Nonostante i limiti di protezioni e dotazioni di sicurezza del tempo e il CdS "rilassato" praticamente nessuno del nostro gruppo si è mai fatto male seriamente. Io ricordo un amico che è caduto col Corsarino (lui casco jet, neppure un graffio, la zavorrina senza casco, trauma cranico), e un'altro che qualche anno dopo ha distrutto il 3 1/2 e si è rotto due costole. Ben poca roba rispetto ai bollettini di guerra che si sentono adasso...

Io poi ho smesso di andare in moto a metà degli anni '80, e ho ricominciato dal 2007. Devo dire che non mi aspettavo che la situazione fosse così peggiorata... da un lato telefonini e navigatori, dall'altro gente che guida come se stesse giocando alla playstation. Al tradizionale anziano col cappello che era più o meno l'unico pericolo serio ora si sono aggiunti ragazzini con le Smart, femmine isteriche col monovolume, scooteristi folli, assassini con il Suv, extracomunitari senza patente, motociclisti che giocano a "sverniciare", guidatori ubriachi e drogati e quant'altro.

Io fino ad ora me la sono cavata ( tie.gif ) semplicemente perchè sono sempre stato fissato con visibilità, distanze di sicurezza e guida prevedibile. Una volta queste cose bastavano e avanzavano, ora chissà... quello che si può fare è tenere basse le probabilità di farsi male (e qui suppongo che le protezioni possano essere utili), poi se uno vuole la sicurezza al 100% deve starsene a casa.
 
7878870
7878870 Inviato: 18 Giu 2009 18:20
 

non per essere sessiste, ma le donne al volante fanno davvero paura.. si buttano a pesce in ogni situazione a velocità folli...
l'altro giorno una signora un po' bolsa (avevo visto subito che era un pericolo alla prima intersezione che si era infilata con arroganza col suo mercedes)... fatalità avendola evitata prima me la ritrovo poche centinaia di metri più avanti che scarta e cambia corsia ... infilandosi nella mia sbattendosene allegramente di me.

Avevo anticipato la mossa con un certo anticipo e quindi non ho rischiato, ma le ho suonato imperiosamente. Lei svicola via facendo finta di niente. Al che interrompo il mio regime di crociera (motore fisso dai 2000 ai 3000 giri), rombo un'attimo e le sono accanto. La guardo malissimo. Lei non si gira nemmeno. Continua a fissare davanti a sè per non incrociare il mio sguardo furente. Lo vedo che lo fa apposta. Avesse chiesto almeno scusa sta zozzona. Macchè.

Mi sono trattenuto di andare avanti oltre nel guardarla male e ho trattenuto a fatica di darle una noccata sul finestrino... gli altri automobilisti avrebbero pensato che le facevo stalking.

Ho spesso il clacson in mano... anche in auto. suono alla grande a tutti quelli che guidano da pirla. Adotto una guida difensiva/agressiva. Gli automobilisti vanno educati che ci siamo anche noi. Io tiro fuori piedi e mani, guardo in faccia chi vuole infilarsi senza avere la precedenza. Andrà a finire prima o poi in rissa.

E se non bastassero le auto, vogliamo parlare dei motorini??? io supero le file solo quando sono sicuro che non ci sia nessuno nell'altro senso.

E invece no sti scooter che arrivano da tutte le parti? Se ne prendo uno col mio cb da 250 kg... altro fattore di rischio sono i vecchi con la moto nuova... vanno via alla pene di segugio. e non salutano. capita che mi sbraccio da distante a salutare, questi non fanno una piega... poi guardo meglio e vedo dei baffoni, una camicia a quadri e uno sguardo di uno che si è comprato la moto per l'ultimo colpo di gioventù prima della pensione senza sapere esattamente cosa sta facendo...

Perché noi 4 che ci teniamo alla pelle dobbiamo badare a tutti? a me stressa moltissimo. perché devo sempre stare attento che le auto che ho dietro non mi si mettano di fianco mentre sto procedendo? Perché devo vedere gente che mi entra nella mia corsia? perchè devo schivare motorini e scooter? perché mi devo veder arrivare moto da destra?

Mi volete rispettare la carreggiata santo dio? solo perché la moto è piu stretta non vuol dire che non deve avere la sua porzione di strada.
 
7879147
7879147 Inviato: 18 Giu 2009 18:53
 

Citazione:
io supero le file solo quando sono sicuro che non ci sia nessuno nell'altro senso.


Citazione:
perché mi devo veder arrivare moto da destra?


Concordo. Generalmente, a Roma, attraversando la citta' per meta' della sua estensione, vedo fare come dici 2 o 3 persone al giorno (incluso me).

Piu' che in minoranza ci si sente alieni sul pianeta sbagliato. icon_biggrin.gif

Ad ogni modo i miei sfavoriti sono gli scooter o i motorini che, fermo al semaforo, ti superano e si fermano proprio davanti alla tua ruota, in diagonale, quasi fossero a cavallo di un jet che sparisca al verde in una frazione di sceondo. Al verde, ovviamente, ti tocca aspettare lunghissimi secondi che, lentissimi, si levino dai piedi.
 
7879179
7879179 Inviato: 18 Giu 2009 18:58
 

Taym ha scritto:


Concordo. Generalmente, a Roma, attraversando la citta' per meta' della sua estensione, vedo fare come dici 2 o 3 persone al giorno (incluso me).

Piu' che in minoranza ci si sente alieni sul pianeta sbagliato. icon_biggrin.gif

Ad ogni modo i miei sfavoriti sono gli scooter o i motorini che, fermo al semaforo, ti superano e si fermano proprio davanti alla tua ruota, in diagonale, quasi fossero a cavallo di un jet che sparisca al verde in una frazione di sceondo. Al verde, ovviamente, ti tocca aspettare lunghissimi secondi che, lentissimi, si levino dai piedi.


non sanno le ignare teste di bigolo che noi abbiamo il potere del big four... basterebbe una sgasata per farli volare come panni stesi senza mollette in una giornata di bora
 
7882155
7882155 Inviato: 19 Giu 2009 1:25
 

Coniglione ha scritto:


non sanno le ignare teste di bigolo che noi abbiamo il potere del big four... basterebbe una sgasata per farli volare come panni stesi senza mollette in una giornata di bora


icon_mrgreen.gif
Che immagine poetica...
 
8922146
8922146 Inviato: 28 Nov 2009 10:40
 

Sfatiamo ( vorrei dire per sempre, ma evidentemente non può essere così, dato che periodicamente qualcuno dimostra di non sapere....) per l'ennesima volta un modo sbagliato di pensare: le moto di oggi SONO più sicure di quelle di ieri! io ho 53 anni e guida motociclette da quando ne avevo 14...quando ero un ragazzino vedevo morire i ragazzi con dei veri e propri pezzi di " ringhiere " con le ruote! tutto ferro, ruote scoplitissime dure come legno, cerchi a raggi, sospensioni a molle o comunque primissimi modelli con sospensioni telidrauliche, ma soprattutto FRENI A TAMBURO, che dopo qualche frenata violenta ti lasciavano andare dritto come un treno! quindi, mettetevelo bene in testa, le moto di oggi sono abissalmente più sicure!!! allora perchè si continua a morire? perchè mentre l'industria ha radicalmente innovato la tecnologia costruttiva dei veicoli, la società NON ha saputo far evolvere il suo popolo verso una consapevolezza maggiore, una responsabilizzazione maggiore, verso una maturità maggiore, in conseguenza di ciò, abbiamo visto proliferare disordine stradale, approssimazione nei regolamenti, un crescente " fai da te " tecnologico ( i ragazzi fanno modifiche inutili e a volte pericolose sui primi ciclomotori che possiedono, i 50ntini...) e tutto questo spesso si traduce in un solo risultato: qualche giovene ! bullo " si schianta con la sua moto....ai miei tempi non era obbligatorio il casco, ma io lo usavo ugualmente, ma solo quando prendevo l'autostrada, in città mai, e non sono mai caduto. Fortuna? no, la fortuna c'entra poco, io non ho mai fatto il cretino con la moto in città, quando volevo sfogarmi, andavo nella pista a dar fondo alla mia esuberanza testosteroidea! questo è il problema, oggigiorno abbiamo ridotto le nostre città in giganteschi autoparcheggi, abbiamo creato situazioni di traffico disumano ( a Milano stanno " tranquillamente " in coda per ore e ore ogni giorno, al mattino in un senso e alla sera nel senso opposto! ma sono davvero lobotomizzati!! ) che ormai è sfuggito ad ogni possibile regola, e in tutto questo gigantesco casino di ferraglie e plastiche che si muovono lentamente e disordinatamente, pretenderemmo anche di fare evoluzioni con una moto? io prevedo tempi bui per la moto, hanno cominciato con quella assurda cakkiata delle luci accese anche di giorno, grazie ai suggerimenti di quell'imbecille di cereghini, così adesso bruciamo lampade e batterie a tutto spiano!e per cosa?per mostrare la luce del faro e renderci più visibili...visibili a chi? ogni giorno per poter percorrere una qualunque strada cittadina, dobbiamo uscire dal mucchio selvaggio di auto e viaggiare su una corsia virtuale, ricavata dallo spazio esiguo tra le due colonne di auto quasi ferme nei due sensi! a che servono le luci? ad infastidire la gente che guarda negli specchietti e vede un continuo semprentone luminoso che li innervosisce e basta! grazie a cereghini....tra poco ci obbligheranno ad usare l'air bag da giubbotto....il casco già c'è, poi i guanti speciali, poi gli stivali speciali, poi ci faranno dotare le moto di speciali protezioni laterali, poi ....e poi....e poi.....ma nessuno, dico nessuno che abbia mai detto: mandiamo qualcuno nelle scuole, dalle elementeri fino all'università, a parlare di EDUCAZIONE CIVICA E STRADALE!!!!!!!questo è il problema!!! manca l'educazione ai giovani.....e non sarà certo una lampadina o un casco o un'altra minkiata a salvargli la vita, se lui decide di fare una gara di velocità in città per dimostrare di avere la " palle " !!!se prendi un bambino arabo e fin da piccolo gli dici " ammazza il cristiano....ammazza il cristiano....! ", lui da grande diventerà un terrorista....se gli dici che tutti gli uomini sono uguali, diventerà un bravo " utente " della Terra.....capito il concetto? mio figlio a 4 anni già guidava una motorettaa motore a scoppio....un piccolo prototipo di motocross....gli mettevo il casco, guanti, e andavamo in una zona sterrata al di fuori della strada ....man mano che cresceva ha raffinato ed evoluto la sua passione, oggi ha una R6 ed insieme abbiamo fatto il giro di tutta la liguria, basso piemonte e bassa lombardia, in tutta tranquillità, senza fare cavolate ( si, certo, qualche tirata ogni tanto, ma solo dove la larghezza e la tipologia della strada lo permetteva ), e siamo qui a testimoniarlo, quindi, per rispondere a quell'amico che diceva che un tempo le moto erano meno prestanti, quindi più sicure, dico, lascia perdere questo concetto, è totalmente sbagliato, un tempo, semplicemente NON C'ERA IL TRAFFICO PERCHE' NON ESISTEVANO LE AUTOMOBILI AMMUCCHIATE COME OGGIGIORNO!!!!!!!, ecco perchè era più agevole e meno rischioso circolare con una moto....oggi invece, è un terno al lotto usacire in moto e non restare coinvolto in un incidente causato quasi sempre da un automobilista distratto dal giornale o dal telefonino!!!!!! ma lasciamo perdere, potrei raccontarvi episodi incredibili di automobilisti ai quali io, se fossi l'autorità, toglierei IMMEDIATAMENTE ogni patente! invece circolano con il suv! ( stupid urban veichles) personalmente ho da poco subito un danno alla mia Fazer, da parte di un cretino con un suv che....non mi aveva visto! per forza, stava leggendo il giornale alla guida, mentre rispondeva al cellulare!!!!!!! ed io gli ho suonato, ho urlato ma inutilmente, lui semplicementenon era presente al momento con la sua testa!! capito perchè ( anche ) si cade in moto? e che protezioni possiamo avere contro questo genere di imbecilli patentati? bastano le luci accese? il casco? i guanti?gli stivali?l'air bag? a che serve tutto questo, se poi una cretino con una macchina di 20 tonnellate ti passa sopra senza neppure vederti? capito qual'è il problema? amici miei, credetemi, la moto in se e per se NON è pericolosa, è l'uso sbagliato che ne aumenta il pericolo, ma nessuna legge obbligatoria potrà mai eliminare il pericolo totalmente, se non aggiustiamo la testa di chi guida!! quindi, il consiglio di un veterano delle due ruote: in città massima prudenza e attenti agli autobus, camion, e suv ( la cocaina è diffusissima tra gente che guida molto per sopportare la fatica!!), e quando volete sfogare la vostra esuberanza, organizzatevi con gli amici, affittate un camper con carrello per le moto, andate a Varano, Mugello o in qualunque altro posto dove ci sia una pista e li, solo li sfogate tutto il vostro potenziale sulle due ruote....magari potrette pertmettervi solo un paio di uscite all'anno, ma vi assicuro che saranno la più belle in assoluto e vi daranno talmente tanta soddisfazione da farvi stare buoni e calmi fino alla volta successiva!!! ciao a tutti
 
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