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Il futuro dei giovani.....si, ma quale futuro!!
14784764
14784764 Inviato: 22 Dic 2013 19:13
 

Sonmaury5 ha scritto:
e ricordiamoci che se qua è grigia, all'estero lo è ancora di piu, senza un titolo....

vai, studia, fatti una cultura e una posizione e poi ne riparliamo!

Sonmaury5 mi dispiace darti contro ma vedo (sia per esperienza personale che indirettamente legata a me) gentr che senza un titolo di studio (leggasi maturita'/laurea ) occupa posti di lavoro molto specializzati e chiave all interno dell azienda dove lavora. Sopratutto all estero..che come dici te dovrebbe essere peggio della madre patria..Verissimo che qui a MUC BMW e Siemens vanno a prendere i neo laureandi direttamente all uni per offrirgli un posto di lavoro, ma gente con SOLO un apprendiststo puo' ricoprire ruoli che un neo laureando si sogna..
 
14784921
14784921 Inviato: 22 Dic 2013 21:58
 

olegmrt ha scritto:
Sonmaury5 mi dispiace darti contro ma vedo (sia per esperienza personale che indirettamente legata a me) gentr che senza un titolo di studio (leggasi maturita'/laurea ) occupa posti di lavoro molto specializzati e chiave all interno dell azienda dove lavora. Sopratutto all estero..che come dici te dovrebbe essere peggio della madre patria..Verissimo che qui a MUC BMW e Siemens vanno a prendere i neo laureandi direttamente all uni per offrirgli un posto di lavoro, ma gente con SOLO un apprendiststo puo' ricoprire ruoli che un neo laureando si sogna..





i miei esempi invece sono tutti di persone che sono andate in GERMANIA e vengono trattate peggio degli ebrei ai tempi del fascismo... probabilmente le persone che conosco io valgono veramente poco e quindi ricoprono il ruolo che meritano, le persone che conosci tu invece, sono probabilmente delle persone brillanti e capaci e che quindi riescono ad avere una possibilità in piu rispetto all'italia..... buon per loro allora icon_wink.gif

in ogni caso, io un titolo me lo prenderei comunque, visto anche l'interesse dimostrato dal ragazzo.... e poi, non si sa mai..... se fuori dall'italia, c'è un posto anche per chi non ha un titolo, avere una qualifica in piu da molti piu sbocchi..... poi chiaramente c'è chi (come le persone che conosco) raggiunge l'apice del successo, lucidando le scarpe dei passanti e chi invece ambisce a diventare quello che le scarpe se le fa lucidare.....
 
14785171
14785171 Inviato: 23 Dic 2013 8:42
 

Sonmaury5 ha scritto:
i miei esempi invece sono tutti di persone che sono andate in GERMANIA e vengono trattate peggio degli ebrei ai tempi del fascismo... probabilmente le persone che conosco io valgono veramente poco e quindi ricoprono il ruolo che meritano, le persone che conosci tu invece, sono probabilmente delle persone brillanti e capaci e che quindi riescono ad avere una possibilità in piu rispetto all'italia..... buon per loro allora icon_wink.gif

in ogni caso, io un titolo me lo prenderei comunque, visto anche l'interesse dimostrato dal ragazzo.... e poi, non si sa mai..... se fuori dall'italia, c'è un posto anche per chi non ha un titolo, avere una qualifica in piu da molti piu sbocchi..... poi chiaramente c'è chi (come le persone che conosco) raggiunge l'apice del successo, lucidando le scarpe dei passanti e chi invece ambisce a diventare quello che le scarpe se le fa lucidare.....


Forse mi son espresso male io e non volevo insinuare che le persone che ho conosciuto io siano il meglio del meglio. Le persone che ho conosciuto io ( e per il 90% pur parlando il tedesco di tedesco han solo il VW parcheggiato sotto casa ) rispetto a un neo laureando ricoprono cariche piu alte per il semplice fattoc he con il percorso che abbiamo intapreso ( si faccio parte pure io ) ci ha portato ad avere esperienza nel mondo del lavoro e conoscenze pratiche che ci permettono di ricoprire ruoli importanti. Il mio capo reparto é appena 4 anni piu vecchio di me e viene anche lui dall´italia ( "scappato" 8 anni fa) e ha solo un apprendistato.
Purtroppo quello che mi hai raccontato te, sul fatto che i tuoi conoscenti vengono trattti male, beh..mi dispiace..e so cosa significhi. Purtroppo questo é un altro discorso: i tedeschi non vedono di buon occhio gli italiani e si..piu di una volta mi son sentito dire "passami un tuo collega che tanto come italiano capisci nulla". Ma questi son due discori separati per come la vedo io. Magari mi sbaglio, ma un conto é l´importanza della laurea ( ovvio che se si puó fare e si hanno le doti per farla allora ben venga!) e un conto sono i rapporti che una nazione ha con gente di altra nazionalitá.

V
 
14786782
14786782 Inviato: 24 Dic 2013 18:26
 

olegmrt ha scritto:
Forse mi son espresso male io e non volevo insinuare che le persone che ho conosciuto io siano il meglio del meglio. Le persone che ho conosciuto io ( e per il 90% pur parlando il tedesco di tedesco han solo il VW parcheggiato sotto casa ) rispetto a un neo laureando ricoprono cariche piu alte per il semplice fattoc he con il percorso che abbiamo intapreso ( si faccio parte pure io ) ci ha portato ad avere esperienza nel mondo del lavoro e conoscenze pratiche che ci permettono di ricoprire ruoli importanti. Il mio capo reparto é appena 4 anni piu vecchio di me e viene anche lui dall´italia ( "scappato" 8 anni fa) e ha solo un apprendistato.
Purtroppo quello che mi hai raccontato te, sul fatto che i tuoi conoscenti vengono trattti male, beh..mi dispiace..e so cosa significhi. Purtroppo questo é un altro discorso: i tedeschi non vedono di buon occhio gli italiani e si..piu di una volta mi son sentito dire "passami un tuo collega che tanto come italiano capisci nulla". Ma questi son due discori separati per come la vedo io. Magari mi sbaglio, ma un conto é l´importanza della laurea ( ovvio che se si puó fare e si hanno le doti per farla allora ben venga!) e un conto sono i rapporti che una nazione ha con gente di altra nazionalitá.

V



aspetta aspetta, forse ti sono sembrato sarcastico icon_wink.gif io ero serio..... sicuramente le persone che conosci tu hanno grandi capacità e sopperiscono la mancanza di un titolo con delle qualità che nel mopndo del lavoro aprono tantissime porte.... di fatti, hai detto che hanno esperienza e conoscenza della lingua....
per il discorso dei rapporti tra stati o tra popolazioni, beh, quello è un'altro discorso...
 
14786925
14786925 Inviato: 24 Dic 2013 21:11
 

Io posso solo dare un giudizio "storico" visto che giovane non lo sono più. Ho buttato via,ma forse no anni di vita per un diploma di perito elettrotecnico e stavo finendo la laurea in chimica nucleare perchè avevo "un posto" raccomandato ....diciamolo pure....come prof alle medie.
Poi la "raccomandazione" è morta e al posto di una cattedra mi sono trovato al volante di un pulmann granturismo (grazie alla patente che avevo preso a naja) se no ero a spasso. E guadagnavo di più che non a scuola. Ho girato parecchio e conosciuto un sacco di gente.
Poi,lavori in ditte varie,manutenzione,riparazione,ho lavorato presso una officina moto,insomma mi sono saputo adattare. Il lavoro che mi piace? Non lo so ,non l'ho ancora trovato ma l'importante è che lo scegliamo NOI! Non che un altro lo scelga per noi.
Ho avuto a che fare con vari lauerati,alcuni spocchiosi e odiosi che ti facevano pesare la laurea a pieni voti e altri che invece erano affabili e cercavano di fare il meglio. Non c'è una regola. e forse non c'è mai stata.
Il mondo si sta "specailizzando" e ogni oggetto con cui abbiamo a che fare è sempre più complesso,ma sarà la cosa giusta? La radio a valvole la riparavano tutti,lo stereo della bose appena comprato magari no. Difatti il mio stereo non è della bose e ha più o meno la mia età. Ma è la soluzione giusta? Chi può dare una risposta. Oramai è tutto un mondo di "carta" la certificazione per quello,la qualifica per l'altro e poi? Qualcosa va e qualcosa no.
Sono contento di essere nato nel 70 e non nel 90.
 
14789674
14789674 Inviato: 28 Dic 2013 19:31
 

Doc_express ha scritto:
Io posso solo dare un giudizio "storico" visto che giovane non lo sono più. Ho buttato via,ma forse no anni di vita per un diploma di perito elettrotecnico e stavo finendo la laurea in chimica nucleare perchè avevo "un posto" raccomandato ....diciamolo pure....come prof alle medie.
Poi la "raccomandazione" è morta e al posto di una cattedra mi sono trovato al volante di un pulmann granturismo (grazie alla patente che avevo preso a naja) se no ero a spasso. E guadagnavo di più che non a scuola. Ho girato parecchio e conosciuto un sacco di gente.
Poi,lavori in ditte varie,manutenzione,riparazione,ho lavorato presso una officina moto,insomma mi sono saputo adattare. Il lavoro che mi piace? Non lo so ,non l'ho ancora trovato ma l'importante è che lo scegliamo NOI! Non che un altro lo scelga per noi.
Ho avuto a che fare con vari lauerati,alcuni spocchiosi e odiosi che ti facevano pesare la laurea a pieni voti e altri che invece erano affabili e cercavano di fare il meglio. Non c'è una regola. e forse non c'è mai stata.
Il mondo si sta "specailizzando" e ogni oggetto con cui abbiamo a che fare è sempre più complesso,ma sarà la cosa giusta? La radio a valvole la riparavano tutti,lo stereo della bose appena comprato magari no. Difatti il mio stereo non è della bose e ha più o meno la mia età. Ma è la soluzione giusta? Chi può dare una risposta. Oramai è tutto un mondo di "carta" la certificazione per quello,la qualifica per l'altro e poi? Qualcosa va e qualcosa no.
Sono contento di essere nato nel 70 e non nel 90.




nel tuo messaggio leggo la risposta....

ormai il futuro è tutto nel pezzo di carta e lo dice uno che non ha mai amato studiare.... purtroppo però anche per pulire le scale serve una laurea.... tra vedere non vedere, io il percorso l'ho concluso e il titolo me lo sono preso, meglio averlo qualcosa in tasca, che non si sa mai... conosco persone che non hanno continuato perche hanno trovato un'opportunità seria e altri che hanno mollato perche tanto "il lavoro non c'è" i primi stanno lavorando, i secondi sono al bar a non fare nulla.....

alla fine dei conti, secondo me, se si trova un lavoro e si ha la testa, va bene mettere il lavoro prima dello studio, ma in mancanza io ho preferito continuare il mio percorso....

come dici tu, non c'è una regola da seguire, ma io sinceramente non escluderei nessuna possibilità e comunque, tra una lavoro incerto e un titolo che apre delle porte, meglio optare per la seconda strada.....
 
14798388
14798388 Inviato: 6 Gen 2014 20:13
 

Sonmaury5 ha scritto:
nel tuo messaggio leggo la risposta....

ormai il futuro è tutto nel pezzo di carta e lo dice uno che non ha mai amato studiare.... purtroppo però anche per pulire le scale serve una laurea.... tra vedere non vedere, io il percorso l'ho concluso e il titolo me lo sono preso, meglio averlo qualcosa in tasca, che non si sa mai... conosco persone che non hanno continuato perche hanno trovato un'opportunità seria e altri che hanno mollato perche tanto "il lavoro non c'è" i primi stanno lavorando, i secondi sono al bar a non fare nulla.....

alla fine dei conti, secondo me, se si trova un lavoro e si ha la testa, va bene mettere il lavoro prima dello studio, ma in mancanza io ho preferito continuare il mio percorso....

come dici tu, non c'è una regola da seguire, ma io sinceramente non escluderei nessuna possibilità e comunque, tra una lavoro incerto e un titolo che apre delle porte, meglio optare per la seconda strada.....


Si, ma in questo momento, QUALE titolo apre realmente le porte sul mondo del lavoro???

Vi spiego un pò meglio la mia situazione....
Papà odontotecnico, e svariati parenti dalla parte di mio papà che sono dentisti.
Al cenone di Natale noi siamo arrivati in Golf, loro in Porches, Hummer, ecc.....

Inutile dire che i miei spingono affinchè faccia odontoiatria.
Se ci si pensa un attimo....lavoro garantito, soldi a palate....MA: per fare l'odontoiatria bisogna farsi 6 anni di studi, di materie che sinceramente fatico a pronunciare!!
Quindi, ingoiare rospi (anzi, MACIGNI) per anni, e poi ritrovarsi a fare un lavoro che in fondo non si ama nemmeno (che però porta ingenti guadagni e un lavoro sicuro) o Seguire un pò il cuore, Correre il rischio e fare qualcosa che appassiona??
E' questa la domanda che faccio, e sinceramente, dopo tante belle, bellisime parole che ho letto, una risposta non l'ho ancora trovata.
 
14798826
14798826 Inviato: 7 Gen 2014 8:46
 

Beh questa è una scelta tua, sei tu che devi scegliere se avere la certezza di un lavoro sicuro che porta soldi oppure qualcos'altro. Però non esiste nulla che ti possa garantire di avere un lavoro sicuro e ben retribuito come quello che ti offre tuo padre. Anche perchè se devi metterti in gioco ci sono mille altri rischi che in quel caso non avresti.
 
14799447
14799447 Inviato: 7 Gen 2014 16:11
 

Hondacross95 ha scritto:
Si, ma in questo momento, QUALE titolo apre realmente le porte sul mondo del lavoro???



Ma soprattutto anche se un titolo,ad oggi,apre delle porte sul mondo del lavoro,si potrà dire lo stesso tra cinque sei o sette anni quando si avrà la laurea in mano?

Ultima modifica di painkiller92 il 7 Gen 2014 16:16, modificato 1 volta in totale
 
14799450
14799450 Inviato: 7 Gen 2014 16:14
 

bognagol ha scritto:
Beh questa è una scelta tua, sei tu che devi scegliere se avere la certezza di un lavoro sicuro che porta soldi oppure qualcos'altro. Però non esiste nulla che ti possa garantire di avere un lavoro sicuro e ben retribuito come quello che ti offre tuo padre. Anche perchè se devi metterti in gioco ci sono mille altri rischi che in quel caso non avresti.


Quando hai a che fare con la vita e la salute delle persone,gli stimoli devono essere molto superiori e nobili rispetto al semplice fare soldi e al lavoro sicuro.

IMHO ovviamente.
 
14799502
14799502 Inviato: 7 Gen 2014 16:50
 

io rispondevo solo alla domanda che ha fatto Hondacross95...
 
14799916
14799916 Inviato: 7 Gen 2014 21:46
 

painkiller92 ha scritto:
Ma soprattutto anche se un titolo,ad oggi,apre delle porte sul mondo del lavoro,si potrà dire lo stesso tra cinque sei o sette anni quando si avrà la laurea in mano?


un esempio delle superiori:
ho frequentato un itis elettronica e telecomunicazioni

tutti i miei compagni entro pochi anno hanno trovato posto ... anche quelli che sono usciti con un 60
e non proprio contratto a progetto ecc
ma a contratto determinato e indeterminato

questo siccome la scuola che ho fatto permetteva (spero anche adex) di imparare moltissime cose


come ITIS era (non so adesso) tra le più toste in zona siccome si doveva studiare tantissimo

io ho deciso di continuare in un campo parallelo dell'elettronica --> informatica

parlando con i docenti è saltato fuori che gli studenti d'informatica è difficile che non trovino lavoro dopo la laurea triennale o magistrale anzi entro due mesi max tre tutti trovano un posto di lavoro
Calcolate che la mia università è piccolina e il numero degli iscritti alla magistrale è davvero esiguo

Poi ho un esempio in famiglia .... nono voglio dire il grado di parentela >>>>>>
biologa marina non riesce a trovare lavoro in italia e all'estero ... continua a fare stage su stage eusa_wall.gif eusa_wall.gif eusa_wall.gif eusa_wall.gif

parlando poi con i ragazzi che frequentano il dottorato è saltato fuori che il dottorato è inutile .... in italia è visto come una cosa superflua ma all'estero danno tantissimo peso a questo icon_asd.gif
 
14800340
14800340 Inviato: 8 Gen 2014 10:04
 

Ecco appunto, con le materie tecniche bene o male il lavoro lo si trova, con le altre non si trova niente... o poco più...
Alla fine si criconduce tutto a questo...
Ps le vie di mezzo tipo archtettura portano a vie di mezzo, o non si trova o si trova e si è supersfruttati...
 
14801323
14801323 Inviato: 8 Gen 2014 21:00
 

infatti io metterei a numero molto ristretto tutte quelle facoltà che hanno il mercato del lavoro saturo
come ad esempio:
economia, giurisprudenza, letteratura ecc ecc

sono sempre importanti ma i posti di lavoro sono davvero molto risicati

invece lascerei open quelle facoltà che permettono di trovare un giusto impiego ai giovani.
 
14803307
14803307 Inviato: 10 Gen 2014 9:54
 

topo ha scritto:
infatti io metterei a numero molto ristretto tutte quelle facoltà che hanno il mercato del lavoro saturo
come ad esempio:
economia, giurisprudenza, letteratura ecc ecc

sono sempre importanti ma i posti di lavoro sono davvero molto risicati

invece lascerei open quelle facoltà che permettono di trovare un giusto impiego ai giovani.



Sarò una bestia, ma fosse per me, letteratura la toglierei proprio....
 
14803315
14803315 Inviato: 10 Gen 2014 10:00
 

cinfru ha scritto:
Sarò una bestia, ma fosse per me, letteratura la toglierei proprio....

Beh ogni materia e facolta ha il diritto e il dovere di essere studiata....
 
14803328
14803328 Inviato: 10 Gen 2014 10:10
 

certo, certo, io esprimo solo un'opinione.
Vorrei però anche tenere conto dei costi 'sociali' di mantenere viva una facoltà che poi non dà un ritorno (materiale) al livello delle altre facoltà.

Ingegneria produce ingegneri, quindi va bene investirci per ovvi motivi di ritorno economico.
Medicina produce medici, quindi migliora la qualità della vita, e quindi un ritorno per la società.

Se il mercato non vuole laureati in letteratura, o cambiamo la facoltà facendo studiare qualcosa che serve al mercato, oppure le alternative sono che la togliamo di mezzo, o come suggerite voi, la lasciamo studiare a chi veramente poi metterà a frutto l'investimento, solo un numero ristretto.

Poi è giustissimo mantenere un presidio culturale come l'ateneo, rappresentativo della nostra identità nazionale, tricche e balacche....ma investiamoci il giusto!

Idem filosofia, scienze politiche, ecc....

Poi se uno vuole studiare letteratura e diventare uno scrittore....boh, non so quanti scrittori sono laureati in letteratura, al giorno d'oggi.
 
14803331
14803331 Inviato: 10 Gen 2014 10:14
 

cinfru ha scritto:
Poi se uno vuole studiare letteratura e diventare uno scrittore....boh, non so quanti scrittori sono laureati in letteratura, al giorno d'oggi.

Laurea in letteratura significa anche "produrre" insegnanti di lettere, non solo scrittori.
Certo, se poi non si investe sulla scuola...
 
14803332
14803332 Inviato: 10 Gen 2014 10:16
 

eh, appunto........insegnanti di lettere che generano altri insegnanti di lettere. Un loop infinito.

Come dicevo, giusto tramandare la propria cultura, investendoci il giusto.
 
14803349
14803349 Inviato: 10 Gen 2014 10:30
 

cinfru ha scritto:
eh, appunto........insegnanti di lettere che generano altri insegnanti di lettere. Un loop infinito.

Come dicevo, giusto tramandare la propria cultura, investendoci il giusto.

Beh insegnati di lettere servono nelle scuole superiori, sia che tu faccia il calssico che tu faccia un istituto tecnico sia che tu faccia l'alberghiero...
Non è insegnanti di lettere per le facoltà di lettere....
Poi non si può investire solo in certe università, perchè se non come già sta accadendo adesso, tutti vanno a fare ingegneria e alla fine un ingegnere è alla stregua di un impiegato molto qualificato e nulla più... e allo stesso modo non possiamo avere centinaia di migliaia di medici a meno di non avere ognuno il medico personale... per ogni tipo di malattia....
 
14803459
14803459 Inviato: 10 Gen 2014 11:35
 

cinfru ha scritto:
eh, appunto........insegnanti di lettere che generano altri insegnanti di lettere. Un loop infinito.

Mah... al liceo scientifico avevo un insegnante di lettere ed uno di filosofia e storia
Mia figlia alle superiori (istituto professionale) aveva un insegnante di lettere ed uno di psicologia...
Certo, se poi vogliamo eliminare lettere dalle superiori ad indirizzo non umanistico non stupiamoci poi del fatto che gli ingegneri non sappiano scrivere un CV in italiano corretto.
 
14803461
14803461 Inviato: 10 Gen 2014 11:38
 

aaah, allora apriamo un altro vaso di pandora.
Su quello secondo me sbagliano le aziende.
Mi permetto un esempio pratico, spero sia comprensibile per tutti, anche quelli non del settore.

Tra le tante cose che fa la mia azienda, c'è pure del SW.

Ora dico, per scrivere un programmino in C o C++ o quel che vuoi.....mica serve il professorone.

Per fare l'architettura di un megasistemone ok, ma per fare il tastierista, basta un bravo ragazzo che ha studiato le cose giuste al liceo....

Per gli ingegneri che scrivono il cv sbagliato, andrei a guardare anche i giornalisti e gli strafalcioni che mettono nei giornali....
 
14804984
14804984 Inviato: 11 Gen 2014 18:22
 

cinfru ha scritto:
aaah, allora apriamo un altro vaso di pandora.
Su quello secondo me sbagliano le aziende.
Mi permetto un esempio pratico, spero sia comprensibile per tutti, anche quelli non del settore.

Tra le tante cose che fa la mia azienda, c'è pure del SW.

Ora dico, per scrivere un programmino in C o C++ o quel che vuoi.....mica serve il professorone.

Per fare l'architettura di un megasistemone ok, ma per fare il tastierista, basta un bravo ragazzo che ha studiato le cose giuste al liceo....

Per gli ingegneri che scrivono il cv sbagliato, andrei a guardare anche i giornalisti e gli strafalcioni che mettono nei giornali....


per fare un programmino può bastare un ragazzo con la passione
per scrivere un SW che sia in grado di evolvere nel tempo, manterene costi basti sia di sviluppo,tempo

Questo lo impari molto all'univ che al lavoro


un laureato DEVE essere capace di scrivere un programma in modo tale da rispettare determinati parametri.
poi dipende cosa uno vuole fare .... l'informativa è un ambiente davvero molto vasto
 
14806319
14806319 Inviato: 13 Gen 2014 7:13
 

42 ha scritto:
Mah... al liceo scientifico avevo un insegnante di lettere ed uno di filosofia e storia
Mia figlia alle superiori (istituto professionale) aveva un insegnante di lettere ed uno di psicologia...
Certo, se poi vogliamo eliminare lettere dalle superiori ad indirizzo non umanistico non stupiamoci poi del fatto che gli ingegneri non sappiano scrivere un CV in italiano corretto.



Mi permetto di commentare nello specifico l'ultima parte del tuo post.
Hai ragione, è veramente indegno che ci siano ingegneri che sbagliano i congiuntivi (se non l'ortografia).

E' altrettanto indegno che ci siano laureati in materie umanistiche che non sanno contare, non sanno cambiarsi una lampadina, o che in generale rifiutino qualunque discorso che possa sfondare nel tecnico, schifandolo.

Allo stesso modo, sapranno bene l'italiano, ma in inglese più che 'good morning, the pen is on the table' (credendo che PEN sia il pene), non riescono a dire.

Comunque mi pare, come ingegnere, di non commettere particolari strafalcioni grammaticali o sintattici, almeno in questi post, e sottolineo che sul lavoro parlo quotidianamente molto più in inglese che in italiano.

Per come si sta evolvendo il modo di lavorare, almeno per come la vedo io, se vuoi fare l'ingegnere per prima cosa devi parlare l'inglese. Io stesso richiedo i CV strettamente in inglese, se non ce l'hanno vuol dire che non sanno manco tradursi quelle 10 righe dall'italiano, quindi li scarto a priori.
 
14806706
14806706 Inviato: 13 Gen 2014 13:25
 

cinfru ha scritto:
Comunque mi pare, come ingegnere, di non commettere particolari strafalcioni grammaticali o sintattici, almeno in questi post, e sottolineo che sul lavoro parlo quotidianamente molto più in inglese che in italiano.

Non vorrei che l'avessi presa sul personale, quindi vorrei specificare che ho usato l'esempio dell'ingegnere in quanto universalmente riconosciuto come stereotipo della professione che più si allontana dalle materie umanistiche... che era l'argomento del post che ho commentato.

Se si fosse parlato di (in)utilità delle lauree scientifiche avrei fatto lo stesso esempio che hai fatto tu, magari usando come stereotipo il laureato in lettere antiche che non sa da che parte ruotare un rubinetto per aprire o chiudere il gas icon_wink.gif

Sta di fatto che (secondo me) si sta andando (è un bene? è un male?) verso una formazione scolastica, specie dalle superiori in poi, che tende ad essere sempre più specialistica, demandando al piacere o all'interesse personale la conoscenza delle materie non strettamente connesse con la professione (si spera) futura.
 
14807754
14807754 Inviato: 14 Gen 2014 8:41
 

cinfru ha scritto:
Mi permetto di commentare nello specifico l'ultima parte del tuo post.
Hai ragione, è veramente indegno che ci siano ingegneri che sbagliano i congiuntivi (se non l'ortografia).

E' altrettanto indegno che ci siano laureati in materie umanistiche che non sanno contare, non sanno cambiarsi una lampadina, o che in generale rifiutino qualunque discorso che possa sfondare nel tecnico, schifandolo.

Allo stesso modo, sapranno bene l'italiano, ma in inglese più che 'good morning, the pen is on the table' (credendo che PEN sia il pene), non riescono a dire.

Comunque mi pare, come ingegnere, di non commettere particolari strafalcioni grammaticali o sintattici, almeno in questi post, e sottolineo che sul lavoro parlo quotidianamente molto più in inglese che in italiano.

Per come si sta evolvendo il modo di lavorare, almeno per come la vedo io, se vuoi fare l'ingegnere per prima cosa devi parlare l'inglese. Io stesso richiedo i CV strettamente in inglese, se non ce l'hanno vuol dire che non sanno manco tradursi quelle 10 righe dall'italiano, quindi li scarto a priori.

ragazzo mio, ragazzo mio, non puoi nominarmi i congiuntivi e poi sbaglarmeli...
sbaglino
sappiano
sappiano

L'ultimo ovviamnee non è un congiuntivo sbagliato, ma non so se è propriamnete corretto il termine, io avrei usato sfociare icon_wink.gif
comunque un ultima cosa, per il discorso dei curriculum in inglese mi sembra un po' una banalità. Io sono italiano e parloitaliano se mando il curriculum ad un azienda italiana lo scrivo in italiano. Se loro vogliono testare il mio inglese mi chiederanno qualcosae mi faranno domande. Ma così si rischia solo di perdere gente competentee basta.
 
14809012
14809012 Inviato: 15 Gen 2014 0:14
 

Un paio di risposte:

- figuratevi se me la prendo sul personale, siamo su un forum e ci scambiamo le idee, chi se ne frega anche se mi mandate a quel paese....
- bognagol....ma sei sicuro che in quella frase ci vadano i congiuntivi? Il congiuntivo l'avevo usato dicendo che 'è vergognoso che ci SIANO'....e vabbè, come ti dicevo, è vergognoso che ci siano ingegneri che non sappiano i congiuntivi (però la frase così a me suona veramente sgraziata). Nel mio caso specifico, mi perdonerete....negli ultimi 3 anni ho vissuto 1 anno in Cina e gli ultimi 2 in Australia (vi sto scrivendo appunto dal Nord della regione del Pilbara, Western Australia)....praticamente mi esercito a scrivere in italiano qua sul forum.....
- per i CV in italiano: la mia azienda lavora per il 10% in Italia, il resto all'estero. Cosa che sta succedendo a tantissime aziende italiane. Inoltre, i manuali di qualunque cosa sono in inglese. Se non sai l'inglese, secondo me, fai ben fatica.
 
14809109
14809109 Inviato: 15 Gen 2014 8:50
 

cinfru ha scritto:
Un paio di risposte:

- figuratevi se me la prendo sul personale, siamo su un forum e ci scambiamo le idee, chi se ne frega anche se mi mandate a quel paese....
- bognagol....ma sei sicuro che in quella frase ci vadano i congiuntivi? Il congiuntivo l'avevo usato dicendo che 'è vergognoso che ci SIANO'....e vabbè, come ti dicevo, è vergognoso che ci siano ingegneri che non sappiano i congiuntivi (però la frase così a me suona veramente sgraziata). Nel mio caso specifico, mi perdonerete....negli ultimi 3 anni ho vissuto 1 anno in Cina e gli ultimi 2 in Australia (vi sto scrivendo appunto dal Nord della regione del Pilbara, Western Australia)....praticamente mi esercito a scrivere in italiano qua sul forum.....
- per i CV in italiano: la mia azienda lavora per il 10% in Italia, il resto all'estero. Cosa che sta succedendo a tantissime aziende italiane. Inoltre, i manuali di qualunque cosa sono in inglese. Se non sai l'inglese, secondo me, fai ben fatica.


si si, sui congiuntivi sono sicuro. Usare il presente è un modo colloquiale, che oramai è divenuto di uso pubblico, ma il modo corretto è da usare è il congiuntivo. é anche vero che oramai quasi tuti usano il presente o l'imperfetto a seconda della frase e a volte capita anche a me. Dipende molto dal contesto in cui si sta scrivendo e da quanto ci si distrae per fattori esterni(esempio, una discussione concitatà dove è più importatne far passere un concetto che non il linguaggio corretto con cui scriverlo)
Per l'inglese, non ho detto che non sia importante, ma semplicemente che selezionare un curriculum perchè è scritto in inglese anziche in italiano non mi sembra un buon criterio. PErchè non hai valutato effettivamente le conoscenze in lingua di una persona.
Esempio stupido: hai 2 persone una ha lavorato 10 anni a londra, vuole toranre i n italia manda il curriculum, in italiano ad un azienda. un a'ltro a lavorato 10 anni in italia e manda il curriculum in inglese alla stesssa azienda. Ora secondo il tuo ragionamento quello che ha lavorato a londra verrebbe scartato a priori perchè ha scritto il curriculum in italiano,
Secondo me per valutare una persona bisogna sempre avere un colloquio, o almeno valutare attentamente quello che è scritto sul curriculum e solo in base alla lingua con cui è scritto icon_wink.gif
 
14809488
14809488 Inviato: 15 Gen 2014 14:49
 

bognagol ha scritto:

Esempio stupido: hai 2 persone una ha lavorato 10 anni a londra, vuole toranre i n italia manda il curriculum, in italiano ad un azienda. un a'ltro a lavorato 10 anni in italia e manda il curriculum in inglese alla stesssa azienda. Ora secondo il tuo ragionamento quello che ha lavorato a londra verrebbe scartato a priori perchè ha scritto il curriculum in italiano,
Secondo me per valutare una persona bisogna sempre avere un colloquio, o almeno valutare attentamente quello che è scritto sul curriculum e solo in base alla lingua con cui è scritto icon_wink.gif



Aspe, non siamo proprio dei nazifascisti che scartano i CV così....è ovvio che guardo le competenze e tutto, ma RICHIEDO il CV in inglese, con la qualifica eventuale, se hanno fatto i corsi.
Non è un dato che certifichi nulla (basta che te lo fai tradurre), ma secondo me, in ingegneria (specie elettronica, elettrica, ecc...) se un non sa l'inglese è fottuto. Del resto al colloquio, se non sa l'inglese, lo sgamiamo subito.

Insisto: sono 10 anni che leggo documenti di apparecchiature in inglese, e nell'80% dei casi nel manuale l'italiano non è disponibile.
Perciò almeno leggere, devi essere in grado.
Appena laureato ho lavorato in una grande azienda (non dico il gruppo, ma per farvi un'idea: 500mila dipendenti, diretti e non), nella sede locale della mia città, e il capo della sezione locale (italiano) pretendeva che gli rispondessi sempre in inglese (nonostante lui mi interrogasse in italiano). Questo 10 anni fa.

Pertanto, mia opinione: se capiti nell'aziendina che fa lavoretti per la provincia, allora ok.
Se capiti nella grande impresa che lavora con l'estero (100% delle grandi imprese)....boh, io sono scettico che te la cavi (scusa, che tu te la possa cavare). Sei tutto il giorno a che fare con inglesi, tedeschi, francesi, americani, orientali, juventini, ecc...siano essi fornitori, clienti, progettisti, tecnici, ecc.....e come fai se non sai l'inglese?

Poi oh, siamo qua per discutere. E' anche vero che un ingegnere deve scrivere bene in italiano, se lavora con italiani, perchè le istruzioni devono essere chiare.
Io però vi dico: sappiate che se ambite ad una azienda di media/grande dimensione, se non sapete l'inglese oggi come oggi da ingegnere la vedo dura, o almeno è stato così nelle ultime 3 in cui ho lavorato.
 
14809624
14809624 Inviato: 15 Gen 2014 16:28
 

cinfru ha scritto:
Aspe, non siamo proprio dei nazifascisti che scartano i CV così....è ovvio che guardo le competenze e tutto, ma RICHIEDO il CV in inglese, con la qualifica eventuale, se hanno fatto i corsi.
Non è un dato che certifichi nulla (basta che te lo fai tradurre), ma secondo me, in ingegneria (specie elettronica, elettrica, ecc...) se un non sa l'inglese è fottuto. Del resto al colloquio, se non sa l'inglese, lo sgamiamo subito.

Insisto: sono 10 anni che leggo documenti di apparecchiature in inglese, e nell'80% dei casi nel manuale l'italiano non è disponibile.
Perciò almeno leggere, devi essere in grado.
Appena laureato ho lavorato in una grande azienda (non dico il gruppo, ma per farvi un'idea: 500mila dipendenti, diretti e non), nella sede locale della mia città, e il capo della sezione locale (italiano) pretendeva che gli rispondessi sempre in inglese (nonostante lui mi interrogasse in italiano). Questo 10 anni fa.

Pertanto, mia opinione: se capiti nell'aziendina che fa lavoretti per la provincia, allora ok.
Se capiti nella grande impresa che lavora con l'estero (100% delle grandi imprese)....boh, io sono scettico che te la cavi (scusa, che tu te la possa cavare). Sei tutto il giorno a che fare con inglesi, tedeschi, francesi, americani, orientali, juventini, ecc...siano essi fornitori, clienti, progettisti, tecnici, ecc.....e come fai se non sai l'inglese?

Poi oh, siamo qua per discutere. E' anche vero che un ingegnere deve scrivere bene in italiano, se lavora con italiani, perchè le istruzioni devono essere chiare.
Io però vi dico: sappiate che se ambite ad una azienda di media/grande dimensione, se non sapete l'inglese oggi come oggi da ingegnere la vedo dura, o almeno è stato così nelle ultime 3 in cui ho lavorato.

Magari mi sono spiegato male, quello che intendevo è semplicemente che secondo me scrivere in inglese un CV non serve se il CV viene mandato in italia e visionato da italiani. PErchè tanto poi se uno deve sostenere un colloquio e verrebbe sgamato subito nel caso non sapesse l'inglese. Scriverlo in inglese per mandarlo agli italiani mi sembra solo un pro-forma o come dire, un modo per fare buon viso a cattivo gioco, tutto qui.
Poi sarà che a me l'inglese non è mai piaciuto e che ritengo l'italiano una lingua migliore per esprimersi, mentre l'inglese lo ritengo una lingua adatta alla scienza e alle materie scientifiche icon_wink.gif
 
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