cinfru ha scritto:
Ragazzi, io non dico che siete tutti degli ignoranti quando uscite dall'università, e che dovete accettare anche i lavori più mortificanti perchè ve lo meritate, sia ben chiaro.
Vorrei farvi però un esempio, perchè davvero, rischiate di picchiare la faccia contro il problema, e rischiate di affrontare male l'esperienza lavorativa.
Io son laureato in Ingegneria con 110 e lode, dignità di pubblicazione, diversi articoli di ricerca su varie riviste del settore (pure in IEEE), e ci ho messo meno di 5 anni.
Dirai: ullalà, un fenomeno. E infatti me lo credevo.
Vabbè, vado a lavorare (lavoro nell'eletronica di sicurezza per automazioni industriali).
Ti faccio l'esempio di una stupidata....installare un cacchio di cavo per alcuni segnali digitali.
Il pirla sottoscritto ha fatto il cavo che scendeva dall'alto e si infilava nel connettore, appunto, dall'alto verso il basso. Connettore girato verso l'alto.
Peccato che il più scemo degli operai sa che nell'elettronica industriale NON SI FA (specie se hai a che fare con ambienti caldi, come un motore di qualche macchina), perchè la condensa si forma sul cavo, e cola giù dentro al connettore, che ovviamente non era sigillato. Et voilà, fulminato tutto.
In linea di massima (e scusate per i dettagli ingegneristici), qualunque apparecchietto HW o SW, un pannello a relè, un PLC, un programmino del piffero: beh, per i miei primi lavoretti, mi pigliano in giro ancora adesso.
Un conto è fare lo schemino per passare un esame, un conto è fare veramente un progetto industriale, qualcosa che è soggetto a vibrazioni, temperatura, umidità, compatibilità elettromagnetica, che deve funzionare/durare nel tempo, che deve essere diagnosticabile, realizzato a prova di manutentori imbecilli, installatori imbecilli, che eviti stati di guasto che fulminano tutto il sistema, che sia a norma CEI, ISO, etc...., che sia ingegnerizzato per la produzione di serie, e non vado avanti perchè poi mi mandate a quel paese...
Insomma, a me, queste cose all'università non me l'hanno spiegate.
Poi se dovevo spiegare a qualcuno il filtro di Kalman o la trasformata di Fourier, per quello ero un fenomeno, eh?
Certo che alcune cose non te le hanno spiegate, però è anche vero che sono errori da neo assunto e che ci potrebebro stare.
La mia domanda è questa, se anziche concentrarti esclusivamente sul fare bene il connettore avessi ragionato sul sistema non avresti fatto il tuo errore.
Però al contrario un operaio probabilmente non sarebbe in grado di fare un progetto come da te descritto, e qui l'università ti da quel valore aggiunto che dovrebbe fare la differenza.