Quindi tu in tutta coscienza ritieni più difficile i momenti di sconforto che si posso provare all'università piuttosto che l'esempio da me postato, mi confermi che è così che la pensi??
Il mio non era uno sfottò, tu mi hai fatto notare che non avevo titolo per giudicare perchè non ho frequentato l'università, io ho ascoltato chi l'ha frequentata, e che ora, con una scusa si rifiuta (di nuovo) di rispondere.
La mia prima risposta all'autore del topic, quella con cui non sei d'accordo, non è stata data per dire che i momenti di sconforto che si posso vivere all'università sono una cavolata, ma che il mondo del lavoro prima e poi magari anche la vita può metterti in condizioni tali da farli sembrare una passeggiata di salute.
Questo succede perchè quando ci troviamo davanti ad un momento di sconforto, in quel momento ci sembra inaffrontabile, poi spesso e purtroppo la vita ci mette davanti a situazioni talmente sconfortanti da far sembrare una passeggiata quelle precedenti, anche perchè quello precedente l'abbiamo già passato, quello attuale dobbiamo ancor superarlo.
Il mio augurio a tutti voi è che il momento di sconforto peggiore che avete già affrontato rimanga il peggiore in assoluto della vostra vita, ma purtroppo per molti di noi non sarà così.
Il mio esempio è stato portato, non per fare pippe mentali sul mondo del lavoro all'autore del topic, o per dirgli che si sconforta adesso che è all'università è una mezza sega, ma perchè credo che quando una è avvilito e sconfortato se pensa a chi sta peggio di lui forse riesce a farsi coraggio.
Questo perchè se ci confrontiamo con chi sta peggio, e c'è sempre chi sta peggio di noi, forse possimo riuscire a pensare che in fondo non siamo così sfortunati.
L'esempio di vita che ho postato, se ci pensi bene e se ti immedesimi un po' nei panni del cinquantenne della mia storia è davvero avvilente, ma ci possono essere cose peggiori che possono perfino farlo sembrare una passeggiata di salute.
Quando le cose vanno bene per migliorarci o migliorare la nostra posizione è utile pensare a chi sta un po' meglio di noi, per cercare di arrivare anche noi in quella situazione, ma quando le cose vanno male, quando sembra che tutto vada a rotoli, quando sembra che non abbiamo più la forza di andare avanti, guardare a chi sta meglio può in molti casi farci avvilire ancora di più, per trovare la forza di andare avanti meglio pensare a chi sta peggio e pensare che forse alla fine siamo così messi male.
Questo almeno è quello che io , ormai alla soglia dei cinquant'anni ho imparato dalla vita e mi riesce difficile credere (ma non si sa mai) che un trentenne, anche se laureato con il massimo dei voti, possa avere un'esperienza di vita come quella di chi ha ormai mezzo secolo.
