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Come vi fate/facevate forza all'università?
14732165
14732165 Inviato: 9 Nov 2013 18:26
 

In effetti lo scopo del topic era un po' diverso in confronto alla piega che stava prendendo la discussione icon_asd.gif

Tuttavia, analizzando le risposte si nota una cosa molto importante: la maggior parte di chi non ha provato l'università ma ne ha solo sentito parlare sostiene che sia più difficile il mondo del lavoro, mentre la maggior parte di chi ha provato entrambi sostiene che sia più difficile l'università.
Questo porta a due conclusioni:
1) che FORSE gli "universitari" essendo appunto laureati si sono trovati ad avere a che fare con "la parte un po' più tranquilla del mondo del lavoro", magari anche più "stabile" e quindi meno precaria. Al contrario i "lavoratori" hanno avuto a che fare con "la parte più dura del mondo del lavoro" FORSE non essendo laureati e quindi avendo FORSE una marcia in meno sul curriculum.
2)che non si riuscirà MAI a mettere d'accordo le due "categorie", più che altro per esperienze di vita molto diverse.

Ci tengo a precisare che i termini e le frasi tra virgolette VANNO PRESE CON LE DOVUTE PINZE e interpretate nel modo corretto (se non riuscite a capire cosa ho voluto intendere con certi termini, per favore, chiedetemi pure chiarimenti ma non scaldiamo inutilmente l'atmosfera. Qui siamo tutti fratelli biker che condividono la passione più bella di tutte, non dimentichiamolo mai icon_biggrin.gif)
Con I termini "universitari" e "lavoratori" ho inteso chi ha frequentato l'università e lavora oppure chi non ha frequentato l'università e lavora, niente di più e niente di meno.

In conclusione, io non posso inserirmi in nessuna di queste due "categorie", sono solo uno spettatore icon_asd.gif

Fine OT
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14732320
14732320 Inviato: 9 Nov 2013 21:46
 

Mi scuso se sono sembrato troppo polemico! icon_smile.gif
 
14732845
14732845 Inviato: 10 Nov 2013 15:33
 

Mav88 ha scritto:
Questa la prendo come una scherzosa sparata...perchè è con questo spirito che hai scritto il tuo post...vero? icon_neutral.gif

no, esperienza di vita reale.
 
14733024
14733024 Inviato: 10 Nov 2013 17:58
 

robyracing46 ha scritto:
no, esperienza di vita reale.


Scusa, ma non capisco. Dici che non sei mai andato all'università. Poi una riga dopo spari m***a a destra e a sinistra sull'università stessa e su chi ci lavora. Ti chiedo spiegazioni nella vana speranza tu colga la palla al balzo per evitare la figuraccia confermandomi che stavi solo facendo lo scherzoso, e invece mi rispondi che è "esperienza di vita reale"....ma nel tuo precedente messaggio non scrivevi "mi sono informato"?!? C'è qualcosa che non va. "Sentir dire" ed "informarsi" sono distanti anni luce da quella che tu chiami "esperienza di vita", e non centra niente che i testimoni da cui "ti sei informato" siano tanti ed attendibili. .Ma va beh, questo passi.

Più grave il fatto che ti permetti di insultare (perchè di insulti si tratta) il personale docente che ci lavora additandolo di "non sapere niente di niente" , "sbattersene", "aver dimenticato cosa vuol dire lavorare"...Ponendo anche che tu possa aver frequentato l'università ed aver avuto a che fare con personale incompetente, non mi sembra corretto verso la categoria portare avanti un discorso qualunquista come il tuo. Il fatto che tu possa aver avuto una brutta esperienza in una data università non significa che TUTTE le università siano gestite da un branco di scimmie urlatrici. Il discorso prende una piega quasi grottesca quando tutto questo tuo accanimento deriva da fatti riportati da terze persone.

In università ci sono persone che lavorano e compiono il proprio dovere. Docenti preparati che con passione trasmettono il meglio del proprio ambito lavorativo. Docenti che, al contrario di quanto dici, hanno una professione esterna all'università ma coerente con l'ambito di insegnamento, potendo grazie a ciò trasmettere, questa volta sì, esperienze di vita lavorativa vera. Docenti che si sforzano di collegare una necessaria base teorica con il vissuto dei problemi quotidiani, dando un importantissimo valore aggiunto all'insegnamento.

Senza dimenticare che, almeno per quanto riguarda l'ambito tecnico/scientifico, i nostri politecnici risultano all'avanguardia per didattica e piano di insegnamento.

Il discorso di cui sopra vale per i docenti, per gli statali, per gli operatori ecologici e per i lava gabinetti. Il fatto che l'amico del fratello della morosa del cognato abbia conosciuto uno statale nullafacente non significa che tutti gli statali siano nullafacenti. Prima di fare certi discorsi sparando a zero su una categoria di persone, sarebbe necessario riflettere due volte e non dimenticare mai cosa sia il rispetto... questo non lo insegnano nemmeno all'università
 
14733103
14733103 Inviato: 10 Nov 2013 18:52
 

Mav88 ha scritto:
No, non è così icon_smile.gif
Lavoro da due anni (ho fatto la primina) e nessuno mi ha steso i tappeti rossi semplicemente perchè ho il titolo di "ing". Ho dovuto guadagnarmi ciò che ho, nel mondo dell'uni e nel mondo del lavoro. La differenza è che nel mondo del lavoro ho la realizzazione personale e la serenità che nel mondo dell'uni è difficile trovare. Serenità che non significa andare al lavoro guadagnando 10.000€ e non facendo un cazz dalla mattina alla sera. Serenità nel sapere che il tuo giudice in quel caso è la vita vera, il tuo operato, e non un docente che, seppur bravo, ha i suoi limiti e la sua soggettività di giudizio. Il mondo del lavoro è molto più appagante dell'università proprio perchè è un giudice più severo ma più giusto. Chiaro che tu non apprezzi la differenza...ti manca un termine di paragone!!

Ed il fatto che tu non abbia frequentato l'università e quindi IGNORI (v.v. ignorare, non implica che tu sia ignorante, ma che tu non conosca un ambito della vita che non hai MAI vissuto in prima persona!!! Condizione questa che ti dovrebbe quantomeno far esimere dall'esprimere pareri a riguardo!) la sua condizione di vita mentre io ho provato sia questa che la condizione lavorativa, è un dato di fatto, non un mio vanto icon_wink.gif

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Questo post dimostra che come ho già detto tu conosci solo una parte del mondo del lavoro, quella migliore.
Nonostante non abbia frequentato l'università so cosa vuol dire ignorare.
Se secondo te io non dovrei esprimere pareri al riguardo perché non ho frequentato l'università nemmeno tu dovresti farlo, perché anche a te manca il termine di paragone, visto che conosci solo una parte del mondo del lavoro e ti auguro veramente di non conoscere mai quella parte che se tu dovessi avere la sfortuna di conoscere ti farà dire che l'università in confronto era una passeggiata.

Non ho mai detto che l'università è più appagante del mondo del lavoro, anche un somaro come me è in gradi di capire che lavorare e mantenersi da soli è più appagante di studiare e farsi mantenere da altri, o almeno dovrebbe essere così se uno ha un minimo di reputazione.

Ho solo detto che il mondo del lavoro "può" darti schiaffoni da far sembrare una passeggiata di salute i momenti di sconforto vissuti all'università, se per te non è così prova a citare il momento più sconfortante che si può vivere all'università e poi quello più sconfortante che si può vivere nel mondo del lavoro.

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Ultima modifica di biondob il 10 Nov 2013 18:59, modificato 1 volta in totale
 
14733107
14733107 Inviato: 10 Nov 2013 18:57
 

bognagol ha scritto:
il corsivo non l'ho capito molto, se puoi spiegarmelo???
Detto questo sono d'accordo con te su tutto soprattuto sul neretto.
L'università SE SI é SCELTO QUELLA GIUSTA, non è difficile ed è sempre e comunque più facile del mondo del lavoro.
Anche solo perchè dovunque lavori(lavori normali), non hai tutte le vacanze che hai quando vai all'università...


Se su dieci esami hai problemi in cinque, il qualcosa che non va' può essere o che non hai studiato o che hai scelto il corso di studi sbagliato.
 
14733188
14733188 Inviato: 10 Nov 2013 19:51
 

Mav88 ha scritto:
robyracing46 ha scritto:
".non vi dico le giornate perse, lo stress accumolato, le preoccupazione, le notti insonni...per certi versi anche questa è preparazione al mondo del lavoro. "

e qui hai toppato alla grande.
io non vado all'uni, ne ci andrò mai, mi sono informato in lungo e in largo, nessuno in queste cavolo di università (parlo di chi ci lavora) sa niente di niente, un pò come a scuola, dove devi stare dietro a quattro deficienti che non hanno idea del mondo reale (compresi i professori) dove se ne fregano se tu lavori, se i tuoi genitori hanno impegni ecc ecc.
mentre invece se hai la fortuna di capitare in una azienda seria, sei bravo e fortunato a creare buoni rapporti con superiori e colleghi, la gente di darà sempre una mano! anche quando " non si può fare", a scuola, e all'uni, se ne sbattono, tanto sono statali, hanno dimenticato cosa vuol dire lavorare.
timbrano i badge e vanno a fare la spesa, o vanno in palestra, e ti rompono pure le icon_xd_2.gif icon_xd_2.gif


Questa la prendo come una scherzosa sparata...perchè è con questo spirito che hai scritto il tuo post...vero? icon_neutral.gif


Mah....io non credo che sia una sparata, più che altro credo che sia la sagra del sentito dire e del luogo comune.
p.s. robyracing, vai al pronto soccorso e guarda un po' quegli sfigati e fannulloni dei dipendenti pubblici come OSS o infermieri con cosa hanno a che fare ogni santo giorno, oppure meglio ancora, fai una settima di volontariato, non hai la più pallida idea di cosa vuol dire stare vicino ad un paziente e seguirlo tutti i santi giorni, oppure provare l'ebbrezza di vederti scoppiare in faccia un emofiltro inondandoti di sangue.
Secondo me (tutti) dovremmo parlare di cose che conosciamo bene, di quelle che non conosciamo, evitiamo di parlarne, grazie!
 
14733291
14733291 Inviato: 10 Nov 2013 21:08
 

Wild79 ha scritto:
Mah....io non credo che sia una sparata, più che altro credo che sia la sagra del sentito dire e del luogo comune.
p.s. robyracing, vai al pronto soccorso e guarda un po' quegli sfigati e fannulloni dei dipendenti pubblici come OSS o infermieri con cosa hanno a che fare ogni santo giorno, oppure meglio ancora, fai una settima di volontariato, non hai la più pallida idea di cosa vuol dire stare vicino ad un paziente e seguirlo tutti i santi giorni, oppure provare l'ebbrezza di vederti scoppiare in faccia un emofiltro inondandoti di sangue.
Secondo me (tutti) dovremmo parlare di cose che conosciamo bene, di quelle che non conosciamo, evitiamo di parlarne, grazie!


sono perfettamente daccordo. Parlare di fatti o situazioni non vissute in prima persona, ma delle quali si è venuti a conoscenza solo perchè riportare da altri, non porta mai a conversazioni costruttive. Inoltre credo quando si intavola una discussione pur se si ha opinioni diverse si deve sempre rispettare quella dell'altro cercando di argomentare la propria con calma ed educazione.
 
14733303
14733303 Inviato: 10 Nov 2013 21:17
 

Sto facendo l'università, Scienze Politiche Pubblica Amministrazione ma più gli anni sono passati più la scuola non mi convinceva, una brodaglia di materie senza senso logico che dovrebbero sfornare gente che invece in testa ha un pò di Psicologia, un pò di economia, un pò di diritto...

Mancano tre esami, ed ho trovato lavoro (saltuari) in tutti altri rami, totalmente opposti, il bello però è che adoro la strada che ho intrapreso, per l'università mi mancano tre esami.... stringo i denti e li passerò punto. Però il prossimo anno inizierò un nuovo corso di laurea su quello che ho scoperto che mi appassiona veramente, sarà part-time, 30 crediti l'anno quindi una cosa presa con calma ma mi permetterà di entrare più nello specifico in quello che voglio fare..


Il mio unico consiglio è.... vuoi fare una cosa? Allora devi essere deciso e portarla avanti 0509_up.gif
 
14733573
14733573 Inviato: 11 Nov 2013 0:44
 

Wild79 ha scritto:
Mah....io non credo che sia una sparata, più che altro credo che sia la sagra del sentito dire e del luogo comune.
p.s. robyracing, vai al pronto soccorso e guarda un po' quegli sfigati e fannulloni dei dipendenti pubblici come OSS o infermieri con cosa hanno a che fare ogni santo giorno, oppure meglio ancora, fai una settima di volontariato, non hai la più pallida idea di cosa vuol dire stare vicino ad un paziente e seguirlo tutti i santi giorni, oppure provare l'ebbrezza di vederti scoppiare in faccia un emofiltro inondandoti di sangue.
Secondo me (tutti) dovremmo parlare di cose che conosciamo bene, di quelle che non conosciamo, evitiamo di parlarne, grazie!


Concordo al 1000% con te Wild79....ho già risposto qualche ora fa a riguardo di quel gran minestrone di luoghi comuni..
 
14733581
14733581 Inviato: 11 Nov 2013 1:05
 

biondob ha scritto:
Questo post dimostra che come ho già detto tu conosci solo una parte del mondo del lavoro, quella migliore.
Nonostante non abbia frequentato l'università so cosa vuol dire ignorare.
Se secondo te io non dovrei esprimere pareri al riguardo perché non ho frequentato l'università nemmeno tu dovresti farlo, perché anche a te manca il termine di paragone, visto che conosci solo una parte del mondo del lavoro e ti auguro veramente di non conoscere mai quella parte che se tu dovessi avere la sfortuna di conoscere ti farà dire che l'università in confronto era una passeggiata.

Non ho mai detto che l'università è più appagante del mondo del lavoro, anche un somaro come me è in gradi di capire che lavorare e mantenersi da soli è più appagante di studiare e farsi mantenere da altri, o almeno dovrebbe essere così se uno ha un minimo di reputazione.

Ho solo detto che il mondo del lavoro "può" darti schiaffoni da far sembrare una passeggiata di salute i momenti di sconforto vissuti all'università, se per te non è così prova a citare il momento più sconfortante che si può vivere all'università e poi quello più sconfortante che si può vivere nel mondo del lavoro.

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Onde evitare di andare ulteriormente fuori tema e non vedendo uno spiraglio di soluzione a breve termine, chiudo qui la questione. Ho provato (insieme ad altri utenti) con diversi interventi ad esprimere il concetto che, forse forse, sarebbe meglio che chi non abbia una specifica esperienza in un ambito non prenda una posizione così decisa. Ma evidentemente ci spieghiamo male e non ci facciamo intendere!

Buona notte! doppio_lamp.gif
 
14733650
14733650 Inviato: 11 Nov 2013 8:38
 

Mav88 ha scritto:
Onde evitare di andare ulteriormente fuori tema e non vedendo uno spiraglio di soluzione a breve termine, chiudo qui la questione. Ho provato (insieme ad altri utenti) con diversi interventi ad esprimere il concetto che, forse forse, sarebbe meglio che chi non abbia una specifica esperienza in un ambito non prenda una posizione così decisa. Ma evidentemente ci spieghiamo male e non ci facciamo intendere!

Buona notte! doppio_lamp.gif


Quindi anche tu ti asterai dal postare ulteriori post visto che è assodato che tu non abbia ancora una specifica esperienza nell'ambito lavorativo ( e mi auguro per te che tu non debba mai provarla).

biondob ha scritto:
Ho solo detto che il mondo del lavoro "può" darti schiaffoni da far sembrare una passeggiata di salute i momenti di sconforto vissuti all'università, se per te non è così prova a citare il momento più sconfortante che si può vivere all'università e poi quello più sconfortante che si può vivere nel mondo del lavoro.

Quando non si vuole dare risposta ad una domanda come quella sopra, perchè dandola si dimostrerebbe che fino ad ora si è dato dell'ignorante a chi aveva ragione, allora forse è meglio estraniarsi dalla discussione con una qualsiasi scusa.


Visto che io non ho mai frequentato l'università, chiedo a te che l'hai frequentata quale è il momento più sconfortante che si può vivere all'università, poi io ti dirò quale è il momento più sconfortante che si può vivere nel mondo del lavoro e tu deciderai quale è il peggiore.


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14733683
14733683 Inviato: 11 Nov 2013 9:04
 

PEr tornare IT chiedo io a chi ha aperto il post, cos'è che ti sta demoralizzando e ti sta mettendo così in difficoltà, così da poterti dare aiuti piu precisi e concreti ??
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14733765
14733765 Inviato: 11 Nov 2013 9:46
 

Ciao 61u53993,
sono laureato al PoliCo in ingegneria informatica dal 2000 (va bene anche la breve ? eheh....sdrammatiziamo) ed ho 13 anni di esperienza lavorativa (19 se contati a 8 ora al giorno).

Quello che ti posso dire è: calma e grinta.

Mi spiego meglio:
Calma
Quando sei dentro qualcosa fino al collo si tende a perdere la visione d'insieme.
Fai il corso che, immagino, hai scelto e lo fai perchè ti piace...ricordatelo tutte le volte che serve.
Nel fare cose complicate si può sbagliare (solo non facendo non si sbaglia). Se capita analizza cos'è andato male e aggiusta quello che serve con...calma. Nel mondo del lavoro il percorso è meno "guidato" che in università e questo tipo di approccio negli anni farà la differenza.

Grinta
Mi spiace che tu viva con ansia gli esami che sono momenti formativi fondamentali.
Devi entrare in un esame (universitario e non) con energia sapendo che sei in un sistema competitivo e che hai scelto un percorso ad alta specializzazione. Fuori gli attributi e la voglia di dimostrare quanto vali SEMPRE.

In ultimo il mondo del lavoro.
Il mondo del lavoro esalta (nel bene e nel male) quello che stai provando in università quindi meglio arrivare preparati. Tra 10 anni da oggi saranno più importati le meta-competenze che hai acquisito con le prove superate che le specifiche competenze che ti rendono utile al giorno zero quindi coltivale.

Per non far partire un altro flame su "dici cose che non sai" dico subito che negli ultimi 10 anni ho tenuto più di 200 colloqui e le persone che una volta prese in squadra si sono rivelate i migliori "aquisti" sono queste. Bravi professionisti, pronti alle nuove sfide e ottimi compagni di viaggio.

Sam

PS Dai Dai Dai....eheheh
Link a pagina di Youtube.com
 
14733910
14733910 Inviato: 11 Nov 2013 11:07
 

No biondob non rispondo alla tua domanda perche è chiaro che te la sei presa per la parola "ignorare" (prendendola cosi sul personale autodefinendoti ignorante dai fondo ai miei dubbi sul fatto che tu abbia letto i miei post precedenti). quindi continuare in un botta e risposta dove l'unica affermazione che perpetri da una settimana è "le difficolta in uni sono una passeggiata in confronto a quelle sul lavoro" non mi sembra ne utile alla comunità ne in qualche modo maturo. Quando ti è passata l'offesa e sei disposto a cambiare cantilena, ci risentiamo qua icon_wink.gif buona giornata!
 
14733946
14733946 Inviato: 11 Nov 2013 11:22
 

Guarda posso capire che pensi che biondob si sia offeso, però sinceramente anche io sarei curioso di sapere perchè l'università possa essere più pesante del mondo del lavoro, e sinceramente dubito che in un confronto diretto tra università e mondo del lavoro l'università possa essere la parte più stressante e pesante delle 2.

Intanto attendo la risposta alal mia domanda da chi ha aperto il topic...
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14733988
14733988 Inviato: 11 Nov 2013 11:41
 

bognagol ha scritto:
PEr tornare IT chiedo io a chi ha aperto il post, cos'è che ti sta demoralizzando e ti sta mettendo così in difficoltà, così da poterti dare aiuti piu precisi e concreti ??
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Mi sta mettendo in difficoltà il fatto di dover rifare per la terza volta un esame, chimica, ogni volta che la studio penso "ma cosa c'è in me che non va che non me lo fa superare, sarà forse un campanello d'allarme che mi dice che non è la mia strada?!"
 
14734011
14734011 Inviato: 11 Nov 2013 11:50
 

un altra domanda, il tuo percorso di studi qual'è? Ingegneria ad esempio o una fcolta scientifica tipo chimica o simili, biochimica?
 
14734024
14734024 Inviato: 11 Nov 2013 11:58
 

Medicina. È vero che non è essenziale per un medico conoscere la struttura dei singoli atomi di ogni aminoacido, però è anche vero che ci sono un po' di esami relativi alla chimica (biochimica 1 e 2, farmacologia che rappresentano più o meno il 5% di tutti gli esami, il resto sono più "clinici" e "anatomici" fortunatamente).
 
14734036
14734036 Inviato: 11 Nov 2013 12:02
 

Beh direi di non buttarti giù se il prblema è solo un esame, alla fine è chimica che per un medico non è proprio fondamentale.
Detto questo posso dirti di provare a cambiare metodo di studio per questa materia. Usa un approccio diverso in cui cerchi di focalizzare cos'è che non ha funzionato nelle precedenti sessioni. Ti concentri in modo da essere preparato per quello che vuole il professore, poi anche se passi l'esame con 18, per il tuo percorso di studi penso che la cosa più importante sia l'esperienza esoprattutto la voglia di imaprare e dedicarsi agli altri.
Quindi direi forza e coraggio, ce la puoi fare tranquillamente, l'importane e non far vacillare la tua volontà! doppio_lamp.gif
 
14734210
14734210 Inviato: 11 Nov 2013 13:11
 

bognagol ha scritto:
Guarda posso capire che pensi che biondob si sia offeso, però sinceramente anche io sarei curioso di sapere perchè l'università possa essere più pesante del mondo del lavoro, e sinceramente dubito che in un confronto diretto tra università e mondo del lavoro l'università possa essere la parte più stressante e pesante delle 2.

Intanto attendo la risposta alal mia domanda da chi ha aperto il topic...
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Ho risposto al topic e ora lo sto solo seguendo perchè non avevo nulla di più da aggiungere a quanto detto, ora però ti posso fare un paragone dato che lavoro in un settore che fa dello stress il suo punto di forza, o forse no!! rotfl.gif .

Appena laureato sono stato assunto da una famosa multinazionale che opera nel campo della Consulenza IT (non so se posso fare nomi ma nell'ambiente è molto conosciuta, spesso in negativo dati i tour de force richiesti!!). Il lavoro che faccio ha dei periodi parecchio stressanti, le tempistiche e le date di consegna sono sempre sottostimate per soddisfare il cliente e di conseguenza gli straordinari sono all'ordine del giorno, e ti assicuro che non son pochi!!! (il mio record è stato 60 ore in più, praticamente una settimana e mezza in un mese in piu!! eusa_wall.gif ) I manager per la maggior parte non sanno gestire lo stress e le pressioni dei superiori e del cliente e lo riversano completamente su di te, facendoti lavorare sotto pressione, il che ti può portare a fare errori e a lavorare il week end per sistemare il tutto (visto che nelle previsioni il tempo per aggiustare gli errori non è stato calcolato!).
Ogni anno ricevi una valutazione sul tuo lavoro da parte del tuo progetto, come una valutazione di un esame, che può portare a una eventuale promozione. Se la valutazione è troppo bassa potresti rischiare di essere lasciato a piedi (accade raramente, ma visto il periodo meglio non rischiare!!). Quindi ogni settembre sei in attesa di valutazione, e di una eventuale promozione e se sai di aver lavorato bene e non arrivano ti girano i c.....

Ti dico questo perchè nonostante tutto, nonostante ho visto colleghi mollare causa stress, io ho trovato più stressante il mio ultimo anno universitario. Ho trovato più stressante il pensiero degli ultimi esami, il dubbio di non farcela, il pensiero costante di essere un "peso" per la mia famiglia, i rimorsi di coscienza dopo aver fatto festa una sera e essermi perso il giorno seguente di studio ecc....

Forse dato che sul lavoro me la cavo molto bene, la mia azienda è solida, non sento il rischio (ma neppure remoto) di essere rilasciato dal mio progetto ne tanto meno quello di ritrovarmi senza lavoro, i brutti pensieri che molti altri hanno (e che no posso nemmeno immaginare se magari si trovano in aziende con cassaintegrati) io no li ho e quindi quando stacco dal lavoro non ho più altri pensieri che possono tenermi sveglio la notte.

D'altro canto, avendo amici che lavorano e percepiscono paga con due mesi di ritardo, posso capire chi tuffandosi subito nel mondo del lavoro e trovandosi ora nelle aziende che risentono della crisi, o chi ha una piccola attività abbia un pensiero diverso dal mio e di altri qui. Probabilmente non troveremo mai un punto d'incontro dato che le nostre esperienze ci hanno portato ad avere due visioni differenti!

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14734253
14734253 Inviato: 11 Nov 2013 13:46
 

I problemi dell'università che la rendono psicologicamente piu difficile da affrontare li ho gia spiegati. Proviamo a ripetere daccapo:
*dopo una giornata di lezioni (mattina + pome) è necessario dopo aver cenato e dato una mano in casa,rimettersi a studiare. Spesso fino a notte. Puoi non farlo, accettando il giorno dopo di non capire una mazza di quanto affrontato in aula ed entrando cosi in un circolo vizioso;
* l'essere costantemente sotto esame non aiuta l'apprendimento ma anzi,mette una velata ma costante pressione psicologica da cui è difficile liberarsi. Anche in vacanza. Poi puoi sempre fregartene altamente..
*non passare alcuni esami cosiddetti "caratteristici" puo far perdere l'anno intero. Trovarsi a stud per un esame che se non passato provoca una perdita di un anno intero, non è proprio rilassante.
*spesso si dedicano mesi alla preparazione di un esame,salvo poi vedere sfumare il lavoro in 5 minuti ad insindacabile giudizio d chi t sta davanti. E allora devi ricominciare daccapo,sperando d aver capito dove sta il problema.
*se il punto di cui sopra si ripete 2,3,4 volte,oltre alla perdita di tempo,la convinzione è quella d essere dei buoni a nulla falliti.
*l'incertezza legislativa riguardo il mondo universitario ha posto non poche incertezze riguardo la possibilità di poter concludere il proprio corso d studi senza dover ripetere alcuni esami a non pochi miei colleghi
*nella non remota possibilita d perdere l'anno,la sensazione di fallimento e stupidità decuplica
*al tutto aggiungi che x tutto cio non percepisci 1€, anzi spesso devi sborsarci dei soldi.
Ribadisco, nulla di insuperabile,ma io le passeggiate d salute me le faccio in moto, non al politecnico.
 
14734301
14734301 Inviato: 11 Nov 2013 14:13
 

memmo86 ha scritto:
Ho risposto al topic e ora lo sto solo seguendo perchè non avevo nulla di più da aggiungere a quanto detto, ora però ti posso fare un paragone dato che lavoro in un settore che fa dello stress il suo punto di forza, o forse no!! rotfl.gif .

Appena laureato sono stato assunto da una famosa multinazionale che opera nel campo della Consulenza IT (non so se posso fare nomi ma nell'ambiente è molto conosciuta, spesso in negativo dati i tour de force richiesti!!). Il lavoro che faccio ha dei periodi parecchio stressanti, le tempistiche e le date di consegna sono sempre sottostimate per soddisfare il cliente e di conseguenza gli straordinari sono all'ordine del giorno, e ti assicuro che non son pochi!!! (il mio record è stato 60 ore in più, praticamente una settimana e mezza in un mese in piu!! eusa_wall.gif ) I manager per la maggior parte non sanno gestire lo stress e le pressioni dei superiori e del cliente e lo riversano completamente su di te, facendoti lavorare sotto pressione, il che ti può portare a fare errori e a lavorare il week end per sistemare il tutto (visto che nelle previsioni il tempo per aggiustare gli errori non è stato calcolato!).
Ogni anno ricevi una valutazione sul tuo lavoro da parte del tuo progetto, come una valutazione di un esame, che può portare a una eventuale promozione. Se la valutazione è troppo bassa potresti rischiare di essere lasciato a piedi (accade raramente, ma visto il periodo meglio non rischiare!!). Quindi ogni settembre sei in attesa di valutazione, e di una eventuale promozione e se sai di aver lavorato bene e non arrivano ti girano i c.....

Ti dico questo perchè nonostante tutto, nonostante ho visto colleghi mollare causa stress, io ho trovato più stressante il mio ultimo anno universitario. Ho trovato più stressante il pensiero degli ultimi esami, il dubbio di non farcela, il pensiero costante di essere un "peso" per la mia famiglia, i rimorsi di coscienza dopo aver fatto festa una sera e essermi perso il giorno seguente di studio ecc....

Forse dato che sul lavoro me la cavo molto bene, la mia azienda è solida, non sento il rischio (ma neppure remoto) di essere rilasciato dal mio progetto ne tanto meno quello di ritrovarmi senza lavoro, i brutti pensieri che molti altri hanno (e che no posso nemmeno immaginare se magari si trovano in aziende con cassaintegrati) io no li ho e quindi quando stacco dal lavoro non ho più altri pensieri che possono tenermi sveglio la notte.

D'altro canto, avendo amici che lavorano e percepiscono paga con due mesi di ritardo, posso capire chi tuffandosi subito nel mondo del lavoro e trovandosi ora nelle aziende che risentono della crisi, o chi ha una piccola attività abbia un pensiero diverso dal mio e di altri qui. Probabilmente non troveremo mai un punto d'incontro dato che le nostre esperienze ci hanno portato ad avere due visioni differenti!

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Beh devo dire che sei fortunato, soprattutto perchè ti piace il tuo lavoro e non ti pesa.
 
14734350
14734350 Inviato: 11 Nov 2013 14:38
 

Mav88 ha scritto:
I problemi dell'università che la rendono psicologicamente piu difficile da affrontare li ho gia spiegati. Proviamo a ripetere daccapo:
*dopo una giornata di lezioni (mattina + pome) è necessario dopo aver cenato e dato una mano in casa,rimettersi a studiare. Spesso fino a notte. Puoi non farlo, accettando il giorno dopo di non capire una mazza di quanto affrontato in aula ed entrando cosi in un circolo vizioso;
* l'essere costantemente sotto esame non aiuta l'apprendimento ma anzi,mette una velata ma costante pressione psicologica da cui è difficile liberarsi. Anche in vacanza. Poi puoi sempre fregartene altamente..
*non passare alcuni esami cosiddetti "caratteristici" puo far perdere l'anno intero. Trovarsi a stud per un esame che se non passato provoca una perdita di un anno intero, non è proprio rilassante.
*spesso si dedicano mesi alla preparazione di un esame,salvo poi vedere sfumare il lavoro in 5 minuti ad insindacabile giudizio d chi t sta davanti. E allora devi ricominciare daccapo,sperando d aver capito dove sta il problema.
*se il punto di cui sopra si ripete 2,3,4 volte,oltre alla perdita di tempo,la convinzione è quella d essere dei buoni a nulla falliti.
*l'incertezza legislativa riguardo il mondo universitario ha posto non poche incertezze riguardo la possibilità di poter concludere il proprio corso d studi senza dover ripetere alcuni esami a non pochi miei colleghi
*nella non remota possibilita d perdere l'anno,la sensazione di fallimento e stupidità decuplica
*al tutto aggiungi che x tutto cio non percepisci 1€, anzi spesso devi sborsarci dei soldi.
Ribadisco, nulla di insuperabile,ma io le passeggiate d salute me le faccio in moto, non al politecnico.

Posso capire che sia frustrante non prendere un € e quello è un peso.
PErò l'elenco dei tuoi punti è un po' legato alla singola persona, conosco persone che finite le lezioni quando tornavano a casa in treno si mettevano li a studiare o altre che tornavano a casa a studiare e lo facevano tutte le sere senza problemi e finivano in tempo il corso di laurea.
Poi c'erano anche quelli che non avevano voglia e studiavano meno, non quando tornavano a casa, ma quando avevano tempo o non avevano lezione. Le stesse persone senza grossi problemi se volevano andavano a feste e tutto il resto e poi passavano gli esami, magari non col 30 ma col 24. E se anche non passavano un esame lo ridavano e alle seconda o terza volta lo passavano, magari prendendo 18.
Non che fosse una passeggita di salute, ma neanche una cosa così trascendentale come la si vuole far passare. Qualche difficoltà, ma cose difficili davvero, secondo me, sono altre.
E ripeto, secondo me è tutto molto legato alla singola persona, come è abituata ad affrontare le cose e come è caratterialmente.
In ultimo posso dirti la cosa che mi fa più pensare di tutto il discorso universitario e di tutte le sensazioni che può portare. Di questi miei amici alcuni sono usciti con 110 e lode altri con voti più normali intorno al 90 altri hanno fatto la triennale. E tutti lavorano per la stessa azienda con stipendi praticametne uguali, ma mansioni diverse.
Quindi io mi chiedo che senso ha avuto farsi un culo mastodontico per avere 110 e lode quando poi alla finesi sono ottenute le stesse cose di uno che ha preso 90?
In ultimo io parlo di persone comunque fortunate che hanno il lavoro per un azienda sicura e dove probabilmente la parte più "stressante" l'hanno avuta appunto all'università.
 
14734419
14734419 Inviato: 11 Nov 2013 15:15
 

bognagol ha scritto:
Beh devo dire che sei fortunato, soprattutto perchè ti piace il tuo lavoro e non ti pesa.


Su questo non ho dubbi, molti hanno trovato un lavoro che non gli piace o non li appaga, e magari guadagno pure di più ma a fine giornata hanno i maroni pieni!

bognagol ha scritto:

Poi c'erano anche quelli che non avevano voglia e studiavano meno, non quando tornavano a casa, ma quando avevano tempo o non avevano lezione. Le stesse persone senza grossi problemi se volevano andavano a feste e tutto il resto e poi passavano gli esami, magari non col 30 ma col 24. E se anche non passavano un esame lo ridavano e alle seconda o terza volta lo passavano, magari prendendo 18.


Mi sento chiamato in causa! icon_asd.gif Media del 25 e alle feste ci andavo, come ora, solo che avevo sempre in testa gli esami, mi divertivo per carità, ma un qualcosa nella testa mi rompeva sempre le scatole (sopratutto il giorno dopo icon_asd.gif ). Non so.....ma ora sono più libero, come se avessi un peso in meno (e uno in più nel portafogli)!

bognagol ha scritto:

In ultimo posso dirti la cosa che mi fa più pensare di tutto il discorso universitario e di tutte le sensazioni che può portare. Di questi miei amici alcuni sono usciti con 110 e lode altri con voti più normali intorno al 90 altri hanno fatto la triennale. E tutti lavorano per la stessa azienda con stipendi praticametne uguali, ma mansioni diverse.
Quindi io mi chiedo che senso ha avuto farsi un culo mastodontico per avere 110 e lode quando poi alla finesi sono ottenute le stesse cose di uno che ha preso 90?


Qui si entra in un altro discorso, non parlo dei tuoi amici ovviamente, ma da me ci sono esempi di persone assunte con 110 che si sono fatti "superare" in carriera da chi è uscito con meno, perchè poi nel lavoro non conta solo quanto hai studiato, ma se lo sai applicare (ovviamente è un caso specifico non intendo generalizzare 0509_up.gif )!

Farsi il culo serve per aver più porte aperte all'inizio, molte aziende se non hai più di 100 manco ti fanno il colloquio!! E poi ovviamente dipende del campo, nel mio (informatico) lo studio universitario non ha un peso così elevato come può essere per un medico, un fisico o per un ingegnere aerospaziale!!
 
14734574
14734574 Inviato: 11 Nov 2013 16:25
 

allora, adesso sono davanti al pc quindi posso dilungarmi con piacere e comodità, con l'iphone scrivere lunghi messaggi è abbastanza scomodo, ricapitoliamo.
1) io non parlo del cugino della cognata di ecc ecc, ho parlato di MIE esperienze personali, non capisco da cosa abbiate dedotto che le mie conclusioni (mie conclusioni, mica la verità universale), siano uscite fuori da esperienze di terze persone.
ti posso elencare una per una TUTTE le università che ho girato, e non ho la minima remora a scrivere, città (Catania), facoltà,via, numero civico e box dove ho PROVATO ad informarmi, dove non sapevano un cavolo bollito 0509_up.gif
Posso dirti la sede universitaria dove un professore non sapeva una banana al forno del SUO corso di studi, non so il nome ovviamente.
2) posso elencarti tutte le disavventure che incontro quando per lavoro, per necessità o per pura compagnia mi imbatto in impiegati statali, nelle scuole, nei pronto soccorso,anche all'arma dei carabinieri se è per questo.
3) Purtroppo la mia esperienza di vita mi fa protendere in una certa incapacità dei laureati nel mondo lavorativo, è un pò la sindrome del militare, troppi anni spesi in una unica direzione, troppo tempo dedicato a un solo stile di vita... Laureato a lavoro, un lavoro abbastanza semplice il mio, in aeroporto, dove l'unico laureato con cui sono in contatto è uno dei più sgarbati e incapaci, a detta di tutti.
Laureati in ingegneria meccanica che non sanno fare il tagliando alla moto ( visto coi miei occhi)
Laureati in ingegneria elettronica che non sanno cambiare dei fusibili, o una freccia.
3) Se l'università è come la scuola i docenti sono intolleranti verso chi ha una vita.
io ho tentato di denunciare il vice preside della mia ex scuola, a 20 anni non voleva farmi firmare il registro per coprire un improvviso turno a lavoro, parlo di un lavoro messo in regola, dove c'è una timbratura a norma di legge, con valore legale, non stavo andando a raccogliere fragole in nero, lo stavo denunciando per sequestro di persona.
inverso della situazione, avevo gli esami di stato, mentre lavoravo, colleghi, capi squadra, tutti si sono prodigati per agevolarmi nei turni, per farmi studiare e andare agli esami, senza farmi neanche prendere ferie o permessi, quindi non ho perso neanche un 'euro, mentre potevano dirmi o lavori o studi, sapendo che tutti scelgono il lavoro, loro hanno permesso di fare entrambe le cose.
a scuola mi rompevano i filoncini di pane, secondo loro dovevo lasciar perdere il lavoro, che la scuola è più importante, avessi ascoltato loro avrei fatto la fame, tra parentesi dopo due anni la mia scuola non ha idea di dove sia il mio diploma, non riesco a ritirarlo.
per la cronaca, alla fine del quinto anno avevo la media di 6,1, la più bassa della classe, in maniera inspiegabile.
alla fine degli esami di stato mi sono diplomato con 80/100, il terzo voto della classe.
la commissione mi chiese come riteneva possibile questo mio scarto, risposi di chiederlo ai miei professori, che in quel preciso esame sbiancarono in volto, capendo che razza di figura avevano fatto.
 
14734589
14734589 Inviato: 11 Nov 2013 16:35
 

robyracing46 ha scritto:
allora, adesso sono davanti al pc quindi posso dilungarmi con piacere e comodità, con l'iphone scrivere lunghi messaggi è abbastanza scomodo, ricapitoliamo.
1) io non parlo del cugino della cognata di ecc ecc, ho parlato di MIE esperienze personali, non capisco da cosa abbiate dedotto che le mie conclusioni (mie conclusioni, mica la verità universale), siano uscite fuori da esperienze di terze persone.
ti posso elencare una per una TUTTE le università che ho girato, e non ho la minima remora a scrivere, città (Catania), facoltà,via, numero civico e box dove ho PROVATO ad informarmi, dove non sapevano un cavolo bollito 0509_up.gif
Posso dirti la sede universitaria dove un professore non sapeva una banana al forno del SUO corso di studi, non so il nome ovviamente.
2) posso elencarti tutte le disavventure che incontro quando per lavoro, per necessità o per pura compagnia mi imbatto in impiegati statali, nelle scuole, nei pronto soccorso,anche all'arma dei carabinieri se è per questo.
3) Purtroppo la mia esperienza di vita mi fa protendere in una certa incapacità dei laureati nel mondo lavorativo, è un pò la sindrome del militare, troppi anni spesi in una unica direzione, troppo tempo dedicato a un solo stile di vita... Laureato a lavoro, un lavoro abbastanza semplice il mio aeroporto, dove l'unico laureato con cui sono in contatto è uno dei più sgarbati e incapaci, a detta di tutti.
Laureati in ingegneria meccanica che non sanno fare il tagliando alla moto ( visto coi miei occhi)
Laureati in ingegneria elettronica che non sanno cambiare dei fusibili, o una freccia.

3) Se l'università è come la scuola i docenti sono intolleranti verso chi ha una vita.
io ho tentato di denunciare il vice preside della mia ex scuola, a 20 anni non voleva farmi firmare il registro per coprire un improvviso turno a lavoro, parlo di un lavoro messo in regola, dove c'è una timbratura a norma di legge, con valore legale, non stavo andando a raccogliere fragole in nero, lo stavo denunciando per sequestro di persona.
inverso della situazione, avevo gli esami di stato, mentre lavoravo, colleghi, capi squadra, tutti si sono prodigati per agevolarmi nei turni, per farmi studiare e andare agli esami, senza farmi neanche prendere ferie o permessi, quindi non ho perso neanche un 'euro, mentre potevano dirmi o lavori o studi, sapendo che tutti scelgono il lavoro, loro hanno permesso di fare entrambe le cose.
a scuola mi rompevano i filoncini di pane, secondo loro dovevo lasciar perdere il lavoro, che la scuola è più importante, avessi ascoltato loro avrei fatto la fame, tra parentesi dopo due anni la mia scuola non ha idea di dove sia il mio diploma, non riesco a ritirarlo.
per la cronaca, alla fine del quinto hanno avevo la media di 6,1, la più bassa della classe, in maniera inspiegabile.
alla fine degli esami di stato mi sono diplomato con 80/100, il terzo voto della classe.
la commissione mi chiese come riteneva possibile questo mio scarto, risposi di chiederlo ai miei professori, che in quel preciso esame sbiancarono in volto, capendo che razza di figura avevano fatto.

Beh esperienze di vita, purtroppo molto sfortunate a me mai capitate, ma conosco qualcuno a cui qualcosa è capitato.
Detto questo la parte in neretto però mi sembra un po' un idiozia, perchè un laurea in ingegneria non centra nulla col saper fare le cose pratiche. Un po' come dire che un pilota di motogp non si sa settare la moto da solo e ha bisogno degli ingengeri quindi non capisce niente di moto. Ognuno ha i suoi compiti e le sue mansioni.
 
14734612
14734612 Inviato: 11 Nov 2013 16:49
 

ognuno ha i suoi compiti e le sue mansioni.
poi ti capita ciò che è successo a me.
scooter.
hai un sacco di spazio, perchè il modello specifico è raffreddato ad aria, quindi davanti è vuoto.
ti piazzano il regolatore di tensione sotto la pedana.
per smontare la pedana devi smontare: la sella, le plastiche laterali, il vano batteria/motore,il sottopedana e infine esci la pedana.
qualcuno si offende se reputo l'ingegnere elettronico che ha progettato quella collocazione a un componente che facilmente si guasta con gli anni, un incompetente?
e non è ancora più incompetente l'ingegnere meccanico che non ha fatto presente l'errore?
progettano, senza la più pallida idea di come si costruisce.
conoscono a menadito le curve di tutte le trasformazioni sul piano pv.
non sanno svitare una candela...
 
14734643
14734643 Inviato: 11 Nov 2013 17:05
 

robyracing46 ma non la stai facendo un pò lunga ? 0509_si_picchiano.gif
Il povero ragazzo deve solo passare chimica ed è un pò affaticato....qui si fa il simposio sulle sventure scolastiche icon_biggrin.gif

C'è anche tanta gente che il proprio lavoro lo sa fare e lo fa bene. La laurea non è garanzia di preparazione come persona (e neppure il diploma).....quindi si può effettivamente essere pirla a tanti livelli (eheheh).
 
14734674
14734674 Inviato: 11 Nov 2013 17:20
 

Samaritan ha scritto:
robyracing46 ma non la stai facendo un pò lunga ? 0509_si_picchiano.gif
Il povero ragazzo deve solo passare chimica ed è un pò affaticato....qui si fa il simposio sulle sventure scolastiche icon_biggrin.gif

C'è anche tanta gente che il proprio lavoro lo sa fare e lo fa bene. La laurea non è garanzia di preparazione come persona (e neppure il diploma).....quindi si può effettivamente essere pirla a tanti livelli (eheheh).


Beh ma il nostro amico dopo tutto quello che ha letto si è già fatto coraggio e probabilmente ha già passato chimica intanto che noi chiacchieriamo!! icon_wink.gif


robyracing46 ha scritto:
ognuno ha i suoi compiti e le sue mansioni.
poi ti capita ciò che è successo a me.
scooter.
hai un sacco di spazio, perchè il modello specifico è raffreddato ad aria, quindi davanti è vuoto.
ti piazzano il regolatore di tensione sotto la pedana.
per smontare la pedana devi smontare: la sella, le plastiche laterali, il vano batteria/motore,il sottopedana e infine esci la pedana.
qualcuno si offende se reputo l'ingegnere elettronico che ha progettato quella collocazione a un componente che facilmente si guasta con gli anni, un incompetente?
e non è ancora più incompetente l'ingegnere meccanico che non ha fatto presente l'errore?
progettano, senza la più pallida idea di come si costruisce.
conoscono a menadito le curve di tutte le trasformazioni sul piano pv.
non sanno svitare una candela...

Beh non ho presente il modello di scooter, e capisco il tuo ragionamento sulla comodita di smontare il pezzo però mi chiedo sempre se ci possano essere altri motivi per cui il regolatore di tensione sia stato messo li e non da altre parti. Tipo lo tengo li così è vicino all'alternatore/motore e non spacco altri circuiti.
Se fosse così penso che lo sbattimento di smontare lo scooter rispetto a dover cambiare un alternatore/motore(e quindi spendere molti soldi) sia decisamente un ottima contropartita. o sbaglio?
 
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