elmanta ha scritto:
aldilà del ginocchio (che metto a terra sempre e comunque, anche se faccio le curve ai 30 all'ora... per me è quasi un dovere civile) o della gomma chiusa (che dipende da moto a moto... io con la mia "freso" i piolini delle pedane ma non riesco a chiudere le gomme...
), secondo me il timore di trovare qualcosa di inaspettato dopo una curva cieca è direttamente proporzionale alla maturità del pilota.
Esempio lampante: in passato (dai 16 ai 25 anni) portavo al limite TUTTE le moto supersportive che ho avuto... Mediamente cambiavo le saponette ogni 6 mesi. Allora non me ne fregava niente di limiti di velocità, traffico, buon senso. Per quanto mi impegnassi e mi ripromettessi di andare piano, alla prima curva "staccavo il cervello e attaccavo il gas". Non mi ponevo il problema di cosa sarebbe potuto succedere se avessi incrociato un'auto o se l'asfalto fosse sporco. E mi è sempre andata bene... Poi, un brutto giorno, ho avuto un frontale con una macchina mentre affrontavo un curvone veloce ai 140 km/h.
Dopo essere riuscito a tornare in sella (e ci sono voluti 6 anni) adesso vedo la strada in maniera differente. Non che non mi diverta più... Semplicemente ho capito cosa può voler dire un piccolo errore di valutazione durante la guida. Quindi adesso guido, corro e mi diverto. Ma piego/rischio SOLO quando ho la piena visibilità della strada e le condizioni del traffico lo consentono.
Spesso quando guido vengo superato da missili terra-aria e la tentazione di "andare a prenderli" come un tempo è forte... Ma poi penso che a casa mi aspettano un moglie e 2 bambini bellissimi. Sorrido e continuo il mio tranquillo giretto, aspettando un tornante senza traffico per una bella piega.
), secondo me il timore di trovare qualcosa di inaspettato dopo una curva cieca è direttamente proporzionale alla maturità del pilota.
Esempio lampante: in passato (dai 16 ai 25 anni) portavo al limite TUTTE le moto supersportive che ho avuto... Mediamente cambiavo le saponette ogni 6 mesi. Allora non me ne fregava niente di limiti di velocità, traffico, buon senso. Per quanto mi impegnassi e mi ripromettessi di andare piano, alla prima curva "staccavo il cervello e attaccavo il gas". Non mi ponevo il problema di cosa sarebbe potuto succedere se avessi incrociato un'auto o se l'asfalto fosse sporco. E mi è sempre andata bene... Poi, un brutto giorno, ho avuto un frontale con una macchina mentre affrontavo un curvone veloce ai 140 km/h.
Dopo essere riuscito a tornare in sella (e ci sono voluti 6 anni) adesso vedo la strada in maniera differente. Non che non mi diverta più... Semplicemente ho capito cosa può voler dire un piccolo errore di valutazione durante la guida. Quindi adesso guido, corro e mi diverto. Ma piego/rischio SOLO quando ho la piena visibilità della strada e le condizioni del traffico lo consentono.
Spesso quando guido vengo superato da missili terra-aria e la tentazione di "andare a prenderli" come un tempo è forte... Ma poi penso che a casa mi aspettano un moglie e 2 bambini bellissimi. Sorrido e continuo il mio tranquillo giretto, aspettando un tornante senza traffico per una bella piega.
Straquoto quello che hai detto. Mi dispiace solo che sei riuscito a capirlo dopo una brutta esperienza. Andare in moto è la cosa piu stupenda del mondo ma la vita è una cosa troppo preziosa per rischiare di buttarla via per leggerezza












