hai scritto troppo... nun glia faccio a legge
DemaDev ha scritto:
poi orso ma scusa... se non si fa una cernita com'è possibile creare l'eccellenza?
prendiamo la normale di pisa: the top of the pops
non e' un'universita'... hai preso l'unico esempio sbagliato
e' una scuola che fornisce percorsi di affiancamento a quelli universitari
DemaDev ha scritto:
anzichè livellare tutto
secondo me è giusto avere creste e picchi per definire il migliore o il peggiore

questo prima di tutto perchè quella che chiamiamo peggiore non è per forza lo scarto dell'istruzione
in teoria non si dovrebbe fare perche' e' impossibile definire chi sia migliore o peggiore prima di aver seguito i corsi e sostenuto gli esami.
DemaDev ha scritto:
ti propongo un altro punto di vista: anzichè vedere la classifica dal numero 1 al numero x (l'ultimo) prova a vedere l'x come "università base" e l'1 come il top cui ognuno dovrebbe aspirare.
dema in qualsiasi modo la giri quella classifica si ispira ad un metro che non condivido; quella classifica come migliaia di altre che ho visto sono la morte dello spirito universitario
DemaDev ha scritto:
alla fine sono gli atenei stessi che lavorano per essere i migliori. sono le singole università che decidono quali docenti assumere, in che direzione muoversi con la didattica, quanto e soprattutto come bisogna investire nella ricerca.
sono sempre le singole università che si devono amministrare per poter risultare "virtuose" (termine che mi è sempre stato qui visto che questa virtù dovrebbe essere la normalità) oppure degli incolmabili buchi neri dove vengono gettati soldi a profusione senza però cavar fuori un ragno dal buco (sono il primo a dire che in ottica culturale non ha senso il discorso "io stato ti do 100 e tu devi farmi tornare 110". se però io stato ti do 100 mi aspetto che a parità di risorse qui si riesca ad arrivare ai livelli "culturalmente top" degli atenei in cima alla classifica).
con l'introduzione delle lauree di tre anni il numero di laureati sie' cresciuto ma il loro livello si e' abbassato drasticamente per lo scempio che hanno fatto dei programmi e dei piani di studio... piani creati in molte universita grazie alla collaborazione di molti corsi di lauree improvvisamente appiattiti a successioni di nozioni senza orientamento.
E' un esempio di un'idea buona gestita con linee guida sbagliate perche' dettate dal soldo... cioe' da ragionamenti simili a quello che hai fatto tu qui.
DemaDev ha scritto:
se quindi una facoltà finisce per essere considerata male è perchè non ha docenti all'altezza (magari perchè hanno assunto quasi solo "amici di..., parenti di..."), non ha strutture adeguate (magari perchè anzichè investire nel laboratorio hanno rifatto tutto l'arredamento per poter foraggiare "amici di..., parenti di...") e perchè magari son proprio le risorse umane (studenti) che sono di un livello più basso.
daje la situazione non e' questa, ci sono universita' che sono dei gioielli a livello mondiale per quello che possono offrire eppure sono cadute nel dimenticatoio per ignoranza e perche' seppellite da queste classifiche; poi se ci sono professori che ci magnano sopra questo va eliminato come in ogni altro settore
esempio, in Italia abbiamo due universita' di lingue che ci invidiano o ci invidiavano tutti; l'Oreintale di Napoli e la facolta di lingue del CA'Foscari a Venezia; adesso dubito che studenti non campani e non veneti di lingue conoscano questi due istituti. Ci sono volumi che trovi solo li... ci sono corsi di lingue che sono nati li in tutto il mondo occidentale, come fai a classificare questa cosa.
DemaDev ha scritto:
a questo proposito (continuo a parlare solo del mio indirizzo perchè questo conosco) ti porto i risultati di questo scorso test d'ingresso (Che ricordiamo è lo stesso a livello nazionale):
in parentesi il numero di posti disponibili
in seconda parentesi quanti ci han provato
il primo numero è il posto più alto
il secondo numero il più basso che è entrato
vorrei evidenziare (in rosso) alcune cose interessanti ossia come in determinate facoltà si riesca ad entrare con punteggi bassissimi. poi (in verde) altre "sul filo del rasoio" ed, oltre alla palude, altre dove pure l'ultimo degli iscritti qualcosa ha dovuto dire (in blu)
interessante vedere anche in che ordine si parla di "attrazione" di studenti (arancione) e chi non se la fila nessuno (azzurro)
mentre faccio lo sbroffo colorando di rosa gli atenei dove sarei arrivato 1° anzichè 124°
per loro sarei stato uno studente di alto livello ma non mi attiravano proprio per niente
bari (238) (612) 57.50 - 25.25
bologna (255) (575) 59.25 -
15.50
brescia (98) (
128) 59.00 - 25.25
cagliari (120) (482) 54.75 - 30.00
camerino (150) (212) 51.50 -
23.50
catania (200) (799) 47.75 -
23.00
chieti-pescara (245) (462) 63.00 - 26.00
uni della basilicata (72) (
90) 44.75 -
17.50
uni della calabria (96) (347) 50.50 - 25.75
enna (91) (
150) 43.75 -
20.75
ferrara (131) (488) 60.75 -
38.50
firenze (450) (
1011) 63.25 - 29.50
genova (411) (639) 63.75 - 24.75
l'aquila (97) (
132) 57.25 - 24.00
milano (1615) (
5639) 64.25 -
34.50
napoli federico II (418) (719) 52.75 -
20.00
seconda uni di napoli (200) (434) 46.75 -
18.75
padova (97) (200) 60.00 -
34.50
palermo (340) (938)47.25 -
23.75
parma (177) (318) 67.75 - 25.75
pavia (95) (
120) 63.25 -
21.00
perugia (97) (
156) 52.50 - 29.00
pisa (97) (
176) 58.00 - 31.25
poli marche (100) (
146) 61.00 - 28.50
reggio calabria (250) (422) 54.00 - 29.50
la sapienza (1060) (
2397) 68.75 -
sotto al 20 (è diviso in più parti ed ho fatto una veloce media)
tor vergata (60) (
108) 60.00 - 28.50
terza uni roma (200) (664) 60.50 - 31.50
salerno (100) (255) 54.25 - 26.50
sassari (50) (305) 47.50 - 31.50
torino (698) (
1391) 67.75 - 27.00
trento (100) (
153) 58.75 - 31.50
trieste (110) (
133)56.00 -
18.50
udine (147) (
168)58.75 -
19.25
venezia (600) (
1086) 64.25 - 30.75
e da che c'è il numero chiuso il numero di posti vengono assegnati in base alla richiesta
quindi in principio non è che in tanti andavano a milano perchè c'erano molti posti ma davano molti posti alle più richieste

e questo parametro cambia di anno in anno
ed il test in questione si basa SOPRATTUTTO su logica e cultura generale e non su nozionistica. poi su storia, storia dell'arte, tecniche rappresentativa, matematica e fisica + inglese (non vincolante).
quindi mi sembra un buon metro per poter fare una scrematura.
il punteggio è in /80. risposta giusta = 1 punto. risposta in bianco= 0 punti. risposta sbagliata = -0.25 punti (oltre al mancato incasso di punti).
quindi giusto per sciorinare un semplice concetto: chi a milano è arrivato 1616° (quindi non è entrato) sarebbe 9° in basilicata! dimmi tu se questo non basta a definire il "bravi studenti".
e qui si parla di risultati trasparenti non soggetti a nulla se non alla preparazione dei singoli studenti
non e' un buon metro, scremare gli studenti prima di averli formati o dato quello che l'universita' offre; e' un metodo totalmente sbagliato perche' prende in considerazione un modello di studente predefinito e quindi inconsapevolmente il test potrebbe agevolare lo studente provenientae ad esempio da un liceo piuttosto che da un altro, ma quello che stai valutando non e' una predisposizione naturale ma un qualcosa frutto di un percorso che alcuni hanno fatto e altri no.
ESEMPIO
un anno il test potrebbe ridurre ad esempio la presenza di studenti del liceo classico nelle facolta' di ingegneria, un altro anno agevolare quelli di vecchi ITIS;
il contributo dello studente all'universita' deve essere imprevedibile, deve esserci lo studente in elettronica che e' da sempre appassionato di lettere e che improvvisamente ha scelto di voler tentare un'altra strada; deve esserci quello
che non ha combinato nulla e improvvisamente si trova ipermotivato per un cambio di visione; deve esserci di tutto... altrimenti vuol dire che anche il laureato di quella universita' sara' in una certa misura inquadrato.
E quando vai a vedere le idee nuove che e' capace di produrre una persona dopo la laurea.... la situazione spesso si ribalta totalmente rispetto alle attese.
In altre parola ste classifiche sono un modo di incanalare l'universita' verso un discorso di "basto costo per lo stato"... punto, dietro non c'e' piu' niente.
Ma facendo cosi, l'Italia andra' in frantumi perche' non avra' (e probabilmente non li ha gia) piu' i laureati di qualita' di una volta, ma avra' una massa di persone
che vede davanti a se solo il rapporto lavoro/guadagno post laurea e che presto non sapra piu' fare una O con un cubo