biondob ha scritto:
Il problema è che ormai questi sono diventati la maggioranza e non si indebitano per il cayenne o le borse di vuitton, ma per i gratta e vinci, per il lotto, per il telefonino ultima generazione ecc. ecc.
Voglio dire che oggi se non si usa un pochino di testa le occasioni per indebitarsi sono tantissime, senza bisogno di comprare cose costose.
C'è tantissima gente che arriva a sera e ha speso 50 euro e se gli chiedi dove li ha spesi, nemmeno lo sà. Però ha preso un grattino da 5 euri e poi va là, non ho vinto niente dammene un altro. Poi vuoi non scaricare l'ultima suoneria o l'app che ti dice quando hai fame. Poi sai c'è il dieci e lotto, si puo vincere fino a due milioni è facilissimo, basta indovinare i numeri, bisio li prende sempre. Poi trova una macchinetta, sai mio cugino l'altro ieri ha vinto 1000 euri, aspetta che provo a mettercene 10 pure io.

non bisogna per nulla sottovalutare la nuova tendenza del gioco d'azzardo, o meglio, il suo boom popolare.
da un punto di vista sociale, in genere c'è una forte correlazione tra gioco d'azzardo e qualità della vita..
per farla breve, più una persona è delusa dal proprio presente e meno speranze ha nei confronti del proprio futuro, più sarà portata al gioco d'azzardo, che è una specie di "scorciatoia" apparente per un futuro roseo e desiderabile in mancanza concreta dei mezzi per ottenerlo "normalmente"..
insomma, se in una società "meritocratica" o comunque sana (quel capitalismo "sano" dove il lavoro è premiato dal reddito e la gente ha i mezzi per raggiungere i propri obbiettivi) la spinta al benessere viene distribuita sul lavoro (lavoro di più, mi costruisco una mia figura professionale migliore, mi aggiorno etc etc per guadagnare di più), in una società sfiduciata dove gli obbiettivi indotti sono alti, ma i mezzi per ottenerli sono inaccessibili ai più, si cercano le scappatoie.
chi gioca d'azzardo, e spera nel gratta e vinci, chi si dà all'illegalità.
Studiando criminologia, questo fenomeno è già stato analizzato (anche se un po' grossolanamente, ovviamente).. secondo alcune teorie criminalistiche, una società in cui al cittadino vengono "imposti" degli standard di vita appetibili, ma molto difficilmente raggiungibili per mancanza di mezzi, è più propensa all'insorgere di criminalità e "depressione" di massa.
Dopotutto, oggigiorno è piuttosto facile cedere alla disillusione e alla sfiducia nei confronti del sistema. il capitalismo stile "sogno americano" non funziona più, è cambiato lo scenario, non ce lo si può più permettere. Ormai non basta più costruirsi una propria professionalità, anzi, paradossalmente i più vulnerabili oggi sono i neo laureati.
Io credo che piano piano si ritornerà indietro, tornerà "di moda" il lavoro manuale, l'artigianato.
Cercando un misero lavoro stagionale extra, mi sono poi imbattuto in scenari esilaranti.. oggigiorno è imperante il "lavoro qualificato": per qualsiasi mansione si cerca sempre personale esperto, qualificato, con curriculum invidiabile, con esperienza e motivazione.
ottimo.
però, lo stipendio è da lavapiatti
volevo trovare lavoro in un locale come barista (non ingegnere nucleare eh), ma sembra che ormai se non hai già avviato un ristorante 3 stelle michelin, non ti assumono come garzone
è tutto sballato.
dal lavoratore dipendente ormai si chiede una produttività cinese, una qualificazione europea, e uno stipendio vietnamita
non dico di tornare come ai vecchi tempi che furono (vuoi diventare avvocato? trovi impiego in uno studio di avvocatura, ti fai la tua conoscenza diretta sul campo, impari il mestiere vedendolo fare etc etc.. non che ti prendi laurea, master e poi vai a fare la fame, o il tirocinante aka schiavo gratuito..), ma ci vorrebbe una regolamentazione di tutto.
è impensabile continuare in questa situazione, perchè prima o poi, ripeto, le galline dalle uova d'oro diventano sterili.
e allora va a bagno tutto.
per quanto mi riguarda, la società odierna è plasmata per gli interessi dei 60/70 enni. non i pensionati eh, intendo gli uomini d'affari, i politici, gli imprenditori di quella generazione.
fateci caso chi comanda, fateci caso chi decide, chi gestisce tutta la baracca.
i giovani, le nuove leve, sono poco più che strumenti, schiavi. Ma non nel senso di "morte al padrone, lunga vita al proletario!", eh.
semplicemente, nel contesto odierno la forza lavorativa giovane è spettacolare: motivati (vogliono costruirsi un futuro), qualificati (moltissimi laureati, con master etc etc), produttivi.
al posto di farli crescere, al posto di dare loro i mezzi per poi andare a sostituire la classe dirigente odierna, gli si tiene in un limbo sociale dove vengono spremuti finchè si può e poi avanti i prossimi ^^
il cambiamento avverrà solo quando cambierà la classe dirigente.