Moto
In moto fino a che età si può andare? Consigli e riflessioni su due ruote
Scritto da Maurizio60 - Pubblicato 05/08/2026 08:33
Passione senza età: quando la mente guida e il corpo segue...

Tempo di lettura stimato: 4 minuti circa.

È una delle domande che prima o poi ogni appassionato si pone, magari guardando la data di nascita sulla patente o avvertendo un pizzico di stanchezza in più al rientro da un lungo itinerario nel fine settimana: fino a che età si può continuare ad andare in moto? E al contempo, nasce spesso una domanda speculare e ugualmente affascinante: è davvero troppo tardi iniziare a 60 o 70 anni?

La risposta breve è semplice e rassicurante: non esiste una data di scadenza anagrafica. Finché la salute, la vista, i riflessi e il codice della strada lo consentono, la passione per le due ruote non conosce limiti di età. Tuttavia, la risposta completa richiede l'onestà di ascoltare il proprio corpo, superare qualche pregiudizio e adattare con intelligenza il mezzo e lo stile di guida al tempo che passa.



Paragrafo 1 ~ L'età è solo un numero, ma la fisica della guida non mente
A differenza della guida automobilistica, la conduzione della motocicletta richiede un coinvolgimento fisico totale e costante. Sulla moto il corpo del pilota è parte integrante dell'assetto dinamico: equilibrio, coordinazione nei movimenti, spinta sulle pedane e sulle manopole, oltre a una prontezza di riflessi sempre vigile.

Con l'avanzare degli anni è fisiologico registrare una graduale riduzione della forza muscolare massima e una leggera dilatazione dei tempi di reazione. La grande notizia, tuttavia, è che per chi guida da anni l'esperienza accumulata su strada compensa ampiamente questi rallentamenti. Il motociclista maturo ha sviluppato una capacità d'anticipo del traffico e delle traiettorie che un ventenne spesso non possiede, riuscendo a prevenire i pericoli ben prima che si concretizzino.

Paragrafo 2 ~ Iniziare a 60 o 70 anni: è davvero troppo tardi?
Negli ultimi anni si assiste a un fenomeno sempre più diffuso: uomini e donne che, raggiunta la pensione o una maggiore stabilità personale, decidono di coronare un sogno accantonato per decenni e salire per la prima volta su una moto a 60 o persino a 70 anni.

La risposta alla domanda se sia troppo tardi è un netto NO, non è troppo tardi, ma a condizione di seguire un percorso metodico e privo di vanità:

• Azzerare l'ego: Non ci si deve mettere alla prova con veicoli impegnativi. La priorità assoluta è la facilità di gestione, la docilità del motore e l'accessibilità con i piedi a terra.

• Affidarsi a una scuola guida e a corsi dedicati: Imparare da autodidatta o con i consigli casuali di amici a questa età rischia di trasmettere vizi di guida rigidi ed edificherà insicurezze. Un corso di guida base con istruttori qualificati trasmette la tecnica corretta (sguardo, postura, frenata) fin dal primo giorno.

• Procedere per gradi: Partire da uno scooter di media cilindrata o da una moto da 250-500 cc leggera e maneggevole. La familiarità con il bilanciamento del peso da fermo e alle basse velocità richiede tempo ed esercizio muscolare specifico.

• L'esperienza stradale pregressa è un alleato: Chi ha guidato l'automobile per 40 anni possiede già una profonda conoscenza delle dinamiche del traffico, delle precedenze e dei pericoli della strada. Si tratta di un bagaglio preziosissimo da trasferire sulle due ruote.

Paragrafo 3 ~ I segnali per capire quando è il momento di adattarsi
Sia per i veterani della sella sia per chi ha iniziato da poco, la chiave per mantenere a lungo il piacere di guidare risiede nel cogliere per tempo i segnali del proprio corpo e nell'adeguare le abitudini:

• Affaticamento eccessivo a fine giornata: Se un itinerario che un tempo affrontavi senza sosta ora lascia giorni di spossatezza o dolori articolari, significa che occorre ricalibrare chilometraggi e pause.

• Incertezza e apprensione nelle manovre da fermo: Il peso della moto gestito nei parcheggi o nelle ripartenze su pendenze può diventare fonte di ansia o causare banali cadute da fermo.

• Calo di concentrazione prolungata: La resistenza all'attenzione continua si riduce progressivamente. Riconoscerlo evita di trovarsi a guidare in stato di lucidità precaria.

Paragrafo 4 ~ Consigli pratici per restare in sella (e godersela) a lungo
• Ridimensionare il peso, non la passione
​Nessuno impone di condurre touring da 300 kg o supersportive estreme. Il mercato attuale offre crossover e naked medie (400-700 cc) estremamente bilanciate, leggere e facili. Scalare peso e ingombro non è una resa, ma una scelta di intelligenza per continuare a divertirsi in totale serenità.

• Itinerari di qualità, non di chilometraggio
​Ripensare i viaggi significa privilegiare la qualità del percorso rispetto al pallottoliere dei chilometri. Ridurre le tappe giornaliere, moltiplicare le soste panoramiche ed enogastronomiche trasforma la guida in un'esperienza rilassante e appagante.



• Ergonomia e preparazione fisica
​Un'attività fisica costante (stretching, camminate, mobilità per schiena e spalle) preserva la reattività in sella. Adatta la moto alle tue esigenze con selle più confortevoli, manubri rialzati, cupolini protettivi e manopole riscaldate.

• Abbigliamento tecnico e protezione
​Con l'età aumenta la sensibilità agli sbalzi termici e alle intemperie. Investire in abbigliamento moderno, leggero, ben coibentato d'inverno e traforato d'estate previene la rigidità muscolare e garantisce la massima sicurezza passiva.

Paragrafo 5 ~ In conclusione
Finché la vista risponde bene, la mente mantiene lucidità e le gambe sostengono con sicurezza il mezzo ai semafori, non vi è alcuna ragione di appendere il casco al chiodo, né di rinunciare al sogno di indossarlo per la prima volta a 60 o 70 anni. Il vero segreto risiede nell'umiltà dell'esperienza: saper ascoltare sé stessi, scegliere il mezzo giusto e guidare con il solo scopo di godersi la strada. 

Fonte: Linee guida di FIM (Federazione Motociclistica Italiana) e scuole di guida sicura.

Nota: Questo articolo contiene dati e informazioni di pubblico dominio, alcuni dati riportati potrebbero essere inesatti, si consiglia sempre di consultare la fonte ufficiale. Si declina pertanto ogni responsabilità in merito. 
Le informazioni riportate sono fornite in maniera libera e gratuita, nessun tipo di accordo o contratto sussiste tra le parti.

Come sempre faccio, ho cercato di portarvi a conoscenza delle novità sul mercato, dei pregi e difetti delle varie moto che di volta in volta provo a mettere a nudo, almeno sulla carta, senza compromessi. Spero che abbiate apprezzato, fatemelo sapere nei commenti ^?l:


Buona strada sempre Up 
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Commento di: Muwenge il 05-08-2026 16:17
Interessante ! ASD
Da parte mia direi prima di tutto che bisogna avere la passione per le due ruote eppoi anche una certa predisposizione. Conosco giovini di 20 anni che non hanno il carattere adatto. Inutile insistere. Per loro meglio l'auto con il climatizzzatore e il cambio automatico.
In altri casi ho conosciuto motociclisti di 80 anni che hanno guidato per una vita e non riuscivano a separarsi dalla mille, anche per viaggi piuttosto impegnativi.
Poi ovviamente non si può prescindere da una certa forma fisica. Perchè andare in moto è molto più impegnativo dell' auto. Bisogna stare più attenti, bisogna essere più reattivi, ci si espone alle intemperie e ultimo ma non ultimo anche l'incidente più stupido può trasformarsi in mesi di convalescenza. Con l'auto invece al massimo sarebbe il costo di un paraurti. Doppio Lamp Naked