Moto
Le ragioni di un downgrade
Scritto da tibbs - Pubblicato 18/10/2019 11:30
Ovvero la decrescita felice: come sentirsi soddisfatti in sella ad una moto pensata per i neopatentati quando in tasca si ha una patente vecchia di trent’anni.

Da due anni ho sostituito la mia fedele Kawasaki ER6F del 2009 con una Honda CB500X e, dopo questo lasso di tempo posso finalmente offrire un giudizio quasi completamente positivo sul cambio che, per molti, potrebbe apparire come un passo indietro: per quanto l’Errina, ad essere sincero, pur con i suoi piccoli difetti non m’abbia mai deluso, il CB era proprio quello che ho sempre cercato. Sicuramente, ad influenzare questo mio giudizio che, lo dico a scanso di equivoci è meramente soggettivo, lo fa il fatto che si tratta di due tipologie di moto nettamente diverse. La verità è che, se fossi stato più alto, avrei comprato eoni fa una Transalp o una KLE 500: si trattava di moto troppo grandi e pesanti per me, o almeno lo erano associate ad un’altezza sella sfavorevole, al pari delle varie Versys, V-Strom, NC e via discorrendo. La CB s’è rivelata un buon compromesso tra altezza sella (81 cm ribassati di 2 con un kit Metisse), peso e potenza.


Il confronto che mi appresto a fare lascerà un po’ il tempo che trova, però credo che possa servire anche per togliersi tanti pregiudizi su questi mezzi definiti per principianti spesso con una certa supponenza, come se una moto, per essere tale, dovesse avere almeno 100cv e 800cc di cilindrata: perlomeno per quel che mi riguarda, non è così.

Finitura: per quel che mi riguarda le due moto si equivalgono. Si tratta ovviamente di modelli entry level, per cui si prende per quel che si paga, per quanto in genere le moto costino un po’ più di quel che valgono. Gli assemblaggi e le plastiche si equivalgono, così come la finitura e la qualità generale dei materiali, ed anche il listino, non troppo distante, sta a significare che si tratta di due mezzi dello stesso segmento, per quanto l’uno pensato per i neopatentati A2 e l’altro per chi ha la A illimitata.

Strumentazione: entrambe appena sufficienti, composte da display a cristalli liquidi. Quello della ER6 era più grande e con una colorazione più intensa, ma si leggeva meglio di giorno che di notte; quello della CB è più piccolo ma comunque ben leggibile e non soffre i riflessi della sorella maggiore NC. La dotazione è ridotta all’osso: contachilometri, contagiri a barre, livello benzina, orologio ed i vari odometri. La Honda ha in più il consumo istantaneo e quello medio, ma la migliore concorrenza nel segmento offre spesso l’indicatore della temperatura, la marcia inserita e perfino la temperatura esterna, difatti la nuova versione della CB, come d’altronde la Ninja 650, presentano ora schermi TFT molto più generosi quanto ad informazioni.



Comandi: la Kawasaki aveva in più la leva frizione regolabile. I blocchetti sono equivalenti, anche se la plastica di quelli della ER6 s’era cristallizzata, ma proprio non riesco a digerire la posizione di frecce e claxson della Honda. Il cambio della Kawasaki era discreto, quello della Honda è più preciso e la frizione è molto più morbida.

Posizione di guida: più caricata in avanti (ma non scomoda) sulla ER6, più eretta sulla CB. Dopo aver avuto una moto con semimanubri (la ZZR) ero rimasto sorpreso dalla maneggevolezza dell’Errina: nonostante fosse una moto carenata, aveva un buon angolo di sterzo unito ad una posizione in sella tutt’altro che scomoda e caricata sui polsi; la CB tuttavia è molto più comoda e maneggevole e si gira su un fazzoletto. I dieci/quindici chili di differenza a favore della Honda si sentono tutti, probabilmente più per il bilanciamento dei pesi che non per la differenza in sé: per dire, la ER6 pesava 40 kg in più della ZZR ma era assai più rapida nei cambi di direzione e maneggevole in città; tuttavia la Honda è meglio. Per entrambe la sella, alla lunga, è un po’ duretta (quella della Kawasaki in particolare pare di legno) ed il passeggero tende a scivolare in avanti: niente di drammatico e comunque risolvibile da un buon tappezziere.

Frenata: il monodisco anteriore mi fa storcere il naso anche per motivi estetici ma, alla prova dei fatti l’impianto frenante della CB, dotato di ABS, non fa rimpiangere quello della ER6 con la quale, per avere dei buoni risultati, occorreva strizzare la leva. Può darsi che a velocità elevate, prossime a quelle di punta, la differenza sia più marcata: onestamente non sento l’esigenza di provare.
Prestazioni: ovviamente qui l’ER6 vince a mani basse, per quanto il 500 della Honda sia sufficiente per divertirsi nell’uso quotidiano, almeno per quel che mi riguarda: occorre rinunciare a qualche sorpasso, specie in due, ma ce ne è fin troppo, per me, nell’uso stradale. Qualcuno storcerà il naso ma, per me, i 72cv della ER6 erano fin troppi e credo di non averli mai sfruttati a fondo. Rimpiango giusto la coppia non disprezzabile di quel motore, tuttavia per le mie esigenze sono più contento dei 48cv della CB.

Tenuta di strada: la Honda è sufficientemente sicura ma la postura più caricata sull’anteriore della ER6 dava tutto un altro feeling di guida per cui con la CB, che comunque ha una ciclistica discreta, è bene mantenere un’andatura meno aggressiva. C’è da dire che gli pneumatici di primo equipaggiamento non sono granché, ma quelli della ER6 erano perfino peggio, mentre con un buon treno di gomme il discorso cambiava. Un piccolo passo indietro, occorre ammetterlo, ma in compenso la facilità di guida, specie in città, è assai superiore sulla Honda.

Comfort: qui vanno presi in considerazione diversi punti. Della sella ho già detto, più o meno equivalente. Le sospensioni sono più morbide sulla Honda: inficiano un po’ la tenuta di strada di cui sopra, ma aumentano decisamente il comfort, specie su strade non proprio lisce dove il mono posteriore della Kawasaki andava spesso e volentieri in crisi, trasmettendo seccamente al pilota (me) le asperità dell’asfalto. La protezione aerodinamica del busto è equivalente, ma devo dire che per le gambe la pur striminzita protezione offerta dalla carena della ER6F nella brutta stagione si sente. Per contro sulla CB è più semplice installare dei paramani, che monterò prima della brutta stagione. Un altro punto sono le vibrazioni: ogni volta che esce un nuovo modello con lo stesso 650, dicono che sono state ridotte ma, alla prova dei fatti, l’unità Kawasaki vibra molto di più di quella Honda, pur avendo la stessa struttura (bicilindrico frontemarcia). Anche la CB vibra, ma a confronto pare un quattro cilindri (o l’ER pare un trattore) e ai bassi regimi è molto più regolare là dove, sotto i 2500 giri, il motore Kawasaki scalciava e strattonava.

Consumi: questa volta è la Honda a vincere a mani basse. Ricordo che al mio primo pieno, appena presa dal concessionario, con la ER6 riuscii ad ottenere una media di 17 km/l, arrivati attorno ai 20km/l una volta stabilizzata la meccanica. Bene, con la CB sono riuscito a fare subito 30 km/l sugli stessi percorsi e con andature analoghe. Sarà vero che per i pochi chilometri che in genere si percorrono in moto in un anno i consumi sono incidentali, ma percorrere il 50% di strada in più senza troppe rinunce è fonte di grande soddisfazione, per me, così come fermarmi per il pieno ogni 400 chilometri circa.

Fari: sul forum della Honda ho letto di molti utenti che si lamentavano dei led montati sulla nuova NC750X, così come in generale si lamentano gli utenti di tutte le moto. Onestamente, per quanto il faro della CB sia tutt’altro che eccezionale, non l’ho trovato peggiore di quello – doppio – della ER6: entrambi, alla consegna della moto, erano mal regolati ed abbassandoli si migliora la visibilità, ma questa rimane ben inferiore a quella di un’auto economica. Temo che il problema, più che i led in sé, siano il design e l’economia che spesso prevalgono sulla praticità e la sicurezza, perché anche la Kawasaki, specie su strade con curve strette, illumina assai male e ci si chiede sempre dov’è la ruota. La differenza sta nel fatto che sulla Honda è facilissimo installare dei faretti supplementari, sulla ER6 è molto più complicato: dovendo percorrere strade tortuose, di notte, vedere il bordo della strada in prossimità della ruota è stata una delle ragioni che mi ha spinto al cambio.


Dotazioni: scarse su entrambe le moto, entry level di nome e di fatto. Un po' troppo poco, per quel che costano La Honda ha in meno la regolazione della leva della frizione, ma ha in più l’econometro ed il parabrezza regolabile. Strumentazione risicata, sospensioni non regolabili, cavalletto solo laterale... Almeno hanno le maniglie, che attualmente mamma Kawasaki neppure monta più. Honda (o la tipologia di moto) perlomeno permette una più ampia possibilità di personalizzazione: io ho montato, oltre al classico bauletto, il cavalletto centrale, le barre paramotore, i paramani ed i fari supplementari, accessori dei quali ho sentito profondamente la mancanza sulla Errina per la quale, in compenso, ero riuscito a trovare i tamponi paracolpi i quali, in un paio d’occasioni, mi hanno evitato i classici danni da caduta da fermo. Probabilmente arricchirò la dote della Honda con altri accessori, nel tempo: dopo i paramani, potrebbe essere la volta di un puntale.

In conclusione, sono rimasto soddisfatto di questa moto che mi ha fatto tornare, dopo trent’anni di patente, un neopatentato. E’, per molti verso, quello che ho sempre cercato e probabilmente questo influisce sul mio giudizio, che rimane senz’altro soggettivo ma che mi fa credere che, se downgrade c’è stato, questo riguarda solo i freddi numeri, numeri che peraltro mi suggeriscono che per un uso quotidiano in strada 48 cavalli bastano, almeno per me.
 

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Commento di: Simonelini il 18-10-2019 14:53
Ciao tibbs!
Premesso che ho 25 anni, sono alla seconda moto e quindi non ho ancora affrontato questo dilemma, ma l'argomento del tuo interessante articolo l'ho discusso tante volte, in tanti ambiti anche molto diversi.
In quasi tutti i casi il pensiero è quello di progredire, migliorare, evolversi: da mio fratello che dice "no no, cambiassi mezzo quello nuovo dovrebbe avere anche solo un cavallo in più della moto/auto che va a sostituire" al portinaio dell'ex stabile dove lavoravo che, a sessant'anni suonati, come downgrade di una F4 si è comprato l'hayabusa per farci 30k km l'anno.
Io personalmente non ho paura del downgrade, almeno non di quello di "potenza": se la moto sostitutiva dovesse avere qualche cavallo in meno ma, al contempo anche qualche kg in meno, non sarei spaventato, alla fine i cavalli di una moto oggi considerata "media" sono per la maggior parte poco sfruttabili, se non ai più esperti.

Discorso cambia se da una superduke passassi ad una mt07, ma non mi sembra questo il caso trattato.

In termini di qualità percepita invece non transigo: dovessi passare da una MV Agusta Dragster iperleccata ad una mt09 prima serie, per quanto buona, non riuscirei per niente a rimanere indifferente (non sono mai salito su di una Dragster, penso di aver comunque centrato il paragone).

Il downgrade secondo me lo si vede dalla qualità delle plastiche, dalle verniciature e dagli adesivi, dalla componentistica, dalle sensazioni al tocco, dagli assemblaggi. Se la nuova moto è inferiore di una o due fasce di mercato, non trovo il motivo della scelta (budget a parte).

Complimenti comunque per la ex errina, doveva essere la mia moto ma dopo aver provato con la zavorrina una Versys ho capito che le sport tourer non erano le moto che faceva per me.
Commento di: tibbs il 18-10-2019 15:10
Ciao, e grazie per il tuo intervento.

Personalmente ritengo che le cose debbano essere fatte bene: buona qualità della verniciatura, buoni assemblaggi, materiali robusti e che non si sciupano con il tempo. E' difficile fare un passo indietro quando se ne hanno di <I>belli</I>, ma se poi si sciupano prima di quelli brutti, bhe, un po' mi sentirei preso in giro. Poi è chiaro che molto dipende dalla soddisfazione personale e dalla destinazione d'uso: se prendo un mezzo (ma vale anche per l'abbigliamento o l'elettronica) che mi serve per farne un uso logorante, forse la questione della bellezza delle parti o del piacere al tatto ed alla vista dei materiali passa in secondo piano.

Onestamente preferisco perderci qualcosa in termini di finitura che in termini di tenuta di strada, vibrazioni o altro, ma è giusto porsi delle priorità o stabilire quanto si sia disposti a spendere in più per mantenere un certo livello di qualità.
Commento di: Simonelini il 18-10-2019 18:00
Di nuovo mi trovi completamente d'accordo, nella mia risposta infatti elencavo anche la componentistica tra i fattori su cui non transigo e la tua valutazione sulla priorità tra finiture e "dinamica" la condivido pienamente. Genericamente diciamo che i mezzi rifiniti meglio e quindi più costosi sono anche quelli con la messa a punto, meccanica e non, migliore. O almeno così spero!
Commento di: lucaracing84 il 22-10-2019 11:08
Ciao Tibbs!
Mi è piaciuto molto il tuo articolo e ho fatto anch'io molte delle tue considerazioni in quanto anch'io feci il downgrade ben 3 anni fa!
Ero passato da honda Vfr da 108 cv a Harley Nightster 1200 da 67 cv (dichiarati a libretto).
Sono stato smanettone, ho rischiato tante volte la buccia...ma ho sempre amato le Harley e in generale la guida di "coppia". La potenza di cui è dotata basta e avanza per l'uso che ne faccio su strada e grazie alla poderosa coppia del bicilindrico a V il peso si sente pochissimo (che poi pesava più o meno come il vfr ma grazie al baricentro basso si sentiva di meno). Ora sono alla seconda Harley (ho dato via la nightster che aveva 50.000km circa e ora ho preso una 48S 1200) e sinceramente non sento più l'esigenza di una moto con tantissimi cv (che poi la sporty non è neanche lontanamente sportiva...ma lo 0-100 in 5 secondi e oltre 180kmh di velocità massima effettiva misurata dalle varie riviste comunque sono già un bell'andare) e mi diverto a girare spensierato.
Ovviamente non intendo condizionare nessuno, capisco che molti preferiscono la guida sportiva, ma riscoprire il piacere di viaggiare in moto rilassati è stato davvero un bel regalo inaspettato! Dovessi prendere una moto di un'altra marca probabilmente opterei per qualcosa di più leggero e ulteriormente semplice… ad esempio mi era piaciuta tantissimo la triumph street twin 900 my 2019 (195 kg, 65 cv e 80nm: bilanciamento PER LE MIE ESIGENZE perfetto) ^?l:

PS: tanto per farti fare una risata...mi piace il tuo "appena sufficiente" per la strumentazione...alla mia moto daresti 4-- ASD
Commento di: tibbs il 22-10-2019 12:59
Ciao, mi fa piacere che ti sia piaciuto l'articolo e sono contento che tu abbia trovato le moto che fanno per te.

La questione è tutta lì, occorrerebbe acquistare la moto in base ai propri gusti ed alle proprie esigenze e non per quello che si prefiggono gli uffici marketing delle case, ma è ovvio che non si può comprare una moto che non vendono e personalmente ho sofferto a lungo la sparizione della <I>media cilindrata</I>, per intenderci i 4/500cc, reintrodotti con l'arrivo della nuova patente A2. Questo non significa che chi compra moto assai più prestanti della mia faccia male, tuttaltro: dico solo che ognuno deve prendere il mezzo che preferisce e, preferibilmente, non debba essere giudicato per questo ma, al limite, per come lo conduce in strada. Poi se mi dicono che ho comperato una moto che va <I>piano</I> perché non sono capace a mandarne una più potente mica me ne ho a male: probabilmente è perfino vero.

Per quel che riguarda la strumentazione, il mio era un parallelismo con quello che offre al giorno d'oggi il mercato. Forse i moderni display hanno fin troppe informazioni e possono tendere a distrarre chi guida, tuttavia personalmente un minimo d'informazioni in più non guastano. E' vero che, per dire, sulla ZZR non avevo neppure uno straccio d'orologio (sempre utile in questa epoca sempre più convulsa), ma la mancanza del termometro della temperatura del motore a me ha sempre fatto storcere il naso. So benissimo che le moto vanno lo stesso anche senza contagiri o perfino con giusto una spia per la riserva (o addirittura con la riserva meccanica <I>alla vecchia maniera</I> Wink però anche l'occhio vuole la sua parte e quando con il MY 2019 Honda ha tirato fuori questa strumentazione, un po' le mani me le sono mangiate. Mi consolo soltanto con il fatto che la nuova CB-X ha una ruota da 19" all'anteriore ed una sella più alta, che mi avrebbe creato qualche grattacapo in più, ed allora mi dico che sono a posto così.

Commento di: tibbs il 22-10-2019 13:02
Ecco com'è adesso, se carica l'immagine.

Commento di: Quarantuno il 22-10-2019 18:00
Dopo aver letto il tuo articolo devo ammettere che hai scritto per filo e per segno i tanti aspetti delle due moto messe a confronto. Alla fine stavo pensando cosa scrivere in risposta! Sono le stesse tue ultime parole: sei soddisfatto della scelta fatta. Dato che ti piace, ti trovi bene e la guidi con serenità hai trovato la moto giusta per te!.
Un motociclista sereno in più.
ciao
Commento di: tibbs il 22-10-2019 21:11
Onestamente ero soddisfatto anche della ER6F ma... ora lo sono di più ;)

Lo sarei ulteriormente con una manciata di cv in più, il secondo disco anteriore (solo per il look), un faro degno di questo nome e la strumentazione del MY 2019.

Dici che sono incontentabile? Può darsi, ma tanto desiderare e sognare costano poco o niente.
Commento di: ZioPigTurbo il 22-10-2019 21:02
Complimenti per l'articolo ! beh sicuramente bisognerebbe scegliere la moto secondo le proprie esigenze.
Dalla mia piccola esperienza posso dire che il gsx600f e' una vera tortura da guidare a bassa velocita'.
Sulle strade italiche piene di buche e brecciolino dio solo sa' quante volte avrei preferito trovarmi sulla sella di una moto da cross.
Pero' quando bisogna entrare in autostrada la moto si trasforma in una meraviglia, stabile, precisa, veloce....
Soprattutto per me' che sono grande e grosso, over 130kmh devo stare in carena altrimenti ci si aggrappa al manubrio.
probabilmente con una crossover avrei ancora piu freno aerodinamico.


Commento di: tibbs il 22-10-2019 21:17
Sai, io credo che ognuno sia libero di scegliere il proprio mezzo come più gli aggrada, ma temo che le scelte di cuore o di pancia accontentino solo sul breve periodo; sul lungo periodo o si è pianificato bene l'acquisto oppure ci si perde del denaro cambiando e aggiustando il tiro o infine ci si adatta, opzione quest'ultima da non disprezzare.

Se sei grande e grosso, secondo me, ti ci vorrebbe o una crossover grande o una grossa turistica, se vuoi un maggiore riparo. A volte senza neppure spender tropo: secondo me con un CBF600S e magari un cupolino maggiorato potresti fare di tutto e di più, almeno sulla carta. Poi magari la provi e non ti ci trovi, però da come mi descrivi le tue esigenze, sarebbe un mezzo su cui fare un pensierino.
Commento di: lucaracing84 il 23-10-2019 14:40
ziopigturbo, se non ho capito male hai una gsx600f.
Fatti un favore: fai un giretto su aliexpress o su ebay e prenditi lo spoiler da parabrezza (quello da 20 euro).
Non hai idea di quanto aiuti in autostrada...io avevo il cbf600S con parabrezza alto givi e con in più lo spoiler… esteticamente è peggio di Mariangela Fantozzi, ma in autostrada è una manna. Figurati che ho provato a usare un jet (di solito uso integrale o modulare) in autostrada e a 130 kmh potevo tranquillamente stare senza visiera! Roba da matti! :)
ps sono alto 177cm.
Commento di: saturnz70 il 26-10-2019 11:29
Ciao Tibbs,
hai fatto un'analisi tipo rivista di motociclismo, una cosa precisa, puntuale, ragionata. Bravissimo.
Mi pare di capire che il tuo punto di vista sia quello di un utilizzatore quotidiano della moto, come mezzo da commuting. Quindi, tutto il ragionamento che fai, va preso in questo senso: pratico, utilitario, razionale.
Per tanti di noi però la moto è (anche) altro. Passione, emozione, sentimento, irrazionalità, se vuoi.
Ridurre tutto a un semplice mezzo di trasporto, rende tutto troppo simile a quelle scatolette di latta a quattro ruote, prive di ogni emozione.
Ti capisco, ma leggere analisi del genere su una moto davvero mi rattrista.
Con affetto,
Gianluca.
Commento di: tibbs il 27-10-2019 12:24
Ciao, mi dispiace averti rattristato Wink e, soprattutto, d'averti dato un'impressione sbagliata.

Il concetto che volevo esprimere è esattamente il contrario: per me una moto come il CB è esattamente uno strumento di piacere, a prescindere dal fatto che la utilizzi soprattutto in maniera utilitaria, ed il bello è proprio questo.

L'idea che volevo far passare è che posso fare le stesse identiche cose (e per soprammercato posso anche divertirmi) anche con un mezzo giudicato modesto e da neopatentati, detto con un velo di disprezzo in una nazione dove fino all'altro ieri (tipo il 2013) non c'era praticamente scelta sotto i 600 cc (e dove sprezzantemente una moto se non aveva almeno 100 cv non era tale, era soltanto una bicicletta).

Per me la moto è tutt'altro che un elettrodomestico: certo, la soddisfazione è avere per le mani una moto adatta alle mie esigenze, ma a parte questo io continuo a comperare moto per il piacere che mi da farmi le curve anche solo per arrivare in città. Se fossi veramente razionale come dici, avrei uno scooter.

Io resto dell'idea che molti che fanno scelte di cuore o di pancia, con la moto, rendono poi felici quelli che trovano i concessionari pieni di usati "freschi": il mondo, se Dio vuole, è bello perché vario.

Buona moto
Commento di: frenk_RS_125 il 02-11-2019 12:15
Diciamo che, in linea di massima, sono anche io d' accordo col ragionamento di Saturnz.
Dipende però tanto dal contesto in cui usi la moto : meglio prendere la supersportiva dei propri sogni ma poi farci 1.500 km l' anno perchè ti spezza i polsi, o una moto che ti faccia divertire durante la guida ? Alla fine la scelta è soggettiva, come però è oggettivo il fatto che se non puoi usare una bella moto perchè è un cancello su strada, arrivi vecchio ed impossibilitato a guidare senza esperienze da raccontare.. ah, bello, scelta furba..
Nel caso specifico di questo bello e ben scritto articolo, il cambio riguarda due moto dell stesso settore o quasi. Il downgrade, oggettivamente, quanto può essere profondo ? Solo un gradino, a parer mio..

nota di colore.. Un carissimo amico, di recente ha sostituito la turistica con la quale ha percorso un buon numero di km senza problemi e migliorata con l' aftermarket nei pochi oggettivi difetti, con una modaiola naked 1.000 i quali consumi (tipo 12 km/l) lo stanno già mandando in paranoia. Non dovrei ridere, visti i problemi meccanici della mia cassa da morto, ma vuoi mettere ASD
Commento di: tibbs il 03-11-2019 11:14
Ciao, ovviamente sono anch'io dell'idea che ognuno può (deve) comperare quello che gli piace di più, anche se delle volte ci vuole molta passione per accettare delle scomodità o dei problemi che possono insorgere facendo una certa scelta.

Dal mio punto di vista volevo soltanto cercare di dare una testimonianza del come fare un passo indietro, alle volte, sia al contrario un passo avanti verso il piacere di guida. Per altri questo passo indietro potrebbe essere prendere una moto d'annata anziché l'ultimo modello, oppure una moto scomoda e spaccabraccia anziché un modello utilizzabile tutti i giorni.

Ognuno ha un proprio concetto di passo avanti, indietro o addirittura di lato, quando si cambia completamente genere e idea, scelta anche questa condivisibile.

Quello che volevo stigmatizzare - almeno nel mio caso personale, non voglio dare lezioni a nessuno - è quell'idea per la quale la moto debba essere una parabola perennemente ascendente là dove invece si può scendere o, addirittura, andare di lato. Capita anche di fare dei passi falsi, come il tuo amico: sono dell'idea che a tutto c'è rimedio ed è esperienza che entra.

La mia prima moto "vera" dopo il 125 è stato un disastro, quasi un trauma, per me: cercando di stare nel budget preso una moto pesante, vecchia ma, soprattutto, maltrattata, un vero rovo senza rose, tante erano le spine. Ne ho tratto esperienza ed il mezzo successivo è stato un downgrade in termini di potenza (da 82 a 35cv) ma un passo avanti in termini di peso (tipo 70kg meno) e soprattutto di piacere di guida ed affidabilità, pur rimanendo in una categoria di moto semisportive. Dal mio punto di vista ho sempre fatto passi in avanti, ma a mettere in un grafico potenza e prestazioni dei mezzi che ho avuto, se ne ricavano piuttosto delle montagne russe... ;)
Commento di: Babiche il 08-12-2019 15:48
Ciao, ho letto con molto interesse il tuo articolo perché sto pensando di cambiare la mia Suzuki sv proprio con la CB 500x che ha una posizione di guida più adatta all’uso che faccio della moto. Posizione più eretta, consumi minimi, quasi da record... un mio collega, che ha avuto in precedenza moto molto più potenti e ha fatto due anni fa la stessa scelta tua, ne è molto soddisfatto. Me l’ha fatta provare, e devo dire che per il confort che offre rispetto alla mia non sarei più scesa!
Commento di: tibbs il 09-12-2019 08:43
Ciao, diciamo che le crossover in generale sono moto tuttofare agili e comode. La CB500X ha il vantaggio (o svantaggio, dipende principalmente dall'uso che se ne vuole fare) di essere leggera e relativamente piccola. Chiaramente è uno svantaggio là dove si intenda utilizzare il mezzo per il turismo a medio/lungo raggio, dove una moto più pesante e piantata, con maggior coppia e capacità di carico è sicuramente auspicabile; ma per un uso cittadino ed extracittadino si tratta di una buona moto che - secondo me - non fa rimpiangere troppo potenze e cilindrate superiori e che risulta poco affaticante. Chiaro lo stesso si può dire di mezzi come le varie Tracer, Versys e V-Strom, ma la CB ha dalla sua un peso inferiore ai 2 quintali ed una sella più bassa (almeno fino al modello 2018), caratteristiche che la rendono più user friendly.