Moto
Ducati XDiavel S: impressioni impressionanti
Scritto da Scur0 - Pubblicato 25/07/2018 14:11
Ce l'ho da una decina di giorni e non faccio che pensare a lei (quando non sono costretto a pensare ad altro, ovviamente)...

Ma bisogna sempre sforzarsi di essere obiettivi, perciò vi racconterò dei suoi (tanti) punti di forza e dei suoi (pochi) limiti. Spero che, almeno per qualcuno, la mia opinione, del tutto soggettiva, possa rivelarsi interessante e utile.

Non è una moto, bensì più moto in una. E' l'equivalente a due ruote di ciò che in ambito automobilistico si usa definire "crossover", e la X presente nel nome ha proprio questo significato. Io, che amo le contaminazioni forse più della purezza, la trovo un esperimento riuscito sotto tutti gli aspetti: prestazionale, ciclistico e stilistico.

In questo gioiello della tecnica e del design (de gustibus...), il carattere sportivo e quello turistico si sposano alla grande per soddisfare tutti i desideri di chi è disposto a rinunciare alla pura 'cattiveria' e al puro comfort per ottenere, in cambio, buona parte di entrambi e tanta sicurezza come contorno.
Capiamoci subito: non sono uno di quelli che di moto sanno tutto, che smontano e rimontano motori in venti secondi a occhi bendati, appesi a testa in giù; al contrario, sono uno che di meccanica ci capisce poco o nulla e che va in moto, seppur da parecchi anni ormai, solo per la gioia e il senso di libertà che solo questa sa dare. Perciò vi racconterò, soprattutto, di emozioni e sensazioni, farcite con qualche informazione tecnica che anche il mio cane capirebbe senza fatica.

Quando ci sono montato sopra la prima volta, ho avuto l'impressione di trovarmi all'Ikea per acquistare una poltrona: sella bassa, larga, morbida, avvolgente (quella di serie, intendo, perché si può scegliere tra cinque varianti di altezza e consistenza diverse). Un attimo dopo, lo sguardo si è posato su serbatoio e manubrio, entrambi larghi e possenti. Il primo è relativamente piatto, in perfetto stile cruiser, e agevola parecchio il fissaggio di una borsa magnetica che può fungere anche da protezione aerodinamica. Sì, perché la XDiavel (S o meno) dispone di un limitatore di velocità naturale che è l'aria (tanta) che ti becchi quando provi a superare i 130 km/h. Non a caso Ducati ha coniato, apposta per lei, lo slogan: "low speed excitement". E’ vero, il motore potrebbe spingere fino ai 250, ma si tratta di pura utopia, al di là del Codice della Strada e del buon senso (e a me va benissimo così).

Poi ti metti la chiave con transponder in tasca e premi il pulsante d'accensione, ansioso di sentire la sua voce. E, finalmente, la senti, e trasali come un bimbo davanti all'albero di Natale la mattina del 25 dicembre. Non è la stessa, prepotente e roca, che hai sentito e risentito, prima del test ride, nei video su YouTube, generata dal superbo scarico Termignoni (purtroppo non omologato per la circolazione su strada), ma te ne innamori ugualmente, soprattutto dopo aver dato un quarto di giro alla manetta.
Parti ma... qualcosa non ti torna: mancano le pedane??? Ma no, ci sono, soltanto che la XDiavel le ha in stile cruiser/custom, cioè molto avanzate per una guida in posizione eretta e rilassata. Lo sapevi già, anche per questo hai voluto provarla, ma la forza dell'abitudine ti ha giocato un brutto scherzo. E continua a fartene per qualche giorno: a ogni ripartenza ti senti un cretino, coi piedi che pedalano nel vuoto alla ricerca di un appoggio centrale che non c'è. Ma è solo questione di poco tempo: presto imparano a buttarsi in avanti ogni volta che la moto inizia a muoversi, finalmente felici della nuova esperienza che gli hai regalato.

Ora sei in viaggio e non ci metti molto a realizzare alcune cose (per lo più bellissime): da ferma, la XDiavel, non è esattamente una bicicletta, ma in movimento, anche a bassa velocità, è più maneggevole del previsto. I cambi di direzione sono rapidi e fluidi grazie a un baricentro relativamente basso e al manubrio largo di cui sopra, a dispetto di un peso in ordine di marcia di circa 240 kg (fluidi inclusi). Le curve strette non sono proprio il suo pane (da non dimenticare il passo lungo e il piantone dello sterzo un po’ più sdraiato del solito), ma guidarla sul misto veloce è davvero uno sballo!
Rassicurato dalla sua guidabilità, osi lanciare una prima, seppur timida sfida alla manopola destra: a motore caldo, apri con moderata decisione e ci resti quasi male, tanto ti sorprende quello che succede. Improvvisamente ti ricordi di aver letto che la bambina ha più di 150 cavalli e, istintivamente, rimetti subito la manetta come l’avevi trovata prima che la mandria di Appaloosa selvaggi che hai sotto il culo si imbizzarrisca irrimediabilmente.

Lo shock si aggrava quando scopri che eri solo in modalità Touring, una delle tre diverse mappe di erogazione disponibili assieme a Urban e Sport. In modalità Urban la potenza viene tagliata a 100 cv, ragion per cui non l’ho ancora usata (amo disporre sempre dell’intera cavalleria a prescindere dal tipo d’impiego della moto), mentre in modalità Sport la potenza resta (com’è ovvio) piena e, come se non bastasse questa a dare i brividi, si abbassa automaticamente il livello di controllo della trazione. Con questa impostazione il motore esibisce un’arroganza imbarazzante, incazzandosi al tuo solo pensiero di sfiorare l’acceleratore. Una prepotenza, però, che poco dopo ti ruba l’anima e dalla quale fatichi a separarti per tornare a uno stile di guida turistico (si fa per dire).

La frenata? Fa senz’altro il paio con le capacità di accelerazione. Davvero portentosa e affidabile.
A onor del vero, però, il fiume di emozioni nel quale la XDiavel ti costringe a nuotare presenta anche un paio di aspetti meno piacevoli. Tralascio volutamente la questione dell’aerodinamica, già accennata prima, e quella delle vibrazioni, comunque più che accettabili già ai bassi regimi (almeno per chi ama le bicilindriche e per chi, come me, viene da moto come la Yamaha MT-01, che di certe vibrazioni si sono sempre fatte vanto), per evidenziarne altri due: il primo riguarda il cambio, un po’ duro e non sempre preciso, ragion per cui frizione e piede sinistro devono essere usati con una certa decisione; il secondo, invece, concerne gli ammortizzatori, rigidi e scomodi (e perfino dolorosi, talvolta) su fondi sconnessi o dissestati (pavé, buche...), anche se apprezzabili nei tratti da guida sportiva.
Nessun problema, comunque, che non si possa superare: il tizio del concessionario ha giurato col sangue che il cambio si mette a posto da solo dopo i primi mille chilometri e gli ammortizzatori si possono ammorbidire se e quanto si desidera.
L’elettronica è tanta e consente di impostare e personalizzare diversi parametri di guida e di sicurezza che non conoscerò né userò mai completamente (troppi acronimi per i miei gusti). Perciò, abbiate pazienza, approfondite pure questo aspetto nel sito web di Ducati o tra le mille e ancora mille risorse online.

A prima vista, la XDiavel si presenta quasi come una monoposto, ma, in realtà, almeno a detta di mia moglie, non è particolarmente scomoda nemmeno per il passeggero (purché non si tratti di un lottatore di sumo). In ogni caso, per quest’ultimo, il corredo di serie include anche un sellino maggiorato e un piccolo schienale, montabili non necessariamente insieme. Io, per esempio, al momento ho optato per il sellino maggiorato senza schienalino, salvaguardando anche lo stile sportivo offerto dalla coda mozza e puntuta che tanto mi piace.
Il passeggero, piuttosto, deve prestare attenzione a piedi e calzature: il doppio scarico di serie della bestia sputa fuoco a pochissimi centimetri dalla sua pedana destra, cosa che può rendere le sue attese ai semafori ancor meno memorabili.

Sotto il profilo del design, trovo che la XDiavel sia un capolavoro. Ad di là dei mille dettagli davvero apprezzabili, che testimoniano uno studio e una cura realizzativa davvero notevoli, adoro la sua linea d’insieme. Il retrotreno mi fa davvero impazzire, con quella sua coda corta e la ruota posteriore a far mostra di sé. Vista da dietro, poi, con quel suo ‘gommone’ da 240 mm, trovo che abbia un aspetto al limite dell’erotico.

Chi pensa di provare la XDiavel (non certo grazie alle mie parole), non esiti a farlo. Potrebbe restarne deluso (ma stento a credere che sia possibile) o, come è successo a me e a molti altri, innamorarsene perdutamente all’istante, ma una cosa è certa: capirà immediatamente perché Ducati ha deciso di chiamarla così.
 

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Commento di: Kino87 il 26-07-2018 14:53
Premetto che il mondo è bello perché è vario e che ognuno ha assoluto diritto ad avere i propri gusti e la propria opinione. Tutto quello che scrivo è frutto solo ed esclusivamente della mia opinione e se qualche volta mi dimenticherò di usare il condizionale è una svista.

Dico subito che a me l'XDiavel non piace da un punto di vista stilistico, non è il mio genere di moto, ma gli riconosco sicuramente un certo fascino e un'indubbia cura costruttiva.

C'è però un aspetto sul quale mi interrogo più o meno da quanto è uscito il modello ed è quello più dinamico e legato all'uso che se ne fa della moto. Francamente non ne capisco la destinazione d'uso, specie non in un paese come l'Italia. Visto che non lo capisco e visto che tu sembri amare il modello magari puoi illuminarmi (e lo dico senza cattiveria o fare provocatorio.

L'XDiavel da quanto posso capire è parte della categoria cruiser e più in particolare delle cosiddette powercruiser.
La categoria nasce negli Stati Uniti dove hanno lunghe strade, dritte, ben asfaltate e sui quali non si possono fare velocità importanti pena passare la nottata in galera.
Mentre il concetto di powercruiser può avere un senso li (pur non riconoscendogli nessun merito rispetto ad una turistica pura) trovo un pochino assurdo voler portare una moto del genere su suolo europeo e volergli anche dare dignità da moto sportiva.

Da quanto tu stesso scrivi mi pare di capire che:
-la posizione di guida è del tutto inadeguata alle nostre strade: busto eretto, pedane avanzate e sospensione posteriore dall'escursione non troppo elevata sono la ricetta perfetta per farsi venire un ernia del disco dopo poche centinaia di km visto il quantitativo di buche ed irregolarità dell'asfalto che abbiamo. La posizione di guida immagino crei anche qualche problema a livello dinamico, in quanto suppongo tolga qualsiasi possibilità di far forza sulle gambe e di conseguenza immagino che l'xdiavel possa essere guida solo ed esclusivamente rimanendo perfettamente fermi in sella e limitandosi a controllare il mezzo tramite il manubrio.
-nel misto stretto è impacciata per via delle geometrie (ancora più che del peso) che la rendono una moto poco agile e poco adatta alle basse velocità.
-nel veloce rende l'esperienza poco piacevole per via dell'aerodinamica e della posizione di guida (ed è un mix delle due cose perché una naked senza protezioni è comunque più gestibile grazie alla posizione più avanzata del corpo)

Insomma, a me pare che alla fine, fondamentalmente, ci si trovi fra le mani un mezzo che costa 20'000€ e che risulta inadatto a correre, inadatto a macinare km, inadatto alle sparate sui passi e ovviamente inadatto a mettere le ruote fuori dall'asfalto. Se si paragona ad una naked di fascia alta sembra averne tutti i difetti ma non avere buona parte dei pregi, se si paragona ad una sport tourer pure.
Il vantaggio? E' bella, ha fascino, fa pompare il cuore... ma sono tutti aspetti fortemente soggettivi.

L'impressione è quella di un mezzo fortemente irrazionale, con scelte, come la gomma da 240, che risultano essere puramente stilistiche e detraggono dalla guida (su una moto con quella potenza un 190 bastava e avanzava, tutto a vantaggio dell'agilità e dell'efficienza) e altre che risultano insensate per la tipologia di moto (leggasi motore da 160cv su una moto che di fatto è inadatta a correre). Immagino sia il tipo di moto di cui pochi possessori penseranno mai di affrontare un viaggio o percorrere più di 3-4'000km l'anno.

E sia ben chiaro: non sto dicendo che la moto fa schifo, non sto dicendo che non possa essere usata per viaggiare o che non possa essere usata per farsi una corsa sui passi. Nelle mani giuste probabilmente su un passo di montagna può staccarmi con facilità. Con il culo giusto si viaggia anche con un 125. Quello che sto dicendo è che per una moto da 20'000€, con un motore da 160cv, ci si trova fra le mani un mezzo peggiore di quello che potrebbe essere se solo si facesse uso di un design più razionale.
Vorrei sapere a questo punto cosa ne pensi del mio pensiero, se ed eventualmente dove secondo te può essere sbagliato, o se non lo è cosa ti ha portato a scegliere quella moto piuttosto che, che ne so, una multistrada o una monster 1200 (credo che il motore sia lo stesso per tutte e tre)
Commento di: Scur0 il 26-07-2018 17:30
Caro Kino87,
innanzitutto ti ringrazio per esserti sciroppato il mio papiro e per aver trovato (addirittura) la voglia e il tempo di esprimere il tuo pensiero. Fa piacere ottenere un riscontro, seppur negativo, molto più che non averne nessuno.
Innanzitutto una domanda: hai avuto modo di provare la XDiavel in prima persona o il tuo giudizio su fonda su esperienze indirette? Ma è una semplice curiosità quasi irrilevante ai fini della risposta che desidero darti.
La mia opinione sul tuo punto di vista è che lo rispetto al 100%, perché sono fermamente convinto che non esistano verità assolute ma solo visioni e posizioni soggettive, determinate da troppi aspetti di carattere personale che soltanto uno stupido penserebbe di poter trascurare.
La critica che potrei muovere al tuo ragionamento, appunto dal mio angolo di osservazione soggettivo, è concettuale, di fondo: leggendoti, ho percepito un tuo approccio quasi del tutto razionale a un tema (quello motociclistico) che, per sua natura, ha davvero poco di razionale.
Permettimi qualche domanda provocatoria (nell'accezione costruttiva del termine): adottando i tuoi criteri di analisi tecnico-economica con ogni modello di due ruote in circolazione, quanti ne uscirebbero promossi a pieni voti? Le strade (e relative buche) italiane sono perfette per qualche moto in particolare? Ha forse più senso spendere 15.000 euro per una supersportiva da 180 cv mai usata in pista (sappiamo bene che soltanto una minimissima parte di queste ci vanno)? Oppure ha più senso spenderne 80.000 per un SUV col parabufali per passarci comodamente le ore trascorse in coda? E' indispensabile spendere 1.000 euro (o giù di lì) per uno smartphone da mettere in naftalina dopo 2-3 anni e che, talvolta, non ti fa neanche telefonare? O, magari, è meglio spenderne 3.000 per trascorrere una settimana ai Tropici, per lo più seduti sulla tazza in preda al cagotto? O, ancora, che dire a quelli che si mangiano (letteralmente) 150 carte per cenare da uno che in TV pubblicizza le patatine San Carlo? Non so che moto tu abbia (CBR 600?) e quanto l'abbia pagata, ma sei proprio certo che la sua esistenza sia del tutto giustificata, se non per le ragioni, certamente anche emotive, che hanno spinto te e altri coi tuoi gusti e bisogni ad acquistarla?
Questa sfilza di domande retoriche (e te ne ho evitate tantissime altre) solo per dire che, a mio modesto parere, non si possono valutare certi beni usando soltanto l'emisfero sinistro del cervello (quello logico), perché significherebbe voler trascurare una gran parte di ciò che siamo come esseri umani e il valore emotivo dei beni stessi.
Sono certo che le ragioni per cui io ho scelto la XDiavel e tu la moto che hai, seppur diverse sotto il profilo tecnico, sono fondamentalmente le stesse emotivamente parlando.
Avrei anche potuto azzardare qualche risposta di merito alle diverse considerazioni da te fatte (o, almeno, a quelle più dure e, a mio modesto parere, eccessive), ma credo sarebbe stato un esercizio poco fruttuoso dal momento che, come scritto all'inizio, credo che siamo partiti da due approcci mentali sostanzialmente diversi.
Spero, invece, che le mie considerazioni di cui sopra ti possano trasmettere il mio diverso approccio di fondo e che, almeno in parte, tu le possa condividere o, almeno, comprendere. In caso contrario, resta valido il sacrosanto principio che le idee sono tutte relativamente e contemporaneamente giuste e sbagliate (almeno fino a quando non ledono in qualche modo il prossimo) e che, di conseguenza, godono di pari dignità.
Ancora grazie di avermi scritto e buon divertimento!
Commento di: Kino87 il 26-07-2018 18:25
Guarda, intanto ammetto candidamente di non averla provata l'XDiavel, magari se lo facessi cambierei idea. Inoltre mi scuso se sono risultato "cattivo" o provocatorio, come ho scritto non è mia intenzione.

Ti dico qualcosa della moto che ho e dell'uso che ne faccio, forse aiuta anche meglio a capire che genere di persona sono.
La moto è un CBR600F del 2011 (la famosa "hornet con le carene", che anche se suona abbastanza dispregiativa come definizione in realtà è piuttosto accurata), comprata usata a 5500€ con 8'000km e con circa 3000€ di accessori su (di cui di 1000, quelli estetici, importava poco di niente, ma i rimanenti 2000, sospensioni e freni, erano per me importanti). Una piccola nota che può essere interessante: perché il CBR600F e non la Hornet? Perché da una parte mi piaciono di più le carenate ma dall'altra è perché ho scoperto di preferire la guida con i semimanubri, perché il riparo aerodinamico quando si viaggia è comodo e perché una posizione meno eretta mi da meno fastidio alla schiena su lunghi tempi.
Negli ultimi 2 anni con questa moto ho percorso circa 32'000km. La uso tutto l'anno: ci vado a lavoro la mattina, ci faccio le sparate sui passi da solo o in compagnia, ci passo i weekend fuori e ci faccio anche viaggi più lunghi. Fino a qualche mese fa ci uscivo pure con la ragazza, poi ci siamo lasciati e questo aspetto è venuto meno, ma questa è un'altra storia. Ancora non ho avuto il piacere della pista, avevo in programma di farlo questa primavera ma poi ho avuto diversi problemi e mi è sfuggita l'occasione. Forse rimedierò a settembre, tempo permettendo.

Per me la moto è un mezzo emozionale, come per tutti credo. Nessuno compra una moto solo perché è comoda per sportarsi dal punto A al punto B (non dimentichiamoci che la moto è fondamentalmente un mezzo di trasporto): c'è sempre un mezzo che è più adatto a quello rispetto ad una motocicletta. Se giri in città uno scooter è meno impegnativo e più comodo. Se fai viaggi lunghi una macchina con la sua capacità di carico e l'aria condizionata è insuperabile e via dicendo.
E' ovvio che la moto sia un mezzo che si acquista e si usa per aspetti più legati alle emozioni che non al raggiungimento di un fine pratico, però è anche vero che, almeno per me, l'emozione che mi fornisce la moto deriva dall'uso che ne faccio, non dal potermi rimirare un oggetto fine a se stesso.

Come ho scritto faccio un uso piuttosto ampio del mezzo, quando c'è stato bisogno ho fatto 1000km in una sola giornata di cui 1/3 in strade tutte curve e 2/3 in autostrada. Con un XDiavel avrei potuto? Probabilmente no: arrivato alle 6 del pomeriggio mi sarei dovuto fermare per sopraggiunta stanchezza e doloretti vari.
Quando ho avuto bisogno di sfogarmi tante volte sono uscito in strada e ho fatto una sparata spremendo il (relativamente piccolo) motore della mia moto e arrivando a grattare le saponette sull'asfalto. Anche questo penso che non me lo sarei potuto permettere con un XDiavel perché fondamentalmente ha tanto (troppo?) motore per essere spremuto a fondo e una ciclistica che per quanto sana non credo permetta, per mera questione di posizione di guida, di avere una guida fisica e, per me, coinvolgente.
Se dovessi partire per 2 settimane l'XDiavel mi offrirebbe la capacità di carico necessaria per portarmi il minimo indispensabile? Potrei decidere di partire un fine settimana e andare a vedere qualcosa dalla parte opposta d'Italia senza che il viaggio si trasformi in un'esperienza spiacevole? Queste sono tutte cose che, almeno a me, creano forti emozioni e mi fanno amare il mezzo: non come pezzo di metallo, non come scultura, ma come strumento per provare certe esperienze.
Poi per carità, come ho già scritto chiaramente ognuno ha diritto alla propria opinione e a trovare godimento in aspetti differenti della vita, io sto parlando per me e sto cercando di capire qualcosa che non mi appartiene.

Per il discorso delle nostre strade: qualsiasi moto è più a suo agio su un asfalto liscio come un tavolo da biliardo piuttosto che i nostri, ma non è un caso che ad oggi le crossover e le enduro stradali siano le moto più diffuse: sono quelle che palesemente permettono di sopportare meglio i nostri asfalti e di adottare una guida spigliata anche in caso di asfalto non ottimale. L'unico motivo per cui non ho una crossover è che non mi piace (e torniamo all'aspetto emozionale) ma non posso assolutamente dire che non ne capisco il senso a differenza che per una qualsivoglia powercruiser.

Insomma: emozioni si, assolutamente, senza quelle la moto non ha senso.. ma almeno per me non ha senso nemmeno se poi il mezzo non posso usarlo o non è godibile mentre lo uso.

Ora permettimi una domanda, forse provocatoria: ma che moto hai avuto prima dell'XDiavel, che uso ne facevi e che uso fai della tua attuale? Quanti km all'anno fai mediamente e in quali condizioni?
Commento di: Scur0 il 26-07-2018 21:27
Inizio rispondendo alle tue ultime domande: vengo da una Yamaha MT-01, anch'essa un tentativo (ormai datato e fuori produzione) di combinare un'anima sportiva e una turistica con tutti i compromessi del caso. Alcuni, tra cui te, stando a quanto ho potuto capire, non riescono a comprendere le ragioni di tali contaminazioni, mentre altri, tra i quali il sottoscritto, trovano proprio in questi 'ibridi' la miglior risposta alla loro idea di motoclicismo (fermo restando il massimo rispetto per tutte le altre).
Lavoro da casa e non ho modo di guidare la moto per andare e tornare dall'ufficio, tengo moglie e doveri famigliari e non ho modo di uscirci ogni volta che vorrei... perciò mi considero fortunato quando riesco ad arrivare a 10.000 km/anno.
Non avevo dubbi sul fatto che anche tu, come qualunque centauro, sia spinto ad esserlo dalle emozioni che le due ruote sanno dare. Ma, si sa, esistono modi diversi (anche molto) di sentire le pulsioni, modi diversi di esprimerle e modi diversi di soddisfarle. E non deve sorprendere l'incapacità di comprendere fino in fondo quelle di un altro, ogni cervello è un mondo a sé e capisce e parla solo un linguaggio tra tantissimi.
Le nostre motivazioni e aspirazioni, motociclisticamente parlando, sono senz'altro distanti: io amo viaggiare godendomi il panorama (nel limite del possibile) e facendo frequenti soste, non guido per sfogare il nervosismo ma per trovare serenità, adoro isolare la mia testa nel casco per poi riprendere contatto con la realtà ogni volta che lo tolgo, mi piace intervallare tratti a passo lento e regolare con brevissime sparate adrenaliniche (tipo, dopo essermi fermato al casello, fare da 0 a 130 in pochi secondi o superare delle auto in stile Uomo Cannone per poi rallentare e proseguire tranquillo sulla mia strada). Le saponette le ho usate sempre e soltanto sotto la doccia.
Mi considero anche un esteta, un amante del bello in ogni sua forma ed espressione (per quel che la mia sensibilità e il mio gusto personale mi consentono). Perciò presto attenzione anche (ma non solo) all'aspetto delle cose, ritenendo che la bellezza, in primis quella generata dall'uomo, porti in sé valori che vanno molto al di là di quello meramente visibile. Non a caso le mie più grandi passioni, oltre a quella per la moto, sono la fotografia, la grafica e il web design. Ma qui rischio di andare OT di brutto, perciò non vado oltre. Aggiungo solo che, se la XDiavel è stata votata dai visitatori di EICMA 2015 come la moto più bella dell'intero salone (non che io sia uno che tende a conformarsi, anzi), non devo essere il solo che si è fatto abbindolare dalle sue curve.
Poi, ognuno di noi si deve confrontare anche con aspetti e gusti fisici del tutto personali: essendo io abbastanza alto (185 cm per 81 kg) ho sempre 'sentito poco' sotto di me le carenate e, più in generale, le moto di taglia media (ne ho provate più di una: R1, R6, FZ6, Fazer, Monster, Z750 e altre). Inoltre, soffrendo di cervicalgia, tenere schiena piegata in avanti e testa all'indietro mi dà non poco fastidio, ragion per cui ho sempre optato per moto con posizione di guida più eretta (con fascia che mi aiuta a sostenere il carico sui lombi).
In definitiva, tutto di me mi fa preferire un genere di moto certamente molto diverso da quello che preferisci tu (e, come te, tantissimi altri), ma non credo ci si debba arrovellare troppo sulle ragioni di certe differenze. Piuttosto, trovo affascinante come, pur esprimendosi in modi differenti tra loro, la passione per la moto faciliti l'incontro tra le persone e stimoli il desiderio di allargare i propri orizzonti. Io e te, per esempio, con grande probabilità non ci conosceremo mai di persona (io sono lombardo e tu, se non sbaglio, marchigiano), ma siamo qui a confrontarci in nome della passione che ci accomuna.
Grazie e buona serata!
Commento di: ZioPigTurbo il 08-08-2018 13:32
Moto bellissima, stile harley insomma, ma di certo non una crossover tipo africa twin con cui saltare i fossi..