Moto
Come costruire carene in vetroresina - Cap. 1
Scritto da 88mph - Pubblicato 31/08/2007 12:24
La presente trattazione si basa sugli esperimenti da me effettuati per la realizzazione di parti in vetroresina per la mia motocicletta (hornet 900) e vuole essere di aiuto per tutti coloro che tentino di cimentarsi in questa impresa.

Nel mio caso il tutto è iniziato quando, avendo recuperato in cantina un serbatoio abbozzato per la mia hornet 900, decisi di ripararlo da me e integrarlo con un codone e un parafango anteriore in VTR: il tutto allo scopo di dare una nuova colorazione alla mia moto e al contempo di mantenere l’originale.

La trattazione si articolerà in tre capitoli coincidenti con le tre fasi della produzione dei pezzi:

CAPITOLO 1 (questo) realizzazione della matrice e della copia
CAPITOLO 2 stuccatura, integrazione parti, carteggio, adattamento del modello
CAPITOLO 3 verniciatura

Disclaimer: La seguente guida è da prendere “as is” declino ogni responsabilità sull’esito del lavoro che vi apprestate a fare. Vi informo inoltre che il modello da cui trarre il calco, nonostante tutte le vostre cure e accorgimenti potrebbe alla fine delle operazioni elencate riportare danni più o meni lievi sia per quanto riguarda il distacco del colore che la rottura o la screpolatura dello stesso:
Le cause di danno più comuni e cui occorre prestare attenzione sono:

1) distacco del colore: può avvenire per solidificazione di colla o resina sull’originale in fase di formatura oppure per sfregamento in fase di estrazione dell’originale dalla matrice
2) crepa delle plastiche: può avvenire in fase di estrazione se non si procede con calma
3) taglio delle plastiche: può avvenire in fase di estrazione qualora la si effettui a frullino o sega.

La premessa generale da fare è che i lavori da intraprendere impegnano parecchio tempo, quindi scordatevi di riuscire a risolvere tutto in un paio di giornate: gli errori, i tempi materiali, gli inconvenienti, l’indisponibilità di materie prime implicano necessariamente un dilazionamento del lavoro in più giornate.
Armatevi inoltre di molta, molta pazienza: non è detto che il lavoro vi riesca al primo colpo; è inoltre necessario procedere con calma, ottimismo e concentrazione; pertanto se non avete molto tempo, avete fretta, non vi sentite in giornata, allora evitate proprio di impelagarvi per quel giorno nella lavorazione dei pezzi, lasciando magari ad altra occasione più propizia la voglia di mettersi a lavorare; da quanto detto risulta dunque importante che voi siate appassionati della cosa che state facendo, solo così la potrete portare a compimento e fare tutto sommato un buon lavoro. Se iniziate a lavorarci tanto per fare lasciate perdere perché è un processo che a volte risulta snervante anche per i più ben intenzionati.
Altro importante elemento per il successo del progetto è avere uno spazio adeguato dove poter lavorare e gli strumenti e materiali adeguati. Lo spazio perché si impiastra in una maniera incredibile anche a volere essere puliti e precisi. Per quanto riguarda i materiali di consumo prendetene in abbondanza, non fatevi mai trovare in deficit di prodotti (dunque serve un investimento iniziale in prodotti che poi vi dirò); per la storia degli strumenti vi dico fin da subito che un buon lavoro si avrà solo se avete lo strumento corretto per fare quel determinato lavoro, sono dunque da evitarsi tutte le soluzioni di accrocco o l’uso di strumenti non appositamente pensati per quello scopo.
Last but not least il fattore sicurezza: alcuni dei materiali che andremo a usare possono essere potenzialmente pericolosi dunque occorre preventivamente essere adeguatamente equipaggiati, il che in termini pratici vuol dire disporre della seguente attrezzatura:

1) tuta con cappuccio in cotone
2) guanti in lattice (scatola da 100 pezzi…ne consumerete a mazzi)
3) maschera anti-polveri (quella con i filtri in carbone)
4) occhiali da lavoro
5) guanti per raccogliere il vetro
6) guanti in lattice da lavoro (quelli neri)
7) rotolo gigante di carta assorbente in posizione comoda per strappare i pezzi
8) stivali in gomma o scarpe da lavoro
9) alcool etilico (per pulizia oggetti e pavimento)
10) acetone (per pulizia oggetti e pavimento)
11) pasta lavamani

Per quanto riguarda la pulizia dell’ambiente di lavoro (possibilmente all’aperto o meglio ancora in una condizione dove una parte è all’aperto e un’altra al chiuso) occorre disporre delle seguenti attrezzature:

1) banco da lavoro (anche piano su cavalletti)
2) scopa e cassetta
3) sacchi della spazzatura
4) pompa dell’acqua (dopo i lavori è bene nebulizzare acqua nella camera in maniera da togliere le polveri in sospensione nella’aria)
5) spatola per raschiare il pavimento
6) compressore con pistola
7) giornali da mettere sotto al tavolo di lavoro
8) scotch da carrozziere per assicurare al pavimento i giornali di cui sopra

Per quanto riguarda gli strumenti generali di cui disporre:

1) taglierino
2) frullino
3) trapano
4) spatola
5) cacciavite piatto
6) barattoli vuoti
7) pennelli a spatola e a punta tonda
8) pellicola trasparente
9) scotch in carta
10) scotch plastificato (da 5 cm)
11) laccetti a stringere in plastica
12) spatole in plastica e/o legno
13) grasso per cuscinetti

N.B.
Evitare di iniziare se non si ha la disponibilità di questi strumenti di base.


Qui è dove lavoro io icon_wink.gif :




CAPITOLO 1

Realizzazione della matrice e della copia

Per illustrare le varie fasi della lavorazione ci avvaleremo delle fotografie da me realizzate relative alla creazione di una matrice del codone e del parafango anteriore della mia hornet 900.

Cos’è una matrice? Una matrice è il calco, il negativo di un oggetto tridimensionale che viene usate per la successiva creazione di un duplicato dell’originale. Le matrici possono essere usa e getta e dunque destinate ad andare perdute dopo la creazione di una copia o possono essere destinate alla produzione di n-copie.

Per quanto riguarda la realizzazione di una matrice di una componente della motocicletta occorre considerare che è possibile usare soluzioni diverse a seconda della volontà di produrre una o più copie, della disponibilità economica, dell’esigenza di precisione, e di altri fattori.

Il principio base di una matrice è che deve essere in una fase A sufficientemente morbida e plasmabile per prendere l’impronta dell’originale in maniera fededegna e al contempo non rovinare l’originale e in una seconda fase B sufficiente dura e al contempo elastica per garantire la formatura della copia e garantirne un distacco comodo ed esente da danni alla copia stessa.
Viene da se che il materiale da utilizzare dovrà subire una sorta di trasformazione di fase da una condizione liquida/semiliquida/semisolida a una condizione completamente solida.

Dal punto di vista pratico è possibile elencare cinque modalità diverse di formatura che servono ai nostri scopi (ovviamente esistono anche altre soluzioni ma queste sono quelle più adatte alle nostre esigenze)

a) formatura tramite calco in gesso
b) formatura tramite calco in cartapesta o cartapesta mista a gesso
c) formatura tramite calco in VTR
d) formatura tramite calco in gomma siliconica
e) formatura tramite calco in cera


Vediamo i pro e i contro (per la tecnica di lavorazione vedere oltre):

a) la formatura tramite calco in gesso ha il vantaggio di essere piuttosto economica (5 kg di gesso costano due euro), gli svantaggi sono che è facilissimo sporcare tutto, ha dei tempi di tiraggio piuttosto lunghi, è una matrice molto fragile e poco manipolabile, a confronto con gli altri casi è piuttosto pesante
Il calco si effettua avendo a disposizione i seguenti materiali:
a. gesso o scagliola
b. acqua
c. cartoncini separatori delle valve
d. filo di ferro o tondini opportunamente piegati per irrigidire la struttura
e. bende di garza
f. bacinella
g. bastoncino per amalgamare
h. pennello a spatola larga

b) la formatura tramite calco in cartapesta ha il vantaggio di essere economica, produce un calco leggero, ma al contempo facilmente sformabile e soggetto ad un tiraggio non omogeneo.
Il calco si effettua avendo a disposizione i seguenti materiali:
a. vinavil (barattolo azzurro)
b. acqua
c. strisce di giornale (non rivista)
d. (eventualmente si può aggiungere del gesso all’impasto)
e. bacinella
f. bastoncino per amalgamare
g. pennello a spatola larga

c) la formatura tramite calco in VTR ha il vantaggio di essere leggerissima e al contempo super resistente. Il calco risulta duro e al contempo elastico. Gli svantaggi sono i rischi dovuti all’incollaggio della vetroresina sul vostro modello, si sporca tantissimo, la vetroresina è più costosa (la resina poliestere con catalizzatore al 5% sta a 9 euro al chilo; l’epossidica 30 euro al chilo) e implica una tecnica di lavorazione più complessa (che illustrerò in seguito) si effettua avendo a disposizione i seguenti materiali:
a. resina poliestere o epossidica
b. catalizzatore
c. fibra di vetro
d. bastoncino per amalgamare
e. barattolo per amalgamare
f. siringa per regolare la stechiometria di catalizzatore e resina

d) la formatura tramite calco in gomma siliconica ha il vantaggio di essere la più fededegna possibile, il materiale è del tutto atossico, non si attacca a nulla e quindi si può procedere alla formatura direttamente sull’oggetto senza correre il rischio di rovinarlo e al contempo l’estrazione è semplicissima, gli svantaggi sono il costo ed il fatto che occorre abbinarla ad un guscio in vetroresina (si può anche fare un calco spesso direttamente in gomma siliconica ma dal momento che costa circa 40 euro al chilo e calcolando che con un chilo ci si fa a mala pena uno strato di un paio di mm su un parafango…non conviene assolutamente)
a. gomma siliconica
b. catalizzatore al 5%
c. bastoncino per amalgamare
d. barattolo per amalgamare
e. siringa per regolare la stechiometria di catalizzatore e silicone
f. per il guscio cfr. materiali per la vetroresina

e) la formatura tramite calco in cera ha il vantaggio di essere relativamente economica (inoltre il materiale è riciclabile dunque si fa una spesa una volta per tutte: ovviamente occorre una cera speciale per formatura: da prendere almeno 1 kg), è meno fededegna del silicone, il distacco può rovinare la matrice, anche in questo caso occorre preventivare un guscio in vetroresina.
Si effettua avendo a disposizione i seguenti materiali:
a. cera per formatura
b. distaccante per cera
c. per il guscio cfr. materiali per la vetroresina


Detto ciò, vediamo come procedere:

CALCO in modalità gesso/cartapesta/VTR

Nel caso di un calco secondo le prime tre modalità elencate (gesso/carta/VTR) occorre preventivare una sorta di mummificazione dell’oggetto in bende di pellicola trasparente, questo perché sia il vinavil, che il gesso, che, soprattutto la VTR, possono aggrapparsi alla vernice originale del pezzo con effetti disastrosi sulla stessa.

Prima del bendaggio occorre ovviamente smontare il pezzo, privarlo di viti e bulloni eventuali, il pezzo va quindi sgrassato lavandolo con acqua e sapone.

Il bendaggio può essere preceduto per maggiore sicurezza dalla spalmatura di uno strato di grasso per cuscinetti sull’oggetto in questa maniera casomai qualcosa penetrasse attraverso la pellicola non si attaccherebbe comunque all’oggetto. Spalmare pertanto grasso per cuscinetti facendo uso di un pennello a spatola larga.

Consiglio un bendaggio di almeno un paio di giri che ricopra l’intera superficie non lasciando alcuna parte scoperta.
Il bendaggio può essere fatto comprendendo le zone cave oppure evitandole. Nel primo caso nella fase 2 (vedi capitolo 2) dovremo poi operare per la foratura delle stesse su VTR solida, ma si ha il vantaggio di non impazzire troppo nella colata dello stampo. Nel secondo caso occorrerà poi in fase di realizzazione copia avere moltissima manualità nell’adattare la VTR.

Dopo il bendaggio otterrete una cosa del genere



Calcolate a questa fase del lavoro come vorrete estrarre il pezzo perché se fosse necessario un taglio col frullino è ora che dovete decidere in che punto passerà il taglio.
Nel caso di cui sopra si è deciso di tagliare in due valve la matrice a metà codone pertanto sopra la pellicola plastica si posizionano due strati di scotch colorato (colori diversi) in maniera che quando si eseguirà il taglio si avrà un riferimento da non oltrepassare.

Una volta bendato si passa alla fase di rivestimento.

Per il gesso:
occorre preparare in una bacinella l’impasto di acqua e gesso e mescolarlo in maniera da togliere eventuali grumi. Non versare tantissima acqua, meglio più gesso e poca acqua e poi regolare se troppo secco. Se il gesso è grumoso aggiungere acqua, se troppo liquido dosare altro gesso e attendere. Quando il vostro bastoncino/mestolo comincerà a tracciare dei solchi nel gesso allora avrà raggiunto la giusta consistenza e siete pronti per spalmarlo sul bendaggio con una spatola. Una volta che sarà stato spalmato un primo strato, appoggiare una intelaiatura metallica preventivamente formata e foggiata in maniera da rendere la struttura più solida, quindi passare al secondo strato di gesso. Può essere utile tra uno strato e l’altro applicare della garza: aumenta la tenuta del gesso.
Nel caso del gesso il punto di distacco delle valve può essere facilmente preparato tramite una guida costituita da una serie di denti di cartone che si andranno a opzionare sulla linea di taglio.
Il gesso sporca parecchio e ci mette molto a tirare completamente: una volta fatto il lavoro metterlo da parte e non toccarlo prima di tre giorni.

Per la cartapesta:
diluire in una bacinella 1 kg di vinavil in due litri d’acqua. Mescolare. Passare a bagno delle strisce di giornale preliminarmente preparate (preliminarmente perché se lo fate nel mentre con le mani umide vengono una schifezza) e applicarle sul bendaggio a passaggi alternati in più direzioni.
Se l’oggetto è da bendare su più lati come il codone evitate di girarlo troppo presto perché vi si distaccherebbe quello che avete appena messo in posa. In alternativa alternare strati di carta e garza.
La cartapesta tira in circa tre giorni.

Per la VTR
E’ la tecnica più complessa ma quella che dovrete meglio padroneggiare dal momento che la copia la farete proprio in questo materiale.

Note preliminari alla lavorazione della vetroresina:

1) la resina è tossica se inalata in dosi massicce (usate la mascherina)
2) la polvere di vetroresina è irritante (quando la tagliate col frullino usare mascherina e coprire tutte le parti di pelle esposte)
3) la resina e la fibra di vetro sporcano ovunque: la lana di vetro si sfibra in maniera incredibile e vola ovunque, inoltre si attacca facilmente a qualsiasi cosa e non si toglie sgrullandola, la resina cola e si attacca a qualunque cosa (per raccogliere la lana di vetro in giro usare una spazzola coi denti di ferro: aggruma la fibra e al contempo permette di depositarla agevolmente)
4) la VTR una volta che è in fase di catalizzazione richiede una certa velocità nella sua lavorazione. In estate dopo circa venti minuti dall’inizio della catalizzazione diventa inusabile: dunque va lavorata velocemente, sapendo bene prima dove metterla e con i ritagli di fibra già pronti.
5) Una volta che la resina cola sulla fibra la impasta: se è troppo poca non la inumidisce al punto da darle la forma, se troppa la sfibra e la disperde.
6) La resina va passata in una prima fase picchiettando la pezza di fibra di vetro con un pennello e poi pettinandola sempre secondo una stesso verso: se cambiate verso fa gli sbuffi e viene male.

Per prima cosa decidere in funzione della dimensione del pezzo quanta resina utilizzare: per un codone ve ne bastano circa 750 gr. Non unitela al catalizzatore tutta in una botta, ma fate delle soluzioni di 250g per volta che catalizzerete al 5%: dunque ogni 100 g di resina ci mettete 5 g di catalizzatore. Una volta mischiati i due liquidi in un barattolo a parte avrete questa resina azzurrina da spalmare: occhio al colore, quando la resina che avete nel barattolo tende a diventare giallognola vuol dire che si sta completando la catalizzazione e a breve non sarà più utilizzabile: dunque finché è azzurra OK, quando inizia a diventare gialla occorre sbrigarsi.
Spalmare preliminarmente uno strato leggero sull’oggetto (cioè sulla pellicola!!) quindi applicare le pezze di fibra di vetro opportunamente tagliate (questa operazione va fatta prima, se tentate di eseguirla nel bel mezzo dell’operazione succederà un macello perché le vostre mani guantate avranno comunque toccato un po’ di resina e al contatto con la fibra vi sembrerà di star spennando una gallina con la pece in mano!!!). E’ opportuno avere una riserva di pezze piccole (10x10 cm) perché alla fine c’è sempre qualche punto dove avrete tirato troppo e la pezza di base si è spostata, con la toppa risolvete.
Con un sole estivo avrete la vostra matrice in VTR pronta già dopo un’ora.
Ovviamente la VTR si sarà incrostata anche al ripiano dove l’avete lavorata, pertanto a questo punto vi armate di spatola e di santa pazienza la distaccate.
La vetroresina nella parte dove l’avete distaccata dal fondo presenterà tutta una serie di punte resinose: sono taglienti, consiglio di usare dei guanti rinforzati (quelli per il vetro) e adoperando un frullino di pulirne il contorno con un bel taglio netto, stando attentissimi a non tagliare anche l’originale e a coprirvi dalle polveri come già scritto sopra.

Alla fine avrete una roba del genere


Una volta che avete fatto la vostra matrice, e questa si sarà seccata e avrà tirato per bene, siete pronti al distacco. Nel caso abbiate preventivamente preparato la superficie dell’oggetto con uno strato di grasso per cuscinetti l’estrazione nei casi cartapesta, gesso, si avrà in un attimo. Per la VTR dovrete sudare un po’ d più: se l’originale non si distacca evitate di farvi prendere dal panico: controllate che la matrice e l’originale siano fra loro liberi e infilandosi i guanti per il vetro infilare le dita nell’intercapedine ed esercitare una pressione costante e muovere le mani lungo tutto il perimetro, dopo un po’ verrà fuori.
Se l’oggetto avesse bisogno di essere sezionato operate di frullino lungo le linee preimpostate (cfr. supra). Mi raccomando col frullino: va utilizzato in maniera delicatissima, non cercate subito il fondo ma procedete pelando poco poco, poi provate a distaccare, poi riaffondate un poco e così via finché non si liberano le due metà.


Una volta separate le due metà, ripulire internamente dai residui di pellicola rimasti e col trapano praticare dei fori ravvicinati e paralleli lungo la linea di taglio, poi far passare all’interno dei fori le fascette a stringere e giuntare finalmente la matrice.


abbiamo in questa maniera la nostra matrice del codone pronta per la foderatura (di cui tratteremo a breve) e finalmente lo stampo



e questo è il parafango anteriore


e il sotto




CALCO in gomma siliconica
La realizzazione di una matrice in gomma siliconica presenta il vantaggio di restituire nei minimi dettagli le nervature dell'originale e non richiede alcun rivestimento preparatorio dell'oggetto da clonare dal momento che è totalmente antiaderente e una volta vulcanizzata si distacca semplicemente tirandola.
In sostanza con la gomma siliconica si riproduce una sorta di membrana completamente aderente sull'oggetto.
La gomma siliconica la vendono in tre tipologie fondamentali:
a. per colatura (molto liquida)
b. per verniciatura (ha la consistenza della maionese)
c. per calchi a parete (è una pasta)

E' possibile anche usare una combinazione delle stesse, si consideri tuttavia che è molto costosa (circa 40 euro al kg), pertanto è consigliabile un solo tipo.
Nel nostro caso abbiamo scelto la verniciabile dal momento che ci interessa spalmarla sull'oggetto.
Dopo aver aperto il barattolo della gomma siliconica semiliquida, versarne circa un quarto in un barattolo vuoto e pulito, aggiungere in soluzione al 5% il catalizzatore per gomma siliconica e mescolare: da questo momento dovrete operare con una certa fretta perché la lavorabilità della stessa non supera i 30 minuti massimo (la vulcanizzazione completa avviene invece in otto ore).
Evitare dunque di catalizzare la gomma del barattolo tutta insieme.

A questo punto la si cola direttamente sul pezzo un po' per volta e con una spatola ci si aiuta a spanderla ovunque, si deve ottenere uno strato omogeneo di circa 2/3 mm

Fatta questa operazione lasciate riposare almeno 5 ore, a questo punto avrete una membrana gommosa, elastica e a memoria di forma, cioè se anche viene stirata ritorna com'era.
In caso aveste lasciato dei buchi (in fase di vulcanizzazione c'è un certo ritiro) correggete applicando silicone in pasta nei punti incriminati e lasciate di nuovo riposare.
ecco quello che dovreste ottenere:


Una volta asciutta procedete alla parte più difficile ovvero distacco e ricollocazione della membrana.
Molto delicatamente sollevatene un lembo e strappatela dolcemente dal supporto aiutandovi nella zona dei bordi con l'altra mano. La gomma è dotata di una certa elasticità e non si rompe in ogni caso occorre procedere con molta cautela.
(Questo primo distacco serve scollare la gomma dal supporto in maniera che quando fate il guscio in vetroresina non rimanga poi attaccata all'originale invece che al guscio)

Otterrete dunque una cosa del genere:


Una volta distaccata andremo a riposizionarla esattamente dove si trovava prima e passeremo quindi a costruirvi sopra un guscio in vetroresina. Quando preparate il guscio dovrete aver preliminarmente controllato che non ci siano fori nella gomma siliconica se no andrete ad intaccare direttamente l'oggetto.

Una volta seccata la resina distaccate l'originale e mettetelo da parte, avrete a questo punto un guscio in vtr con dentro la membrana in gomma siliconica.

Usando anche la gomma siliconica in pasta è teoricamente possibile costruire una membrana di silicone spessa un centimetro e mezzo che evita il guscio resinico, tuttavia in questo caso i costi aumentano decisamente.

CALCO in cera
Occorre procurarsi della cera per formatura e del distaccante.

Spalmare preliminarmente il distaccante sull'oggetto da clonare e quindi applicarvi la cera in pasta manipolandola a pallette in mano per un po' e quindi facendo pressione fino a ricoprire interamente l'originale.
Fatto ciò fate il solito guscio in VTR e attendete che abbia tirato.
Ora viene la parte più difficile del calco in cera: dovrete riuscire a distaccare l'originale con piccole e continue manovre sì da estrarlo e al contempo non spingere troppo sulla cera che si trova al di sotto!


A questo punto in una maniera o nell'altra dovreste avere ottenuto la vostra beneamata matrice e siete pronti per fare la copia in VTR.

In caso di matrici in gesso e/o cartapesta e specialmente per quelle in VTR occorre preliminarmente praticare una foderatura della matrice con scotch plastificato in maniera da impedire l'aderenza sul supporto della nuova vetroresina che andrete a colare.

Otterrete dunque una cosa del genere:


In caso di gomma siliconica e cera questo accorgimento non è necessario

Preparate dei ritagli di lana di vetro delle dimensioni opportune e le solite pezzette di emergenza 10 x 10

Spalmate preliminarmente l'intera superficie con particolare abbondanza nei punti piccoli e stretti (qualora ce ne fossero) iniziate dunque a posizionare le strisce di lana di vetro e a picchiettarle col pennello imbevuto di resina, poi spalmate.
Per le parti maggiormente innervate e soggette a tensione è bene applicare due pezze di fibra di vetro

Fatto ciò lasciate seccare al sole per circa un'ora e quindi distaccate la vostra copia tirandola per i barbigli di vetroresina che fuoriescono dal calco.
In caso di pezzi giuntati con fascette a stringere tagliate preliminarmente le fascette con una tronchese e quindi separate le parti.

Se tutto procede per il meglio avrete dunque ottenuto il vostro calco.

IMPORTANTE: non vi scoraggiate se vi sembra parzialmente brutto e storto o mancano delle parti....il secondo capitolo della guida vi spiegare come stuccare e correggere i dettagli mancanti! icon_wink.gif
 

Commenti degli Utenti (totali: 19)
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Commento di: Andy87 il 31-08-2007 13:14
bella guida ma mi è passata la voglia solo a leggere :-) ...troppe complicazioni bisogna essere veramente pratici
Commento di: Maions il 31-08-2007 14:56
io ti stimo solo per tutta la roba ke hai scritto per non parlare del lavoro ke hai svolto! complimenti
Commento di: gasgas74 il 31-08-2007 15:47
Ho provato un po' di tempo fa a farmi le carene della moto in casa. Io ho un 954. Ho guardato un po' su ionternet e proprio su questo forum (allora non ero ancora iscritto) ho letto il post di uno che aveva acquistato su ebay un manuale sulla preparazione delle carene. L'ho comprato(6 euro) e ho comprato anche il materiale.
2 fogli di fibra di vetro,
1 barattolo di resina con induritore,
tavolo da lavoro con tutto il necessario per operare (pennelli, guanti, mascherina, taglierino, scotch da pacco e di carta e altre cose.
Ho cominciato con la carena laterale dx(perche' era gia' rovinata e se si rovinava di piu' non era un problema). Ho fatto il primo strato ed e' venuto anche bene. Pero' ho speso quasi 70 euro di materiale di consumo solo per quel pezzo.
Forse ho usato troppa resina, oppure troppa fibra di vetro. No so, ma ho reputato la cosa molto dispendiosa.
Commento di: Paolo969 il 31-08-2007 16:00
Ottimo articolo!!!! Aspetto impaziente la seconda parte!!! Nel frattempo appena ho tempo provo a copiare un oggetto, tanto per acquisire un minimo di pratica. Successivamente vorrei divertirmi a creare una carena da applicare al bandit 1200S, partendo da un modello di cartapesta e gesso da autorealizzare.
Ho trovato la resina a 16€ un litro, mentre i fogli intorno a 8€ al metro. Mi pare siano prezzi molto alti si può trovare a meno? Cercando sui motori ho trovato questo indirizzo che vende addirittura un kit... .

http://www.prochima.it/kit/kitcarbonio.htm
Commento di: 88mph il 31-08-2007 22:33
ciao, grazie a tutti per i complimenti sull'articolo:

per quanto riguarda i costi vi posso dire che io la resina poliestere la pago 9 euro al litro (è quella epossidica che costa molto di più). Per trovarla a questi prezzi occorre andare nei negozi che vendono materie plastiche e non dal ferramenta o nei negozi di nautica perchè lì costa veramente tanto.
Le pezze di vetroresina le compro nelle colorerie per carrozzieri a 2/3 euro al mq.

Con due/tre litri di resina ci fai un codone o una semicarena.

Per quanto riguarda le matrici: tutto ciò che ha forme lineari è molto più semplice da realizzare: dunque carene = facile, codone = intermedio; parafango = difficile.

se qualcuno è di roma posso fornire gli indirizzi di dove mi rifornisco io.

a disposizione
Commento di: proyr6 il 12-09-2007 18:15
ciao bello.6 capitato a fagiolo.ho fatto sta pensata un mese fa e cercavo qualcosa ke mi facesse capire le procedure di lavorazione.il lavoro lo svolgerò in inverno.sono interessato agli indirizzi dove ti rifornisci.sono di tivoli.magari passi anke dalle mie parti il sabato e la domenica.ciao
Commento di: TonioSan il 01-09-2007 12:46
ottima guida... vai avanti....

un paio di mesi fa volevo riparami il paraurti della macchina, ma non ho mai trovato il tempo... mi hai fatto tornare la voglia, anche perchè ho già tutto il necessario.
Confermo che crearsi le carene o pezzi costa davvero poco, ma serve tanta buona volontà e tempo..
Commento di: 74lello74 il 01-09-2007 22:44
a mio parere(modesto) questi articoli sono le cose piu' interessanti che offre internet e sono istruttivi
io mesi va' avevo notato il kit della prochima ma poi non sapendo quanto ne sarebbe servito e avendo comunque una spesa base di almeno300-400 euro di materiale ho' abbandonato l'idea di provare a costruirmi qualcosa.
complimenti a 88mph
Commento di: SalvaR6 il 02-09-2007 12:07
complimenti 88mph! Uno degli articoli più interessanti che ho mai letto!
Commento di: francesco_c il 07-09-2007 10:00
mamma mia che pazienza :)

comunque bravo... vale la pena di provare...
Commento di: MikyrideR il 29-08-2008 00:03
Posso soltanto dirti complimenti è una cosa veramente istruttiva e utile che richiede molta bravura e impegno ma da moltissima soddisfazione!!!
Commento di: Serpe01 il 01-03-2009 17:52
Complimenti per l'articolo! Mi hai aperto nuovi orizzonti!!
Commento di: morofz6 il 02-06-2009 02:18
ma non è possibile avere il secondo capitolo io con la tua guida ho creato un cupolino e dopo la seconda volta mi è venuto pure bene ma adesso i ritocchi con stucco e robe varie????????????help please
Commento di: bash661 il 30-09-2009 10:11
x la resina non bisogna x forsa imbustare basta passare un po di cera sul pezzo da copiare e poi stendere un sottile strato di gel coat (andate a vedere il catalogo sul sito della prochima). vedrete che il risultato sarà super
Commento di: riccardoz85 il 23-01-2010 16:38
complimenti davvero x questa guida davvero completa esaustiva ed al contempo semplice da capire.
mi scuso ma essendo nuovo del forum nn sn riuscito a trovare il secondo capito di questa stupenda guida ... qualcuno può aiutarmi ??? grazie anticipatamente !!!
Commento di: xXxBrOkEnxXx il 01-02-2010 22:23
dopo che ho la copia in negativo poi come faccio a nn fargli attaccare la vtr??cs devo mettergli??
Commento di: darkan891 il 12-03-2010 19:41
ciao a tutti....ma manca il cap 2????
Commento di: As981 il 06-05-2011 13:16
O mamma mia, devo dar ragione a chi ha perso la voglia.....
Comunque tanto di cappello per la descrizione accurata e per la pazienza...
Commento di: Jackiel il 13-08-2012 21:26
cavolo sei un grande, la migliore guida he abbia trovato! E complimenti per il lavoro