Volevo raccontarvi questo aneddoto che mi è accaduto proprio ieri, per capire alcune dinamiche.
Di fronte alla mio ufficio c’è uno stabile tipo “palafitta” in disuso dove tutti noi colleghi andiamo a parcheggiare auto e moto. I parcheggi non sono segnati e vige la tacita regola che il primo che arriva meglio alloggia.
I parcheggi sono un po’ selvaggi, ma con il buon senso non ci sono mai stati problemi.
Le moto, ancor più, parcheggiano dove capita, sempre con il solito buonsenso.
Ieri sera esco dall’ufficio e trovo una mia collega incastrata con la macchina che era circondata da una nuvola di moto, motorini e scooter (buon senso venuto meno evidentemente).
Con un po’ di attenzione bastava spostare un Monster e la mia collega sarebbe riuscita a fare manovra.
Io e un altro mio collega (motociclista anche lui) ci consultiamo
e non sapendo di chi fosse quel Monster decidiamo di spostarlo.
Nessun problema: lo spostiamo di due metri e problema risolto.
Appena molliata la moto arriva un altro collega che comincia a sbraitare che la sua moto non si tocca, che non di dobbiamo permettere, ecc.ecc.
Noi cerchiamo di spiegargli che se avessimo saputo che era sua saremmo andati a chiamarlo, ma lui non vuole sentire ragioni e si mette ad ispezionare la moto, sempre smadonnando, minacciandoci che se avesse trovato sol un graffietto ci avrebbe fatto pagare la riparazione.
Ora, al di là di come è andata a finire la cosa ho due domande:
- abbiamo sbagliato qualcosa io e il mio collega o quell’altro ha qualcosa che non va nel cervello?
- è giusto essere gelosi del proprio mezzo al punto di diventare morbosi?
Volevo sentire un po' di opinioni per farmi un'idea più chiara in merito.
Grazie









Io fossi stato in voi avrei prima fatto due colpi di clacson (non esagerati da disturbare tutto il quartiere) e se dopo 5 minuti non fosse arrivato nessuno, l'avrei spostata.

