Giarks ha scritto:
In termini di sopravvivenza io penso che l'uomo sia molto svantaggiato rispetto agli animali, per tanti motivi, anche se credo che tutto sia iniziato quando si è sviluppata la neocorteccia cerebrale (probabile sede delle funzioni intellettive più avanzate).
Sentimenti, emozioni, paure, razionalità-irrazionalità ci hanno portato a modellare il mondo in nostra funzione, perdendo tutta una serie di importanti capacità fisiche (forza, resistenza ecc). Di fatto siamo deboli, più deboli di qualsiasi altro animale, anche di una formica.
Inoltre ci poniamo problemi che qualsiasi altro animale evidentemente non si pone. Cerchiamo di colmare un vuoto ancestrale presente dentro di noi cercando soluzioni all'esterno (costruendo, inventando cose e concetti a volte inutili, creandoci nuovi bisogni di cui diventiamo dipendenti, vizi di cui diventare schiavi, strane paure dettate dal timore della morte; in una parola cerchiamo all'esterno qualcosa che all'esterno non è: le religioni ne sono una potente testimonianza).
Coscienza/intelligenza = aumento dei bisogni, irrazionalità, paura della morte.
Gli animali a mio avviso non hanno niente di irrazionale. L'irrazionalità è una nostra invenzione, come tante altre. Loro vivono principalmente di istinto, noi seguiamo dei principi inventati da altre persone o da noi stessi che poco hanno a che vedere con la nostra natura più vera. Se non è irrazionalità questa...
Di fatto non esisterebbe intelligenza senza irrazionalità. Un po' come non esisterebbe il dolce senza l'amaro.
La paura della morte nel mondo animale si chiama istinto di sopravvivenza, almeo a parer mio