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Bestie loro o bestie noi ?
11198687
11198687 Inviato: 9 Gen 2011 23:12
Oggetto: Bestie loro o bestie noi ?
 

Ricevere. 1923, penisola di Delmarva, la signora Celia Steele, casalinga, ricevette cinquecento pulcini invece dei cinquanta che aveva ordinato. Li tenne al chiuso durante l’inverno e con l’aiuto di integratori alimentari i polli sopravvissero. Nel 1926 ne aveva diecimila, nel 1935 duecentocinquantamila (a quel tempo un allevamento aveva in media ventitre polli).

Bambini. Dal 1935 al 1995 il peso di un pollo è aumentato del 65%, il tempo per immetterlo sul mercato calato del 60%, il suo fabbisogno di cibo diminuito del 50%. Si immagini un bambino che a dieci anni pesa 150 chili avendo mangiando solo barrette di cereali e integratori vitaminici.

Polli, esercizi numero 1. Prendere un foglio A4, metterci sopra una gallina per le uova, allinearne una decina, chiudere con una gabbia e accatastare le gabbie in pile da tre a nove. Prendere un foglio A3, metterci sopra un pollo grande come un pallone da football con le gambe e unire trentamila di questi rettangoli in un’unica area. Adesso per entrambi chiudere l’area con muri senza finestre e metterci sopra un soffitto. Aggiungere sistemi automatizzati di ventilazione, riscaldamento, abbeveraggio e alimentazione addizionata di farmaci. Questa è una fattoria.

Polli, esercizio numero 2. Nei capannoni spegnere la luce: tenere i polli al buio totale
ventiquattr’ore al giorno, sette giorni su sette per due-tre settimane. Tenerli a una dieta povera di proteine, quasi da fame. Poi accendere le luci sedici ore al dì, convincerli che è primavera, e passare a una dieta altamente proteica. Le galline cominceranno subito a deporre le uova. Trecento all’anno. Cioè tre volte quante ne deporrebbero in natura. Dopo il primo anno ucciderle tutte perché non ne farebbero altrettante. I polli da carne basta farli sopravvivere una quarantina di giorni. Questo è un allevamento.

Polli, esercizio numero 3. Mettere i polli da carne in gabbie prive di cibo e di acqua. Caricarli su camion che percorrono centinaia di chilometri fino all’impianto di lavorazione. Agganciarli a testa in giù per una guidovia. Trascinarli in una vasca d’acqua elettrificata. Passarli per il taglio automatizzato della gola: se la macchina manca l’arteria (quasi sempre) c’è un operaio che lo fa a mano. Se l’operaio manca l’arteria (quasi sempre), c’è la vasca di scottatura. Questa è la prima parte della macellazione.

Polli, esercizio numero 4. Poiché le feci sulla pelle e sulle piume finiscono nelle vasche e l’acqua calda dilata i pori; poiché l’eviscerazione meccanica spesso squarcia l’intestino, l’uccello se ne va pieno di agenti patogeni. Più avanti c’è l’ispettore che ha due secondi per esaminare il pollo dentro e fuori rispetto a una dozzina di malattie. Alla fine finisce in un vascone d’acqua refrigerata chiamata anche “zuppa di feci”. La legge americana consente che la carne in vendita sia composta di quest’acqua per un massimo dell’11%. Una volta le carcasse contaminate da feci dovevano essere scartate, da una trentina d’anni le feci sono state riclassificate da sostanza pericolosa a difetto estetico. Questa è la seconda parte della macellazione.

Sapore. Malattie comunissime tra i polli da allevamento: sindrome di morte improvvisa, ascite, cecità, infezioni batteriche, spondilolistesi, paralisi, emorragie interne, anemia, perosi, malattie respiratorie, indebolimento del sistema immunitario, difficoltà deambulatorie. L’8% dei polli è contaminato da salmonella. Dal 70 al 90% è affetto dal batterio Campylobacter. Il 95% da Escherichia coli (indicatore di contaminazione delle feci) e tra il 39 e il 75% della carne che arriva nei negozi ne è ancora infetta. Di solito si usano bagni a base di varechina per togliere microbi, odori, lerciume. E poi si iniettano dei brodi e soluzioni saline per dare quello che pensiamo sia il sapore e il colore del pollo.

Prezzo. Aumento del costo medio di una casa negli ultimi cinquant’anni: 1500%. Di un’auto: 1400%. Delle uova e della carne di pollo: neppure raddoppiato.

Sesso. Qualsiasi tacchino venduto in qualunque supermercato o servito in qualsivoglia ristorante non ha mai avuto rapporti sessuali.

Pulcini 1. I pulcini maschi delle ovaiole (250 milioni all’anno) non servono e quindi vengono risucchiati da una serie di condutture e finiscono su una piastra elettrificata che li distrugge.

Pulcini 2. «Ho voluto raccogliere i tuoi figli come la chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali» (Genesi).

Maiale, naso. Soluzione A se un maiale ti fa arrabbiare perché non vuole essere ammazzato. Con un coltello affilato tagliare via la punta del naso. Qui prendere una manciata di acqua e sale e schiacciargliela sul naso. Un’altra manciata di sale ficcargliela per il culo. Per qualche minuto impazzirà, poi si metterà a sedere con un aria un po’ stupita. Varianti: cavargli un occhio; rincorrerlo e farlo cadere nella vasca di scottatura; usare tubi di piombo per spostarlo.

Maiale, casa. Nel 1789 il naturalista Gilbert White raccontò di una scrofa che, dopo aver aperto il recinto, «apriva anche tutti i cancelli frapposti nel mezzo e si recava, da sola, fino a una fattoria distante dove tenevano un verro; e quando il suo intento era compiuto faceva ritorno a casa con le stesse modalità».

Maiale, maternità. Una scrofa industriale rimane gravida per quasi tutta la sua esistenza: fatto lo svezzamento, un’iniezione di ormoni le fa tornare il ciclo e nel giro di tre settimane l’inseminazione artificiale. Trascorrerà le sedici settimane della gravidanza in una gabbia dove le è impossibile fare un giro su se stessa. Il 15% muoiono, altre impazziscono e allora masticano le sbarre della gabbia, schiacciano i flaconi dell’acqua, bevono l’urina.

Maiale, malattia. Deformità più comuni dei maiali nati in allevamento intensivo: palato fesso, ermafroditismo, capezzoli invertiti, atresia anale, zampe divaricate, tremori ed ernie.

Maiale, cibo. Il cibo solido viene somministrato dopo quindici giorni dalla nascita (spontaneamente attenderebbero la quindicesima settimana) e prevede anche plasma sanguigno secco, antibiotici, ormoni e altre medicine.

Maiale, precauzioni. Mozzargli la coda, tagliargli le orecchie e frantumargli i denti per evitare morsi e cannibalismi. Entro i dieci giorni castrarlo senza anestesia.

Maiale, macellazione. Si usa una pinza elettrica. Funziona l’80% delle volte. Di riserva c’è la pistola che conficca un pezzo d’acciaio nel cranio. Incosciente, appeso a testa in giù, scannato e dissanguato. Nella vasca di scottatura, poi su un tavolone per la depilazione. Risollevato, tagliato in senso longitudinale con una motosega. Testa compresa. Qui, a mani nude, estratti gli organi per l’ispezione e poi buttati in un bidone.

m***a 1. Cose che si trovano nella m***a di maiali allevati intensivamente: ammoniaca, metano, acido solfidrico, monossido di carbonio, cianuro, fosforo, nitrati e metalli pesanti. Non tutta la m***a è m***a, è qualunque cosa passa per il graticcio del pavimento della porcilaia: maialini, placente e annessi fetali, vomito, sangue, urina, antibiotici, insetticidi, setole, pus, parti del corpo.

m***a 2. I liquami vengono pompati in lagoni accanto alle porcilaie che arrivano a misurare anche un ettaro per una profondità di nove metri. Se dovesse capitare di cascarci dentro si muore subito (proprio come se andasse via la corrente elettrica in una di quelle porcilaie).

m***a 3. Un allevamento di suini produce tremila tonnellate di rifiuti organici l’anno, un’azienda avicola tremila, un recinto di bovini centocinquantamila. Nel complesso gli animali allevati negli Stati Uniti producono centotrenta volte la cacca di tutta la popolazione umana del paese: quaranta tonnellate al secondo. La loro forza inquinante è centosessanta volte superiore ai liquami urbani non trattati.

Vivi. In almeno il 25% dei casi dei bovini macellati, non si riesce a mandarli in coma al primo colpo di pistola. Oltre all’abilità di chi la utilizza c’è il rischio che l’animale possa morire troppo, e dunque che una volta sgozzato sanguini lentamente. Per questo un bovino su quattro si dissangua, si scuoia e si disseziona mentre è ancora vivo.

Nascosti. I bovini che al primo colpo non perdono i sensi, che rimangono solo con un buco profondo 20 centimetri in mezzo agli occhi, tengono la testa alzata per aria per non farsi colpire nuovamente, si guardano intorno, cercano di nascondersi.

Arrampicati. Appesi per una zampa sono portati dall’addetto alla iugulazione che gli recide arterie carotidi e la vena giugulare. I bovini che sono ancora vivi, nell’attesa che escano venti litri, «battono le palpebre e allungano il collo da una parte e dall’altra, guardandosi intorno». Poi lo «scuoiateste». Con quelle che non sono ancora morte provano con una coltellata dietro la testa. Poi arriva un addetto che taglia via la parte inferiore delle zampe: «Tagliate le zampe con le cesoie, quelle che ritornano in vita sembra che cerchino di arrampicarsi sul muro».

Più o meno. Il 99,9% dei polli da carne, il 97% delle galline ovaiole, il 99% dei tacchini, il 95% dei maiali, il 78% dei bovini mangiati proviene da allevamenti intensivi. In questo momento, più o meno vivi, ce ne sono cinquanta miliardi.

Interi. Nel corso della sua vita ogni americano mangia l’equivalente di 21.000 animali interi.

Reddito. Oggi si spende per il cibo una frazione di reddito minore di qualunque altra civiltà della storia umana. Si mangia lo 0,25% del cibo commestibile conosciuto del pianeta.
Knut. Nel 2006, allo zoo di Berlino, è nato il primo orso polare in trent’anni, Knut. Rifiutato dalla madre, quarantaquattro giorni in incubatrice, il guardiano che si occupava di lui dormiva nello zoo per nutrirlo con il biberon. La squadra di hockey cittadina chiese di poterlo adottare come mascotte. Blog a documentare ora per ora le attività di Knut. Knut aveva un podcast e una webcam. Sui quotidiani prese il posto della solita modella. Quattrocento giornalisti assistettero al suo debutto in pubblico, mettendo in ombra un vertice europeo che si stava tenendo in quelle ore. I tifosi di calcio invocavano Knut negli stadi. Knut aveva un padrino, l’ex ministro dell’Ambiente. C’erano i cravattini di Knut, gli zainetti di Knut, i piatti di Knut, i pigiami di Knut, le figurine di Knut. A pochi passi dal recinto un chioschetto che vende “Wurst de Knut”.

Desiderare. «Mangiare carne da allevamento è un atto che richiede un desiderio quasi eroico di ignorare la realtà» (Michael Pollan, Il dilemma dell’onnivoro).

Dormire. «È sempre possibile svegliare uno che dorme, ma non c’è rumore che possa svegliare chi finge di dormire».

Notizie tratte da Se niente importa di Jonathan Safran Foer, Guanda 2010, 18 euro.

[Francesco Billi], Articolo pubblicato su "Il foglio"




L'articolo è un pò lungo, ma a chi ha avuto la forza di leggerlo tutto chiedo: vi sembra corretto questo genere di trattamento ? è possibile che siamo giunti a questo ? è eticamente accettabile un trattamento di questo genere ? Io me lo chiedo da un pò, e parlo da accanito mangiatore di carne...Questo articolo suscita in me grande sconforto e mi getta nel dubbio: come si può accettare tutto questo ?
 
11206357
11206357 Inviato: 11 Gen 2011 15:36
 

Per rispondere alla tua domanda come si fa ad accettare tutto questo, la risposta è semplice: basta ignorarlo o fingere che la carne che mangiamo sia un qualcosa di inanimato che come una bottiglia di plastica o un telecomando che quindi derivano da una produzione industriale interamente artificiale e non da animali vivi.
Purtroppo molti bambini non sanno neanche che il latte o le uova derivino da animali ma pensano che come dicevo prima siano prodotti dell'uomo, quest'ignoranza non fa che altro che il gioco degli allevamenti intensivi.
Dopo aver letto l'articolo che hai postato, ho trovato purtroppo conferme di aspetti che già conoscevo e che vorrei non accadessero più.
La comunità europea comunque ha emanato una direttiva sul trattamento etico degli animali che se applicata dagli allevatori dovrebbe garantire una qualità di vita molto meno indecente, ripeto se applicata!!!!
Purtroppo però il problema persisterà finchè tutti quanti o diventeremo vegetariani, o diminuiremo drasticamente il numero di persone nel mondo!!
 
11206419
11206419 Inviato: 11 Gen 2011 15:47
 

secondo me il passare a prodotti biologici potrebbe risolvere il problema,
vicino casa ho un supermercato di prodotti biologici e la carne proviene da animali che pascolano/razzolano all'aria aperta per un tot di ore al giorno e vengono trattati nettamente meglio, solo che i prezzi sono un po' piu' alti.
Per le uova ad esempio comprarle di qualita' bassa alimenta questo tipo di allevamento e fa malissimo.... solo uova biologiche con galline che razzolano in un tot di m quadri a disposizione.
 
11206448
11206448 Inviato: 11 Gen 2011 15:52
 

Quello che dici è giustissimo ed anch'io sono favorevole ad un tipo simile di agricoltura/allevamento.
Il problema però è che non potrà mai essere la soluzione definitiva per l'alimentazione umana in quanto a parità di animali, gli spazi di allevamento aumentano vertiginosamente quindi su larga scala è di fatto impraticabile a meno che non aumentiamo le dimensioni della Terra!!!
Sicuramente però un avvicinamento progressivo delle persone all'agricoltura biologica, allevierebbe man mano le problematiche degli allevamenti intensivi senza però risolvere in toto.
 
11206467
11206467 Inviato: 11 Gen 2011 15:55
 

Con sta crisi ci mettiamo a mangiare "biologico" o alternativo mangiamo a settimane alterne....
 
11209868
11209868 Inviato: 12 Gen 2011 2:55
 

OrsoMarsicano ha scritto:
secondo me il passare a prodotti biologici potrebbe risolvere il problema,
vicino casa ho un supermercato di prodotti biologici e la carne proviene da animali che pascolano/razzolano all'aria aperta per un tot di ore al giorno e vengono trattati nettamente meglio, solo che i prezzi sono un po' piu' alti.
Per le uova ad esempio comprarle di qualita' bassa alimenta questo tipo di allevamento e fa malissimo.... solo uova biologiche con galline che razzolano in un tot di m quadri a disposizione.



mentre leggevo credevo di arrivare a veder scritto "la carne proviene da animali che si suicidano volontariamente" icon_asd.gif icon_asd.gif icon_asd.gif icon_asd.gif


il biologico è la stessa merd normale solo che costa un pò di più
 
11210266
11210266 Inviato: 12 Gen 2011 10:27
 

Ho letto tutto il tuo articolo e mi ha squarciato il cuore in due, mentre scrivo due lacrime stanno scivolando lungo le mie guancie.
Penso che sensibilizzare le persone sia una possibile via di uscita da tutto questo schifo.
Ho copiato e incollato l'articolo sulla mia pagina facebook.


Per tutto il resto non ho veramente parole.... non so se riuscirò ancora a mangiare carne...



EDIT: ho preso da oggi la decisione di non magiare più ne carne ne pesce, non voglio mai più essere corresponsabile di tanto orrore.
Grazie per avermi aperto gli occhi
 
11213162
11213162 Inviato: 12 Gen 2011 20:00
 

C'è un modo per evitare tutto questo:
Ognuno di noi potrebbe allevarsi in proprio gli animali che intende macellare, ma chi di noi ha il luogo, il tempo, le capacità e la voglia di farlo?
Poi, non per essere polemici, ma si fa presto a condannare ed a indignarsi per queste cose.
Ma chi comprerebbe in macelleria, un pollo allevato alla vecchia maniera???
Tutti lo faremmo, tutti noi, se il prezzo fosse lo stesso del pollo allevato in un allevamento intensivo. E se il prezzo fosse il doppio o il triplo, chi di noi lo comprerebbe?????
Le mucche e i maiali vengono fatti dissanguare, ma che strano...
Se al supermercato ci troviamo davanti un trancio di carne proveniente da un animale che è stato macellato senza venire dissanguato e pensiamo a quello che è scritto nell'articolo lo compriamo di corsa, la prima volta, poi dopo che lo abbiamo cucinato e mangiato, la volta successiva compreremmo quello di un animale macellato dopo che è stato dissanguato.
Posso sempre diventare vegetariano e smettere di mangiare carne e uova e pesce, ma lo avete mai visto da vicino un vero vegetariano, avete mai visto il colorito della sua pelle, avete mai visto le sue analisi??? Vi consiglio di farlo, prima di decidere di diventare vegetariani.
Vi dico solo che se un bambino venisse nutrito fin da piccolo come un vegetariano avrebbe molte meno possibilità di diventare adulto di un bambino nutrito in modo normale.

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11213373
11213373 Inviato: 12 Gen 2011 20:26
 

Oddio..è un articolo forte..
ma sinceramente non c'è limite all'orrore..almeno non per un animale "sviluppato" come l'essere umano..
 
11217786
11217786 Inviato: 13 Gen 2011 15:22
 

biondob ha scritto:
C'è un modo per evitare tutto questo:
Ognuno di noi potrebbe allevarsi in proprio gli animali che intende macellare, ma chi di noi ha il luogo, il tempo, le capacità e la voglia di farlo?
Poi, non per essere polemici, ma si fa presto a condannare ed a indignarsi per queste cose.
Ma chi comprerebbe in macelleria, un pollo allevato alla vecchia maniera???
Tutti lo faremmo, tutti noi, se il prezzo fosse lo stesso del pollo allevato in un allevamento intensivo. E se il prezzo fosse il doppio o il triplo, chi di noi lo comprerebbe?????
Le mucche e i maiali vengono fatti dissanguare, ma che strano...
Se al supermercato ci troviamo davanti un trancio di carne proveniente da un animale che è stato macellato senza venire dissanguato e pensiamo a quello che è scritto nell'articolo lo compriamo di corsa, la prima volta, poi dopo che lo abbiamo cucinato e mangiato, la volta successiva compreremmo quello di un animale macellato dopo che è stato dissanguato.
Posso sempre diventare vegetariano e smettere di mangiare carne e uova e pesce, ma lo avete mai visto da vicino un vero vegetariano, avete mai visto il colorito della sua pelle, avete mai visto le sue analisi??? Vi consiglio di farlo, prima di decidere di diventare vegetariani.
Vi dico solo che se un bambino venisse nutrito fin da piccolo come un vegetariano avrebbe molte meno possibilità di diventare adulto di un bambino nutrito in modo normale.

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11218456 Inviato: 13 Gen 2011 17:15
 

Seal ha scritto:
OrsoMarsicano ha scritto:
secondo me il passare a prodotti biologici potrebbe risolvere il problema,
vicino casa ho un supermercato di prodotti biologici e la carne proviene da animali che pascolano/razzolano all'aria aperta per un tot di ore al giorno e vengono trattati nettamente meglio, solo che i prezzi sono un po' piu' alti.
Per le uova ad esempio comprarle di qualita' bassa alimenta questo tipo di allevamento e fa malissimo.... solo uova biologiche con galline che razzolano in un tot di m quadri a disposizione.



mentre leggevo credevo di arrivare a veder scritto "la carne proviene da animali che si suicidano volontariamente" icon_asd.gif icon_asd.gif icon_asd.gif icon_asd.gif


il biologico è la stessa merd normale solo che costa un pò di più

rompi un uovo biologico in un piatto e un uovo di 4 categoria in un altro e nota le differenze 0509_up.gif

poi ovviamente uno puo' pure comprare uova di bassa qualita' e spacciarle per biologiche ma in generale io riesco ad avvertire una qualita' nettamente migliore del prodotto biologico rispetto a quello non
 
11218987
11218987 Inviato: 13 Gen 2011 18:49
 

I miei genitori hanno 40 mucche 3 maiali e 10 galline....39 mucche son da latte e il resto è per mangiare....certamente sono fortunato perchè mangio roba buona però quando è ora di ucciderli...bisogna farlo!!!!!....è un brutto lavoro ma bisogna saperlo fare bene....se appendi un maiale e non si dissangua a dovere...hai buttato un anno nel cesso perchè la carne è tutta da buttare...
mi trovate d'accordo sul fatto che la carne d'allevamento intensivo fa schifo....ma non mi trovate d'accordo sul fatto delle uccisioni....pretendete che per mangiare una bistecca la mucca debba suicidarsi di spontanea volontà????
 
11220425
11220425 Inviato: 13 Gen 2011 22:21
 

Sono d'accordo sul fatto che sia inevitabile uccidere gli animali...però qui il punto è che praticamente non vengono nemmeno lasciati vivere secondo le condizioni minime....vedi allevamenti in batteria e scrofe incinte...in questo tipo di allevamenti viene meno il rispetto per l'animale icon_evil.gif
 
11221566
11221566 Inviato: 14 Gen 2011 9:06
 

OrsoMarsicano ha scritto:

rompi un uovo biologico in un piatto e un uovo di 4 categoria in un altro e nota le differenze 0509_up.gif

poi ovviamente uno puo' pure comprare uova di bassa qualita' e spacciarle per biologiche ma in generale io riesco ad avvertire una qualita' nettamente migliore del prodotto biologico rispetto a quello non

Non conosco i prodotti biologici, ma penso (correggetemi se sbaglio) che abbiano un costo maggiore di quelli che non lo sono.
Chi ha una famiglia e fatica ad arrivare a fine mese come può permettersi di mangiare biologico???

Il popolo non ha più pane. E allora, che mangi le brioches.


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11221577
11221577 Inviato: 14 Gen 2011 9:09
 

Desmo94 ha scritto:
Sono d'accordo sul fatto che sia inevitabile uccidere gli animali...però qui il punto è che praticamente non vengono nemmeno lasciati vivere secondo le condizioni minime....vedi allevamenti in batteria e scrofe incinte...in questo tipo di allevamenti viene meno il rispetto per l'animale icon_evil.gif

Potremmo eliminare tutti gli allevamenti in batteria, e ritornare a come si faceva 200 anni fa.
Però l'importante è poi non lamentarsi se i prezzi per il consumatore finale salgono.
Non è possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca.

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11221586
11221586 Inviato: 14 Gen 2011 9:11
 

sergiolen ha scritto:
mi trovate d'accordo sul fatto che la carne d'allevamento intensivo fa schifo....ma non mi trovate d'accordo sul fatto delle uccisioni....pretendete che per mangiare una bistecca la mucca debba suicidarsi di spontanea volontà????


Potremmo anche aspettare che muoia di morte naturale icon_asd.gif icon_asd.gif icon_asd.gif icon_asd.gif

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11221754
11221754 Inviato: 14 Gen 2011 10:16
 

biondob ha scritto:
Potremmo eliminare tutti gli allevamenti in batteria, e ritornare a come si faceva 200 anni fa.

sì, come no. siamo in 7 miliardi icon_rolleyes.gif
 
11221789
11221789 Inviato: 14 Gen 2011 10:34
 

biondob ha scritto:
OrsoMarsicano ha scritto:

rompi un uovo biologico in un piatto e un uovo di 4 categoria in un altro e nota le differenze 0509_up.gif

poi ovviamente uno puo' pure comprare uova di bassa qualita' e spacciarle per biologiche ma in generale io riesco ad avvertire una qualita' nettamente migliore del prodotto biologico rispetto a quello non

Non conosco i prodotti biologici, ma penso (correggetemi se sbaglio) che abbiano un costo maggiore di quelli che non lo sono.
Chi ha una famiglia e fatica ad arrivare a fine mese come può permettersi di mangiare biologico???

Il popolo non ha più pane. E allora, che mangi le brioches.


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si costano di piu', mediamente ho notato un 30% in piu', ma questo e' frutto anche del fatto che l'agricoltura biologica e' ancora poco sviluppata.
Non e' vero che a regime costerebbe di piu' visto che con il procedere degli anni i terreni diventano piu' fertili e gli animali piu' sani, ovviamente ci vogliono forse almeno 10 anni affinche' questo processo si compia su un terreno.
Comunque in Abruzzo ho molti parenti stretti che allevano e coltivano, e nei prodotti biologici riesco a trovare caratteristiche simili con quelli consumo in Abruzzo.
Per quanto riguarda gli spazi che richiedono i prodotti biologici, per gli animali non c'e' dubbio, rispetto ad un allevamento dove le galline sono sempre in gabbia e uno dove razzolano nei prati, be' la differenza c'e'; per quanto riguarda invece le colture, ripeto i terreni tenderanno a diventare piu' fertili e quindi la produzione dopo molti anni tornerebbe ad essere abbondante eusa_think.gif
 
11236093
11236093 Inviato: 17 Gen 2011 14:35
 

Il biologico, se è veramente tale, costerà sempre di più, per il semplice fatto che in agricoltura biologica i trattamenti consentiti sono diversi da quelli tradizionali.
Sono più costosi e molte volte i risultati sono inferiori, ciò si traduce con una produzione di maggiore qualità ma di minore quantita, ragione per cui i prodotti biologici sono più costosi.
Chi può permettersi di spendere un 30% in più quando va a fare la spesa, se ha problemi di coscenza o se semplicemente vuole magiare più sano non avra problemi a farlo. Mentre chi fatica ad arrivare a fine mese sarà costretto a digiunare dal 24 a fine mese se vuole mangiare biologico.
Sinceramente mi sembrano problemi che lasciano il tempo che trovano.

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11237278
11237278 Inviato: 17 Gen 2011 18:22
 

biondob ha scritto:
Il biologico, se è veramente tale, costerà sempre di più, per il semplice fatto che in agricoltura biologica i trattamenti consentiti sono diversi da quelli tradizionali.
Sono più costosi e molte volte i risultati sono inferiori, ciò si traduce con una produzione di maggiore qualità ma di minore quantita, ragione per cui i prodotti biologici sono più costosi.
Chi può permettersi di spendere un 30% in più quando va a fare la spesa, se ha problemi di coscenza o se semplicemente vuole magiare più sano non avra problemi a farlo. Mentre chi fatica ad arrivare a fine mese sarà costretto a digiunare dal 24 a fine mese se vuole mangiare biologico.
Sinceramente mi sembrano problemi che lasciano il tempo che trovano.

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se parli al presente ti do ragione, ma in prospettiva non sono d'accordo

esempio
gli albicocchi sui miei terreni fino a meno di 10 anni fa producevano una quantita' spropositata di albicocche senza bisogno di fertilizzanti, veleni, ecc... e con la sola acqua piovana.
Dopodiche' la produzione di albicocche e' iniziata a decrescere drasticamente e nel giro di 5 anni quegli albicocchi sono arrivati a produrre 1/10 della produzione di 5 anni prima, spiegazione di cio' e' l'utilizzo di pesticidi in terreni limitrofi che ha modificato le abitudini dei parassiti ecc....
Morale
la natura ci ha dato degli alberi che producono quantita' elevate di frutta e adesso ci troviamo nelle condizioni che per produrre la stessa quantita' di prima spendiamo di piu'.
Ovviamente adesso se non metti quei prodotti le piante non danno piu' frutti e quindi il biologico e' diventato molto costoso per via della bassa produzione.

Altre piante che per adesso non hanno bisogno di nulla per produrre grandi quantita' di frutta sono gli olivi.... ecco se continueremo a comprare olio a basso costo incentiveremo l'uso di pesticidi che produrranno un guadagno immediato per chi li utilizza visto che si trovera' produzioni enormi ma che a lungo andare faranno decrescere la produzione e produrranno degli olivi incapaci di produrre olive da soli.... come e' gia' successo con le viti e l'uva.
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Quindi il confronto che si deve fare non e' con il biologico attuale, ma con quello che potremmo avere tra 10 anni se tutti comprassero prodotti biologici
 
11243301
11243301 Inviato: 18 Gen 2011 20:12
 

Ma guarda che non è che se smetti di dare gli antiparassitari tra dieci anni le piante produranno di più, se fosse così, chi fa questo mestire avrebbe già smesso perchè spenderebbe meno nei trattamenti ed avrebbe una maggiore produzione.
Si certo la natura ci ha dato piante che producono elevate quantità di frutti, come ci ha dato piante e frutti che ogni tanto si ammalano.
Se coltivare frutta fosse il tuo lavoro, potresti permetterti di far ammalare un anno ogni tanto la tua frutta???
Non penso proprio che i tuoi albicocchi abbiano diminuito la produzione perchè "nei terreni limitrofi vengono usati i pesticidi". Dieci anni fa non li usavano???.
Probabilmente l'hanno diminuita perchè non sono stati trattati/curati a dovere.


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11245083
11245083 Inviato: 19 Gen 2011 7:08
 

biondob ha scritto:
Ma guarda che non è che se smetti di dare gli antiparassitari tra dieci anni le piante produranno di più, se fosse così, chi fa questo mestire avrebbe già smesso perchè spenderebbe meno nei trattamenti ed avrebbe una maggiore produzione.
Si certo la natura ci ha dato piante che producono elevate quantità di frutti, come ci ha dato piante e frutti che ogni tanto si ammalano.

e' un comportamento che va contro le multinazionali che sfruttano spesso l'ignoranza in materia 0509_up.gif ; il biologico da' beneficio alle piante solo se praticato su vasta zona, ma oggi piu' che altro ci sono solo appezzamenti qua e la sparsi.
Non puoi permetterti 10 o 20 anni di bassa produzione per far tornare i terreni allo splendore di un tempo, anche 1 anno che va male e le aziende rischiano la chiusura, ma se dai consumatori venisse un aiuto, nel senso si fosse disposti a spendere di piu' pur di mandare avanti questo settore, allora le cose potrebbero cambiare.

biondob ha scritto:

Se coltivare frutta fosse il tuo lavoro, potresti permetterti di far ammalare un anno ogni tanto la tua frutta???

no, e' questo il problema, e chi produce veleni, ecc... lo sa bene; in una zona o si e' tutti compatti e si dice no in massa oppure alla fine sarai anche tu costretto ad usare prodotti chimici.

biondob ha scritto:

Non penso proprio che i tuoi albicocchi abbiano diminuito la produzione perchè "nei terreni limitrofi vengono usati i pesticidi". Dieci anni fa non li usavano???.
Probabilmente l'hanno diminuita perchè non sono stati trattati/curati a dovere.
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no, hanno diminuito la produzione perche' 10 anni fa sono cambiate le colture dei terreni limitrofi, e' la spiegazione piu' logica e forse l'unica, visto che il resto non e' cambiato, comunque che sia vera oppure no per i miei albicocchi questa e' una cosa studiata e nota, parlo del fatto che i pesticidi modificano le abitudini e le resistenze dei parassiti che quindi diventano in molti casi piu' aggressivi.
Meno male che gli olivi resistono ancora.
Comunque ho un collega che ha studiato anche se a livello amatoriale queste cose e le tecniche per ottenere buoni raccolti senza ricorrere a prodotti chimici si stanno affinando... e' un settore nato da poco, piu' ci si investe e' piu' dara' risultati ma come ogni cosa all'inizio risulta costosa e non si sa bene la strada da seguire.
 
11247794
11247794 Inviato: 19 Gen 2011 19:44
 

Anche tra 20 anni il biologico costerà sempre di più del non biologico.
Certo se tutto fosse biologico, non avresti più paragone e costerebbe tutto uguale, ma comunque sempre di più del non biologico.
E prima di tutto oggi come oggi la gente non ha il denera per comprare solo biologico, e anche se lo avesse, la maggior parte preferirebbe spenderlo da altra parte.
Poi biologico, non vuol dire senza prodotti chimici, ci sono molti prodotti chimici, sia fertilizzanti che veleni che sono consentiti in agricoltura biologica.
 
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