Aspettavo di avere il report finito per pubblicarlo, ma lo spammone di Fabio non ha resistito… vabbé, metto qui la traccia che avevo iniziato, poi modificherò e completerò il post… peccato per sta cosa a singhiozzo, credo che questo giro meritasse un report completo da subito, magari in ritardo ma ben fatto.
Ecco qui intanto la trascrizione del diario di viaggio. Aggiungerò le foto, le cartine e i video, c’è diverso materiale.
Buona lettura…
Lunedì 6 Agosto
Insieme a Diecianove, arrivato a casa mia dalla sera prima, parto alle 4:15. poco più tardi, alle 4:40, ci incontriamo con Puppet a Verona, all'imbocco della statale della Val d'Adige. Percorriamo la SS 12 da Verona fino al Brennero, entriamo in Austria intorno alle 7:30. Da lì procediamo fino ad Innsbruck sulla statale 182, poi sulla 171 e 181 fino in Germania, dove arriviamo fino a pochi km a sud di Monaco. Fin qui strade decisamente piacevoli. Ma, dopo questi primi 400 km o poco più, dobbiamo entrare in autostrada per guadagnare tempo. Prendiamo quindi la A8 fino a Monaco, poi A9 fino a Norimberga (dove pranziamo in un autogrill) e A7 fino ad Amburgo, dove ceniamo (sempre in autogrill, e sempre con degli squallidi tramezzini). Andiamo qualche km più a nord e ci fermiamo a dormire, piantando le tende in un parcheggio dell’autostrada. Fino a qui abbiamo trovato sempre un tempo bellissimo, a tratti fin troppo caldo.
Km fin qui percorsi 1235.
Martedì 7 Agosto
Sveglia alle 5, ci mettiamo in marcia subito dopo le 6. Al primo autogrill facciamo colazione e pieno di benzina, poi riprendiamo il cammino. Il tempo è buono. Entriamo in Danimarca intorno alle 8, e proseguiamo fino a Copenaghen. Sempre in autostrada, ma qui i paesaggi sono più piacevoli che in Germania, soprattutto sul lungo ponte che collega l'isola di Copenaghen all’ovest del paese. Arrivati nella capitale, parcheggiamo le moto e facciamo un giretto a piedi. Mentre fotografo la famosa sirenetta, vengo riconosciuto dal mitico Ranko, che stava tornando in solitaria da Capo Nord. Saluti, foto ricordo in compagnia, dopo di che pranziamo tutti e quattro assieme. Ripartiamo poco dopo, prendo il ponte per andare a Malmo, in Svezia, ed aspetto per 40 minuti i miei compagni di viaggio che si sono persi in città, forse per rincorrere qualche fanciulla. Quando finalmente arrivano, proseguiamo in Svezia fino a Jonkoping, dove ci fermiamo in uno squallido camping a lato dell'autostrada. Avevamo deciso di arrivare lì perché sulla carta sembrava una bella località, essendo su un lago. In realtà però per raggiungere l’acqua si sarebbe dovuto attraversare l’autostrada a piedi!
In ogni caso, la tariffa di 10 euro a testa è accettabile, e ci fermiamo comunque volentieri. Quella sera scopro per la prima volta che le zanzare scandinave sono più grosse, più incazzate e più bastarde di quelle padane.
Km fin qui percorsi 2042.
Mercoledì 8 Agosto
Sveglia ore 6. Il cielo appare subito nuvoloso. Smantelliamo in fretta e furia l’accampamento, e partiamo mentre inizia a piovere. Proseguiamo con l’autostrada fino a Stoccolma, facendo il percorso a tratti sotto la pioggia. Arrivati in città, parcheggiamo le moto e facciamo un giro a piedi. Prendiamo un acquazzone terribile addosso, e ci rifugiamo in un Irish Pub per mangiare un boccone. Ripartiamo alle 14. Il tempo è ancora nuvoloso, in compenso la strada si fa sempre più piacevole come panorama, anche se molto meno scorrevole dell’autostrada. Ci fermiamo a dormire in un camping ad Harnosand, dove arriviamo poco dopo le 19. Tanto per cambiare, anche per la cena optiamo per un Irish Pub nel centro della cittadina. Abbiamo così la conferma che gli svedesi cucinano molto bene i piatti Irlandesi…
Km fin qui percorsi 2779.
Giovedì 9 Agosto
Sveglia ore 6:30, lasciamo il camping alle 7:25, con l’intenzione di fermarci al primo bar per la colazione. Facciamo però una triste scoperta: tutti i bar che incontriamo nel nostro cammino non aprono prima delle 10. In compenso, la strada è decisamente bella: attraversiamo vari fiordi con ponti, ed i panorami sono molto suggestivi. Peccato che non ci siano molte curve… ma almeno nei rettilinei si riesce a guardarsi attorno. Pranziamo in un self service a Lulea, poi ci dirigiamo verso la Finlandia. Dopo la foto di rito sotto al cartello di ingresso nel paese, procediamo verso sud. Ci prefiggiamo come meta la sponda meridionale di un laghetto, dove un biker Finlandese incontrato in Svezia il giorno prima ci ha detto essere un bel campeggio. Attraversando la città di Vaala, a pochi km dalla nostra meta, non mi accorgo della presenza di un dosso artificiale, e lo prendo in velocità. Sento una gran botta sulle forcelle… imprecando come solo Germano Mosconi sa fare, accosto per valutare i danni. Le forcelle e la gomma sembrano a posto, ma il motore è morto. Riprovando ad avviare, si capisce che il problema è un mancato apporto di benzina: infatti, soprattutto aspettando qualche secondo tra un tentativo di avvio e l’altro, il motore parte, ma si ferma subito. Il che fa capire alle candele arriva corrente, ma la benzina non scende. Sfogliando il libretto, vediamo che la moto non è dotata di interruttore inerziale. La pompa della benzina gira, fa però un brutto rumore. Il che esclude che non le arrivi corrente. Temendo che la pompa necessiti di essere sostituita, ed immaginando la difficoltà di reperire un tale ricambio in quella parte della Finlandia, temo che la mia avventura sia già finita.
Fabio e Luca partono per andare al campeggio a scaricare la loro roba, per poi tornare a zavorrare me e la mia mercanzia. Lasciamo la moto nel parcheggio di un’officina che per fortuna era lì vicino, ed una volta arrivati al camping, ci dobbiamo accontentare di un paio di pacchetti di patatine come cena, essendo molto tardi. La notte piove abbondantemente, ma la tenda regge senza problemi.
Km fin qui percorsi 3603 (oltre 900 al giorno di media, non male).
Venerdì 10 Agosto
In Finlandia il fuso orario è avanti di un’ora rispetto a noi. Volendo essere all’officina per 8, decido di svegliarmi alle 6 per fare le cose con calma. Non volendo modificare l’ora sul cellulare, imposto la sveglia per le 5. Mi preparo, e visto che Fabio e Luca stanno ancora dormendo, vado in strada a fare l’autostop per coprire i 14 km che mi separano dalla mia Kappona. Guardando l’orologio sull’auto del tizio che mi ha raccolto, capisco una cosa importante: il mio cellulare cambia da solo il fuso regolandosi con la cella da cui prende il segnale… quindi anziché le 7:30, sono appena le 6:30! Non basta: l’officina, davanti alla quale sono puntualmente arrivato alle 7, non aprirà fino alle 9:30.
Nel frattempo vengo raggiunto dai miei compagni di viaggio in città per la colazione.
Una volta aperta l’officina, convinco il meccanico, inizialmente restio in quanto molto impegnato, a darmi una mano. Mosso a pietà chiama addirittura i rinforzi: un simpatico meccanico attempato arriva, e su nostra indicazione inizia subito ad esaminare la pompa. Alla fine scopriamo che funziona benissimo, era solo intasata di sporco. L’ipotesi più probabile è che con la botta il residuo sul fondo del serbatoio si sia mosso. Preso dall’entusiasmo dello scampato pericolo, oltre ai 50 euro chiestimi dal meccanico per le 3 ore di manodopera, gliene do altri 50 di mancia. Finalmente ripartiamo, ma non prima di aver pranzato e di essere tornati al camping per fare un bel bagno nel lago. Partiamo intorno alle 16, e dopo circa 3 ore la meta è raggiunta: finalmente è FinIta!
Allestiamo il campo, iniziamo a socializzare, ceniamo e naturalmente beviamo! Piacevole sorpresa, anche il biker incontrato 2 giorni prima in Svezia che ci aveva indicato il camping di Vaala, è presente al raduno! E pensare che, pur essendo Finlandese, non ne sapeva nulla prima che glielo indicassimo noi.
Km fin qui percorsi 3869.
Sabato 11 Agosto
Ci alziamo con calma, e facciamo una bella colazione alla Finlandese, con pane e sardine.
Con il gruppo del raduno, facciamo il giro organizzato che ci porta a visitare il monastero ortodosso di Valamo ed il museo del canale di Varistaipale. Tutto bello ed interessante, ma ancora di più lo sono gli aneddoti che durante il pranzo ci racconta Giovanni, biker Italiano da 12 anni residente in Finlandia, e che di raduni se ne è fatti una marea in tutta Europa fin dagli anni ’70.
Sotto una pioggia copiosa torniamo al raduno. La mia gomma posteriore comincia ad essere poco affidabile sul bagnato.
Km fin qui percorsi 3977.
Domenica 12 Agosto
Senza fretta ci alziamo e facciamo colazione. Scambio un po’ di gadget e adesivi con i vicini di tenda, poi senza fretta facciamo i bagagli.
Il FinIta mi è piaciuto molto, non è un classico motoraduno, ma un ritrovo per appassionati di mototurismo. Abbiamo conosciuto nei 2 giorni un sacco di persone interessanti, e rivisto varie facce già incontrate in precedenti avventure. Davvero un’esperienza che meritava di essere fatta, anche per la spettacolare organizzazione Italo-Finlandese.
Decidiamo di partire prima di mezzogiorno, con l’intenzione di arrivare nel pomeriggio ad Helsinki, traghettare in Estonia e da lì guidare fino a Parnu, dove Fabio ha degli amici e dove alcuni bikers ci consigliano di dormire in una guest house gestita dai membri di un motoclub locale, l’Alexandri Pub. Lungo la strada, Fabio si improvvisa cacciatore e stende con un colpo di cupolino una cornacchia grande quasi quanto una gallina. Poco dopo inizia a piovere abbondantemente. Allo svincolo per la città di Lahti, Fabio fa dei segni, passa davanti e lascia la strada principale per andare verso il centro della città. Immagino che non ne possa più della pioggia, ed in effetti l’idea di fermarci a mangiare un boccone all’asciutto non mi dispiace affatto. Scopro subito però che la ragione del suo stop è in realtà un problema alla moto: di colpo perde potenza, fino a spegnersi. Ha tutta l’aria di essere un problema elettrico. Augurandoci che sia dovuto a qualche contatto bagnato, parcheggiamo le moto sotto un portico e ci fermiamo a mangiare. Più tardi, constatato che il difetto della V-Strom rimane anche da asciutta, decidiamo di pernottare lì nelle vicinanze, in un camping che ci viene indicato. Fabio contatta l’assistenza per organizzare l’indomani di buon’ora il trasporto della piccola in officina. Al telefono, dimostrandosi di ottimo umore anche nelle situazioni difficili, fa il marpione con la centralinista dell’Europe Assistance.
Km fin qui percorsi 4356.
Lunedì 13 Agosto
Il carro attrezzi arriva presto, e carica Fabio e signorina Suzuki per portarli in una vicina concessionaria. Con qualche difficoltà a trovare il posto, anche io e Puppet li raggiungiamo dopo qualche ora. Purtroppo in officina non sono in grado di fare niente per la moto in giornata, ma si dimostrano molto disponibili: prima mi fanno fare un test ride sulla R 1200 RT che hanno come moto dimostrativa (spettacolare, ho fatto un giro di una mezz’ora e mi sono goduto da pazzi), poi il titolare ci mostra vari cimeli, tra cui una tuta originale di Saarinen del 1972. Tra la simpatia dei titolari della Riku Motor e la passeggiata per il centro di Lahti con sosta per birra e gnocca-spotting, la giornata scorre piacevole.
Km fin qui percorsi 4407.
Martedì 14 Agosto
Facciamo colazione in città, e andiamo subito a vedere la situazione in officina. In mattinata la moto è pronta. Riusciamo a partire per le 11. Sotto la pioggia arriviamo ad Helsinki. Il primo traghetto che troviamo disponibile partirà alle 17, per arrivare a Tallin alle 19. Senza fretta, una volta in Estonia ci dirigiamo verso Parnu, e raggiungiamo con due sere di ritardo l’Alexandri Pub. A cena ci fanno compagnia due amici di Fabio. La guest house è spettacolare, merita sicuramente una visita per chi si trova in zona. Oltretutto ora è anche ufficialmente marchiata Ting’Avert nella bacheca all’ingresso, in mezzo alle decine di adesivi di motoclub di tutta Europa.
Nota, per le strade Estoni c’è in giro un sacco di Gnocca con la G maiuscola!
Km fin qui percorsi 4680.
Mercoledì 15 Agosto
Sveglia alle 5, partiamo poco dopo le 6. Passiamo dall’Estonia alla Lituania, e da qui alla Lettonia. La via Baltica, la E67, è terribilmente dritta, e l’asfalto è orribile. Poco dopo mezzogiorno entriamo finalmente in Polonia. Visto lo stato della mia gomma posteriore, telefono ad uno degli organizzatori del motoraduno a cui siamo diretti in Romania chiedendogli di procurarmene una nuova per il fine settimana. Mangiamo un boccone in compagnia, e procediamo fino ad Augustow, dove salutiamo Diecianove, che prosegue in solitaria verso casa (rientro anticipato per problemi di fava). Io e Puppet proseguiamo invece il cammino fino a Lublino. Entriamo in città, ma dopo un’ora trascorsa invano alla ricerca di un posto per dormire, proseguiamo. La strada è bella, ci sono anche delle belle curve. Purtroppo nessuno in giro parla Inglese. Lungo la statale ceniamo in un ristorante (mezzo pollo con patate, insalata e birra media 5 €), e poco più avanti troviamo un bell’albergo con parcheggio chiuso per le moto (16 € B&B).
Km fin qui percorsi 5691.
Giovedì 16 Agosto
Sveglia alle 6:30. Passando a fianco della borsa di Puppet, la sento muoversi. Chiedendomi cosa avessi bevuto la sera prima, faccio per andare oltre, quando mi accorgo di nuovo che si muove da sola. Scopriremo più tardi che c’era dentro una rana.
Alle 7:50 lasciamo l’albergo, dopo un’ottima e abbondante colazione. Circa 80 km e arriviamo al confine con l’Ucraina, dove entriamo dopo un’oretta di coda in frontiera. L’Ucraina meriterebbe un capitola a sé nel report. Incredibile, davvero una soddisfazione farla in moto. Cominciamo dai difetti: tratti di strada sterrata, indicazioni e cartelli stradali in cirillico, e centro delle città più grandi in ciottolato. Ma questo è il prezzo da pagare per attraversare un paese incantevole, nelle campagne si fa un salto indietro nel tempo, tornando alla prima metà del XX secolo. La gente si sposta su carri trainati da cavalli, ed anche gli attrezzi agricoli sono a traino animale. Quando sentono in distanza arrivare una moto, i ragazzini si precipitano sulla strada per guardare e salutare. I paesaggi sono molto belli, ci sono in giro un sacco di chiese di nuova costruzione ma molto ben realizzate. Inoltre c’è dovunque stracolmo di GNocca (sì, con la GN maiuscola!).
Malvolentieri, nel tardo pomeriggio lasciamo questo sorprendente paese, per entrare in Romania. Arriviamo fino a Radauti, dove ceniamo in un fast food e pernottiamo in un hotel (che ha purtroppo prezzi occidentali, 47,5 € B&B).
Km fin qui percorsi 6193.
Venerdì 17 Agosto
Con tutta calma ci alziamo e ci dirigiamo verso la meta finale, Putna, dove si terrà il primo raduno del Motoclub Bukowina. Arrivati, ci iscriviamo, allestiamo il campo ed iniziamo a socializzare. La sera dopo cena c’è musica live, un gruppo molto interessante. Iniziamo a bere, poi… boh? Credo che abbiamo continuato…
Km fin qui percorsi 6236
Sabato 18 - Domenica 19 Agosto
Mi sveglio abbastanza presto, e seguo un simpatico membro del motoclub fino a Radauti, dove mi aspettano per il cambio gomma. L’operazione mi costa ben 30 € per lo pneumatico e 10 Lei, circa 3 €, di manodopera. Mi appresto a tornare al raduno per il motogiro assieme alla mia guida, che però purtroppo su un tratto di sterrato perde il controllo della sua R1100 RT e va in terra. Nessun danno ma perdiamo tempo per controllare, e arriviamo al raduno quando gli altri sono già partiti. Grazie alle indicazioni che mi vengono fornite, raggiungo il gruppo alla prima tappa del giro. Facciamo delle belle strade, visitiamo un monastero, e concludiamo con l’immancabile parata in città, a Radauti. Nel pomeriggio, rientrati al campo, iniziano le gare di abilità. Il nostro Puppet si cimenterà nella gara di guida lenta, i video relativi saranno disponibili quanto prima. Il tempo è brutto, non smette più di piovere.
Dopo i vari giri i km totali da casa sono 6397.
Un commento sul primo raduno dell’MC Bukowina: davvero ben fatto, musica molto bella, un classico raduno per duri e puri, servizi pressoché inesistenti, niente docce, tanto alcol. Buona la prima, quindi.
Dopo cena, appena finito di insaccare in fretta e furia la mia roba sotto la pioggia, inforco la moto per partire. Con l’aiuto di Puppet e del nuovo amico Adriano, l’unico altro Italiano presente al raduno, porto Frau K dal prato infangato alla strada senza danni. Sfortunatamente pochi minuti dopo l’operazione non è riuscita ad Adriano, che ha sdraiato la sua Yamaha FZR senza che io e Luca riuscissimo a fare niente per impedirlo. Nessun danno serio, solo una crepa sulla carena.
Alle 22 locali, le 21 Italiane, parto. Scollino un passo di cui non ricordo il nome e scendo dall’altro versante a Sucevica. La visibilità è scarsissima, per la pioggia e per la nebbia sui monti. Non c’è nessuno in giro, ma in compenso è pieno di animali, alcuni non ben identificati. Purtroppo dopo Sucevica inizia un tratto di 200 km in cui stanno rifacendo la strada. Circa la metà, 100 km quindi, sono di sterrato. E con tutta quella pioggia, vuol dire fango. La mastodontica K andava da tutte le parti peggio che sulla neve, e nei tratti dove c’era meno fango è perché c’era ghiaia, e le ruote affondavano. Per fortuna dopo diverse ore è finito senza danni tutto quell’interminabile tratto, e nel frattempo ha smesso di piovere. A quel punto però noto che di km ne ho fatti pochissimi, ma di ore ne sono trascorse parecchie. Provo ad aumentare il passo, ma anche nei tratti meno montuosi è pieno di animali sulle strade, oltre che di buche, e faccio fatica a forzare. Ad un certo punto, da qualche parte in Transilvania, la moto perde potenza, provo ad accelerare ma non sale. Panico… sono in the middle of nowhere, al buio… come faccio a sistemarla? Improvvisamente dopo vari tentativi riprende ad accelerare. Procedo, dopo qualche km la stessa storia. Poi basta, non ha più dato problemi fino alla fine. Immagino fosse altro sporco nel pescaggio della pompa della benzina, anche perché la benzinporcheria che si trova nei distributori est Europei contiene di tutto. Poco prima di Oradea, altro problema: la frizione rimane tirata a metà. Tiro fuori il filo, per fortuna non è rotto, ma solo un po’ sfilacciato, perciò si grippava nella guaina. Lo sistemo alla meglio con la pinza e lo lubrifico per bene con l’olio motore di scorta che mi ero portato (per niente, la moto non ha mangiato un filo d’olio) e riparto. Entro in Ungheria alle 8 del mattino, in netto ritardo sulla tabella di marcia. Procedo, sempre tutto per statali, fino a Budapest. Da qui prendo l’autostrada, nemmeno malvolentieri per una volta, vista la nottata appena trascorsa. Scendo verso Vienna, da lì verso Graz per poi entrare in Italia dal Tarvisio, a Mestre prendo la A 4 poi A 22 fino a Nogarole Rocca, a 4 km dal mio garage. Arrivo e guardo l’ora, sono le 21:15. Ci ho messo ben 24 ore e 15 minuti a percorrere 1713 km, credevo di farcela in 20. La media è scarsa, ma considerando che i primi 800 erano di strade ordinarie, e 100 di sterrato, credo che sarebbe stato difficile fare di meglio. In totale, in tutto il giro ho percorso 8111 km. Rimango qualche secondo sulla moto fermo, distrutto dalla stanchezza e intorpidito dal rimbombo del rumore del motore nel casco. Durante le ultime 24 ore ho bevuto 5 caffè di cui uno doppio, un succo di frutta, un tè freddo e mangiato un pacchetto di biscotti al cioccolato. Spingo la moto in garage, guardo i gagliardetti dei 2 raduni, penso ai posti meravigliosi che ho visto, e in preda a quei ricordi, che sembrano così lontani, passa tutto… il male alla schiena, il dolore ai polsi e alle dita, il fischio nelle orecchie… tutto svanisce in un lampo. Con un sorriso di soddisfazione rivolto alla motona mentre chiuda la saracinesca del garage, mi lascio scappare un liberatorio urlo di soddisfazione: “I fucking did it!”
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