Bene ragazzuoli!!! Sono a casa e starò in ferie fino a domenica, quindi ora scrivo anche io il mio bel reportino! Filippo è un grande! Il suo report è precisissimo, quindi il mio contributo partirà dal motoraduno di Radauti, con un piccolo
overlapping fino a quando lui è partito, con tutta la mia meravigliosa disavventura a causa della foratura, e con qualche considerazione generale. Mi spiace se sarò un po' prolisso, ma sono uno scrittore, seppure fallito, e mi piace andare a ruota libera.
Purtroppo la pioggia di Stoccolma ha danneggiato la schedina xD della mia macchina fotografica, quindi, di lì in poi, molte fotografie sono illeggibili... non tutte per fortuna, ma molte sono andate perse, come quella di Lampi...
NB: Per uniformità tutti gli orari sono rispetto al fuso italiano, ma vi ricordo che in Romania sono un'ora avanti.
Venerdì 17 Agosto
Partiamo abbastanza con calma dall'Hotel in centro città. Caricati i bagagli ci incamminiamo lemme lemme per iul motoraduno. Le strade sono ancora discrete, in effetti dal confine fin qui non abbiamo trovato i veri e propri sterrati che invece ci accompagneranno nella via del ritorno! I paesaggi sono meravigliosi, le campagne verdi, i carretti, i bimbi che ci vengono incontro chiedendoci di sgasare, i vecchi che ci salutano dai loro carretti e le ragazze (serve dire bellissime???) che ci sorridono. Ucraina e Romania probabilmente hanno delle pessime strade, ma i paesaggi che abbiamo visto qui sono i più belli incontrari nel nostro viaggio.
Dopo qualche tentennamento arriviamo al campo del motoraduno. Le nostre tende sono le seconde montate! Issiamo la bandiera Italiana e lo striscione del Tinga, e cominciamo a goderci la giornata. Conosciamo molti bikers, ogniuno con la sua storia, con la sua moto che ricopre di attenzioni, perchè qui la roba costa, e si deve rinunciare a molto per possedere, per esempio, un vecchissimo Ducati, o un'Aprilia RSV1000 (MERAVIGLIOSA) usata come quella di Bogdan.
Bogdan è uno dei "pezzi grossi" del Bukowina Motoclub, ed è un personaggio chiave della nostra storia...
L'inglese diventa la mia lingua ufficiale, e lo rimarrà fino al mio ritorno a casa. Dopo qualche giorno comincerò a pensare in inglese... Si fa amicizia molto facilmente con i Rumeni! Sono un popolo molto ospitale, e condividono volentieri uno dei prodotti di cui vanno più feri, la PALINKA. Trattasi di un distillato di fermentato di frutta, principalmente prugne, ma anche mele e pere. Mi offrono la loro,
FATTO IN CASA! Da buon veneto non mi tiro indietro, tzk! Dopo mezz'ora sono totalmente ubriaco... la palinka fà 70 gradi e più! Faccio davvero fatica a gestirla! Purtroppo a causa di questo mi perdo l'ottima musica della serata, poco male, ci rifaremo domani!
Sabato 18 Agosto
Sveglia complicata, la Palinka mi ha un po' rincoglionito, ma non lascia postumi. Evidentemente gli alcoli distillati sono abbastanza puri (poco metanolo o roba più tossica), fosse stata una grappa italiana fatta in casa probabilmente sentirei in testa le spine di Cristo! Decido di essere moooooolto più morigerato ed attento per la serata successiva! Non voglio più perdermi musica e sane chiacchierate. Devo imparare a gestire anche la Palinka!
Si parte quindi volentieri per un motogiro di un centinaio di chilometri totali. Parto senza Filippo che è in paese a cambiare la gomma, ma ci raggiungerà più tardi.
Incontro un altro Italiano, Adriano, con la sua deliziosa morosa peruviana (ma che occhioni hai???) Rose. Saranno dei nostri per tutto il giorno e lascieranno il motoraduno con Filippo.
La giornata prosegue con gare e giochi in moto, in cui il vostro eroe si cimenterà nell'andare più piano degli altri (Filippo ha un filmato sull'argomento...) e si classificherà ultimo! La gara del "lancio del motore di un vecchio Jawa" invece, mi vede tra i migliori, in mezzo al fango ed alla pioggia!!!
L'atmosfera è davvero cordiale! Ormai tutti ci conoscono, ci chiamano per nome, ci offrono da bere (e noi facciamo altrettanto). La serata prosegue con tre gruppi che SPACCANO!
Corbus Albus, Truda, Bucovina ed Altar. E' ovvio che il rock duro è molto apprezzato qui, e questi gruppi sono davvero bravissimi. In particolare ho apprezzato gli Altar, fottutamente professionali ed originali, pur avendo elementi di Korn, thrash in generale ed una tecnica sopraffina. Grandiosi anche Corbus Albus, che pure non sono Rumeni ma Moldavi. Somigliano un po' a Guano Apes, ma forse solamente perchè la loro cantante ha una voce incredibile e tiene il palco ed il pubblico per le palle! Qualche ingenuità compositiva (l'intro di un pezzo troppo simile a ONE dei Metallica...) si può assolutamente perdonare, vista la compattezza del suono finale e la giovanissima età!
Guys your future is fuckin' bright!.
Partono Filippo, Adriano e Rose, con le loro disavventure, di cui avrete ancora letto. Io rimango l'unico italiano al motoraduno.
Qui comincia la mia storia, una storia che mi ha cambiato la vita, che mi ha reso un po' migliore, che mi ha insegnato ad amare questo popolo meraviglioso, ospitale, generoso, ed ad odiare quelli che, pur parte del popolo rumeno, gettano fango, con il loro comportamento, sulla sua reputazione in Italia e nel Mondo. Ma sono pochi, e la m***a che loro creano, viene sepellita dall'oro che c'è nel cuore degli altri...
Ora basta che ho le lacrime agli occhi... dicevo che sono solo, ma non è vero. Vado al tavolo di Bogdan, con le bands che hanno suonato, e tra chiacchiere su musica, moto, birra, palinka (eh ma sta volta non mi freghi!) si fanno le quattro del mattino. Vado a nanna brillo.
Domenica 19 Agosto
Mi alzo, tutti stanno sbaraccando le loro tende, Bogdan e signora hanno ancora gli occhi intorpiditi dalla festa, altri sono in condizioni pietose, altri sono già partiti. Il mio primo pensiero è per Filippo, partito la notte prima con la pioggia. Mi arriva un suo sms e mi dice che è già ad ORADEA, città a pochi chilometri dal confine Ungherese. Bogdan si stupisce che abbia fatto così presto!
Faccio colazione a base di caffè (per la caffeina) e Coca Cola (per gli zuccheri). Non mangerò altro fino a sera... Smonto tutto e parto alle 10.30.
Di seguito una mappa, tanto per avere un'idea dei luoghi che ho toccato.
Le strade qui sono orribili, paragonabili a quelle già incontrate in Ucraina. Non esageriamo quando parliamo di STERRATO, a tratti molto belli, con asfalto perfetto in montagna (che paesaggi ti sei perso Fil partendo di notte!) si alternano chilometri di buche e lavori in corso!
Ore 12.45, a Poiana Stimpei, paesino vicino a Vatra Dornei, a 101 chilometri da Radauti mi accorgo di aver forato, ed ha inizio una mistica avventura!
Smonto dalla moto e la gomma è evidentemente anche se non completamente a terra. Per la cronaca trattasi di Metzler Rennsport, e vi assicuro che, pur non essendo pneumatici da Touring, non fosse stato per quel fottutissimo chiodo mi avrebbero portato fino a casa!
Dicevo... smonto dalla moto, mi accorgo della foratura, piove che sembra che angeli ed arcangeli tutti si siano messi a pisciarmi intesta, sono in un paesetto dimenticato da Dio, il prossimo centro abitato è a 60 km, il precedente era a 20 km e... la mia ansia e la paura sono pari a ZERO! Fermo un'auto che sta uscendo da una casa, ci sono un uomo, una donna e dei bambini dentro. L'uomo parla un ottimo inglese, si chiama
Lampi. Gli spiego della gomma a terra, lui mi dice che c'è un distributore 400 metri più avanti, e di aspettarlo lì. La gomma non è ancora completamente a terra ed il mio Cimice Arancione Azzoppato (per chi non lo sapesse, la mia Yamaha FZ6) riesce a portarmi al coperto. Ci sono dei bimbi, sono talmente tranquillo che mi metto a giocare con loro, li metto uno ad uno sulla moto mentre uno di loro fa delle foto con il cellulare. Parlo anche con un poliziotto che mi assicura che tutto si sistemerà, bevo dell'acqua e... arriva Lampi che ha mollato a casa tutti per venirmi ad aiutare con un suo furgoncino!
Notare che è Domenica, lui ha mollato la famiglia (con il rischio di far incazzare la moglie ed andare in bianco per un mese) per un motociclista brutto, sporco, puzzolente, e per di più Italiano. Quanti di noi l'avrebbero fatto?
Carichiamo la moto sul furgone per portarla ad un meccanico suo amico. Non abbiamo corde per legarla, e poi io non mi fido quindi mi faccio tre fottutissimi chilometri di sterrato a cavallo del cimice dentro un furgone tipo Doblò! Il suo amico dice che non si fida di metterci le mani. Gli dispiace molto ma ha paura di romperlo. Nessun problema. Tre fottutissimi chilometri di sterrato indietro fino al distributore, che è diventato il mio rifugio.
Chiamo Bogdan, mi dice di procurarmi una bomboletta per le riparazioni di emergenza. EUREKA! Ma al distributore non ne hanno, quindi Lampi mi accompagna al distributore più vicino. Venti fottutissimi chilometri di sterrato sotto una pioggia intistente nella sua Dacia. Ma sono piacevoli, perchè si chiacchiera del più e del meno, del lavoro di Lampi, del perchè stia perdendo tempo con me, ma per lui è un piacere e...
e noi l'avremmo fatto?.
Compro due bombolette. Venti fottutissimi chilometri di sterrato indietro fino al distributore-rifugio, le provo ma non risolvono il problema. Il buco è evidentemente troppo grosso. Chiamo Bogdan che mi dice di non preoccuparmi, sarebbe venuto lui il giorno dopo con una soluzione di emergenza. Lampi mi invita a dormire a casa sua (
c***o! E noi l'avremmo fatto?) ma io rifiuto fortemente, non voglio disturbare. Mi trova una deliziosa pensioncina tutta di legno nel paesello per 70 Lei, meno di 20 euri, io lascio la moto alla stazione di servizio tenuta d'occhio per tutta la notte dai due benzinai amici di Lampi. Mangio MOLTO BENE al ristorante della stazione di servizio per 20 Lei, circa 6 euro. Vado a dormire, no, mi decompongo sfinito addormentandomi guardando per televisione "Piedone lo sbirro" con sottotitoli in rumeno.
Lunedì 20 Agosto
Mi sveglio all'alba, Bogdan mi chiede via sms se ho le chiavi per smontare la ruota. Non ricordo se siano comprese nel tool della FZ6, quindi mi faccio a piedi i tre chilometri che separano la pensione dal distributore per verificarlo. Ci sono. Non posso che aspettare Bogdan.
Bogdan arriva con la macchina della morosa alle 13.00. Ha fatto 100 chilometri di cui una buona metà di sterrato per venire ad aiutarmi.
E noi l'avremmo fatto?
Infila con una pinzetta una specie di caucciù speciale dentro la foratura poi gonfiamo la gomma. Saluto Lampi, e noto una certa malinconia nei suoi occhi... La gomma sembra tenere, ma Bogdan non si fida quindi mi segue in macchina per altri sessanta chilometri, fino al Castello di Bran, noto come Castello del Conte Dracula, ora sede di un Hotel costosissimo e di un ristorante. Qui prendiamo un caffè, e dell'acqua. Bogdan non mi lascia pagare e non vuole nemmeno che gli dia i soldi spesi per la benzina!
Ovvio che la riparazione della gomma è temporanea, non potrebbe tenere per i circa duemila chilometri che mi separano da casa... quindi Bogdan contatta un tale
Laurentiu a Nasaud, ad una trentina di chilometri da Bistrita.
Saluto Bogdan, anche lui, come lampi, mi stringe la mano e mi sorride con una leggera malinconia negli occhi...
A Nasaud arrivo con il cuore in gola, non so se la ruota terrà, le strade sono ancora brutte, ma se la gomma dovesse cedere Lautrentiu verrebbe a prendermi con un carrello. Arrivo al punto stabilito con Laurentiu, lo chiamo e lui viene a prendermi con un Quad.
Lo seguo e mi porta alla sua officina, dove incontro altri ragazzi, e delle ragazze (serve dirlo? Bellissime!). Mi cambiano la gomma per venti euri, è usata ma credo possa tenere ancora quattro, cinque mila chilometri buoni. Mi fanno un check completo della moto, olio, freni, catena, e me la lavano pure!
I ragazzi sono simpaticissimi, entriamo subito in sintonia. Tra di loro c'è
Adrian, un fottuto genio dell'aerografo laureato all'accademia in Romania che d'inverno lavora in Italia su auto, moto, locali etc, e d'estate in Romania a dipingere o restaurare affreschi nei monasteri! Di seguito qualche esempio dei capolavori
a mano libera di questo ragazzo!
(Immagini pubblicate per gentile concessione dell'autore.)
Anche Adrian era al motoraduno di Radauti, e mi regala un CD con le foto che ha fatto lì e quelle dei suoi lavori.
Oramai è pomeriggio inoltrato, ed io non me la sento di montare in moto, quindi chiedo se c'è un alberghetto nelle vicinanze. Lo trovo a dieci euri.
Mi invitano a cena con loro, andiamo prima a bere un aperitivo in un "bacaro" poi mi portano in un ristorantino delizioso, dove io mangio una zuppa buonissima e loro pizza, cotta in forno a legna! Ne ho assaggiato un pezzo, mica male! Adrian mi fa anche delle foto davanti al forno.
Dopo cena proseguiamo a suon di birre, chiacchiere su moto, auto, italiani, rumeni, comunismo, prostituzione, politica e cazzivari fino alle quattro e mezza del mattino! Rientro in hotel bello ciucco.
Ah,
durante la serata non ho potuto tirare fuori un solo lei, o euro, ad eccezione dei dieci della pensione... per poco Adrian non mi mangia vivo quando tento di pagare un giro di birre... e noi avremmo fatto lo stesso?
Martedì 21 Agosto
Alle nove sono già in officina, dopo un po' mi raggiungono anche gli altri. Siamo il ritratto della disperazione... troppo poco sonno! Ci accorgiamo che la mia luce di posizione anteriore è bruciata. Me la cambia
Ovidiu un ragazzo che insegna inglese.
Serve precisare che non ha voluto un soldo?
Facciamo colazione assieme nel "bacaro" della sera prima e, per la prima volta, riesco a sgomitare ed arrivare per primo alla cassa e pagare per tutti. La mattina prosegue tra le solite amabili chiacchiere. Ci scambiamo indirizzi e contatti.
Alle 13 circa li lascio... anche loro mi salutano con quella leggera malinconia negli occhi. Credo sia qualcosa che loro regalano alle persone cui tengono, quando queste se ne vanno per un periodo indefinito: un sottile velo di malinconia. Giuro che a stento trattengo le lacrime. Per la prima mezz'ora mi accompagna un groppo in gola che non avete idea... mangio qualcosina da un "paninaro" presso Oradea, vicino al confine Ungherese.
Nulla da segnalare lungo il viaggio, se non le splendide campagne Ungheresi immerse nel sangue del tramonto.
Mi fermo a dormire vicino a Budapest alle 22.30 circa.
Mercoledì 22 Agosto
Faccio i circa 850 chilometri che mi separano da casa tutti d'un fiato, ma senza eccessiva fretta. Piscio tre volte, mi fermo a bere e a fare tre pieni. Arrivo a casa e vado subito a trovare i miei genitori.
Lascio in questo viaggio, in tutti i posti che ho visto ma
specialmente in Romania un pezzo del mio cuore. Amo questo popolo che mi ha dato tanto tanto senza volere assolutamente nulla in cambio, che mi ha insegnato che
paura, sospetto e pregiudizio sono dei pessimi compagni di viaggio, ringrazio
Dio, la Vita, il mio Karma, o quel cavolo che vi pare per avermi fatto trovare un chiodo.
Ringrazio il mio Cimice Arancione che (vogliamo dirlo?) è stato l'unica delle tre moto ad uscire indenne da questo viaggio... in fondo una spina in uno zoccolo lo si perdona anche al miglior destrero, no? Lui ha tenuto duro fino alla fine senza un solo problema di motore o elettronica!
Sono tornato a casa, dove ritrovo un altro gran pezzo del mio cuore... e se permettete anche un gran pezzo di gnocca...