devargas ha scritto:
Non volevo scrivere moto rubata, ma, essendo questo il fatto nudo e crudo, non potevo esimermi dallo scriverlo.
Molti di voi mi conoscono e ben sanno cosa rappresenta, o meglio, rappresentava per me la moto, la mia moto.
A volte si sorride quando si parla di "anima" la cosa suona anche blasfema ma, la mia moto è stata anche la mia " eccezionale terapista".
Colei con la quale ho risolto i problemi di mobilità articolare e forza quando mi sono rotto la spalla e colei che mi accompagnato alla reazione ed alla lotta quando mi hanno diagnosticato un tumore. (Che per fortuna sembra non abbia, è solo una frattura alla colonna vertebrale).
Lo ha fatto ricordandomi chi ero, come reagisce un vero biker.
Lo ha fatto aprendomi al mondo della pista, dei gruppi, del volontariato, delle amicizie.
Lo ha fatto donandomi ebrezza...(Dio quanto le devo. Dio quanto mi incolpo).
Le ho girato le spalle pochi definitivi minuti, il tempo di un caffè.
Con quella moto potevo tutto e mi perdonava tutto, ma al ladro no, ha tentato di resistere, lo ha buttato a terra alla sua prima curva, lasciando sull'asfalto frecce, olio, rompendosi sicuramente il carterino di magnesio, l'accensione ed il cambio elettroattuato...non oso pensare al suo bel carbonio.
Io non sono accorso, non ho sentito, vagamente ho registrato qualcuno che cadeva e non mi sono mosso.
Così, nella mia incredulità, per avere abbassato la guardia, ora la moto non l'ho più. La mia speranza è che nessuno l'abbia potuta guidare. Il ladro è sceso in folle sospinto da un altra moto.
Le sensazioni che quel bel mostro mi regalava erano mie e mie soltanto, si è autodistrutta.
Se rinascerà sarà per altrui volontà, con altri pezzi e senza quell'anima che solo la cura, la devozione, e l'attenzione scrupolosa del proprietario, possono conferirle.
No. . . .
Non me lo dire. . . .
Ti hanno rubato la moto?