devargas ha scritto:
Io non parlerei con troppa leggerezza di talento, se uno fosse più talentuoso di Rossi, in termini assoluti, lo deve dimostrare vincendo prima 9 titoli mondiali ed entrare nella storia del motociclismo mondiale con prepotenza ed in un arco temporale (e di costanza e forza) decisamente lungo.
L'exploi, o l'anno fortunato, o con la moto buona, capita ciclicamente a tutti.
La differenza vera, ed umanamente plausibile vive in: Rossi prima e Rossi dopo.
Rossi prima:- un ragazzino estroverso, di una piccolissima cittadina, con una grande passione, con voglia di combattere e competere, ignorante, sconosciuto. Il suo mondo o è quello (e lo deve conquistare sacrificandosi e combattendo) o sarebbe finito a diventare"forse" uno sconosciuto meccanico di paese.
Rossi dopo:- un grande personaggio in auge nel mondo motociclistico da decenni, ha vinto tutto in tutte le classi e "quasi" con ogni moto. Grande interprete nelle pubblicità che amplia la grandezza del suo personaggio. Amato da appassionati, e padri, figli e nonni. Emblema del motociclismo e dello sport nel mondo. Miliardario e con una età tale da potere dire di essere sopravvissuto (fisicamente ) bene alla carriera.
Ecco una persona così, il Valentino "dopo" non è semplicemente più una persona che trova una logica nel rischiare la vita o l'invalidità per una posizione. Ma sul talento non si discute.
Il valentino "dopo" guarda all'irruenza suicida e scorretta di alcuni piloti di vent'anni e rivede egli stesso a quell'età. Quindi si volge al passato, giustifica. Giustifica probabilmente quegli estremismi che per lui hanno meno senso di essere e di esistere oggi (direi anche logicamente).
La sua corsa, di conseguenza, è proprio l'opposto di quello che i detrattori dichiarano in merito alle capacità: cioè tutto talento e classe motociclistica.
La bagarre la offre per l'innato istinto di combattente, SE, la moto lo porta esprimendo il suo potenziale come lui vuole, SE, combatte per il primo posto e facendolo si diverte estraniandosi da mondo attorno.
Difficilmente comprenderei un Valentino che rischia la sua incolumità e tutto quanto gli ruota attorno per dimostrare qualcosa, o per una posizione.
Correre alla disperata, forse, non gli appartiene più, ma gli abbiam detto grazie troppe volte per fingere di dimenticarci di chi egli sia e, cotanta classe, lo mantiene in alto anche se contrapposto a quei giovani che hanno da poco sguainato le loro spade.
Ecco, a riprova di quello che dicevo nel mio post.
Il talento non si dimostra soltanto con il palmarès, che dipende da moltissimi fattori.
Se Rossi vince, è semplicemente il migliore, se non vince: "non vuole", "non se la sente", "problema X".
Per quanto riguarda la bella leggenda del Rossi bambino mi pare sia così per quasi tutti i piloti: i genitori di Stoner rischiarono tutto scommettendo sul figlio, Lorenzo corre da quando aveva 4 anni...giusto per fare qualche esempio.
Anzi, Rossi aveva pure il "vantaggio" di essere "figlio d'arte".
Ripeto, non voglio attaccare Rossi, anche perché si entrerebbe in una diatriba da cui uscire è impossibile, però considerare tutte le possibilità, inclusa quella che Rossi potrebbe semplicemente essere più "scarso", mi sembra un gesto doveroso d'onestà intellettuale.