virusbike ha scritto:
Il consumismo è un bene quando non è sregolato e non raggiunge certi eccessi che "sballano" il mercato. Sia chiaro che non parlo da economista, ma quando vedo gente che non paga il condominio o la TARSU, per poi andare ogni fine settimana nei vari centri commerciali e/o negozi di elettronica, indebitarsi per l'ultima versione di IPhone o impianto audio per la propria auto, che magari sta cadendo a pezzi sul piano della meccanica, quando vedo la gente che passa giornate intere nei centri scommesse e slot machines, privando i propri figli dei beni di prima necessità, gente che paga fino a tre finanziamenti contemporaneamente per cose non indispensabili e spera pure che gliene concedano ancora, forse sbagliando lo chiamo consumismo, ma è sicuramente una spesa "smodata" che ha accompagnato l'ultimo decennio. Nella mia famiglia si è imparato che quando c'è meno pecunia, bisogna risparmiare, ma quando ce n'è non bisogna "buttare via il pane le giorno prima". E allora se c'è crisi la pizza non te la vai a mangiare fuori ma fai venire gli amici a casa per preparare "due spaghi"; fai più attenzione a spegnere la luce quando esci dalla stanza e chiudi il rubinetto della doccia mentre ti insaponi. La maggior parte delle persone questo l'ha capito soltanto ora che siamo in piena crisi. Il valore dei soldi lo stabiliamo anche noi e se grandi masse di persone si abituano a spendere male, ritengo che il mercato venga inevitabilmente viziato.
Per quanto riguarda la crisi energetica degli anni '70, direi che è un po' riduttivo parlare di "qualche tensione". Ci sono famose fabbriche italiane che sono state messe in ginocchio (Lambretta Innocenti per esempio) che hanno chiuso in quel periodo...
La crisi è una storia che si ripete con una certa ciclicità: stiamo bene, spendiamo, ci viziamo, poi restiamo senza soldi, risparmiamo, tagliamo, ci lamentiamo, stiamo di nuovo bene... e poi si riparte.
In ogni caso io mi riferivo al valore di acquisto della lira. Non è l'euro soltanto che ha determinato perdita di valore di acquisto, perché già negli anni 90 un'auto la pagavi 15.000.000, mentre mia madre la sua prima auto l'ha pagata 800.000llire (NUOVA).
Le variabili da analizzare sarebbero tante, e francamente preferisco che lo faccia chi è preposto a quelllo
Buona giornata!
Il consumismo non "sballa" il mercato, al limite alimenta la produzione, l'occupazione, e la ricchezza. Il mercato sopravvive soltanto se il denaro gira, se rimane sotto al cuscino andiamo tutti a cappello, come si dice dalle mie parti.
Le crisi petrolifere del '70, sono paragonabili alla crisi del 2007, hanno avuto una durata di qualche mese e hanno intaccato poco o niente il mercato.
Lambretta innocenti era un' azienda sana fin quando non decisero di produrre auto, non a caso dovettero cedere a fare i terzisti per la rover perchè le loro idee facevano schifo. comunque l'azienda non ha chiuso, è stata ceduta.
Per parlare di ciclo deve esserci almeno un precedente, e in questo caso non esiste: l'Italia in 151 anni di storia non è mai stata così vicina al default, nemmeno quando Mussolini istituì l'autarchia.
comunque, se ti interessa l'argomento leggi questi articoli, perchè ho la vaga idea che nn è ben chiara la situazione.
Link a pagina di Repubblica.it
Link a pagina di Giornalettismo.com
Link a pagina di 247.libero.it
Per la cronaca: l'Italia paga la bellezza di 80.000.000.000 € di interessi annui, il debito pubblico ammonta a 1.925.000.000.000 €, pari a 31.500 € a persona.
Se abbiamo un debito pubblico immenso, il carico fiscale più alto in Europa e tra i più alti al mondo, il prezzo dei carburanti PIù ALTO IN EUROPA (QUESTA E' LA TABELLA DEL MINISTERO DELLO "SVILUPPO ECONOMICO" Link a pagina di Dgerm.sviluppoeconomico.gov.it NON ANCORA AGGIORNATA DEI RINCARI) lo dobbiamo anche agli illustrissimi economisti PREPOSTI.