Con il 1˚ gennaio i pedaggi delle autostrade aumentano in media del 3,1% (lo calcola l’Aiscat, che riunisce le concessionarie autostradali) mentre quelli della Società Autostrade (il maggiore operatore singolo) crescono del 3,51%. C’è un meccanismo di arrotondamenti sui centesimi e di compensazioni fra un anno e l’altro, per cui su certe tratte potrebbero anche non risultare aumenti (così ad esempio sulla Asti-Cuneo) o addirittura potrà esserci la lieta sorpresa di uno sconto (sul Passante di Mestre -1,18%) ma queste sono fortunate eccezioni. La media nasconde incrementi anche a due cifre, in un singolo caso +14,17%.
La verde ancora su
Prezzo record a 1,724 euro al litro
Ieri i carburanti sono rincarati un’altra volta, toccando nuovi record, e già si sa che nel 2012 andrà peggio. La benzina si è portata al nuovo massimo di 1,724 euro al litro nei distributori della Ip secondo il monitoraggio di Quotidiano energia: lo scatto (l’altroieri) dei listini dell’Eni ha incoraggiato la mossa dell’Ip (+1 centesimi al litro la verde e +0,5 il gasolio) e anche i rialzi della TotalErg (+0,7 sulla benzina) e della Q8 (+0,5 centesimi, sempre la benzina). Il weekend di Capodanno è quindi amaro per gli automobilisti, con il costo del pieno che lievita a vista d’occhio, ma le sorprese più brutte arriveranno col viaggio di ritorno, non solo per i possibili nuovi aumenti già previsti dai gestori (la Figisc calcola possibili rincari di 0,5 centesimi al litro legati alle quotazioni dei prodotti raffinati) ma anche per il rialzo delle addizionali sulle accise in sei Regioni italiane. Da gennaio Piemonte, Liguria e Toscana (recentemente colpite quest’ultime dalle alluvioni) applicheranno maggiorazioni che, considerando anche l’effetto di trascinamento sull’Iva, alzeranno i prezzi di 6,1 centesimi al litro. Ad aumentare sarà anche l’addizionale nelle Marche (compresa di Iva arriverà a 9,1 centesimi in più rispetto al livello nazionale), mentre Umbria e Lazio introdurranno per la prima volta la maggiorazione rispettivamente di 4,1 e 3,1 centesimi al litro. Buone notizie invece in Abruzzo, dove l’addizionale introdotta il 1˚ gennaio 2011 verrà invece abrogata
Bollette pesanti
Elettricità +4,9% e metano 2,7% in più
Da gennaio bollette più care: l’elettricità costerà il 4,9% in più e il metano il 2,7% in più. Lo ha deciso l’Autorità per l’energia. Il Garante del settore calcola che con questo aggiornamento trimestrale la spesa degli italiani per le bollette di luce e gas aumenta di ben 54 euro l’anno. La somma è presto fatta: per l’energia elettrica, la famiglia-tipo servita in condizioni di maggior tutela spenderà 22 euro in più su base annua, mentre per il metano la maggiore spesa sarà di 32 euro.
Anche il canone Rai in (lieve) rialzo
Costerà 112 euro
Aumenta anche il canone Rai, non in misura fortissima (un euro e 50 centesimi in più) ma secondo una logica che fa arrabbiare le associazioni dei consumatori e degli utenti. Entro il 31 gennaio gli abbonati dovranno pagare 112 euro, secondo quanto stabilito da un decreto del ministero dello Sviluppo.
Un aumento del 50% che almeno a Milano è stato compensato dal fatto che l’abbonamento mensile non ha subito ritocchi. Aumenti del 20% del biglietto li ha dovuti subire chi abita a Bologna, Brescia, Parma e Cagliari. Poco meglio è andata agli abitanti di Venezia e Mestre (+18%). E per chi si è salvato nel 2011 la stangata sembra essere dietro l’angolo. L’Atac a Roma ha già fatto sapere che a giugno il biglietto passerà da un’euro a 1,5 e l’abbonamento mensile da 30 a 35 euro. Stessa cosa si preannuncia Torino, dove la Gtt dovrebbe portare a 1,5 euro il biglietto (+50%) e aumentare tra il 14 e il 19% il prezzo dell’abbonamento.
Altrove, per ora, bocche cucite ma dall’Asstra fanno capire che difficilmente non ci saranno ritocchi all’insù dove le Regioni sono andate giù pesanti nello sforbiciare i finanziamenti: da qualche parte i soldi devono entrare. Così «a rischio» di aumenti sono anche gli utenti delle città campane (dove il taglio dei finanziamenti è stato del 23%), della Liguria (-12%), della Toscana (-9% per il trasporto su gomma) e del Veneto (-11,5%).
C’è poi il sospetto che le amministrazioni regionali abbiano utilizzato parte delle risorse destinate al trasporto urbano per «coprire» i contratti di servizio con Trenitalia. Ossia per finire di pagare i treni dei pendolari. Che intanto pagano più cari convogli che continuano ad essere spesso sporchi, in ritardo e sempre di meno, come testimonia l'indagine di Legambiente sui tagli delle corse: -19, 5% in Veneto (solo - 5% per Trenitalia), -12 in Liguria, -10 in Campania ed Abruzzo, per citare gli esempi più eclatanti.
Meno treni ma più cari: del 23,4% in Lombardia, del 25% in Abruzzo, del 20% in Liguria, del 12,5% in Campania, del 10% in Piemonte ed Emilia. Forse davvero troppo per convogli che continuano ad essere anche i più lenti d’Europa, con una media di 35,5 chilometri orari che è nettamente distante dalla velocità con cui i pendolari viaggiano in Francia, Germania, Inghilterra e Spagna.
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Ecco una tabella con le previsioni degli aumenti 2012 voce per voce.
ALIMENTAZIONE - 392 euro
TRENI (ANCHE PENDOLARI) - 81 euro
TRASPORTO PUBBLICO LOCALE - 48 euro
SERVIZI BANCARI, MUTUI, BOLLI - 93 euro
CARBURANTI (COMPRESE ACCISE REGIONI) - 192 euro
DERIVATI PETROLIO, DETERSIVI, PLASTICHE - 123 euro
ASSICURAZIONE AUTO - 78 euro
TARIFFE AUTOSTRADALI - 53 euro
TARIFFE GAS - 113 euro
TARIFFE ELETTRICITA' - 72 euro
TARIFFE ACQUA - 22 euro
TARIFFE RIFIUTI - 53 euro
RISCALDAMENTO - 195 euro
AUMENTO IVA (DA SETTEMBRE) - 93 euro
ADDIZIONALI REGIONALI - 90 euro
IMU PRIMA CASA - 405 euro
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TOTALE 2.103 euro














no nel senso che ho risposto con un esempio come il tuo un secondo prima





