Cucciola,
abbiamo percorso pochi Km insieme perché sei arrivata al mio fianco solo a settembre, ma ogni giorno ti ho coccolato con le mie carezze e con i miei sguardi di ammirazione, con le mie premure per le gocce d'acqua che ti colpivano in questi giorni.
Stavo ancora cercando di conoscerti al meglio, di capire quando potevo e quando non, quando ti andava e quando non, quando potevo "tenere aperto" e quando invece dovevo chiudere la manopola.
Mi hai accompagnato in una delle avventure più belle a spasso per la Valnerina, a visitare le Cascate in una che per molti sarebbe stata una domenica qualunque, ma non per un motociclista e la sua moto.
Quello che mi stavi insegnando è che ogni momento passato insieme era unico perché nostro perchè nessun altro poteva capire quello che io ti chiedevo di fare e tu sempre hai fatto.
Già, per me sei stata un'occasione per conoscere meglio anche me stesso, per vivere momenti unici.
Ieri sera ti ho lasciato come sempre sotto casa, ti ho fatto la solita carezza sul serbatoio e sono salito a casa, chiedendoti di aspettarmi.
Stamattina tuttavia non eri più lì, qualcuno ha deciso di separarci e io mi sento di non poter farci nulla. Mi sento privato di una parte di me.
Ho provato a condividere il mio stato d'animo con qualcuno, ma nessuno capisce cosa si prova a perdere la propria motocicletta, si pensa subito ai soldi, all'assicurazione e quando iniziano a percepire la tristezza nei tuoi occhi pensano che tu sia pazzo.
Ti scrivo qui perché nessuno al di fuori di un motociclista può capire quale sia il rapporto che si instaura con la propria cucciola.
Ecco, volevo solo dirti che mi mancherai, che eri bellissima, che eri la mia moto e io sono orgoglioso di averti cavalcato. E' stato un onore.
Anche se dovessi comprare un altra moto, tu sarai sempre nel mio cuore.
Spero che chi ti condurrà possa trattarti come meriti.
Addio cucciola.








