visto che si parla di essere motociclisti,sopratutto dentro,vi posto questo mio articolo,che tempo fa fu anche pubblicato nella home del tinga.
Mi vesto e scendo in garage, apro e vedo il mio mezzo li pronto ad attendermi, via il cavalletto, giro il quadro, sfioro appena il tasto dell'accensione e via, il sonnacchioso silenzio domenicale viene interrotto dal minimo alto del mio mezzo ancora freddo, ma già desideroso di mordere l'asfalto, raccolgo e porto con me tutto quello di cui potrei aver bisogno in un giro di chilometraggio maggiore rispetto al normale, chiudo la saracinesca, il minimo si è già abbassato, è ora di montare in sella al mio destriero, calo la visiera, si parte!
Esco da casa, curva a destra e pieno di carburante mentre un sole caldo mi fa sudare sotto il giubbotto, casco e guanti tecnici, poco male, tra qualche minuto il tutto mi tornerà utile, fa freddino a fine settembre a 2000 metri di altitudine!
Si parte (questa volta definitivamente), finalmente un bel giorno di sole dopo settimane di pioggia, i primi chilometri vengono percorsi praticamente in riva al mare, che però è agitato, ottimo, ho scelto bene come impiegare questa bella giornata, lasciando a casa il costume per il casco.
La giornata è fantastica, e sprizzo gioia da ogni poro, si comincia la salita verso i primi paesi, i cartelli scorrono sotto i mie occhi, S. Gregorio, Viagrande, e finalmente l'agognato cartello, marrone "Etna" (indicazione turistica, inutile per me visto che conosco perfettamente la strada, ma mi mette lo stesso allegria), e via si sale, la temperatura è già molto fresca, probabilmente sentirò freddo la sopra, poco male, in casi estremi metterò anche l'impermeabile, ecco che arrivo a Pedara, sono circa le 10:00, e già il paese è in movimento, tipico atteggiamento degli abitanti dei paesini etnei non sprecare la vita dormendo come i normali cittadini, si va a salutare un amico che non potrà venire con noi causa moto "inagibile", e di questo ce ne dispiace.
Ma abbiamo appuntamento con altri alle 11:00, quindi il tempo per le chiacchiere è finito, si parte e adesso comincia davvero il bello, primi tornanti, primi paesaggi meravigliosi, primi fratelli motociclisti incrociati, cerco di stare calmo, l'asfalto è ancora umido è viaggio a fianco della nebbia, mi scopro un ottimo matematico quando arrivo perfettamente alle 11:00 al luogo dell'appuntamento, ma trovo già li il mio compagno di avventura, si ci rifugia in un bar visto che tutto è invaso dalla nebbia, si fa colazione, la nebbia si dirada un po ed esce un bel sole a scaldare un po le mani intorpidite, il panorama è come sempre mozzafiato, scambiamo qualche parola con gruppo di biker che ci sconsiglia di scendere dal versante opposto a quello da dove sono salito io (il mio compagno aveva percorso un'altra strada ancora), causa controlli a tappeto da parte delle F.d.O. che a quanto pare oggi avevano deciso di prendersela con gli scarichi (meglio sorvolare sull'argomento).
Si percorre qualche metro a piedi quando finalmente si sente arrivare un corteo di moto, si sono loro, il gruppetto del Tinga! Ci affrettiamo a raggiungerli per fare conoscenza, dopo aver scambiato qualche parola e dopo un caffè di rito decidiamo di lasciare il gruppo alle loro cioccolate per scendere verso Zafferana, salutiamo e via si parte, basta scendere un paio di metri e perforiamo la nebbia, ed ecco il paradiso!
Il sole ci accoglie e illumina il paradiso di ogni motociclista, asfalto pulito, strada libera e ben visibile... si parte, abbasso a visiera, riscaldo gomme e freni e... inizia la discesa!
Basta poco per divertirsi, inutile cercare di imitare gente che ha talento e mezzi infinitamente migliori dei nostri, e sopratutto che non ha guardrail in stato di decomposizione ad attenderli in caso di errore, c'è poco da dire, ritmo spezzato ogni tanto da qualche auto o peggio autobus, inutile arrabbiarsi, la strada è di tutti e si aspetta il primo rettilineo per sorpassare.
Arrivati in pianura ci attende un caldo estivo, tolgo giubbotto e guanti e percorro i 30 km che mi separano da casa godendomi i vari paesini che incontro per strada, annusando l'odore di frutta e miele venduto a bordo strada, unito in alcune località da un sottofondo di vino, si arriva a casa all'orario di pranzo, tabella di marcia rispettata perfettamente, scendo in garage con un sorriso ed una soddisfazione che ha del beota, ripongo l'attrezzatura ed entro il mezzo
A,dimenticavo di dirvi che mezzo possiedo.....un semplice scooter 125...
scusatemi se vi ho annoiato,daltronde non sono mica un motociclista.