Mah, onestamente non la penso come te ma rispetto la tua posizione.
Non penso che la moto sia illogica e non penso che la moto sia fatta per correre.
Non è detto che siccome la moto può correre debba per forza farlo.
Sennò sarebbe come dire che siccome tutti i maschietti hanno la potenzialità di stuprare le donne, se non lo fanno o è perché non ne sono capaci o perché non sono più in grado di farlo.
In realtà, come ben sappiamo, stuprare le donne è una devianza, probabilmente la più grande che possa colpire un essere umano (per me lo stupro è peggio dell'omicidio).
Lo stesso per la moto, se uno corre come un matto, non sta dimostrando valentia ma solo incoscienza che è, appunto, una devianza rispetto al giusto modo di guidare che è di usare prudenza.
Lo so che la argomentazione è un po' forte ma sono stanco e al mononeurone non è venuto niente di meglio.
Io personalmente amo guidare guardandomi incontro, godendomi la strada e il vento e non invidio minimamente chi corre perché, avendolo fatto, so che a quel punto tutto si annulla nella velocità, nell'attenzione spasmodica di controllo che poi porta stress.
Capisco che ogni tanto ci voglia la botta di adrenalina ma una regola adrenalinica non mi interessa minimamente.
Mia opinione, naturalmente.



. Ribadisco che, a mio modo di vedere, la moto è oggetto irrazionale per eccellenza. Infatti se ne parla come di una passione, sentimento che rifugge il raziocinio. Il dualismo passione/razionalità, senza voler fare filosofia, è un classico del pensiero
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" Ma per favore......
; perchè mai per fare del turismo pantofolaio (ho detto turismo pantofolaio eh, cerchiamo di capirci bene 
Parentesi: estremizzando il ragionamento con gli elementi da te introdotti, si potrebbe giungere al seguente postulato: se tutte (le donne) la concedessero con magnanimità, gli stupratori non avrebbero più ragione di esistere


dovevo essere veramente stanco perché ero realmente convinto di aver letto il termine "illogica"... vabbé, lasciamo perdere... Alzheimer... però sono ancora convinto che la natura della moto non sia correre ma andare alla velocità che il motociclista ritiene opportuna. Per me un motociclista è uno che ama la moto, anche Oriana che la moto non ha, per me è una motociclista e per il bene che fa alla comunità è una fior di motociclista. Poi ci sono altre categorie di motociclisti: Marco che si fa in un anno un milione di chilometri è un culo di ferro (o IBA come si dice in inglese); quelli che riescono a tenere medie pazzesche, qualunque strada facciano, col totale controllo del mezzo sono sicuramente dei virtuosi; quelli che se ne vanno ad andature turistiche sono dei motociclisti turisti; quelli che usano la moto per andare a lavoro sono motociclisti pendolari; quelli che usano lo scooter sono motociclisti sputeristi. Motociclista è una categoria dello spirito che presuppone l'amore per le due ruote, tutto il resto, a parer mio, è infrastruttura, voglia di incasellare una passione che, per definizione, è transcategoriale.




