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Solo che al posto del cavallo c’era un cavallo d’acciaio, e la polvere non era quella della Valle della Morte, ma il pulviscolo dorato alzato dall’asfalto rovente della Cilentana.
Così avanzava Mimmo. In sella al suo Mostro - un’imponente e muscolosa KTM 1290 Super Adventure R - solcava la strada chilometro dopo chilometro, la pelle della giacca segnata dai viaggi e la visiera del casco incrostata dai moscerini e dalla fatica del percorso.
Mimmo macinava strada senza fretta, immerso nel rombo cupo e sordo del suo v-twin. Non si era accorto che, a pochi metri dalla sua ruota posteriore, c’era un’ombra che lo seguiva fedele. Un altro motociclista, composto e preciso nei movimenti, pennellava ogni piega in sella a una Triumph Tiger 900.
Dopo una lunga sequenza di curve, vista una piccola stazione di sosta immersa nella macchia mediterranea nei pressi di Morigerati - incantevole borgo medievale arroccato nell'entroterra del Basso Cilento, famoso per la spettacolare Oasi WWF e le grotte dove il fiume Bussento riaffiora dopo un lungo percorso sotterraneo -, Mimmo decise di fare una tregua col caldo. Accostò il KTM, spense il motore e scese dalla sella, pronto a dissetarsi con una birra rigorosamente analcolica. Nemmeno il tempo di togliere i guanti che sentì il borbottio di un altro tre cilindri spegnersi poco distante.
Fu allora che il motociclista misterioso si tolse il casco, rivelando una folta chioma di capelli e il volto sorridente di una ragazza: Chiara.
Mimmo la guardò, sorpreso ed energico nel suo consueto modo di fare. «Ma da quanto tempo mi stai incollata ai tubolari, ragazza?» esclamò con un sorriso sghembo, indicando il suo KTM.
Chiara si sistemò i capelli, appoggiò il casco sul serbatoio della sua Tiger e rispose senza scomporsi: «Da abbastanza chilometri da capire che guidi bene, ma che hai un debole per le traiettorie un po’ troppo generose in uscita di curva!».
I due scoppiarono a ridere. Per chi vive la strada su due ruote non servono lunghe presentazioni: basta uno sguardo all'attrezzatura, il rispetto per la traiettoria altrui e la stessa puzza di benzina e vento addosso per sentirsi amici da una vita. Davanti al banco del bar, tra un sorso e due battute sulle sospensioni e sui passi di montagna, la sintonia fu immediata. Non servirono troppe parole per capire che viaggiavano con lo stesso passo e con la stessa voglia di macinare strada.
Finito il ristoro, scesi di nuovo nel piazzale, la decisione fu presa senza neanche bisogno di formularla a voce.
I due globetrotter si ritrovarono così a fare strada insieme. Marciavano in fila indiana: davanti apriva la pista la muscolosa KTM di Mimmo, seguita a ruota dalla Triumph Tiger di Chiara, quell'insospettabile ragazza che non ti aspetti di incontrare in sella a una maxi-enduro su simili percorsi. Sotto le loro ruote scorreva l'asfalto della Cilentana, mentre chilometro dopo chilometro confermavano quella spontanea intesa.
Senza ancora saperlo, condividevano molto più di quella semplice passione per il viaggio: erano entrambi orgogliosi portabandiera del Moto Club Salerno in Moto, legati da uno stemma comune e da uno spirito d'avventura che li avrebbe spinti ben oltre l'orizzonte di quella giornata.
In fondo è proprio così che va la vita su due ruote. Dicono bene quando ripetono: "Motociclisti, strana gente". Gente che non si conosce ma che si saluta alzando due dita lungo la strada, gente che condivide la pioggia, il freddo, la polvere e il vento sul viso senza chiedere nulla in cambio. An Anime che si incrociano per caso su un nastro d'asfalto e che, senza dirsi una parola di troppo, si ritrovano a viaggiare fianco a fianco come se si conoscessero da sempre, legate da quel filo invisibile fatto di rispetto, senso di libertà e un'infinita fame di strada.

Buona Strada Sempre ^?l:
