Enogastronomia
Colle del Nivolet: Il santuario ad alta quota per le due ruote
Scritto da Maurizio60 - Pubblicato 03/08/2026 16:08
Il paradiso delle curve tra i laghi del gran paradiso...

Stima del tempo di lettura: 5 minuti circa.

Ci sono strade che non sono semplici strisce di asfalto tese da un punto A a un punto B, ma veri e propri itinerari dello spirito. Il Colle del Nivolet è una di queste. Situato nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, a oltre 2.600 metri di altitudine, questo valico alpino offre una delle esperienze di guida e di immersione naturalistica più esaltanti d'Italia. Scalare il Nivolet significa accettare un invito alla lentezza contemplativa e, al tempo stesso, alla precisione di guida. Tra tornanti spettacolari, specchi d'acqua turchese e vette imponenti, ogni chilometro si trasforma in un ricordo indelebile per chiunque ami viaggiare su due ruote.



Paragrafo 1- Ubicazione e posizione geografica
Il Colle del Nivolet si trova nelle Alpi Graie, al confine tra il Piemonte e la Valle d'Aosta, svettando a un'altitudine di 2.612 metri s.l.m. Il valico separa la Valle dell'Orco (in territorio piemontese, comune di Ceresole Reale) dalla Valsavarenche (in territorio valdostano). Dal punto di vista viario, la strada principale sale dal versante piemontese e si interrompe poco oltre il colle, rendendolo un vero e proprio "vicolo cieco" ad alta quota da cui si torna indietro ripercorrendo la medesima piana incantata.

Paragrafo 2 - L'Asfalto e la ciclistica
Affrontare il Nivolet richiede una guida tecnica, fluida e ritmica. La strada presenta una carreggiata spesso stretta, in particolare nell'ultimo tratto dopo Ceresole Reale, ricca di tornanti serrati e cambi di pendenza improvvisi. Qui non serve spingere a fondo con il gas; conta la dolcezza nell'impostare la traiettoria e un buon uso del freno motore. È una guida "di braccia" nei tratti più guidati, ma richiede costante attenzione al raggio di curva.

• Setting consigliato: Un assetto orientato al comfort (o sospensioni ad escursione generosa) è la scelta ideale. L'asfalto, pur mantenendosi generalmente in buone condizioni, presenta tratti rovinati dal gelo e giunti scoperti. Un setup troppo rigido trasmetterebbe troppe vibrazioni, stancando il pilota e riducendo la precisione su un fondo imperfetto.

Paragrafo 3 - Il Paesaggio e l'atmosfera
Dentro la visiera del casco si compone un quadro in continua evoluzione. Nella prima parte della salita si viene avvolti dal verde cupo dei boschi e dall'intenso profumo di pino e resina, misto all'aria fresca della montagna. Salendo di quota, la vegetazione cede il passo ai colori primordiali della roccia e del granito scuro. La vera magia esplode oltre i 2.000 metri: lo sguardo spazia sui due grandi specchi d'acqua artificiali, il Lago Serrù e il Lago Agnel, le cui acque turchesi e smeraldo riflettono il cielo terso. L'aria diventa rarefatta, frizzante, e il silenzio dell'alta quota è interrotto solo dal rombo del motore e dal fischio delle marmotte.



Paragrafo 4 - Accesso su strada e regolamentazione estiva
Per tutelare il delicato ecosistema del Parco Nazionale del Gran Paradiso, nei mesi estivi di luglio e agosto (in particolare la domenica e nei giorni festivi) la circolazione dei veicoli a motore è regolamentata. Gli ultimi 6 chilometri di strada, dal Lago Serrù fino al Colle, vengono chiusi al traffico privato in determinate fasce orarie. Durante questi blocchi, il tragitto può essere percorso a piedi, in bicicletta o usufruendo dei servizi di navetta ecologica messi a disposizione dall'ente parco. È fondamentale verificare il calendario delle chiusure prima di mettersi in viaggio.

Paragrafo 5 - Punti d'interesse e attività
Oltre all'emozione della guida, il Nivolet offre attrazioni naturalistiche ed esperienze uniche:

• I Laghi Serrù e Agnel: Bacini idroelettrici incastonati tra le montagne, perfetti per una sosta fotografica.

• I Laghi del Nivolet: Piccoli specchi d'acqua naturali situati sul pianoro sommitale.

• Trekking ed Escursionismo: Il colle è il punto di partenza per numerosi sentieri che conducono ai rifugi (come il Rifugio Savoia o il Rifugio Città di Chivasso) e verso le vette del gruppo del Gran Paradiso.

• Osservazione della Fauna: Non è raro avvistare stambecchi, camosci e gipeti.

• Astronomia: Per via dell'assenza di inquinamento luminoso e dell'elevata altitudine, la Piana del Nivolet è nota anche come uno dei cieli notturni più bui d'Italia, ideale per l'osservazione delle stelle e la fotografia astronomica.



6. La sosta del Motociclista
Il punto esatto dove spegnere il motore si trova in cima al piano del Colle, nei pressi del Rifugio Savoia o del vicinissimo Rifugio Città di Chivasso. Una volta tolto il casco e parcheggiata la moto a fianco di quelle degli altri viaggiatori, scatta immediatamente il rituale del confronto su strade, pieghe e mete future. Per recuperare le energie, la tradizione impone di assaggiare un piatto caldo della cucina locale: un'ottima polenta concia arricchita con toma alpina fusa, accompagnata da uno spezzatino di selvaggina o da un tagliere di salumi valdostani e piemontesi.



Paragrafo 7 - Chiusura invernale
Data l'elevata altitudine, la neve ricopre il Colle del Nivolet per gran parte dell'anno. La strada viene generalmente chiusa al traffico da ottobre/novembre fino a maggio o inizio giugno, a seconda delle condizioni nevose della stagione. La riapertura estiva richiede spesso imponenti lavori di sgombero neve lungo i tornanti più alti.

Paragrafo 8 - Cenni storici: Il legame con i grandi valichi alpini e il colle dell'Agnello
La storia delle strade di alta montagna come il Nivolet si intreccia con le grandi opere di ingegneria idroelettrica degli anni '50 e '60 e con la cultura dei valichi alpini dell'Ovest. Sebbene il Nivolet debba la sua asfaltatura principalmente alla costruzione delle dighe, condivide lo spirito storico con passi vicini come il Colle dell'Agnello (posto più a sud, a 2.744 m). Entrambi rappresentano storiche vie di transito e pascolo, trasformate nel tempo in pilastri del turismo itinerante e del ciclismo eroico, dove l'uomo ha sfidato la forza della montagna per tracciare un nastro d'asfalto tra le nuvole.

Paragrafo 9 - Nota di viaggio
Strade di questa bellezza attirano inevitabilmente molti appassionati, ma di conseguenza anche controlli delle forze dell'ordine, pronti a sanzionare eccessi di velocità o sorpassi azzardati. Mantieni sempre la massima attenzione alle traiettorie, rispetta i limiti e la fauna selvatica che potrebbe attraversare all'improvviso. Goditi il panorama unico, guida in sicurezza e, soprattutto... buon viaggio!

Paragrafo 10 - Un consiglio d'oro per il viaggio
Per godersi al massimo l'esperienza (ed evitare il traffico pesante di camper e pullman o i ciclisti nei tratti più stretti), il segreto è sempre lo stesso: ruote sull'asfalto alle prime luci dell'alba. Arrivare in cima quando il sole sta ancora scaldando le vette regala la strada quasi deserta, un'aria cristallina e la sensazione impagabile di avere l'intero Gran Paradiso ai propri piedi.

Fonte dell'articolo:
• Azienda Turistica Locale (ATL) Turismo Torino e Provincia - Itinerari e stradari del Gran Paradiso.
• Ente Parco Nazionale Gran Paradiso - Regolamentazione del traffico e viabilità "A Piedi tra le Nuvole" al Colle del Nivolet.

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Come sempre faccio, ho cercato di portarvi a conoscenza delle novità sul mercato, dei pregi e difetti delle varie moto che di volta in volta provo a mettere a nudo, almeno sulla carta, senza compromessi. Spero che abbiate apprezzato, fatemelo sapere nei commenti ^?l:


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