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Ci sono giorni in cui il richiamo della strada diventa semplicemente troppo forte per essere ignorato. Giornate in cui la voglia di pieghe, l'odore dell'asfalto e il desiderio di perdersi dentro panorami che tolgono il fiato si fondono in un unico, irrefrenabile impulso: accendere il motore e partire. Se anche voi state cercando quella combinazione perfetta tra una guida tecnica che vi faccia divertire e una cornice naturale da cartolina, siete nel posto giusto.
Questo itinerario non è solo un percorso sulla mappa, ma un vero e proprio viaggio sensoriale che si snoda tra le vette imponenti del Monte Baldo e lo specchio d'acqua blu del Lago di Garda. Preparate i guanti, allacciate il casco e regolate le sospensioni: vi portiamo alla scoperta di un moto giro spettacolare, dove ogni singola curva sembra disegnata appositamente per regalarci un sorriso sotto la visiera.

Paragrafo 1 - Cosa aspettarsi?
Se volete togliervi la voglia di curve e vedere dei paesaggi bellissimi, questo è l'itinerario che fa per voi! Partiamo da Spiazzi, dove si trova il Santuario Madonna della Corona. Proseguiamo fra vari dislivelli attraversando Ferrara di Montebaldo e Cavallo di Novezza a 1.433 metri di altezza. Il panorama che diventa sempre più spettacolare. Raggiungiamo Bocca di Navene. E qui vi consigliamo di affacciarvi dalla terrazza accanto al bar, dove si può godere della magnifica vista sul Lago di Garda. Da qui proseguiamo per San Valentino, scendiamo verso Brentonico prima di prendere la SS240 in direzione di Riva del Garda.
• Chilometri totali da percorrere:
L'itinerario completo, calcolato da Spiazzi fino all'arrivo a Riva del Garda, si sviluppa su una distanza di circa 65 chilometri. Si tratta di una percorrenza chilometrica contenuta, ma estremamente densa di contenuti tecnici e paesaggistici. Non è un viaggio autostradale da divorare a medie elevate, ma una sequenza ininterrotta di curve, cambi di pendenza e tornanti che richiede il giusto tempo per essere gustata appieno, ideale per una mezza giornata di pura passione su due ruote o per una giornata intera prendendosela con estrema calma.
• Le principali località e il percorso:
Il nostro viaggio inizia a Spiazzi, una frazione montana situata nel comune di Caprino Veronese. Questa località è famosa in tutto il mondo per il suggestivo Santuario della Madonna della Corona, una meraviglia architettonica letteralmente aggrappata a una parete di roccia verticale a 774 metri di quota.

Lasciata Spiazzi, imbocchiamo la Strada Provinciale 8 (SP8) in direzione nord. La strada comincia subito a salire in modo costante, offrendo un asfalto che si snoda tra boschi e radure. Attraversiamo la località di Ferrara di Montebaldo, un piccolo comune montano immerso nel verde, dove l'aria comincia a farsi decisamente frizzante.
Continuando a salire lungo la SP8, la vegetazione inizia a diradarsi lasciando spazio a praterie alpine d'alta quota. Raggiungiamo così Cavallo di Novezza, situato a ben 1.433 metri di altezza. Qui la strada si fa più intima, quasi aggrappata alla cresta della montagna, offrendo scorci unici sulle vette circostanti.
Proseguendo sulla strada che ora prende la denominazione di SP3, entriamo in territorio trentino e raggiungiamo Bocca di Navene (1.425 m), un valico alpino che funge da vero e proprio balcone naturale sul sottostante Lago di Garda.
• Da Bocca di Navene continuiamo sulla SP3 superando la stazione turistica di San Valentino, per poi iniziare la discesa verso l'abitato di Brentonico lungo la SP22. Una volta superato il paese, la discesa si fa più ripida ed emozionante fino a raggiungere il fondovalle nei pressi di Mori. Da qui, svoltiamo a sinistra imboccando la celebre Strada Statale 240 (SS240) "di Loppio e di Val di Ledro", che con curve ampie e scorrevoli ci conduce direttamente a Riva del Garda, la perla settentrionale del lago, meta finale del nostro viaggio.
Paragrafo 2 - L'asfalto e la ciclistica
Questo itinerario è una vera e propria palestra per la ciclistica della moto e per le braccia del motociclista.
• Tipo di guida: Il percorso richiede una guida decisamente ritmica e di braccia nella prima parte della salita e della discesa da Brentonico. I tornanti stretti e i continui cambi di direzione alle basse velocità impongono un uso attivo del corpo e un buon lavoro sul manubrio, specialmente se guidate una maxi-enduro o una naked stradale. Nella sezione centrale, tra Novezza e Bocca di Navene, la guida si fa più fluida e tecnica, dove è fondamentale raccordare bene le traiettorie e mantenere la giusta velocità di percorrenza senza aggredire troppo i freni.
• Qualità dell'asfalto: Il fondo stradale varia da discreto a ottimo. Sul versante veneto (SP8) l'asfalto offre generalmente un buon grip, anche se in primavera o dopo forti piogge è facile trovare detriti o umidità nelle zone d'ombra dei boschi. Il tratto trentino presenta una manutenzione stradale eccellente con un asfalto molto sincero.
• Setting ideale: Il setup perfetto per questo giro tende al comfort controllato, leggermente sostenuto ma non rigidissimo. Una taratura troppo rigida (pista artificiale) vi farebbe saltare sulle imperfezioni dell'asfalto montano e sui giunti di collegamento delle strade provinciali. Al contrario, un setting troppo morbido creerebbe trasferimenti di carico fastidiosi nei continui "sinistra-destra" e nelle frenate d'inserimento nei tornanti in discesa. Il consiglio è di mantenere un'idraulica frenata il giusto per sostenere la moto in staccata, lasciando però alle sospensioni la libertà di copiare le imperfezioni del manto stradale montano.
Paragrafo 3 - Il paesaggio e l'atmosfera
L'atmosfera di questo moto giro è caratterizzata da un contrasto paesaggistico quasi magico. Si parte dall'ambiente mistico e roccioso di Spiazzi, dove il grigio della pietra calcarea domina la scena, per poi immergersi nel verde intenso dei boschi di faggio del Monte Baldo, noto storicamente come il "Giardino d'Europa" per la sua incredibile varietà di flora.
Man mano che si sale verso Cavallo di Novezza, l'orizzonte si allarga. Gli alberi lasciano spazio a pascoli aperti e a una roccia nuda che ricorda i grandi passi dolomitici. Ma la vera magia si compie a Bocca di Navene: qui l'ambiente puramente montano incontra improvvisamente quello lacustre. Lo sguardo precipita letteralmente per oltre mille metri fino a tuffarsi nell'azzurro intenso del Lago di Garda, spesso punteggiato dalle vele bianche dei windsurf. L'aria frizzante e pulita della montagna si mescola alla brezza mite che sale dal lago, regalando una sensazione di libertà assoluta che solo chi va in moto può comprendere appieno.

Paragrafo 4 - La sosta del motociclista
Un moto giro che si rispetti deve prevedere le giuste soste, sia per far riposare le braccia sia per riempirsi gli occhi di bellezza.
• La Sosta Culturale/Spirituale: La prima tappa obbligata, ancora prima di consumare le gomme, è a Spiazzi. Parcheggiate la moto e dedicate del tempo a raggiungere (a piedi o con la comoda navetta) il Santuario Madonna della Corona. Trovarsi al cospetto di questa chiesa letteralmente incastonata nella roccia è un'esperienza che lascia senza parole.
• La sosta panoramica e Caffè: Il punto di sosta sacro di questo itinerario è senza dubbio il rifugio Bocca di Navene. Parcheggiate la moto nell'ampio piazzale sul valico e dirigetevi senza esitazione verso la terrazza panoramica adiacente al bar. Sorseggiare un caffè o una bibita fresca ammirando il Lago di Garda da questa altezza è un rito a cui nessun motociclista dovrebbe rinunciare. È anche il luogo perfetto per scambiare due chiacchiere con altri biker e ammirare le specialità parcheggiate sul passo.

Fonte dell'articolo: Fonte dell'itinerario e degli spunti di viaggio: Esperienze e percorsi stradali della community di Moto Club Ting'Avert.
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Come sempre faccio, ho cercato di portarvi a conoscenza delle novità sul mercato, dei pregi e difetti delle varie moto che di volta in volta provo a mettere a nudo, almeno sulla carta, senza compromessi. Spero che abbiate apprezzato, fatemelo sapere nei commenti ^?l:
Buona strada sempre
