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Da una parte c'era Mario, per tutti "Il Fermo", che lucidava maniacalmente la sua BMW R 1250 GS blu e bianca. Dall'altra, Maurizio, soprannominato "Il Fermone", intento a fissare il bauletto della sua R 1200 GS gialla e nera con una precisione chirurgica. I soprannomi non traggano in inganno: non erano lenti, erano semplicemente "esteti della curva", convinti che correre troppo impedisse di farsi ammirare adeguatamente dai passanti.

La Scalata verso il Cielo
La prima tappa verso Chiavenna fu un riscaldamento muscolare. Le due GS scivolavano fluide, con il 1250 di Mario che faceva valere la maggior coppia nei sorpassi, mentre Maurizio rispondeva con la grinta del "vecchio" 1200, il cui schema giallo-nero ricordava un calabrone deciso a non farsi seminare.
Superata la frontiera, l'aria si fece pungente.
• Passo del Bernina e Pontresina: Qui i due amici iniziarono la danza. Piege dolci, asfalto perfetto e quel profumo di pini che solo l’alta quota regala.
• Forcola di Livigno: "Mario, guarda che luce!" urlò Maurizio nell'interfono. La Forcola li accolse con un vento gelido ma una vista che toglieva il fiato. Le moto, parcheggiate fianco a fianco, sembravano due ammiraglie pronte alla conquista.
- "Il segreto non è arrivare primi," sentenziò Mario sistemandosi i guanti, "ma arrivare con la moto ancora pulita." Maurizio annuì con solennità: era il loro codice d'onore. -

Invasione in Austria
Dopo una breve incursione in territorio svizzero e il passaggio da Sluderno, le ruote delle BMW toccarono finalmente il suolo austriaco a Nauders.
Il paesaggio cambiò di nuovo: pascoli talmente verdi da sembrare finti e campanili a cipolla. Il "Fermo" e il "Fermone" si concessero una sosta per un pezzo di strudel, osservando i motociclisti locali sfrecciare.
"Corrono troppo, non si godono il viaggio," commentò Maurizio, mentre controllava se un moscerino avesse osato sporcare il faro della sua gialla.

Il Rientro: Emozioni tra i Passi
Il viaggio di ritorno fu un capolavoro di ingegneria stradale e panorami mozzafiato:
1. Zernez: Una discesa tecnica dove le sospensioni Telelever delle loro GS mangiavano le asperità come se nulla fosse.
2. St. Moritz: L'eleganza della città svizzera si rifletteva nelle carrozzerie lucide delle moto. Passarono davanti ai grandi hotel con il fare di chi ha appena attraversato un continente, anche se avevano solo fatto qualche centinaio di chilometri.
3. Il Maloja: La discesa verso l'Italia. Qui il "Fermone" diede prova della sua maestria, pennellando i tornanti con una fluidità che smentiva il suo soprannome, tallonato a breve distanza dal blu e bianco di Mario.

Rientro alla Base
Quando le luci di Como tornarono a riflettersi sulle acque del lago, i due amici si fermarono per l'ultimo saluto. I motori facevano quel tipico "tic-tic" metallico mentre si raffreddavano, una musica dolce dopo ore di viaggio.
"Allora, Fermo, come ti è sembrato il giro?" chiese Maurizio, togliendosi il casco e mostrando un sorriso stanco ma felice.
"Direi perfetto, Fermone. Nessun graffio, tante curve e abbiamo fatto la nostra figura."
Le due BMW rientrarono nei rispettivi garage, pronte a riposare. In fondo, essere un "Fermo" o un "Fermone" non era una questione di velocità, ma di stile. E di chilometri fatti insieme.




• Nota: Questo è un Report Real-Fantasy, che trae ispirazione da eventi realmente accaduti. L'intento è quello di intrecciare la realtà e la fantasia, fondendo fatti concreti con interpretazioni immaginative per offrire una narrazione che stimoli la riflessione e catturi l'immaginazione. Ogni dettaglio, personaggio ambientazione creativa è pensato non per alterare, ma per arricchire e completare il racconto di ciò che è stato.
Non sono uno scrittore, anche se amo scrivere storie, e non sono un Graphic Designer anche se mi diletto nel creare immagini con IA, siate clementi
Buona strada sempre
