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"Il sole del 1 Aprile sorge sulle loro schiene curve, mentre puntano dritti verso la costa. La Toscana è stata quasi conquistata, ma la Maremma ha ancora qualche asso nella manica.
Riusciranno a vedere il mare prima che la Guzzi si trasformi definitivamente in un arbusto semovente? E Saetta ritroverà mai la sensibilità ai piedi?"
Il Grande Salto... ''E Zingarata sia!'' - V° Appuntamento
Introduzione: L'Odore del Sale e il Ramo di Leccio
L’ultima volta che abbiamo avvistato Sfreccia-Senza-Meta e Saetta Lumaca, la situazione era, per usare un eufemismo, letale. La Guzzi V7 di Sfreccia era tenuta insieme dal nastro americano e da un ramo di leccio usato come pedana d'emergenza, mentre Saetta era diventato un tutt'uno con la sua tuta antipioggia, muovendosi con la grazia di un palombaro fuori dall'acqua. Ma dopo il fango del pascolo e i morsi del vitello a Ugo il Cinghiale, una nuova fragranza ha iniziato a farsi strada nei caschi: quella del salmastro.
La Maremma, selvaggia e incurante, sta per cedere il passo alla costa. Ma la strada tra il bosco e la spiaggia è disseminata di trappole che metterebbero alla prova anche Ulisse, se solo Ulisse avesse guidato una Ducati Scrambler gialla con i piedi addormentati.
I Capitolo: La Guzzi

"Botanica" e il Miraggio Blu
Il viaggio verso la costa fu segnato da un fenomeno biologico inquietante: il ramo di leccio fissato alla Guzzi di Sfreccia, grazie all'umidità maremmana e al calore del motore, aveva iniziato a germogliare.
"Vedi Saetta? La mia moto è viva! È un ecosistema semovente!" urlava Sfreccia mentre una piccola ghianda oscillava pericolosamente vicino al pedale del freno. La V7 ormai non sembrava più una moto, ma un cespuglio motorizzato che emetteva rombi sordi e perdeva foglie a ogni scalata.
Saetta, dal canto suo, guidava in uno stato di trance. La sensibilità ai piedi era un ricordo lontano, sostituita da un formicolio ritmico che andava a tempo con i giri del motore. "Sfreccia, non sento più le dita, ma sento il blu. O è il mare, o sto perdendo i sensi per i vapori dell'olio."
II Capitolo: L'Invasione della Spiaggia (con Ugo in prima linea)

Quando finalmente la macchia mediterranea si aprì, rivelando la distesa infinita del Tirreno, Sfreccia non frenò. Con un urlo primordiale, puntò la Guzzi-arbusto direttamente verso la sabbia di una caletta isolata.
"Zingarata totale, Saetta! Bagno purificatore!"
Il risultato fu una scena da film muto: le ruote stradali della Guzzi affondarono istantaneamente nella sabbia morbida, catapultando Sfreccia e il suo ramo di leccio in avanti. Saetta, nel tentativo di imitarlo, finì in una duna laterale, con la Ducati gialla che sembrava un enorme limone spiaggiato.
Ugo il Cinghiale, sbalzato dal manubrio, atterrò dritto sulla battigia. Un gabbiano, scambiandolo per una preda o forse per un vecchio nemico, provò a picchiare su di lui, ma si ritirò prontamente dopo aver annusato il persistente odore di aglione e stalla maremmana che emanava dal peluche. Ugo era salvo, ma la sua espressione di pezza sembrava dire: "Riportatemi a Siena".
III Capitolo: Il Miracolo del Fritto Misto

Dopo aver passato due ore a scavare nel fango e nella sabbia con i cucchiai da zuppa (ormai strumenti multiuso ufficiali del viaggio), i due si accamparono vicino a un capanno di pescatori.
Sfreccia, usando il ramo della sua moto come legna da ardere (un sacrificio necessario per la sopravvivenza), riuscì a convincere un pescatore locale che la loro presenza era parte di un esperimento sociologico sulla "decrescita felice". L'uomo, mosso a compassione o forse solo per farli tacere, regalò loro un vassoio di fritto misto avvolto nella carta gialla.
Fu lì, seduti sul bagnasciuga, che accadde il miracolo. Il sale, l'olio fritto e il calore del fuoco riattivarono la circolazione di Saetta. "Sfreccia... sento il mignolo sinistro! È vivo! Batte!"
I due brindarono con l'acqua tiepida della borraccia, mentre il sole tramontava nel mare, colorando di arancione la sabbia e i resti botanici della Guzzi.
Capitolo Conclusivo: Verso l'Ultima Frontiera

La Toscana è stata attraversata, il mare è stato raggiunto e Ugo il Cinghiale è sopravvissuto a un vitello e a un gabbiano. Ma la "Zingarata" non finisce dove finisce la terra ferma. Davanti a loro c'è l'ultimo salto, la prova finale che trasformerà questi due scapestrati in leggende (o in pazienti di un centro ortopedico).
Con la salsedine che corrode le ultime viti rimaste e il cuore gonfio di aglione e libertà, i nostri eroi guardano all'orizzonte. Il viaggio di ritorno sarà un'altra storia, ma per ora... il mare è qui.
• Riuscirà Sfreccia a riparare la moto usando solo alghe e speranza? E Ugo il Cinghiale accetterà di tornare in città dopo aver assaggiato la vita da spiaggia?
• Non perdetevi il gran finale di questa stagione: IL GRANDE SALTO... "Ritorno a casa: Oltre l'ultimo Aglione" * Capitolo VII
• Appuntamento al 1° Maggio!
Nota: Tra realtà e fantasia, questo racconto celebra la mia passione per le due ruote. I luoghi e le immagini, pur ispirandosi spesso al mondo reale, sono frutto di una libera rielaborazione creativa. Pur non essendo un professionista del settore, ho dedicato anima e corpo alla scrittura e alla creazione visiva di questa storia. Vi invito a guardare oltre le possibili imprecisioni tecniche e a cogliere l'essenza di un progetto nato dal puro piacere di creare. Spero che vi emozioni!
Buona strada sempre
